Film

Recensione | Tutte le volte che ho scritto Ti Amo 3: Tua Per Sempre

Chi ha letto la mia precedente recensione sa quanto io abbia amato il primo film della trilogia, Tutte le volte che ho scritto ti amo, e quanto invece non abbia particolarmente apprezzato il seguito, P.S. Ti amo ancora. Avevo paura per questo terzo e conclusivo capitolo? Sì, abbastanza. Naturalmente non regge il confronto, non brilla come il primo nel firmamento dei film che ho amato, però…

Però, devo ammettere di non essere rimasta delusa come dopo P.S. Ti amo ancora.

Per chi non lo avesse ancora visto, vi metto il trailer qui:

Una sinossi super breve made by me: in questo ultimo capitolo Lara Jean e Peter sono inseparabili e innamoratissimi, pronti ad andare insieme al college. Cosa succede quando sei disposta a tutto pur di stare con il tuo primo amore, ma sembra che il destino faccia di tutto per metterti i bastoni tra le ruote?

My heart did a somersault in my chest. I didn’t know hearts could do that.

Senza fare spoiler (più o meno): la trama va esattamente dove pensiate che voglia andare. Succede tutto quello che vi potete aspettare e anche di più, ma questo non è un male perché in realtà ho trovato tutto estremamente realistico e coerente. Il primo era il capitolo introduttivo dove tutto è bello e scintillante, il secondo era più di transizione (e probabilmente per questo è anche il più debole) mentre questo è quello della maturità, in cui la vita vera bussa alla porta dei protagonisti e gli ricorda che non tutto può essere programmato e non tutto va sempre come vorresti che andasse. Il punto, allora, diventa: come reagisci tu? Come ti comporti quando il tuo cuore spinge metà da una parte e metà dall’altra?
Credo che la soluzione finale sia la più giusta e vera che potessero prendere. Alla fine chiudi Netflix con la consapevolezza che questi due sono davvero anime gemelle, che sono fatti per stare insieme, ed è proprio quello che volevo.
Da un punto di vista tecnico è una pellicola sempre molto vicino ai giovani, con una colonna sonora facilmente riconoscibile da tutti, mentre il tema centrale della storia continua a essere l’amore, in tutte le sue forme. C’è Kitty che sperimenta il primo amore, quello che ti permette di dire cose sciocchine come “No, con lui non ci sto perché non gli piace Harry Potter” ma poi ti spinge a chiederti se forse vale la pena provare a interessarti a quello che piace all’altra persona, perché chissà magari quando metti da parte alcuni preconcetti scopri di avere in comune con quella persona più di quanto pensassi. C’è il signor Covey, che si è dato una seconda possibilità. C’è l’amore di tre sorelle che litigano spesso ma non per questo si vogliono meno bene. C’è un padre che sembra aver perduto l’affetto del figlio e fa di tutto per recuperarlo. C’è Margot, che rappresenta l’amore verso se stessi, non quello che ti fa chiudere nei confronti degli altri ma quello che ti spinge a fare scelte coraggiose e a volte impopolari, difficili ma non per questo meno soddisfacenti. Anche Christine rappresenta l’amore verso se stessi, ma se Margot è già adulta e ha già preso determinate decisioni, Chris è un’adolescente che vive alla giornata, che vuole godere il momento però sa già che se nel suo futuro non c’è spazio per l’amore andrà bene lo stesso, non vuole farsi trattenere e non lo farà, proprio il contrario di Lara Jean e Peter che invece hanno programmato tutto pur di stare insieme e vanno considerati un’anima in due corpi… quello che vuole uno vuole l’altra e viceversa, anche se poi vediamo che non è proprio così. Perché la verità è che non puoi permettere all’amore di condizionare le decisioni che riguardano il tuo futuro, specialmente quando senti un richiamo che ti porta a migliaia di chilometri da esso. E sebbene sia difficile, se veramente due persone si amano, devono scegliere quel che è meglio per loro – singolarmente – altrimenti correrebbero il rischio di passare il resto della vita a rinfacciarselo.

I got scared and I hurt you.

