Roswell New Mexico/Telefilm

Recensione | Roswell, New Mexico 2×11 – 2×12 – 2×13 Riflessioni sul Final Season e Aspettative

Roswelliani, alla luce del tempo trascorso dal finale, abbiamo sicuramente le idee più chiare.
Le mie tuttavia non si discostano molto da quelle iniziali, le quali dopo già i primi 10 minuti di visione, stavano rinchiudendo in uno scantinato i buoni propositi, per lasciar spazio allo sgomento.

Che sia difficile restare in equilibrio tra il mantenere viva la memoria della serie originale, e portare avanti iniziative nuove, è chiaro. Tuttavia la totale mancanza della seconda ha intaccato la prima, che nella stagione precedente invece aveva  svolto un ruolo fondamentale nell’attrarre il pubblico, e addirittura portare l’emittente al rinnovo della serie per ben altre due stagioni.
Andiamo per gradi e ripercorrendo il finale di stagione, tirando le nostre ultime conclusioni.

Conclusioni:

  • La minaccia umana: in questa seconda stagione del reboot di Roswell si è puntato ad una pausa dal mondo alieno, scombussolato da Noah, per far avanzare la minaccia costituita dall’uomo. Espediente classico, ma che ha la sua efficacia se ben realizzato.
    Il sergente Manes finge, e questo lo avevamo compreso, ma la sua presenza è talmente soporifera che il motivo per cui lo facesse mi ha fatto chiudere gli occhi un paio di volte in sua presenza. Sicuramente ironica la sua morte per mano di uno dei suoi figli, Greg, ma soprattutto perché diventato pedina del suo stesso piano che si è portato avanti da solo, senza alcun minimo sforzo. Più che un piano, sembrava un’improvvisata nata la mattina stessa.
    Se quest’uomo era superfluo perché scontato, il ritorno di Helena (sembra un déjá vu) è una delle trovate più brutte a cui io abbia mai assistito. Il suo amore per lo sceriffo Valenti è stato a malapena accennato, il suo credo solido di fronte a qualche leggenda aliena, crolla e all’improvviso si ricorda della sua amica Mimi che recupera misteriosamente nel nulla, le carpisce informazioni e prepara la sua vendetta ai danni dei Manes. Sì, Isobel aveva ragione, questa è una Telenovela, ma di quelle brutte. Non si getta sul pubblico un piano o un’idea così ben precisa senza prima creare i presupposti per farla reggere. Ha lo stesso sapore di quelle trovare appunto da soap dove per giustificare le azioni malvagie del protagonista sbucava un gemello cattivo dal nulla!
    L’unica minaccia umana in questa stagione sono stati i sentimenti contraddittori e ostacolanti dei protagonisti stessi. Naturalmente la conclusione, scontata, fa presagire finalmente un buon antagonista, ma ne è valsa la pena fare una stagione intera di Attesa e non preparazione a questo?

  • Katherine, are you?: passione dopplagher il ritorno. Contrariamente al parere comune, è forse l’unica idea sensata che sono riusciti a pescare da uno show di successo come The vampire diares. Max è debole e in cerca di risposte, è il salvatore? O vuole solo convincersi di ciò? È prevedibile che la serie voglia portare questo personaggio ad una riflessione introspettiva, andare contro natura, essere chi vuole e non chi dovrebbe. E sarebbe anche ora di ritornare all’alien show. Per quanto riguarda Isabol e Micheal qualche passo in avanti con un ritorno al passato, alle loro origini è stato fatto. E forse questi sono stati i momenti più belli della stagione, grazie anche al ritorno di Bher nei panni dello zio Pitt Manes, uno dei primi Manes non complottisti. C’è un passato che rende ancora misterioso questo presente che da un po’ di tempo era diventato il Liz show, alla ricerca della sua vena da allegro chirurgo, e tutti questi incontri e promiscuità tra ex che poi ritornano a collaborare tra loro.

