Libri/Telefilm

Parliamone | Ho letto gli otto libri sui Bridgerton (1-4)

Se non avete mai sentito parlare della famiglia Bridgerton probabilmente negli ultimi tre mesi avete vissuto su Marte, ma, poiché noi non discriminiamo nessuno, nel caso in cui questa sia la prima volta che vi capita di sentirla nominare: Bridgerton è una famosa serie di Netflix uscita a dicembre per risollevare il 2020 e in pochissimo tempo si è convertita nella serie dell’anno. Racconta le vicende della famiglia Bridgerton, appunto, composta dagli otto figli di Violet e Edmund Bridgerton che devono destreggiarsi tra proposte di matrimonio, amori non corrisposti e duelli all’alba per difendere l’onore di chicchessia durante l’epoca Regency inglese (1800 circa). Lo show si ispira a una serie composta da 8 libri scritti dalla statunitense Julia Quinn, in particolare la prima stagione riprende le vicende del libro 1, Il Duca e io, mentre è già stato confermato che la seconda stagione narrerà le peripezie di Anthony Bridgerton, il maggiore degli otto figli, alla ricerca dell’amore come in Il Visconte che mi amava.

Ora, poiché quando ho visto la serie mi sono innamorata follemente di Penelope e Colin e avevo proprio il bisogno fisico di sapere cosa sarebbe successo tra loro, mi sono armata di buona volontà e ho deciso di leggere la saga letteraria, composta da otto libri più altrettanti secondi epiloghi che l’autrice ha pubblicato successivamente per rispondere alle domande dei fan/lasciate in sospeso durante la loro stesura.
In Italia, tutti i romanzi sono editi Mondadori ma in seguito al successo della serie sono stati ristampati (finora sono usciti i primi tre volumi, il quarto uscirà il 16 marzo) con delle nuove copertine molto, molto carine.

E quindi, dopo aver letto circa 2000 pagine di fila riguardanti questa famiglia e dopo essermi domandata circa 100 volte come mai Violet Bridgerton non sia ancora impazzita coi figli che si ritrova, avevo bisogno di parlarne con qualcuno… e chi meglio di voi?
Seguono spoiler e commentini su ogni libro. Se volete sapere che cosa vi aspetta, continuate pure a leggere. Se volete sapere solo come andrà per uno dei vari personaggi, dividerò l’articolo in sezioni, con titolo e protagonista indicato: potete scorrere e spoilerarvi solo il futuro del vostro Bridgerton preferito. Altrimenti, se non rientrate in nessuna delle due categorie… fuggite, sciocchi.

io quando leggevo le scene di sesso

Allora, giusto per fare un commento generale su tutti i romanzi, sarei bugiarda se dicessi che non mi sono divertita a leggerli. La nota dolente, per me, sono state le scene di sesso che si soffermavano sempre sugli stessi dettagli e con le stesse espressioni facendo così un po’ anche ridere, andando a rendere tutto più una telecronaca che altro: i ragazzi erano sempre e solo impegnati a non fare male alla loro compagna, adesso potrei farti male, ti prego se ti faccio troppo male fermami, ma spero che non mi fermerai perché non so se riuscirò a farlo… alla quarta volta mi ero altamente rotta; le ragazze conoscevano solo due aggettivi, enorme e possente, per descrivere i membri dei loro fidanzati/mariti/amanti. Un po’ di fantasia. A parte questo, però, si tratta di otto libri che raccontano otto storie d’amore. Non puoi non tifare per i due protagonisti e per questo sono proprio perfetti per chi sta cercando qualcosa per staccare il cervello e limitarsi a shippare. Abbiamo i due protagonisti che si odiano e poi si innamorano, i due amici che dopo anni scoprono di amarsi, l’amore impossibile per la differenza sociale… c’è tutto, tutti i cliché per accontentare i gusti di tutti. E questo aspetto l’ho adorato.
Che ci posso fare, sono una persona romantica.
Ma andiamo ai singoli volumi:

