Telefilm/The 100

Recensione | The 100 7×04 “Hesperides” 7×05 “Welcome to Bardo”

Accidenti a me che ho deciso di recensire due episodi insieme. Per complicarmi un po’ la vita, così, perché ne avevo voglia. Visto che la linea temporale è leggermente confusionaria dividerò la recensione non in episodio quattro e cinque ma in “Sanctum”, “Skyring” e “Bardo”. Vediamo se così riesco a scrivere qualcosa che abbia un senso logico.

Sanctum

Finalmente i nostri amici si sono resi conto che Bellamy e gli altri sono spariti e si adoperano per fare qualcosa a riguardo. Raven è ancora in crisi dallo scorso episodio, ma si sa che in questa serie gli omicidi sono come le noccioline, uno tira l’altro, e così rimedia facendo fuori altre otto persone. Ci volevano i Discepoli per farle capire che un gesto estremo, fatto per salvare l’umanità, non è una scelta ma un dovere? Mi piace come The 100 sia sempre sull’orlo di questo confine: è giusto sacrificare uno per salvare tutti? E questo ti rende un mostro? Forse adesso Raven proverà più empatia per Clarke che, suo malgrado, è sempre al centro di tutto. Difatti sembra essere “la chiave” per vincere l’ultima guerra dell’umanità. Che avessi ragione io nella scorsa recensione? The 100 si concluderà con la definitiva distruzione della razza umana? Fatto sta che Jordan per una volta è stato utile, e grazie a uno dei caschi Raven scopre che l’anomalia è un tunnel spazio-temporale. In seguito ci viene anche detto che, proprio perché è il pianeta destinato ai criminali, solo su Skyring, che in realtà si chiama Penance, il tempo scorre diversamente. Su Bardo e Sanctum invece è lineare. Piccola parentesi: considerando che sono andati a tentativi e che non sapevano su quale pianeta stessero andando, solo a me è parso incredibilmente stupido da parte di Raven dire “senza pietra non possiamo cambiare pianeta”? Ma pensarci prima, figlia mia?

Nel frattempo i Devoti, tra cui il tipo di cui non ricordo il nome ma che mi sta estremamente antipatico, vogliono liberare Russel al punto da darsi fuoco uno ogni ora fino alla scarcerazione. Metodo più orribile non potevano trovarlo. Alla fine i nostri sono costretti a mandare Murphy in veste di Daniel Prime a parlare con loro, ma viene smascherato e poi salvato da Russel e Emori. Mentre Russel stava parlando ho subito pensato “si vede che non è lui, come fanno a non accorgersene?” ma poi hanno inquadrato Indra. E Indra ha capito. Quanto la amo. Geniale il semplice trucco con cui ha smascherato Sheidheda, anche se personalmente avrei fatto finta di nulla, almeno per un po’. Adesso ho paura per lei, ha riconosciuto Sheidheda dalle sue parole ed è l’unica, lì, a poterlo smascherare di nuovo. Non la lascerà libera di intralciare i suoi piani.

Skyring -o Penance- divisa in:

Passato

Su Skyring vediamo gli anni che Hope ha passato lì senza Diyoza e Octavia, e il suo rapporto con Dev. Ho trovato molto belle quelle scene, come si siano trovati e come lui abbia cercato di aiutarla insegnandole a combattere e preparandola per Bardo. Dev è stato praticamente un padre per la Hope bambina, e perderlo per un’esitazione è stato terribile. L’unica pecca? Avrei voluto sapere di più su Dev.

Presente

Echo, Hope e Gabriel si rendono conto di dover giocare alla famiglia felice per avvicinare il prigioniero pazzo, che si chiama Orlando, in modo da farsi aiutare. Echo che cura l’orto è tanto strana quando Indra che mangia seduta a un tavolo. Per cinque anni vivono nella casa di Hope, Orlando li addestra a diventare Discepoli, spiegando loro ciò che hanno bisogno di sapere ma restando fedele al suo Popolo. Nel frattempo il rapporto tra Hope e Echo sembra cementarsi. Ho letto tantissimi commenti negativi su Echo, ma io la capisco. Orlando è sempre rimasto fedele a Bardo, e doveva sapere che per autodifesa prima o poi avrebbero ucciso. Come avrebbe fatto a sopportarlo? Proprio perché amici Echo lo ha risparmiato. La Echo di prima, la Terrestre, non lo avrebbe fatto. Non poteva sapere che si sarebbe ucciso. Echo è una spia e lo sarà sempre, è stata addestrata per combattere, per sopravvivere.

Bardo, diviso in:

Passato (ovvero il momento in cui Octavia ci viene portata per la prima volta dopo essere stata presa su Skyring)

Octavia viene interrogata per ordine di un uomo che si fa chiamare “Primo Discepolo” per scoprire come lei e Diyoza sono riuscite ad arrivare lì. Per farlo usano un dispositivo che riesce a mostrare le memorie della “vittima”, proiettandole su uno schermo. Il ragazzo addetto, tuttavia, studiando la mente di Octavia si affeziona al punto da accettare di estromettere Hope dal rapporto. Essere nella sua testa gli dà accesso a sentimenti ed emozioni che solo Octavia conosce, avvicinandolo alla ragazza e capendola più di chiunque altro. Sembra che il fandom già lo adori, e parte di me è d’accordo, ma l’altra parte non è convinta e non si fida del tutto. Troppo bello e simpatico e gentile per essere credibile, ma spero di sbagliarmi. In ogni caso è proprio lui, Levitt, ad aiutare Octavia e Hope -arrivata per salvarla subito dopo la morte di Dev- a riaprire l’anomalia e a rimandare O indietro. Così scopriamo anche l’origine del tatuaggio di Octavia. Bellissimo il momento in cui le due ragazze si incontrano di nuovo, l’ultima volta che Octavia ha visto Hope era una bambina, ma adesso è una guerriera. Grazie ai ricordi di Octavia, il Primo Discepolo scopre che Clarke è la chiave, e così scopriamo anche perché Hope, rimasta a Bardo per salvare la madre, ha pugnalato Octavia nell’ultima puntata della scorsa stagione. Un po’ di nodi venuti al pettine.

Presente

Echo, Gabriel e Hope giungono su Bardo e si riconciliano con Octavia, scoprendo che sulla terra c’era una pietra e che, secondo O, Bellamy è morto subito dopo essere giunto lì. Sono abbastanza convinta che Bellamy sia “l’esca” che useranno contro Clarke, e che quindi sia ancora vivo, per cui non mi soffermerò molto su questo. Tuttavia, Echo… anche qui, io trovo il suo comportamento coerente. Echo non è solo una guerriera e una spia, ma anche un’assassina. A onor del vero, proprio per questo dovrebbe essere in grado di controllarsi, ma che cosa può fare la logica contro un dolore di quel livello? Octavia ha resistito con Pike, ma non tutti reagiscono allo stesso modo. Bellamy è l’unico ad averla vista davvero sin dal primo momento, l’ha resa migliore, parte di un gruppo. E con lui è come se se ne fosse andata la parte migliore di Echo che era riuscito a portare alla luce.

In conclusione, questa stagione ha così tanti punti da risolvere che ho un po’ paura di non ottenere tutte le risposte. Troppe storyline tutte insieme. Ma voglio fidarmi di Jason, per una volta.

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-V.

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