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Recensione | Midnight Sun

Correva l’anno 2005 quando il vampiro glitterato Edward Cullen e Bella Swan, capostipite delle protagoniste imbranate, anonime e insulse di certi young adult che sarebbero venuti dopo, iniziavano a colonizzare gli scaffali delle librerie di tutto il mondo, raggiungendo poi una fama planetaria con la saga cinematografica di Twilight iniziata nel 2008 e conclusasi nel 2012. (Sì, le date servono a farvi sentire, come dire…stagionati). 

Oggi, a distanza di ben quindici anni dalla pubblicazione del primo romanzo della saga, è uscito in Italia Midnight Sun, ovvero la medesima storia di Twilight narrata dal punto di vista di Edward. Qualcuno potrebbe ricordare che questo progetto era in cantiere già nel 2011 in realtà. Stephanie Meyer, la quale in una recente intervista ha rivelato che le piacerebbe essere ricordata come l’autrice di The Host e che quindi coerentemente ha deciso di pubblicare un altro libro su Twilight, aveva infatti già iniziato a scrivere Midnight Sun ai tempi del boom della saga ma i primi capitoli del romanzo furono pubblicati online senza il suo consenso, lei si infuriò e decise di abbandonare del tutto il progetto. Ora, dopo che il tempo ha fatto il proprio corso placando la sua ira funesta, o che, come potrebbero pensare i più malizioso di voi, il vil denaro ha esercitato il proprio richiamo, la Meyer è tornata sui suoi passi e ha dato alla luce il libro di cui il mondo non sentiva alcun bisogno ma di cui tutti i fan e i detrattori di Twilight hanno una gran voglia di parlare.

E quindi eccoci qui, nel settembre di questo quanto mai atipico 2020 che di cose brutte ne ha viste già abbastanza, pronti a catapultarci nella fredda e piovosa Forks con in sottofondo una playlist fatta di pezzi dei Muse e dei LInkin Park intervallati da Claire De Lune di Debussy.

Partiamo dal presupposto che io da questo libro non mi aspettavo assolutamente nulla. L’unica cosa che chiedevo a Midnight Sun era quella di non aggiungere elementi problematici a tutti quelli già presenti in Twilight e magari di mettere qualche pezza qui e lì per far risultare un po’ meno tossica quella che per anni invece è stata presentata come la storia d’amore migliore di sempre. Purtroppo le mie speranze si sono rivelate mal riposte e il libro è riuscito solo ad aggravare la situazione, rendendo ancora più inquietante e discutibile la storia di Edward e Bella. Se pensavate che passare dal punto di vista dell’ingenua ragazzina imbranata a quello dell’affascinante e tenebroso vampiro avrebbe donato maggior profondità alla storia, mi spiace deludervi. La verità è che qui siamo passati dal punto di vista di una vittima, per lo più inconsapevole, delle proprie disfunzioni relazionali e del controllo esercitato da qualcuno che occupa indubbiamente una posizione di potere rispetto a lei, alla visione del carnefice che, con eccessiva indulgenza verso se stesso, si insinua nella vita della protagonista e ne colonizza ogni aspetto. Edward Cullen non è il principe azzurro e non è nemmeno il ragazzo dei sogni ma la sua sete di sangue ha poco a che vedere con tutto questo. Per quanto lui stesso ribadisca più volte di essere un pericolo per Bella, la realtà dei fatti e che non è la sua natura di vampiro a rendere nociva la loro relazione e questo libro, suppongo inconsapevolmente, lo rende palese e cristallino in un modo che forse non traspariva così nettamente da Twilight o che, più probabilmente, il giovane pubblico della saga, me compresa, non aveva colto a pieno. Midnight Sun è praticamente il decalogo di tutto ciò che non si dovrebbe fare nello scrivere un romance e anche un manifesto di tutti i danni che questa storia ha fatto, dando origine al filone di narrazioni di relazioni problematiche che negli ultimi anni ha trovato il proprio culmine nella saga di Cinquanta sfumature di grigio e in quella di After, oltre che nella pletora di romanzi che popolano certe aree delle librerie. 