Ora, vorrei commentare proprio il finale facendo un po’ di spoiler, quindi se non avete visto il film e volete evitare, saltate questo paragrafo.
Ho adorato il conflitto. Peter ha reagito in maniera estremamente umana quando ha saputo che Lara Jean sarebbe andata alla NYU: cosa ci aspettavamo? Lei per errore gli aveva detto di essere entrata alla Stanford, poi che sarebbe andata alla Berkeley e infine che sarebbe andata alla NYU e non per un solo anno ma tutti e quattro. E potrete dire: Lara Jean non voleva andare davvero alla Stanford o alla Berkeley, lo faceva solo per accontentare lui e non lasciarlo. Certo, sono d’accordo, ma prima di vedere New York e la NYU nemmeno Lara Jean sapeva cosa voleva, e l’alternativa era restare col suo ragazzo e studiare quello che le piaceva di più. E quando ha trovato l’alternativa che invece calzava a pennello alle sue ambizioni, ha esitato… perché non è facile trasferirsi lontano da casa, sconvolgere i tuoi piani che sembravano perfetti, ma chi non sarebbe spaventato? Lei non aveva programmato di innamorarsi della NYU, è successo, e ha deciso di seguire l’istinto che le diceva di andare lì e non accontentarsi solo per rendere felice Peter. E Peter, che è praticamente l’incarnazione del fidanzato perfetto, è duro con lei solo perché sa che le statistiche vedono le coppie nate al liceo lasciarsi e ha il timore che questo accadrà anche a loro. Non mi sento di giudicare la sua reazione perché è semplicemente umana.

Love, real love, is choosing each other through all of it. Every single day.

Ma loro sono più di una semplice statistica e alla fine entrambi prendono la decisione più difficile e coraggiosa: decidono di stare insieme. Decidono non solo di provare ma di riuscire a restare insieme, perché loro si amano e non sarà la distanza a farli separare. Un po’ favolistico? Sicuramente. Ma mi piace pensare che loro ce la faranno. Avevo proprio bisogno di qualcosa che mi facesse credere che tutto ciò è possibile, che è possibile avere qualcuno disposto ad amarti tanto da… non proprio lasciarti andare, perché Lara Jean non voleva essere lasciata andare: Lara Jean sa che, ovunque lei e Peter saranno, saranno uniti. Che si trovino a 5 minuti o 18 ore di distanza, per loro non fa differenza. E va bene così. Se funzionerà o meno non possiamo saperlo ma io voglio pensare di sì.
Dove sta la coerenza? Non mi aspettavo che Peter accettasse tranquillamente che Lara Jean andasse così lontano, senza battere ciglio. Non volevo nemmeno che Lara Jean rinunciasse ai propri sogni per amore – ma Margot e Chris, come due angioletti sulla sua spalla, non glielo avrebbero mai permesso. Eppure sono riusciti ad affrontare queste decisioni coerentemente, a risolvere nel modo più giusto senza snaturare la coppia e il percorso che hanno affrontato finora. Non si è risolto tutto a coriandoli e dolcetti perché le difficoltà ci sono, sono tante e non sappiamo se effettivamente le supereranno, ma per me l’importante è che ci stiano mettendo tutte le intenzioni.
Perché il punto è proprio questo: hanno reagito allo sconvolgimento dei loro progetti nel modo migliore possibile.
Non potevano nemmeno assicurarci che avrebbero vissuto per sempre felici e contenti perché sarebbe ancora più favolistico: hanno diciotto anni e sono poche le coppie che resistono pur andando al college insieme.
Ma chi non farebbe di tutto per fare le funzionare le cose con Peter Kavinsky, soprattutto dopo la lettera sull’annuario con tanto di primo incontro e il nuovo contratto?

You should do all the things you wanna do. I never wanna be the guy holding you back. I wanna be the one by your side. It won’t always be easy, but I wanna do whatever it takes to make this work because that’s what you do when you love someone. And besides, if we’re gonna be together forever then four years of college isn’t such a big deal.

FINE SPOILER

Insomma, se proprio devo dirlo: mi è piaciuto. Se devo riagganciarmi alle mie recensioni dei film precedenti e quindi parlare di sensazioni, mi ha scaldato il cuore quasi (e sottolineo il quasi) quanto il primo film, lasciandomi questo senso di ottimismo che dopo il secondo avevo completamente rimosso.
Quello che non ho apprezzato è, invece, la totale assenza di John Ambrose McClaren, che nel secondo film aveva avuto quasi un ruolo centrale mentre qui… niente, non pervenuto. Molto carina invece la rinata amicizia tra Gen e Lara Jean, che non è esplosa ma si sta timidamente facendo più forte, man mano che il tempo passa, in maniera molto naturale.

Per il resto ragazzi e ragazze, se lo avete visto, non esitate a farmi sapere cosa ne pensate. Se invece siete tra gli scettici che hanno paura di vederlo dopo P.S. Ti Amo ancora, guardatelo pure senza indugio e poi naturalmente pure voi tornate qui a farmi sapere cosa ne pensate.

My whole life, I’ve wanted the kind of love you see in the movies: boombox over the head, hand in the back pocket of your jeans kind of love. Boy meets girl, they break up and make up, and they live happily ever after. But, in real life that’s not where the story ends, it’s where it begins. Because life is beautiful and messy, and never goes according to plan.

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto.

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