Libri/Telefilm

Parliamone | Ho letto gli otto libri sui Bridgerton (5-8)

Proseguono i miei sproloqui sui Bridgerton. Dopo aver parlato di Daphne, Anthony, Benedict e Colin qui, vi lascio con gli ultimi quattro giovani rimasti: Eloise, Francesca (e risponderemo alla domanda misteriosa: chi è Francesca?), Hyacinth e Gregory.

A Sir Phillip, con amore – Eloise Bridgerton

  Sir Phillip Crane,
  vi scrivo per porgervi le mie condoglianze per la perdita di vostra moglie, la mia cara cugina Marina. Anche se sono passati anni dall’ultima volta che l’ho vista, la ricordo caramente e sono rimasta profondamente addolorata quando ho saputo della sua morte. Vi prego di non esitare a scrivere se ci fosse qualcosa che io possa fare per alleviare il vostro dolore in questo difficile momento. Vostra

signorina Eloise Bridgerton. 

Ancora oggi, non so come prendere la storia d’amore che ha come protagonisti Eloise e Phillip.
Phillip e Marina sono due nomi che già abbiamo sentito anche nella serie: lei è cugina dei Featherington, nel libro dei Bridgerton, e in entrambi doveva sposare George Crane ma a causa della prematura di lui morte è finita insieme a Phillip. Nella versione cartacea Marina era una donna fragile che alla fine decide di porre fine alla sua vita, e il fatto che lei abbia lasciato indietro due bambini spinge Phillip a trovare una nuova madre per i loro figli. Per caso inizia uno scambio epistolare con Eloise, dal quale lui inizia a maturare l’idea che la ragazza possa essere una madre ideale per i suoi bambini, così le propone di raggiungerlo e conoscersi per vedere se sono compatibili. Lei ha ormai ventotto anni e, dopo aver rifiutato sei proposte di matrimonio, non sembra molto propensa ad accettare, ma poi Penelope e Colin si sposano e questo scombussola i suoi piani: ecco, io non ho amato tantissimo questo suo continuo ribadire che dava per scontato che lei e Penelope sarebbero rimaste zitelle insieme. Forse perché mi trovo più facilmente nei panni di Penelope – che non è zitella per scelta – però queste sue insinuazioni, per quanto dette ingenuamente, mi davano fastidio, anche perché Eloise stessa sapeva benissimo che se lo avesse voluto avrebbe potuto trovare marito (anche se forse non l’amore, per quello credeva che ormai fosse troppo tardi), Penelope invece non aveva lo stesso lusso. Comunque, adesso che lei non può più scappare via con Penelope e vivere con lei una vita da zitella, rivaluta la possibilità di conoscere Phillip: in fondo si scambiano lettere da un anno e lui non sembra affatto spiacevole.
Mi pare evidente che le premesse per costruire un solido rapporto ci sono tutte.
Eloise arriva a sorpresa nella dimora dei Crane: non c’è una chaperon, dunque lo scandalo è dietro l’angolo – sì, potete già immaginare cosa succederà e sono sicura che non vi state sbagliando – ma lei decide comunque di restare (senza sapere che con la sua fuga ha perso la possibilità di scoprire chi è veramente Lady Whistledown perché scappa proprio pochi secondi prima che Colin lo riveli, a una festa). Phillip viene descritto come abbastanza bello ma dal carattere particolare: non voleva fare il nobile, a lui piace la botanica e passa più tempo nella serra che coi figli, che praticamente non lo conoscono e passano quasi tutte le loro giornate con la tata. È un tipo un po’ irascibile, incapace di gestire le emozioni, forse perché davvero troppo appassionato ma anche timido, vorrebbe fare del suo meglio ma quando non ci riesce si scoraggia subito. Lui non ha mai saputo come comportarsi con Marina, che ai suoi occhi era costantemente infelice, e non è riuscito a salvarla rendendola il suo più grande rimpianto. Come dice lui stesso, lui non l’amava davvero, ma dopo essere stato sposato con lei per dieci anni e aver avuto insieme i gemelli, non riusciva a distaccarsene e ignorarla, avrebbe voluto aiutarla o quanto meno provarci ma non ha mai saputo come fare e alla fine, sconfitto, ha semplicemente deciso di lasciar perdere. Lui è un po’ così, tende a darsi per vinto, quindi cerca una nuova moglie che gli tenga compagnia e che badi ai suoi bambini così da poter tornare a dedicarsi alle sue piante, con le quali sembra riuscire a entrare più in sintonia.