Il Duca e io – Daphne Bridgerton

«D’accordo. Ma io che cosa ci guadagno?»
«Primo: se penserà che abbiate suscitato il mio interesse, vostra madre cesserà di trascinarvi da un candidato all’altro. Secondo: gli uomini sono sempre più attratti da una donna corteggiata da un altro. Perciò se tutti penseranno che io voglia fare di voi la mia duchessa smetteranno di considerarvi un’amica simpatica e cominceranno a vedervi sotto una luce diversa.»
Lei strinse le labbra. «Così, quando mi getterete da parte, avrò uno stuolo di corteggiatori a disposizione?»
«Oh, dovrete essere voi a gettarmi da parte» rispose lui, galante.

Che ve lo dico a fare? Il primo libro della saga ovviamente è quello sul quale si basa la prima stagione della serie Netflix. Abbiamo sospirato tutti insieme a Daphne guardando il duca di Hastings, tuttavia nel libro succedono la metà della metà delle cose che vediamo negli otto episodi della serie. Ci sono i punti fondamentali: il loro piano per liberare Simon dalle mamme alla ricerca di marito per le figlie e per trovarne contemporaneamente uno a Daphne, il bacio che spinge Anthony a sfidare a duello Simon per proteggere l’onore di sua sorella, il matrimonio, l’inganno di Simon che non può avere figli… Solo che, in mezzo, ci sono molti meno eventi. Daphne non viene corteggiata dal principe, non è la debuttante più incredibile degli ultimi 100 anni come sembra nella serie, anzi, Daphne è senza ombra di dubbio una bella ragazza ma non spicca e viene relegata al ruolo di amica che non riesce a far breccia nel cuore dei gentiluomini. Qui è ancora più palese come sia il “finto” interesse da parte di Simon a renderla interessante agli occhi dei potenziali mariti, ma anche Simon è diverso da come appare nello show: qui viene descritto infatti come caucasico, con i capelli scuri e gli occhi azzurri. Le persone di colore nella nobiltà inglese sono una libertà che si è presa esclusivamente la serie, ma credo che questo lo sapessimo un po’ tutti.
Vi dirò, del libro mi è rimasto poco impresso. Carino, ma niente di più. Sono arrivata alla conclusione di aver preferito la serie, perché mi è piaciuto di più come hanno esplorato il loro rapporto e la loro amicizia prima del matrimonio.

Il Visconte che mi amava – Anthony Bridgerton

Era un uomo oculato e piuttosto organizzato, quindi si era preparato una lista mentale dei requisiti della futura sposa.
Primo, doveva essere graziosa. Non aveva bisogno di una bellezza sconvolgente ma, se doveva andarci a letto, un po’ di attrazione avrebbe reso il compito più gradevole.
Secondo, non poteva essere stupida. Quello, rifletté Anthony, sarebbe stato il requisito più difficile da soddisfare. Non era particolarmente impressionato dalla mente delle debuttanti di Londra. L’ultima volta che aveva commesso l’errore di coinvolgere in una conversazione una ragazzina appena uscita da scuola, quella aveva saputo parlare soltanto del cibo (poiché aveva in mano una ciotola di fragole) e del tempo (e nemmeno troppo bene; quando Anthony le aveva chiesto se pensava che il tempo potesse essere inclemente, lei gli aveva risposto: «Non lo so proprio. Non conosco nessun Clemente»). Sarebbe riuscito a evitare la conversazione con una moglie non troppo brillante, ma non voleva dei figli stupidi.
Terzo, e più importante, non doveva essere una persona di cui lui potesse realmente innamorarsi. Quella era una regola da non infrangere per nessun motivo.