  • Legami o Lègami: sulla fine tra Michael e Maria sarò breve, poteva funzionare, ma non l’hanno fatta funzionare perché tutta la relazione tra Michael e Alex per quanto tossica, si basa su un legame scritto nella sabbia dei deserti roswelliani. Lo zio Pitt era innamorato della madre di Michael. Come si può battere un amore così, che è andato contro lo Stato e le proprie regole? Non si può. Tuttavia spero che Maria non sparisca, perché è stata la rivelazione della stagione, e la sua mezza natura un ottimo vincolo per farla maggiormente partecipare alle vicende. Nonostante tutto, anche se questa relazione non si capiva bene come fosse nata, è evoluta, l’inizio e la fine sono sempre state trattate con tatto e razionalità, lasciando che i protagonisti risultassero credibili. Su Isobel forse è stato fatto il miglior lavoro. Certo, il suo aborto è stato fatto passare per una banale umana parentesi, e non una conseguenza al suo precario stato mentale, tuttavia come per l’inizio, anche alla fine se l’è cavata da sola. Cerca ancora risposte su Noah e questo la rende un personaggio coerente che porta questa coerenza anche in una serie dove spesso si agisce come solo per istinto di sopravvivenza. Bisogna darle una strada, che potrebbe essere perfetta come amica di Rosa o perché no di Kyle. Stesso percorso ha affrontato Alex, che con il suo intramontabile ottimismo verso la sua famiglia, si è fatto pure rapire dal fratello Flint (quanti caspita sono i Manes?!). Non è uno sciocco, ma un inguaribile romantico e come l’aliena bionda, il suo mantenersi saldo al passato, ha dato continuità e credibilità ad una storia che perdeva acqua da tutte le parti.
    Non si cambia da un giorno all’altro.

  • Liz e Max: Lix Parker è troppo presa da sé. È un adulto che sa gestire le emozioni, ma questa storia del cercare la propria strada inizia ad essere sfiancante. Viene spontaneo passare dalla parte di Max anche quando le distrugge il laboratorio. Non chiede aiuto se non per i suoi scopi, non è mai con gli amici, agisce sempre da sola. Non è un personaggio cattivo, ma non si riesce bene a bilanciare con un Max attento a voler far parte del club dei buoni. Funzionano ad intermittenza. Certo Liz ha il pregio di portare la serie su temi attuali, per non renderla fuori tempo. Nonostante ciò, c’è un buonismo asfissiante alle volte. Kyle deve essere punito per aver rubato delle attrezzature importanti dall’ospedale, ha agito per Liz, per salvare Max. Questo punto di vista non basta, non è sufficiente bisogna sottolineare quando l’ospedale sia in perdita senza quegli strumenti. È un esempio lampante di come la serie non voglia mai prendere delle parti e lo fa anche con l’arresto del signor Ortecho, con la presenza degli ufficiali bianchi nel locale di Liz e il loro scontro verbale, dove nonostante ci sia una parte che sia vittima e una colpevole, spesso i ruoli vengono invertiti per evitare di prendere una posizione troppo netta, forse. Ma questo capita spesso, anche con altri eventi come Helena e il tentativo finale di redenzione grazie a Rosa, sembra che non debba esistere nessun cattivo nella storia.

In conclusione dirò questo: è una seconda stagione senza un’idea chiara, con un cast troppo florido che crea confusione sullo schermo perché di veri legami se ne vedono pochi. La presenza di Cameron e la sorella Charlie superflua e ridicola come il rapimento che va da Alex a Michael. Gente che scompare e riappare, e nessuno se ne accorge, agisce, fa una domanda. Non c’è suspance e nessuna sana ansia che ci porta a sperare che una Maria o chiunque altro non sia davvero in pericolo e la sceneggiatura gioca proprio su questo, ma a che pro non creare mai un vero dramma. Sembra che ci sia la paura di spingersi più in là, di far litigare e affrontare i problemi ai personaggi, di ferirli, di metterli in serio pericolo un po’ come il cliffhanger della prima stagione. Ormai siamo talmente sicuri che se un Micheal viene rapito, saprà tornare a casa da solo senza problemi, mentre Isobel, Michael e Liz si mettono lo smalto sul divano.
C’è troppa confusione e a questo punto direi eccessive aspettative, e non perché la serie si chiama Roswell, ma perché l’ideatrice è Carina Mackenzie.

Forse sarà per questo che Carina ha lasciato la responsabilità di co-showrunner in vista della terza stagione:”per fondamentali differenze”. Non si sa bene con con chi ci sarebbero state queste differenze, fatto sta che la serie è debole come deboli sono i sentimenti che cerca di far passare per legami indissolubili. L’unico grande amore che trascende il tempo è quello anche e ancora dietro la telecamera tra Bher e Appleby.

Questa stagione è riassumibile con la metafora della fine della coppia Michael-Maria e lo sguardo carico di tutto quello che noi pubblico desideriamo dalla serie, verso Alex. Potevano dare qualcosa, essere qual qualcosa di nuovo, ma nel profondo si nasconde altro verso una persona che mai verrà dimenticata, ora (seconda stagione) non è  il momento giusto, ma domani (terza stagione) chissà.

 

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