Il fatto è che Sir Phillip non si aspettava che Eloise fosse così bella: una zitella di ventotto anni, secondo lui – e secondo chiunque altro vissuto in quell’epoca – doveva essere per forza brutta, invece lei era solo alla ricerca di qualcosa di più. E dopo un matrimonio con una donna che non aveva più neanche il coraggio di guardare, per lui deve essere stato… complicato da gestire, infatti passa gran parte del tempo cercando di starle lontano perché non sa bene se vuole che lei resti, che vada via, che lo sposi…
Eloise dal canto suo resta inizialmente delusa, perché si era aspettata di stare andando incontro al suo vero amore e invece ha trovato uno scapolo con due figli – dei quali non sapeva l’esistenza – e tale scapolo ha anche un pessimo carattere, o almeno non riesce ad approcciarsi a lei e lei lo interpreta negativamente. I due figli non la sopportano, le fanno i dispetti e le fanno pure del male, ma lei che è cresciuta con più fratelli e nipoti che capelli capisce benissimo che Amanda e Oliver sono solo alla ricerca disperata di attenzioni, infatti ci mette poco tempo a conquistarli diventando agli occhi di Phillip ancora di più la moglie che ha sempre sognato di sposare. Phillip stesso è, per Eloise, un bambino da educare: è lei che gli insegna ad aprirsi, a essere più coraggioso, a uscire dalla sua serra e iniziare a passare più tempo coi suoi bambini, che venivano maltrattati dalla tata senza che lui se ne accorgesse. Lui stesso non aveva avuto un buon padre e senza Eloise sarebbe diventato un genitore ancor peggiore, perché sempre a causa della sua paura di sbagliare e a causa del suo passato difficile, credeva di non essere adatto a fare il padre e non si sforzava più nemmeno di farlo. Non intendo dire che picchiava i suoi figli, ma piuttosto fingeva quasi che non esistessero, spingendo i gemelli a combinare continue marachelle perché essere rimproverati dal padre era pur sempre meglio che essere ignorati, e dopo aver già perso la madre non volevano perdere anche il fragile rapporto che avevano con lui.
E come sicuramente avevate immaginato poc’anzi, alla fine i quattro uomini Bridgerton arrivano e costringono i due a sposarsi, con tanto di siparietto divertente – Colin continuava a ripetere che era furioso perché aveva dovuto lasciare sua moglie, della quale è molto innamorato, per venire a salvare la reputazione della sorella. Awww.
Ora, capisco cosa li abbia portati a stare insieme. Phillip cercava una moglie che facesse da madre ai suoi figli ed Eloise in questo è perfetta grazie alla sua esperienza coi bambini. Lui è palesemente attratto da lei fin da subito, c’è sintonia e tutto il resto. Lei sembra essere l’unica in grado di gestirlo perché Phillip sotto certi aspetti è anche lui come un bambino, e lei gli mostra che il mondo è ancora bello ed entrambi scoprono che è ancora possibile amare, anche quando si crede che non ci capiterà più. Però è stato fatto tutto un po’ frettolosamente, dopo tutto nel giro di una settimana si sono incontrati, sposati e innamorati. Okay, si scrivevano da un anno, ma a una lettera al mese quante se ne saranno scambiate? Dieci, dodici? Ho visto l’attrazione, quella si sente tutta, ma per il resto la sua storia proprio come quella di Benedict non è proprio la mia cup of tea…

Amare un libertino – Francesca Bridgerton

In ogni vita esiste un punto di svolta. Un momento così tremendo e nitido che si ha la sensazione di essere stati colpiti in pieno petto e si sa, con assoluta certezza e senza ombra di dubbio, che la propria vita non sarà mai più la stessa.
Per Michael Stirling quel momento arrivò la prima volta che posò gli occhi su Francesca Bridgerton.