La seconda stagione dello show si baserà proprio su questo volume. I due protagonisti sono Anthony, il maggiore dei fratelli, e Kate Sheffield (Sharma nella serie): lui è alla ricerca di una donna solo per poter mettere al mondo un erede perché è sicuro di morire giovane come il padre Edmund (morto 10 anni prima a causa della puntura di un’ape), lei lo detesta perché è a conoscenza del suo passato da libertino (e a prescindere odia tutti i libertini). Inizialmente Anthony mette gli occhi su Edwina, la sorellastra di Kate, perché corrisponde a tutto quello che ha sempre immaginato dovesse avere una buona moglie: è bella, giovane, di buona famiglia. A lui basta questo, perché sta cercando qualcuno del quale possa proprio non innamorarsi: è sicuro di morire entro 10 anni, è sicuro di non riuscire a superare l’età del padre, e non vuole lasciare indietro qualcuno che soffrirà troppo per la sua morte com’è successo a Violet, né qualcuno che farà male a lui stesso lasciare indietro. Kate invece non è esattamente bella, o meglio lo è ma se paragonata alla sorella passa quasi inosservata, ha ormai 21 anni – e all’epoca bastava molto meno per essere considerata zitella – ma fin dai primi scambi con il visconte è evidente come lei sia l’unica in grado di tenergli testa. Lo sa pure Anthony, che infatti dal loro primo incontro si ritrova spesso a pensare a lei e, ovviamente, questo lo mette subito in guardia: lui non vuole innamorarsi, vuole solo sposarsi e procreare, quindi questo sentimento nascente per Kate va subito zittito e non coltivato. Rimane così coerente col suo pensiero che alla prima occasione disponibile la bacia, figuratevi. Il loro rapporto è stato sviluppato in maniera piacevole – prima odio, poi rispetto, poi amore – e hanno molto in comune: entrambi hanno perso uno o entrambi i genitori e sanno cosa si prova, si capiscono, e lui svolge un ruolo fondamentale nella scoperta del perché lei ha paura dei fulmini. Allo stesso tempo, non mi fa fare i salti di gioia il modo in cui sono finiti poi effettivamente insieme: Kate viene punta da un’ape, Anthony preoccupato cerca di succhiare via il veleno e vengono visti da Violet, Portia Featherington e dalla matrigna di Kate. Peccato che l’ape abbia punto Kate sulla clavicola e abbia reso la scena facilmente fraintendibile, costringendo i due a sposarsi per evitare che la reputazione di lei venga distrutta. Mi suonava troppo simile alle circostanze che hanno costretto insieme Daphne e Simon, anche se in quel caso c’era stato qualcosa di veramente compromettente, qui decisamente no. Comunque, a parte questo, devo ammettere che Kate e Anthony sono fatti per stare insieme e, nonostante le somiglianze con il primo libro, non ho potuto non apprezzarli anche se i loro atteggiamenti mi hanno fatto alzare più volte gli occhi al cielo: sono entrambi fatti di coccio, lei così testarda nel suo volersi impuntare e ritenere Anthony solo un libertino che nella vita ha come scopo quello di rovinare ragazze di buona famiglia (cosa che, in realtà, non ha mai fatto), tanto da impedirle per molto tempo di vedere i suoi pregi; lui invece a un certo punto è diventato estenuante con i suoi continui non posso amarla perché tra poco morirò, devo sposarmi e fare un figlio con la prima che capita. Il colmo lo raggiunge dopo le nozze, quando le dice che la renderà felice, la rispetterà ma non potrà mai amarla… e io volevo prenderlo a schiaffi perché non era vero, lui già era follemente innamorato e lo sapeva bene, ormai non aveva più senso mentire, ma no, lui deve fare il macho fino alla fine e fare soffrire quella poveretta inutilmente. Per fortuna poi Kate rischia la vita, lui capisce che non ha più senso mentirle e le dice che l’ama rivelandole anche i suoi timori… Kate, che è una donna anche molto sensibile, comprende a fondo queste sue paure che potrebbero anche sembrarle infondate ma non per questo meno invalidanti per lui, e con poche e semplici parole lo incoraggia a vivere quello che lui crede che gli resti, tanto lei è sicura che entrambi avranno una lunga e felice vita insieme.
Spoiler: naturalmente ha ragione Kate.
Ah, anche nel libro appare una cantante chiamata Maria Rosso, tuttavia sebbene i due abbiano una tresca non è nemmeno lontanamente comparabile a quella con Siena Rosso della serie.