Prima di procedere con la parte della recensione contenente spoiler più dettagliati sul libro, mi sento di darvi un consiglio spassionato: lasciate perdere Midnight Sun. Vi rovinerà il ricordo di Twilight addolcito dal tempo trascorso e l’effetto nostalgia cercato con questa pubblicazione si rivelerà solo una doccia fredda. Lasciate Bella, Edward e compagnia cantante nel 2005 perché, fidatevi, è lì che devono stare. Se siete alla ricerca di una bella lettura in cui perdervi, allora mi permetto di consigliarvi la saga di Nevernight. E nel caso vi steste chiedendo perché proprio questa, beh, perché no? È sempre un buon momento per consigliare Nevernight (trovate qui una recensione senza spoiler)

Detto ciò, non proseguite oltre se non volete rovinarvi la magica esperienza del ritorno nel mondo dei vampiri scintillanti. Restate, invece, se non vi importa di qualche lieve spoiler e se vi interessa un’analisi molto disincantata di Midnight Sun e della storia di Edward e Bella, fatta da una che ai tempi è stata una discreta fan della saga e che invece ora, grazie all’acquisizione di un minimo di senso critico, ne rileva tutte le problematicità. E fidatevi che sono tante.

Ho deciso di analizzare Midnight Sun per punti, trattando quelli che ho ritenuto più interessante e meritevoli di un approfondimento. Cercherò di tenere presente che si tratta pur sempre di Twilight e che non si può cavar sangue da una rapa, ma non prometto nulla. Ultima precisazione: ho letto Midnight Sun in inglese e nella mia disamina cito un paio di frasi che ho tradotto io stessa, immagino quindi che nella versione italiana l’adattamento fatto da un professionista sia migliore, per cui non vogliatemene se ci sarà qualche differenza. 

Apologia dello stalking
Se qualcuno mi chiedesse di sintetizzare in tre parole questo libro, senza ombra di dubbio io risponderei “apologia dello stalking”. Il fatto che Edward fosse ossessionato da Bella e che non riuscisse a stare lontano da lei nemmeno un minuto era risaputo giù dai tempi di Twilight, ma leggere l’insistenza con cui si fa spazio nella sua vita, seguendola ovunque, ascoltando i pensieri degli amici che sono con lei ed entrando sistematicamente nella sua stanza mentre lei dorme per osservarla è davvero inquietante. Analizzandolo con un minimo di distacco, il comportamento di Edward non può essere definito in alcun modo se non stalking. Ed è lui stesso a definirlo tale.

“Come uno stalker. Uno stalker ossessionato. Un vampiro stalker ossessionato.”

È asfissiante ed inquietante leggere di come lui la segua ovunque e di come si insinui, ad insaputa di Bella, in ogni momento della sua vita. Ma ciò che fa davvero accapponare la pelle è quanto lui sia indulgente verso se stesso nel mettere in atto questo comportamento. Pur essendo consapevole di poter sembrare uno stalker lui motiva il suo atteggiamento, e quindi di riflesso la Meyer lo giustifica agli occhi del lettore, con la volontà di proteggere Bella e la propria preoccupazione per la sua incolumità. A questo poi si aggiunge il fatto che lui non possa leggerle nel pensiero e che abbia bisogno di tenerla sotto controllo per poter carpire ogni informazione su di lei. La romanticizzazione del comportamento di Edward è assolutamente inaccettabile e leggerla dal suo punto di vista lo rende quanto mai evidente, soprattutto perché il confine tra senso di protezione e stalking misto a manie del controllo non è così labile come lo fa sembrare questo libro.