Gente. Caspita. Ammetto che il sesto libro è uno di quelli che mi è piaciuto di più, ed è buffo perché la protagonista è Francesca, la Bridgerton della quale ci dimentichiamo tutti l’esistenza – persino i suoi stessi fratelli.
Qui abbiamo finalmente una novità: Francesca ha sposato John Stirling nel 1820, ma dopo soli due anni di matrimonio è rimasta vedova. Francesca e John si amavano davvero tantissimo, e al loro quadretto si aggiunge Michael, cugino quasi fratello di John che è anche ottimo amico di Francesca. La morte di John crea una spaccatura tra i due, perché Michael si è innamorato a prima vista di Francesca e il fatto che ora lui sia il nuovo conte di Kilmartin, che lei sia “libera” e che lui praticamente possa avere tutto ciò che prima era del cugino lo rende insofferente: Michael amava Francesca ma lei era felice con John, i due erano innamorati, complici, inseparabili e lui non avrebbe mai sognato di mettersi in mezzo. Non voleva nemmeno diventare un conte. A lui la sua vita stava benissimo così. Eppure, all’improvviso si è ritrovato a vestire i panni del cugino, e per anni si è tenuto ben lontano dalla Scozia per riuscire a convivere con quei sensi di colpa. Badate bene: Michael è veramente distrutto per aver perso John. Non è uno di quei personaggi che dice una cosa e ne pensa un’altra: nemmeno una volta crede di meritare il contado, di essere migliore di John, di poter rendere Francesca più felice. Gran parte del suo conflitto risiede proprio nel fatto che lui sente di aver preso il suo posto ma non avrebbe mai voluto farlo. Spera addirittura che Francesca sia incinta e abbia un maschio, ma purtroppo lei perde il bambino e quindi lui deve inevitabilmente diventare il nuovo conte. Francesca cerca, nell’amico, un conforto: se c’è qualcuno che sa cosa significhi sentire la mancanza di John è proprio Michael, ma egli deve riuscire a superare questo suo grande conflitto interiore e quindi parte e passa quattro anni in India. Quattro anni passati a cercare di tenere lontana Francesca dalla sua mente (inutilmente).
Quando fa ritorno in società, incrocia per caso Francesca nella loro dimora di Londra e capisce che il sentimento che prova per lei non è affatto cambiato. Lei, naturalmente, non ha la minima idea che Michael veda in lei ben di più di una semplice amica, e gli chiede persino aiuto a trovare un nuovo marito: non vuole sostituire John, per lei è impensabile, ma vorrebbe tanto diventare madre o quanto meno provarci, perché dopo l’aborto è sicura che per lei sarà difficile concepire nuovamente. E da qua le incomprensioni si sprecano: i due sono sempre più attratti l’uno dall’altra, Michael cerca di tenerla a distanza perché non vuole prendere anche lei, non vuole avere anche la moglie che era stata di suo cugino, perché per lui sarebbe come cancellare definitivamente la sua esistenza prendendo l’ultimo “possesso” di John che non era diventato suo, e soprattutto non vuole che lei lo disprezzi per averla desiderata; Francesca era sicura di non riuscire a provare qualcosa di simile a quello che aveva provato con John, eppure c’è lì Michael a dimostrarle che invece è possibile, ma non vuole che l’uomo pensi che lei vuole dimenticare suo marito, non aveva messo in programma l’ipotesi di innamorarsi o altro, vuole solo diventare madre e ci tiene a ribadirlo costantemente. Insomma, al solo pensarci mi viene il mal di testa.