La proposta di un gentiluomo – Benedict Bridgerton

Seguì un pesante silenzio, finché Sophie mormorò: «Non voglio fare la fine di mia madre.»
«E tuttavia, se lei non avesse fatto quello che ha fatto, tu non saresti qui, adesso.»

Ora, non so voi, ma io pensavo davvero che nella serie volessero farci vedere che Benedict, l’artista della famiglia, fosse anche interessato agli uomini dal punto di vista romantico. No, mi sbagliavo alla grande – o almeno credo, perché comunque vadano le cose, mi pare improbabile che con la modista durerà ancora a lungo e quindi non si può mai sapere.
Vi dirò che tra tutte, la storia di Benedict è quella che mi ha conquistata meno. La trama in breve: Sophie Beckett, cameriera, è la figlia illegittima del conte di Penwood e dopo la sua morte ha passato l’adolescenza a servire la di lui moglie e le figliastre, tutto rigorosamente gratis. Una sera viene organizzato un ballo in maschera a casa dei Bridgerton – Violet sta per lasciare la loro dimora al novello sposo Anthony – e Sophie con l’aiuto dell’altra servitù (stranamente non di topolini e passerotti) riesce a parteciparvi perché, ovviamente, sono tutti tristi per lei che, nonostante fosse la figlia di Penwood, è finita proprio alla base della catena alimentare e merita anche lei di divertirsi per una sera. Tra lei e Benedict scatta subito una scintilla, i due hanno un incontro in terrazza nel quale si scambiano anche un bacio e poi lei, a mezzanotte, deve tornare a casa altrimenti verrà scoperta.
Come potete vedere, è proprio vagamente ispirato a Cenerentola.
Comunque, di lì a poco Sophie viene scoperta dalla matrigna – che si chiama Araminta, ed è già tutto un programma – e cacciata di casa prima di poter scoprire che, in realtà, la donna l’ha privata della sua dote – di fatto, derubandola e sfruttandola per anni. Passano due anni, il caso vuole che Benedict salvi Sophie da un tentativo di stupro, si innamori di lei nel giro di una settimana e le proponga di diventare la sua amante. Lei ovviamente rifiuta, perché non vuole rischiare di mettere al mondo bambini che subiranno il suo stesso destino di figli illegittimi, ma poi com’è ovvio alla fine i due cederanno alla passione, lei mediterà di scappare, verrà beccata da Araminta che la metterà in carcere e poi Violet Bridgerton salverà tutti perché non sia mai che uno dei suoi figli non possa sposare chi cappero gli pare. Pure se è una cameriera. Evviva Violet, protettrice delle ship.
Meh. Benedict passa letteralmente il 75% del libro a fare paragoni tra Sophie e la dama misteriosa del ballo, e sostanzialmente decide di provarci con Sophie perché lei è lì mentre la dama è scomparsa. Non perché dopo due anni passati a cercarla finalmente sembra riuscire a provare qualcosa per un’altra donna, no, perché lei è lì. Chi non si sentirebbe lusingata per questo? Sophie stessa si rammarica più volte per questo, perché sentiva che tra loro c’era stato qualcosa di speciale, qualcosa che dichiarava di aver provato anche lui, eppure la guardava, la baciava, senza riconoscerla. Sono sicura che l’intento della Quinn fosse un altro, ma da questo punto di vista ha toppato. Che poi in realtà il rapporto tra i due si sviluppa in modo carino all’inizio, Benedict è molto rispettoso e si vede che c’è sintonia, ma quando le propone di diventare la sua amante, lei si rifiuta, lui insiste e quasi si offende perché non vuole… non lo so, è stato presuntuoso e insistente. Mi è un po’ caduto dal cuore. Capisco che per l’epoca nella quale è ambientata la storia il suo comportamento fosse perfettamente normale, ma poteva anche evitare di insistere. Sophie non gli ha mai chiesto di sposarla, non ha mai avanzato pretese perché ha sempre saputo che sarebbe stato impossibile realizzarle e non voleva costringerlo a compiere delle scelte che lo avrebbero messo contro l’intera società, e in cambio gli ha semplicemente detto che non voleva essere la sua amante – e per un buon motivo. Forse il suo errore è tutto nell’avergli mentito, nel non avergli spiegato anche perché non volesse diventare la sua amante, impedendogli di fatto di capire…
Per loro fortuna c’è sempre Lady Violet pronta a tutto pur di accasare i suoi figli.