Instalove? Peggio
Nonostante ai tempi avessi gradito abbastanza la storia tra Edward e Bella, ammetto di aver sempre nutrito il dubbio su come fosse effettivamente nato questo grande amore. Perché Bella si innamora così perdutamente di Edward pur conoscendolo appena ed essendo consapevole della sua natura di vampiro che potrebbe metterla in pericolo? Ecco, in fin dei conti la risposta a questa domanda non c’è perché il suo è un amore a prima vista che non verrà mai analizzato o spiegato. L’innamoramento non è la fine ma il presupposto di Twilight il che, se ci pensate, non ha alcun senso essendo questo prima di tutto un romance. Però diciamo che Edward è bello, affascinate, tenebroso, misterioso e ricco quindi, considerando il libro di cui stiamo parlando, possiamo in qualche modo spiegarci questo grande amore da parte di Bella, anche sei lei smentisce categoricamente queste come motivazioni del suo amore per lui. La vera domanda, però, è perché Edward Cullen, un vampiro quasi centenario che ha vissuto ovunque, visto qualunque cosa e con illimitate possibilità di sperimentare ciò che vuole, trovi interesse in Bella Swan che, diciamocela tutta, potrebbe risultare poco intrigante anche per un essere umano medio. Ecco, io speravo che Midnight Sun riuscisse almeno a darmi questa risposta, e invece niente. Edward si innamora di Bella perché sì. È attratto dall’odore del suo sangue come non lo è mai stato da quello di nessun umano, sua sorella Alice in una visione del futuro gli mostra che lui sarà innamorato di lei e che non riuscirà a starle lontano, Bella diventa quindi un’ossessione per Edward, lui va a guardarla dormire una notte e fine. Da quel momento in poi è totalmente e incondizionatamente innamorato di lei. Il motivo di questo amore folle, però, a noi non è dato saperlo. É quasi tautologico. Si innamora di lei perché Alice gli mostra che in futuro si innamorerà di lei. Beh, che dire, profondo. Forse troppo per le mie limitate capacità di comprensione. 

Ossessione 
Non c’è un modo diverso per descrivere questo rapporto se non “ossessione”. Edward è ossessionato da Bella in ogni senso possibile e in tutto questo non c’è nulla, assolutamente nulla di sano. È inaccettabile che questa sia stata venduta a migliaia di ragazzine in tutto il mondo come LA storia d’amore perché semplicemente non lo è, anzi, è tutto quello che una relazione non dovrebbe essere. Edward vuole sapere tutto di Bella e non perché voglia conoscerla ma perché non riesce a leggere nel pensiero e a sapere cosa le passi per la testa, cosa pensi di lui, cosa faccia, come ragioni o cosa desideri. Questa sete di conoscenza, come lui la dipinge, dimostrandosi ancora una volta fin troppo indulgente con se stesso, in realtà non è altro che brama di potere su Bella, mania di controllo della sua vita e della sua personalità. Tutta la voglia che Edward ha di sapere di più su di lei in realtà non è altro che desiderio di possesso, non tanto fisico quanto psicologico. È questo è incredibilmente sbagliato, in qualsiasi relazione, anche se una delle due controparti è un vampiro. Stare con qualcuno non significa appartenergli. Per fortuna, pur avendo una relazione, per quanto intensa essa possa essere, continuiamo ad appartenere a noi stessi. Questo concetto, però, non fa parte dell’idea di amore di Edward e nonostante la Meyer provi a metterci qualche toppa qua e là, la realtà dei fatti è che non è possibile sistemare qualcosa che  parte da una base così sbagliata. Emblematico di tutto ciò è il fatto che Edward non  trovi attraente Bella dal punto di vista fisico fino a quando non la guarda dormire, quindi, nei fatti, fino a quando lei è inerme e totalmente in balia del suo controllo e del suo sguardo. Spezzo una lancia a favore della Meyer perché immagino che questo non fosse il senso che lei voleva dare a quella scena, ma purtroppo è ciò che traspare e che arriva all’occhio di un lettore un po’ più critico. E forse il fatto che ciò che la scena trasmette sia involontario, è ancora più sintomatico di quanto questo modello tossico di comportamento sia intrinseco del romanzo stesso che, di nuovo, non lo condanna ma lo esalta.

La noia
Questo è un aspetto che mi ha sorpreso, ovviamente in negativo. Considerando l’inesistente personalità di Bella, immaginavo che, pur conoscendo la storia, potesse essere molto più interessante leggerla dal punto di vista di Edward che in Twilight sembrava tanto misterioso e aver tanto da raccontare. E invece no, delusione totale anche su questo fronte. Tolta la questione vampiro che non viene approfondita poi molto di più, Edward è un come un qualsiasi diciassettenne alla prima cotta. È lagnoso, patetico, pesante e afflitto da dubbi esistenziali del tipo “ma io le piacerò?”. Ma non lo so, Edward, fai tu. Hai gli specchi di legno a casa? Non lo vedi l’effetto che tu e i tuoi familiari avete da decenni su tutta la razza umana? Non voglio dire che mi aspettassi un Edward presuntuoso e sicuro di sé, ma nemmeno che lui diventasse la classica protagonista degli young adult brutti che è bellissima, stupenda e meravigliosa ma non se ne rende conto. Fondamentalmente  il punto di vista di Edward è identico a quello di Bella, con l’aggravante che se è anche normale che lei possa pensare che non abbia il minimo senso che uno come lui possa volere una come lei, a parti inverse il tutto suona ridicolo e fuori da ogni logica. Logica che comunque già scarseggia abbastanza in questa saga. Da un vampiro quasi centenario che ha vissuto due guerre, visto il mondo e vissuto due esistenze diverse, sincerante io mi aspettavo più di questo. E invece niente. Edward è un ragazzino che non sa stare al mondo e che senza la sua capacità di leggere nel pensiero è assolutamente incapace di approcciarsi ad una diciassettenne che non ha un millesimo del suo trascorso di vita. 