Però non è poi così assurdo: erano entrambi molto legati a John. Michael darebbe tutto indietro, probabilmente anche Francesca, pur di riaverlo con loro, si è ritrovato in una posizione che non voleva e non sa come comportarsi. Francesca amava sinceramente John, si riteneva fortunata perché nella loro epoca le persone si sposavano senza amarsi, a volte non si piacevano nemmeno, invece lei aveva trovato la sua anima gemella e credeva che sarebbero rimasti insieme per sempre. Non credeva possibile che un nuovo amore, diverso ma non per questo meno importante, potesse sbocciare.
Mi sono piaciuti molto, devo dirlo. Trovo solo un po’ improvviso il cambiamento di rotta di Michael: un minuto prima non vuole sposare Francesca, quello dopo è sicuro che sposarla sia la cosa giusta perché nessuno potrebbe amarla e rispettarla come lui e inoltre lei è stata eccezionale in quegli anni a gestire Kilmartin, quindi non vuole perderla. In mezzo ci sono state solo un paio di chiacchierate con Colin che, dopo aver deciso di sposare Penelope (i libri 4, 5 e 6 sono ambientati più o meno nello stesso periodo) è diventato decisamente pro matrimonio e, dopo aver realizzato quanto Michael sia sinceramente innamorato di sua sorella, è diventato anche il loro più grande sostenitore. E non aveva tutti i torti.
Naturalmente Francesca non ci casca subito: un po’ non se lo aspettava, un po’ non vuole tradire la memoria di John – Michael è qualcuno che sente di poter amare sinceramente, e non è questo quello che voleva -, un po’ il suo atteggiamento così sicuro e spavaldo la indispettisce e quindi rimanda continuamente la decisione. Alla fine accetta, com’era ovvio, di sposarlo, spinta anche dai matrimoni a sorpresa di Colin ed Eloise (uno anticipato rispetto al previsto, uno organizzato in tutta fretta), non le più nobili motivazioni ma se le sono fatte bastare.
La storia di Francesca è in netto contrasto con quella di Violet, che avrebbe potuto risposarsi dopo la morte del marito ma decide di non farlo. Probabilmente anche questo ha contribuito a convincere Francesca che sì, poteva risposarsi, ma difficilmente sarebbe stata così fortunata da innamorarsi perdutamente due volte (guarda te che fortuna). Violet era comunque sì giovane, ma non le è mai interessato, e soprattutto aveva i suoi otto figli a tenerle compagnia e ogni tanto questo basta. Francesca era giovane e voleva un bambino, non doveva sentirsi in colpa per aver avuto il desiderio di rifarsi una vita. Ma se devo riconoscere una cosa alla storia, è che questo tema non viene trattato in maniera pesante, anzi, vi ho trovato molta delicatezza.
E se ve lo state chiedendo: sì, poi riusciranno ad avere un bambino. Due, per l’esattezza, ma solo dopo tantissimo tempo. Perché ovviamente dopo averla fatta restare vedova e averla fatta abortire, dopo averle fatto vedere che i suoi fratelli sono in grado di mettere al mondo anche NOVE FIGLI, lei doveva pure avere la disgrazia di credere di essere sterile.
#GiustiziaPerFrancescaBridgerton.