Se c’è una cosa che salvo del rapporto tra i due, tuttavia, è il fatto che Sophie sia la prima a scoprire l’abilità di Benedict con il disegno e la prima a incoraggiarlo a coltivare questo suo talento. Da parte sua Benedict, pur venendo da una posizione sociale più elevata, non ha mai trattato Sophie dall’alto in basso e ha sempre tenuto in alta considerazione la sua opinione – tranne quando era veramente importante, ovvero quando le propone di diventare la sua amante. Lui ha vissuto più di tutti il confronto coi tre fratelli: non ha mai sopportato di essere solo Bridgerton numero due, lui vuole essere Benedict, con i suoi sogni e aspirazioni, e alla fine per fortuna arriva a capire che per essere se stesso forse deve avere il coraggio di compiere scelte difficili, come seguire il vero amore e sposare qualcuno che non appartiene al proprio ceto sociale, e questo è sempre merito del suo rapporto con Sophie. Infatti, sebbene grazie a una menzogna e a un ricatto riusciranno a fare passare Sophie per una lontana parente dei Penwood, la famiglia del padre di Sophie, i due saranno costretti a vivere lontano da Londra per non rischiare di attirare su di loro curiosità e sguardi di sufficienza da parte della nobiltà: Benedict nonostante tutto è sempre stato un privilegiato, un po’ immaturo sebbene abbia già più di trent’anni, non è per niente abituato a sentirsi dire di no, e ha incontrato Sophie che invece pur di rimanere leale a se stessa e alle sue idee, è pronta anche a rinunciare al vero amore portandolo quasi all’esasperazione. Invece lei, grazie a lui, ha scoperto che i nobili non sono tutti come Araminta, e che qualcuno che si distingue tra la massa esiste. Le premesse secondo me non erano male, qualcosa su cui lavorare come vedete c’era, ma alcuni atteggiamenti non mi hanno fatto apprezzare la storia.
Morale della favola: se il lavoro va male, andiamo tutti a fare i camerieri a casa Bridgerton.

Un uomo da conquistare – Colin Bridgerton

Così, in un pomeriggio altrimenti insignificante, Colin Bridgerton baciò Penelope Featherington.

