Film

Recensione | Mulan

Ho appena concluso la visione di Mulan, ultimo live action targato Disney che, dopo mille peripezie e rimandi, è stato rilasciato il 4 settembre su Disney+ alla modica cifra di circa 22 euro.
Meh.
Allora, premetto subito che io non sono una persona che disdegna a prescindere i live action: mi è piaciuta Cenerentola, che ha portato un po’ di novità alla storia della nostra principessa che non riesce a tenere le scarpe ai piedi; ho amato La Bella e la Bestia (qui potete leggere proprio tutto quello che penso del film); Aladdin l’ho trovato un trip divertente e soddisfacente, con tutti i suoi colori e le canzoni; ho persino salvato il Re Leone, giudicato da tutti un freddo documentario con leoni che cantano e parlano. Ma questo, ahimé, proprio non ci riesco.

Così come non riesco a non fare spoiler, quindi se non volete rovinarvi la sorpresa, ritornate dopo aver visto il film.

Dunque, bando alle ciance, vi anticipo subito – ma questo era evidente già dal trailer – che la trama prende un po’ dal Classico d’Animazione, un po’ (quasi tutto) dalla novella originale, tant’è che possiamo dimenticare il cognome Fa: qui Mulan appartiene alla famiglia Hua, proprio come nella novella. E fin qua tutto bene, io non sono chiusa a priori alle novità e ho sempre pensato che in fondo abbiamo già un Classico che conosciamo a memoria, qualcosa diverso che stimoli la nostra curiosità non può guastare.
Il problema del film è che si tratta sostanzialmente di una storia piatta. Nel Classico la storia ha un crescendo via via sempre più forte fino a quando tutta la tensione culmina nel momento in cui Li Shang scopre che Fa Ping è in realtà Fa Mulan e sa che deve ucciderla, ma decide di non farlo solo per ricompensare la ragazza che ha appena salvato tutti i suoi compagni soldati. Qui invece non ci sono momenti di tensione particolare, i personaggi sono piatti, le musiche sono piatte, insomma, non si muove proprio nulla.
Personalmente, do la colpa al fatto che Mulan nel film sia dotata del “chi” del guerriero e che ciò le abbia dato, fin da bambina, questa grandissima capacità di arrampicarsi sui tetti e fare salti sovrumani. Perdonatemi, non saprei come altro definirlo.
Questa è per me un deal breaker: Mulan nel film d’animazione è una ragazza normale, un po’ vivace che ancora deve sbocciare secondo i canoni della Cina imperiale perché non è ancora pronta a fare la moglie, ma non è nemmeno un guerriero. A lei non piace combattere, ma quando sente che suo padre deve partire e realizza che non tornerà a casa, dopo averci riflettuto – la scena di Mulan sotto la pioggia che vede i genitori andare a dormire e poi capisce cosa deve fare ha più tensione di tutto il film messo insieme – prende una decisione folle, si taglia i capelli e parte per il campo d’addestramento. Non voglio dire che nel film non sia spinta dall’amore per il padre e dallo spirito di sacrificio, ma credo che il bello del personaggio di Mulan stia proprio lì: lei non ha lo spirito di un guerriero ma di una figlia che ama suo padre e non vuole che muoia. Mulan è mossa dall’amore, e poi ha successo perché è intelligente, forte e combattiva. Non lo so, a mio avviso questo “chi” toglie qualcosa al personaggio invece di dare.
Per quanto riguarda gli altri personaggi nulla da dire: la madre è più dura rispetto a quella del film d’animazione; Mulan e il padre hanno più o meno degli scambi affettuosi ma niente di serio, niente di minimamente paragonabile a “Il più grande dono e onore è avere te come figlia”; la sorella è stata aggiunta rispetto al Classico del ’98 ma sostanzialmente se non l’avessero aggiunta sarebbe stata la stessa cosa; Li Shang è stato trasformato in un soldato semplice (non sto qui a giudicare perché, capisco le motivazioni però non le condivido) che fa la sua bella figura (nel senso che è bello esteticamente) e un po’ riassume in sé il ruolo di Yao, Chien-Po e Ling ma purtroppo non regge il confronto con il nostro capitano animato; la strega Xiang Lang (messa lì solo per sottolineare che già se sei donna sei schiava degli uomini e se sei pure strega sei ancora più in basso nella catena alimentare cinese anche se potresti ammazzare tutti con una mano) rende ancora più palese il collegamento tra la forza e il coraggio di Mulan e il mistico legato al suo “chi” da guerriero, e quindi l’avrei tranquillamente rimossa; Bori Khan che dovrebbe essere il cattivo del film… mah, Shan Yu ventidue anni dopo mi fa ancora paura sebbene sia sostanzialmente un foglio di carta, Bori Khan mi ha fatto sbadigliare.