Tutto in un bacio – Hyacinth Bridgerton

«Cosa vi porta qui, signorina Bridgerton?» le chiese lui. «Non sapevo che foste amante della musica fino a questo punto.»
«Se amasse la musica» intervenne Lady D «sarebbe già fuggita in Francia.»
«Non le piace essere esclusa da una conversazione, sapete?» mormorò lui senza nemmeno voltarsi. «Ahi!»
«Bastone?» domandò dolcemente Hyacinth.
«È una minaccia per la società» brontolò Gareth.

Nel penultimo libro della saga vediamo l’ultima ragazza Bridgerton trovare l’amore. Questo libro vale la pena di essere letto solo per leggere la reazione di Anthony quando realizza che, finalmente, tutte le sue sorelle sono fidanzate e adesso non deve più concedere la mano di nessuna di loro… almeno per un po’ – cioè fino a quando le sue figlie non saranno adulte – può tirare un sospiro di sollievo.
Comunque, Hyacinth ha mantenuto il suo carattere un po’ ribelle e ricorda vagamente Eloise: anche lei come la sorella maggiore ha rifiutato parecchie proposte di matrimonio che reputava inadeguate ma, se Eloise non era necessariamente interessata a sposarsi, Hyacinth vive questi rifiuti con il timore di chi sente di aver perso qualcosa. Lei vuole sposarsi, solo…non con il primo che le chiede la mano. Sa cosa vuole e sa che non si accontenterà pur di ottenerlo. Il problema principale è che anche gli uomini sembrano aver paura di lei, del suo carattere, e in molti tendono a considerarla bella ma inadatta al matrimonio. E a lei non importa: lei è così, non cambierà solo per accontentare gli altri, perché sa che un giorno incontrerà una persona che l’amerà per quella che è realmente.
E quella persona sembra essere Gareth St. Clair, nipote di Lady Danbury, con il quale Hyacinth stringe una bella amicizia quando lui le chiede di aiutarla a tradurre il diario tramandatogli dal fratello, che apparteneva alla nonna paterna ed era scritto in italiano. I due vanno sempre molto d’accordo, non ci mettono nemmeno molto a capire che si piacciono – complice nonna Lady Danbury che dopo aver aiutato Penelope e Colin, non aveva ancora finito di formare coppie – ma il problema giace principalmente nel fatto che Gareth è un figlio illegittimo. Egli, infatti, non è il vero figlio di Lord St. Clair, perché sua madre lo concepì con uno sconosciuto, qualcuno del quale nemmeno l’uomo che lo ha cresciuto come suo (odiandolo miseramente per questo, come se fosse colpa sua) conosceva la vera identità. Il conflitto gira intorno a Gareth che teme che un giorno suo padre riveli al mondo la verità: lui ha ereditato il titolo perché suo fratello, legittimo erede, è morto, e in realtà poiché suo padre l’ha riconosciuto e cresciuto pur sapendo che non poteva essere suo figlio, Gareth non rischia di perdere la sua posizione, ma verrebbe sicuramente guardato con occhi diversi dalla nobiltà inglese e con lui sua moglie. Quindi cerca di evitare di innamorarsi per questo, ma poi Hyacinth lo conquista e non può fare altro che chiederle di sposarla. Lei, innamoratissima, accetta, ma non è al corrente del suo passato e questo tende a bloccarlo un po’. Poi il padre insinua che Gareth abbia voluto sposarla solo per smentire lui che gli aveva detto più volte che, se Hyacinth avesse saputo la verità su di lui, non lo avrebbe mai sposato, e lei sentendo quelle parole ci resta male perché crede sia vero. Il problema è che anche Gareth, che non ci aveva pensato proprio al padre in realtà, inizia a credere che le abbia chiesto di sposarlo per questo, e quindi vengono fuori un po’ di conflitti inutili che si risolvono nel peggior modo possibile: Hyacinth gli ha già detto che lo sposerà anche se forse lei lo ama più di lui, le basta che lui capisca perché ha deciso di sposarla, e Gareth invece di rivelarle il suo segreto pensa bene di portarsela a letto così non potrà tirarsi indietro quando lo scoprirà. E io volevo prenderlo a schiaffi per questo. Anche perché Hyacinth, nonostante sia la più giovane, sia considerata da tutti poco più di una bambina dal carattere difficile, assillante e seccante, mostra una grande sensibilità e una forte comprensione per i sentimenti di Gareth, tant’è che una volta scoperta la verità lo rassicura (Be’, devo ammettere che è un vero sollievo. Non ero particolarmente entusiasta all’idea che i miei figli avessero il sangue di lord St. Clair) e non esita ad aiutarlo a scoprire, traducendo il diario della nonna, che il suo vero padre è il defunto zio, rendendolo comunque un St. Clair. Mi erano piaciuti molto come coppia, ma certe uscite di Gareth mi hanno proprio delusa. Si è spinto un po’ troppo in là, quando sarebbe bastato avere fiducia nella donna che amava per vivere sereno senza bisogno di ingannarla. Si capiscono, sanno tenersi testa, ma c’è stato questo scivolone. Peccato. Quanto potenziale sprecato.

Il vero amore esiste – Gregory Bridgerton

Lei si voltò. «Siete insopportabile.»
Lui le lanciò un’occhiata maliziosa. «È una delle mie migliori qualità.»
«Secondo chi?»
«Be’, a mia madre sembro piacere parecchio» replicò lui con modestia.
Lei rischiò di soffocare per le risate.
«A mia sorella… non altrettanto.»
Lucy inarcò un sopracciglio. «Quella che amate torturare?»
«Non la torturo perché mi piace. Lo faccio perché è necessario.»
«Per chi?»
«Per tutta l’Inghilterra» rispose lui. «Fidatevi.»