Ecco, ora non voglio sembrare di parte, ma il volume con protagonista Colin è il mio preferito. Non so se sia perché ho letto la saga per lui e Penelope, non so se mi sono fatta influenzare dall’affetto che ho provato per loro guardando la serie, o se effettivamente la loro sia una delle storie meglio raccontate della saga, ma dopo aver finito il quarto volume per giorni non ho fatto altro che pensare a loro, a quanto mi fossero piaciuti e addirittura ad andare a rileggere spezzoni del libro.
Colin Bridgerton alla fine della prima stagione della serie Netflix parte per un viaggio. Nel libro, ambientato più di dieci anni dopo di Il Duca e io, lui ha passato quest’ultimo decennio più in giro per l’Europa che in Inghilterra. Violet a un certo punto dice che una volta è stato lontano da casa ben 342 giorni di fila. Adesso ha trentatré anni ed è uno degli scapoli più ambiti dalle madri alla ricerca di un genero, ma lui riesce a svincolarsi facilmente dagli impegni di questo tipo viaggiando costantemente, con grande gioia di sua madre che se potesse gli taglierebbe gli arti pur di farlo stare a casa a conoscere debuttanti. Comunque, il rapporto tra Colin e Penelope è, credo, l’unico a essere sviluppato già nei precedenti romanzi. Sebbene i protagonisti fossero altri personaggi, c’era sempre una piccola menzione a entrambi: Colin che veniva costretto dalla madre a ballare con lei, che se ne stava in un angolo a fare da tappezzeria, che la salva dalla perfida Cressida, fino ad arrivare al momento in cui, dopo essere stato rimbeccato dalla madre nuovamente, Colin sbotta coi fratelli e dice a voce alta che non ha intenzione di sposarsi, men che meno con Penelope Featherington! e lei ovviamente è a pochi metri di distanza e sente tutto. Con grande dignità, gli risponde che non gli ha mai chiesto di sposarla e lui, in imbarazzo, cerca di scusarsi sebbene lei lo rassicuri che non c’è nulla per il quale dovrebbe scusarsi… mentre dentro di lei sta morendo di dolore, come possiamo facilmente immaginare. Nonostante questi intoppi, quando i due si incontrano è come se non fosse passato un giorno e cambiato tutto allo stesso tempo: Penelope adesso ha ventotto anni, ormai sua madre si è rassegnata, è sicura che la figlia non si sposerà mai e già immagina un futuro in cui la ragazza le farà praticamente da badante. Penelope non ha mai ricevuto proposte di matrimonio da rifiutare, al contrario dell’amica Eloise, ma per lei è quasi un bene perché non voleva accontentarsi di sposare un uomo che non amasse. Il suo personaggio mi è piaciuto molto, ho apprezzato tanto il fatto che lei a lungo non avesse voluto accontentarsi di altri che non fossero Colin, perché desiderava avere quell’amore che ti toglie il fiato e finora solo lui l’aveva fatta sentire così, ma una volta cresciuta molto candidamente e con onestà ammette che, se avesse ricevuto una proposta da un uomo accettabile, probabilmente lo avrebbe accettato perché considerava Colin una causa persa e non voleva escludere a priori la possibilità di crearsi una famiglia e di invecchiare da sola con la madre. L’ho trovata molto realista, e anche se abbastanza rassegnata conservava tutta la sua dignità.
I due si incrociano un paio di volte e pian piano sembra che entrambi cerchino la presenza l’uno dell’altra: Colin è cambiato, è più maturo ed è alla ricerca di uno scopo nella vita come i suoi fratelli maggiori – ricordiamo infatti che Anthony è un Visconte, Benedict è un pittore e i suoi quadri stanno facendo le prime apparizioni in una galleria d’arte – e finora ha sempre viaggiato per sopperire a questa mancanza; Penelope, ora che può decidere da sola cosa indossare e ha rinunciato a ogni pretesa romantica nei confronti di Colin, è più rilassata in sua presenza riuscendo a mostrargli la sua vera personalità che spesso veniva nascosta dalla sua timidezza. In un’occasione lui le chiede di ballare e lei gli risponde, addirittura, che adesso che non è più una debuttante non ha bisogno che lui si senta obbligato a invitarla… peccato che lui volesse davvero ballare con lei. Penelope è arguta, intelligente, e grazie a delle circostanze