Passando invece all’aspetto tecnico del film, premetto che sono appassionata di drama e ne ho visti parecchi. I drama cinesi sono un po’ difficili da digerire perché gli effetti speciali, spesso e volentieri, sono un po’… sempliciotti, ecco. Si vede che mancano i soldini.
Ovviamente io quando ho iniziato a guardare Mulan, mi aspettavo di vedere un film americano. E invece no, sorpresa, mancavano soltanto le imbracature in bella vista: salti all’indietro, salti sui muri, acrobazie, tutto in perfetto stile wuxia. E per quanto rispetti questa decisione di mantenersi fedeli quanto più possibile alla tradizione cinese, per me è stato un errore: per chi non è abituato a questo stile – e persino per me che ci sono abituata – queste scene possono risultare artificiose, esagerate e quasi comiche. Tutto ha contribuito infine a togliere tensione alla trama.

Che altro? Qui non vediamo un vero e proprio conflitto sulla questione “Jun-è-in-realtà-Mulan”. Nel film d’animazione la scoperta che Ping in realtà è una donna culmina con l’abbandono e il disonore su Mulan, che rimane sola sulla montagna in compagnia del suo cavallo, del grillo e di Mushu. Noi capiamo che, almeno in quel momento, l’amicizia e la fiducia con il suo capitano e i suoi compagni sono perduti per sempre. E infatti più tardi, quando li raggiunge per avvertirli che l’Imperatore è in pericolo, loro non le danno retta. Nel film invece è Mulan stessa a dare importanza alla cosa: ecco, forse l’unico cambiamento che ho apprezzato è che lei si senta in colpa nell’ingannare  i suoi amici, cosa che nel Classico viene un po’ ignorata, ma per il resto è lei stessa ad auto-escludersi dal gruppo. Va lì dopo la battaglia contro i rouran, poi dice, in poche parole, “salve a tutti mi chiamo Mulan non Jun, ho portato disonore alla mia famiglia travestendomi da uomo e mentendo a tutti voi” e infine se ne va. E subito dopo, in seguito a un timidissimo tentativo di rifiutarla (“NOOOOOOO NON TI ASCOLTEREMO BUGIARDA E INFIDA DONNA, NON CI FIDIAMO!!!” “ma ci ha salvati, è comunque la stessa persona di prima solo con i capelli sciolti e un vestito più bello” “Ok dimmi cicci”), diventa la donna che sta guidando l’esercito. Così, di botto. Dov’è il conflitto? Dov’è l’importanza di vedere Shang, Chien-Po, Ling e Yao seguirla, lasciando indietro tutti gli altri? Di vedere i tre vestirsi da donna? Mulan conquista il rispetto dei quattro ragazzi dopo essersi fatta il mazzo durante l’addestramento e dopo aver salvato le truppe; conquista il rispetto di tutti dopo aver salvato la Cina uccidendo Shan Yu, portando al sicuro l’imperatore e facendo esplodere il palazzo imperiale, non dopo due parole in croce.
Non so, mi è sembrato tutto troppo facile.

Infine, hanno voluto cercare di mantenere tutto un po’ realistico e hanno quindi eliminato il grillo e Mushu. Però poi mi mettete la fenice come simbolo di rinascita che fa da stella cometa a Mulan.
Okay.
Ah, e qualcuno mi spieghi perché un minuto prima sono nemiche e poi la strega si è sacrificata per salvare Mulan. Grazie.

Insomma, per riassumere, non mi è piaciuto. Mi piange il cuore perché Mulan è il mio secondo Classico preferito dopo il Re Leone, e speravo proprio che questo film mi piacesse ma è davvero troppo piatto per me, complice anche l’assenza di una colonna sonora all’altezza. E non è tanto l’assenza di parti cantate, anzi: in alcuni momenti hanno cercato di ricalcare le canzoni da noi tanto amate e un orecchio anche poco attento riuscirà a riconoscere le note de “Il mio Riflesso” qua e là, ma non riescono a dare quel qualcosa in più alle scene, in nessun momento. Anche se sono convinta che questo dipenda per la maggior parte dalle scene stesse.

E voi avete visto il film? Cosa ne pensate?

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto.

 

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