Anche quest’ultimo romanzo mi è piaciuto molto. Credo che sia quello con l’intreccio più complesso: Gregory è l’ultimo figlio scapolo di Violet Bridgerton, ma se quei tre simpaticoni dei suoi fratelli maggiori si erano sempre tenuti a distanza da ciò che poteva anche solo vagamente sembrare amore, Gregory sembra avere in realtà il cuore tenero. Lui crede nel vero amore e vuole trovarlo: sa che un giorno vedrà una donna e solo posando lo sguardo su di lei capirà che il destino vuole legarli insieme in maniera indissolubile. Ed è un po’ quello che succede quando nota la nuca (sì, la nuca, non la faccia) di Hermione Watson: si sente attratto da lei in maniera quasi magica e decide che lei è la donna destinata a essere sua moglie. Quando fa la sua conoscenza, incontra anche la sua migliore amica Lucinda “Lucy” Abernathy, una ragazza piacevole che però non è all’altezza della sua amica Hermione: è meno bella, meno bionda, meno tutto. A lei non importa più di tanto di non riuscire a fare colpo sugli uomini perché, da tempo immemore, è praticamente fidanzata con Lord Haselby e adesso che è in età da matrimonio le loro nozze sono solo una formalità. Prima di sposarsi però vuole aiutare la sua amica a trovare il vero amore, o meglio un amore all’altezza della sua posizione sociale e delle aspettative dei suoi genitori: Hermione è innamorata del segretario del padre, sembra anche essere ricambiata, però Lucy non lo reputa adatto. Se Gregory è quasi un sognatore, Lucy è invece molto con i piedi per terra, ben consapevole di come vadano realmente le cose, ed è sicura che per la sua amica sarà quasi impossibile sposare quell’uomo, soprattutto perché secondo lei non sono realmente innamorati. Quando capisce che Gregory – come tutti coloro che posano il loro sguardo su di lei – si è innamorato della sua amica, si impegnerà per aiutarlo a far breccia nel suo cuore.
Nel frattempo i due passeranno così molto tempo insieme, conoscendosi e imparando l’uno dall’altra, sentendo un’attrazione che per entrambi non ha senso coltivare: Gregory è sicuro che, dopo essersi innamorato in maniera così istantanea di Hermione, anche se con sua grande delusione lei non lo ha subito ricambiato come si era aspettato inizialmente, i due sono fatti per stare insieme perché un amore così si presenta una sola volta nella vita – proprio com’è successo a Benedict, che di fatto si è innamorato due volte ma della stessa persona – e non può provare dei sentimenti anche per Lucy; Lucy invece sa che deve sposare Haselby, e anche se Gregory le piace molto sente che lui sarebbe perfetto per Hermione, lui è già innamorato di lei, e a lei basta sapere che tutti intorno a lei sono felici per essere felice lei stessa.
Peccato che poi Hermione venga trovata in atteggiamenti compromettenti con Richard, il fratello di Lucy, e che debba sposarlo per sfuggire allo scandalo, scioccando profondamente la sua migliore amica che non si aspettava che le persone più vicine a lei potessero mentirle e addirittura finire insieme, e lasciando a sorpresa quasi indifferente Gregory che in cuor suo aveva già capito che i suoi sentimenti per Hermione non erano poi così profondi e non gli restava altro da fare che accettarlo. Bisogna riconoscergli che fin quando l’oggetto del suo amore era Hermione, Gregory ha fatto di tutto per conquistarla, e quando ha capito che invece la ragazza che voleva davvero era Lucy non si è trattenuto nemmeno in questo caso. Una volta chiarito questo punto e chiarite le loro intenzioni, per Lucy è stato bello sentirsi corteggiata, sentirsi bella e preferita a “discapito” della sua amica Hermione, e l’amore per Gregory la spinge per la prima volta a prendere una decisione che renderà felice lei e non gli altri. Peccato che suo zio, che ha cresciuto lei e suo fratello fin da quando erano bambini, le rivela che deve sposare lord Haselby altrimenti il padre di lui rivelerà a tutti che il vecchio conte Abernathy, padre di Lucy e Richard, era un traditore che ha venduto dei segreti dell’esercito a Napoleone e questo getterebbe la rovina sulla loro famiglia, precludendo di conseguenza a Hermione e Richard, novelli sposi, la possibilità di vivere felici e sereni. Lucy dimostra una grande forza, decide che può sopportare di vivere una vita discreta lontana dal suo vero amore pur di proteggere la sua famiglia, e si sacrifica sposando Haselby.