fortunate scopre che Colin scrive un diario nel quale racconta dei suoi viaggi per l’Europa. Il Bridgerton all’inizio è infastidito, ma poi resta lusingato dai complimenti di Penelope e i due iniziano a confrontarsi e darsi consigli, sfruttando l’esperienza di lei maturata in seguito alla lettura di numerosi romanzi. La ragazza gli consiglia addirittura di pubblicare il diario sotto forma di romanzo, cosa che lui non crede sia possibile. È quasi buffo: Colin non vuole pubblicare il libro perché teme di non essere abbastanza bravo e che i londinesi possano comprarlo solo perché lui è un Bridgerton, mostrando in un certo modo le sue insicurezze, mentre Penelope vorrebbe prenderlo a sberle perché dovrebbe essere contento di essere così ben voluto dalla società inglese, soprattutto se paragonato al modo in cui viene trattata lei, che viene ignorata o presa in giro. I due sono quasi opposti ma paradossalmente riescono a capirsi grazie a questo e tirare fuori aspetti del loro carattere che nemmeno loro riuscivano a comprendere: lui è uno dei fortunati, adorato da tutti, ma questo non lo esime dall’avere delle insicurezze, e sebbene questo Penelope non se lo sarebbe mai aspettato e forse non riesce a comprendere del tutto questo aspetto, gli fa comunque capire che va bene essere insicuri ma che possiede anche tutti i mezzi possibili per ribaltare la sua situazione, basta solo che lui voglia farlo. Tale rivelazione le permette di capire che Colin non è il ragazzo perfetto e infallibile dei suoi sogni, ma questo non glielo fa amare di meno, anzi, si sente vicina a lui come non mai. Quando invece Colin ha bisogno di un consiglio o di ipotizzare chi possa essere in realtà Lady Whistledown corre da lei e all’inizio lui stesso è stupito: per un po’ crede che sia lei a essere cambiata, ma poi realizza che Penelope è sempre stata intelligente, furba e carina, era lui troppo cieco per accorgersene, con suo grande rammarico.
La svolta arriva quando, un po’ all’improvviso, Penelope chiede a Colin di baciarla perché non vuole rischiare di morire senza aver mai baciato qualcuno. Colin lo fa e lei per tutta risposta lo ringrazia, perché l’ultima cosa che si sarebbe mai potuta aspettare era che a lui quel bacio sarebbe piaciuto… ma è questo quello che succede, e ciò turba Colin non tanto perché voleva baciarla ancora, ma perché non vuole che Penelope creda che lo stia facendo per compassione. Ovviamente, nonostante abbia 33 anni suonati, è ancora immaturo quando si parla di sentimenti, e invece di essere sincero fin da subito e spiegarle che in realtà lui la sta baciando perché lo vuole… se ne va.
E vabbé.
Quando poi lui vuole andare da lei a scusarsi per averla mollata in quel modo, la becca mentre sta salendo su una carrozza. La segue e così scopre il segreto che la ragazza nasconde da oltre un decennio: è lei Lady Whistledown. Questa scoperta lo sconvolge, non solo perché rimane stupito che lei sia riuscita a nascondere la sua identità per tutto quel tempo all’intera nobiltà, ma anche perché si scopre essere invidioso che lei abbia trovato il suo scopo nella vita, mentre lui non sa ancora dove andrà a parare la sua. Capisce che Penelope è sempre stata la Lady Whistledown perfetta: ignorata da tutti, è stata in grado così di udire ogni pettegolezzo dell’alta società e di riportarlo, senza essere mai presa in considerazione. Nessuno avrebbe mai potuto sospettare di lei, semplicemente perché gli altri nobili a volte si accorgevano a stento della sua presenza – lui stesso assiste a numerosi momenti in cui Penelope cerca di parlare e gli altri non l’ascoltano o non si erano accorti della sua presenza prima che prendesse parola – e per lui è ancora più inconcepibile adesso che sa quanto siano numerose le sue qualità e non si capacita di come abbiano fatto gli altri a non notarle prima. E come si affogano queste emozioni contrastanti? Con un limone in carrozza. E siccome Colin è una persona poco impulsiva, tempo cinque minuti sono pure fidanzati, con grande disappunto di Portia che voleva che Felicity diventasse una Bridgerton e che Penelope le facesse da badante durante la sua vecchiaia (ah, per chi si stesse chiedendo chi sia Felicity: nei libri le sorelle Featherington sono quattro).