Bella Swan io me la ricordavo diversa 
Ce la ricordiamo tutti Bella, giusto? Sciatta, imbranata, insulsa e con la profondità di una pozzanghera secca. Un personaggio di carta velina scritto appositamente senza caratterizzazione in modo che le fan potesse immedesimarsi in lei e vivere questo incubo, scusate, volevo dire sogno che è la storia d’amore con Edward. Ecco, probabilmente la Meyer si è resa conto delle numerose critiche fatte alla sua protagonista e ha deciso di raddrizzare un po’ il tiro. Così Bella vista dagli occhi di Edward diventa criptica, intelligente, interessante e piena di aneddoti profondi da raccontare, come il fatto che il suo insegnate preferito in seconda elementare fosse quello che la lasciava leggere durante le lezioni, che lasciano il vampiro totalmente rapito dalla sua personalità magnetica e dalle sue risposte imprevedibili. Ora, io capisco che l’amante elevi l’oggetto del proprio amore al di sopra di ogni cosa e che l’amore renda ciechi e stupidi, ma a tutto c’è un limite e Bella emblema di mistero e intelligenza mi sembra ben oltre quel limite. 

Il momento Fast and Furious 
Twilight, e di riflesso Midnight Sun, è un paranormale romance scritto per fare sognare le ragazze in cui praticamente fino al 75% non succede assolutamente nulla. Può piacere come no ma questo è. Io vorrei sapere, dunque, cosa abbia spinto la Meyer a inserire quasi un intero capitolo che sembra tratto dal primo film di Fast and Furious con modelli di macchina, una corsa contro il tempo, il NOS e la polizia per raccontare il momento in cui Edward e gli altri corrono a salvare Bella rinchiusa con James nella sua vecchia scuola di danza. È un momento che a livello di tono e contenuto non ha alcun senso, oltre al fatto che è scritto piuttosto male e quindi annoia invece di dare una sferzata ad un ritmo che nei fatti e inesistente.

Infine, ma qui credo che ci vorrebbe una seduta di ipnosi per indagare l’inconscio, Stephanie Meyer mi deve spiegare perché se il suo protagonista sta pensando tra sé e sé usa una metafora e soprattutto perché poi la spiega. 

“Era a Forks da poche settimane e già due volte era arrivata vicinissima ad una morte violenta. Per quanto ne sapevo, proprio in questo momento avrebbe potuto vagare sul sentiero di un’altra condanna a morte. Cosa sarebbe stato questa volta? Un meteorite che le avrebbe sfondato il tetto e l’avrebbe schiacciata nel suo letto?
[…]
Ovviamente il meteorite era solo una metafora per tutte le cose improbabili che potrebbero andare storte.” 

A chi la stia spiegando e perché Edward si consideri tanto stupido, o forse la Meyer consideri noi lettori tanto stupidi, da non poter cogliere una metafora così semplice, resterà probabilmente il mio interrogativo più grande legato a questo libro. 

Ma quindi in Midnight Sun non c’è proprio niente che si salvi? Sì, le pochissime parti in cui vengono approfondita un po’ di più i fratelli di Edward, soprattutto Emmett che non trova mai sazio all’interno della saga, e Rosalia che, con il senno di poi, era l’unica con del sale in zucca. Per il resto le copie stampate di questo libro sono solo poveri alberi disboscati inutilmente.

Bene, direi che siamo arrivati alla fine di questa recensione. Un sentito grazie per essere arrivati fino a qui e spero che sia stato anche solo un po’ più divertente che arrivare alla fine di Midnight Sun, nel caso abbiate avuto il coraggio e la forza di farlo. 

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto

Ringrazio: Citazioni film e libri

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