Gregory, con l’aiuto di Colin, era pronto a fuggire con lei per impedirle di sposare un uomo che, seppur buono, non l’avrebbe mai resa veramente felice e non avrebbe mai potuto amarla essendo gay. Restando fedele alla sua idea che il vero amore esiste e che una volta trovato va protetto e coltivato, non molla nemmeno quando la vede dirigersi in chiesa. Non lo ferma nemmeno il “no” che Lucy gli dichiara davanti a tutti quando lui le professa pubblicamente il suo amore e le propone di sposare lui invece di Haselby. La convince a rivelargli perché ha sposato un uomo che non ama e le promette che farà di tutto per liberarla da quell’impegno senza gettare vergogna sulla sua famiglia e soprattutto senza distruggere la felicità di suo fratello ed Hermione.
Fortunatamente anche Haselby si mostra essere completamente diverso dall’orrido padre, un ragazzo ragionevole e un inguaribile romantico, ed è anche grazie al suo contributo, di Hermione, del fratello di Lucy, se la coppietta innamorata alla fine ottiene il suo lieto fine.
Ci sono stati tradimenti, sparatorie, ricatti, corse in chiesa per interrompere una cerimonia… Non potete neanche immaginare quanto mi sia appassionata.
L’unica pecca è che sembra davvero che Gregory si innamori di Lucy all’improvviso e un po’ a caso, solo perché Hermione è definitivamente fuori dai giochi. È chiaro che lui non fosse realmente interessato a lei, era sicuramente colpito dal suo aspetto ma nient’altro, tant’è che reagisce troppo bene alle di lei nozze e se ne rende anche conto, ma poi diventa un frettoloso rivolgere le proprie attenzioni verso Lucy. Con lei il sentimento nasce invece gradualmente e per bene, anzi forse è sempre stato lì ma lei era troppo concentrata su Hermione per accorgersene. Nonostante questo la coppia è piacevole e le vicende appassionanti, per questo mi è piaciuto.
Altra cosa che apprezzo è che anche il legame con gli altri Bridgerton viene esplorato: Gregory e Hyacinth sono i più piccoli ed è evidente che tra loro vi sia un legame fortissimo, che traspare dalle pagine del romanzo. Gregory è il maschio più giovane e si sente un po’ distante dai tre fratelli, che vengono considerati come un pacchetto unico, eppure quando chiede aiuto a Colin lui non esita ad aiutarlo a rapire una donna nel giorno del suo matrimonio… che detta così suona veramente malissimo ma vi assicuro che avevano delle buone intenzioni. L’ho apprezzato perché negli altri romanzi viene esplorato soprattutto il rapporto fraterno che unisce Colin, Benedict e Anthony, mentre gli altri tendono a passare in secondo piano. Nel quarto Colin chiede consiglio a Daphne, al sorella a lui più vicina di età. Anthony è per i fratellini più piccoli più un padre che un fratello. Hyacinth e Gregory sembrano davvero due fratelli a parte, come i nostri ABC maggiori. Eloise se ne sta parecchio sulle sue e il suo legame più importante sembra essere quello con Penelope, mentre Francesca è come ho sempre ribadito la Bridgerton dimenticata e non sembra veramente legata a qualcuno, anche perché viene descritta come una donna abbastanza distaccata, che preferisce starsene per conto suo, più chiusa rispetto al resto della famiglia, anche se poi Colin contribuisce significativamente a farle ritrovare la felicità con Michael (però a conti fatti lei non ne è al corrente). Qui, per la prima volta, si intuisce davvero il forte legame che unisce i Bridgerton e che li rende così speciali agli occhi di tutti.
…Talmente forte che Gregory sfornerà NOVE marmocchi ai quali darà i nomi dei suoi fratelli e sorelle, della cognata, del fratello e della cognata di sua moglie…

E con questo credo sia tutto. Come potete vedere, il materiale c’è ed è pure tanto, ma io spero che non decidano di dedicare ogni stagione a un Bridgerton come nei libri perché io voglio subito la quarta stagione e Colin e Penelope insieme e perché secondo il mio modestissimo parere sarebbe superfluo. Possono tranquillamente condensare più storie nella stessa stagione.
Ma vedremo.
Se avete letto i libri anche voi e avete bisogno di discuterne con qualcuno, sono sempre disponibile. Fatemi sapere se vi sono piaciuti, se ne avete uno che è il vostro preferito… sono tutt’orecchi!
Alla prossima lettura pazza e disperatissima!

Violet che si è di nuovo dimenticata di Francesca

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto.

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