Altro elemento che mi è piaciuto della storia è che Colin sembri sinceramente interessato a capire se si è effettivamente innamorato o meno di Penelope. Lei gli piace, adora confrontarsi con lei, si fida di lei e indubbiamente gli piace baciarla, ma non sa se questo possa essere definito amore e allora chiede aiuto a Daphne che, alla domanda come hai capito di amare Simon? risponde un utilissimo non lo so. Per fortuna poi Colin ci arriva da solo che si è irrimediabilmente innamorato di Penelope: se Daphne si è ritrovata innamorata, Anthony ha fatto di tutto per evitarlo e Benedict invece è stato colpito dal colpo di fulmine più forte della storia, Colin si è innamorato di Penelope pian piano. Per uno sguardo, una parola, un sorriso, un tocco. Non è una di quelle storie dove due si conoscono da tantissimo tempo e poi uno dei due scopre di ricambiare i sentimenti dell’altra persona: Colin sapeva che Penelope era innamorata di lui, o almeno lo aveva sempre sospettato, ma credeva che i sentimenti di lei sarebbero scemati una volta che lei si fosse sposata con qualcun altro. Lui non provava amore per lei, l’ha vista crescere e l’ha sempre considerata l’amica carina di Eloise, ma è stato solo dopo aver viaggiato e aver capito chi era veramente lui stesso che poi ha guardato e visto veramente chi era diventata Penelope e solo così le ha potuto aprire il suo cuore. Col tempo ha capito poi quanto fosse preziosa per lui, appena lo realizza decide di fare di tutto per proteggerla e, quando il loro legame sembra sul punto di spezzarsi perché lei gli ha mentito e ha deciso di pubblicare un ultimo numero delle Cronache Mondane di Lady Whistledown, invece di scappare come ha sempre fatto stavolta decide di restare… E quando Penelope viene ricattata dalla perfida Cressida, resta al suo fianco e l’aiuta a rivelare a tutti di essere Lady Whistledown, dimostrando di aver finalmente capito perché il suo alter ego fosse così importante per lei. Cressida, infatti, è rimasta vedova e il marito le ha lasciato una montagna di debiti sulle spalle. Lady Danbury ha lanciato una sfida, offrendo una bella somma di denaro a chi fosse riuscito a smascherare Lady Whistledown e Cressida, disperata, decide di approfittarne e di rivelare di esserlo lei, con grande disappunto di Penelope che è sempre stata la sua vittima prediletta e non sopporta che lei rubi la sua identità. Colin non capisce e anzi crede che sia una fortuna che Cressida voglia fingere di essere la Gossip Girl dell’Ottocento, così Penelope non ne subirebbe le conseguenze mettendo di nuovo sul piatto la triste verità che, quando sei bella e (pre)potente, la gente tende a perdonarti più facilmente. Lui ama Penelope ma sa che il resto della società non sarebbe altrettanto clemente con lei e non vuole metterla in pericolo, ma per lei è troppo importante: attraverso Lady Whistledown e i suoi articoli ha dimostrato quanto vale, ha dimostrato che la piccola e facilmente trascurabile Penelope è riuscita a ingannare tutti quelli che la ignoravano, a scoprire i loro segreti e a prendersi gioco di loro, si è dimostrata essere scaltra, spiritosa e audace, un’ottima osservatrice e un’ancor più brava scrittrice, che ha reso dipendente l’intera società dai suoi scritti. Pendevano tutti dalla sua penna, letteralmente. Quando Colin capisce perché sia così importante per lei, poiché lei è così importante per lui, decide di realizzare il suo sogno e di darle finalmente il credito che si merita, presentandola all’alta società come Lady Whistledown e permettendo a tutti di ammirarla come fa lui.
Sì, decisamente è la mia coppia preferita.

E con la mia coppia preferita, vi lascio. Se siete arrivati fino in fondo vi ringrazio, se volete leggere anche la seconda parte cliccate qui. Fatemi sapere pure se avete letto i libri e se vi sono piaciuti, mi raccomando. Alla prossima!

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto.

2 thoughts on “Parliamone | Ho letto gli otto libri sui Bridgerton (1-4)

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