Telefilm/The 100

Recensione | The 100 7×02 “The Garden”

Non so voi, ma a me tutta questa faccenda dell’anomalia sta creando una confusione allucinante… soprattutto perché è collegata sia a Sanctum che all’Eligius III e quindi a Becca. Sono due giorni che tento di capirci qualcosa per scrivere una recensione decente… la dividerò in presente e passato per non confonderci, e se scriverò qualche cavolata perdonatemi (e correggetemi nei commenti).

Passato

Questa puntata ci permette di scoprire ciò che è successo a Octavia nel breve tempo passato nell’anomalia. Se eravamo sorpresi per il suo repentino cambio di personalità una volta tornata indietro, nonostante avesse perso la memoria, ora ne capiamo il motivo: a Sanctum il tempo è volato… ma lei è rimasta lì per ben dieci anni, sei dei quali passati a tentare di tornare da Bellamy. Nel corso di questi anni Octavia è diventata a tutto diritto la famiglia di Hope, che ha visto nascere e ha cullato nei primi momenti di vita, e di Dyoza, un’amicizia così improbabile (vi ricordo che è stata la faida tra queste due a distruggere l’ultimo posto abitabile della terra) da essere meravigliosa.

La scena più bella della puntata è stata forse proprio quella tra le due donne, quando Diyoza distrugge il casco di Octavia e la sua ultima possibilità di tornare. Non sono solo amiche. Sono una famiglia, costruita in un ambiente sereno e libero. Ho adorato come Diyoza, una guerriera, una comandante, abbia ammesso di aver un disperato bisogno di Octavia. “Perché non ti bastiamo noi?” le chiede. E se da una parte la capisco, perché sapere che un membro della tua unica famiglia vuole andarsene è doloroso, dall’altra ho sofferto per Octavia, che desidera tornare da Bellamy per ringraziarlo, per scusarsi, perché grazie all’opportunità di crescere Hope ha capito cosa Bellamy ha fatto per lei e si è pentita dei suoi errori. Così Octavia fa l’unica cosa che può fare: scrivere una lettera a Bellamy e sperare che arrivi a destinazione.

A trovarla però sono altre persone, che arrivano per catturare le due donne. Ho trovato geniale il modo in cui hanno usato il nome di Hope, “speranza”. Niente nella lettera fa pensare che Hope sia una persona, e così riescono a nasconderla.

Il fatto che Murphy sia il preferito di tutti i figli -adottivi e non- dei nostri personaggi, comunque, è meraviglioso. Io approvo.

Presente

Gabriel, Echo e Hope arrivano proprio nel posto in cui Hope è cresciuta. Il fatto è che, mentre su Sanctum sono passate poche ore, a Skyring (nome coniato da Hope) sono passati anni. Una volta rientrati Hope riacquista i ricordi ed è così in grado di spiegarci alcune cose, che proverò a riassumervi per schiarirci insieme le idee se come me non avete capito un granché (vi assicuro che i miei appunti sono così incasinati che sarà un’impresa).

-L’anomalia è in realtà un ponte che collega diversi pianeti. Questo ponte è da considerarsi come un treno che viaggia in una sola direzione. Sanctum è collegato a Skyring, che a sua volta è collegato a Bardo, dove dovrebbe trovarsi Bellamy. L’unico modo per passare è avere un codice, come quello sulla schiena di O, o un localizzatore.

-Skyring è una sorta di prigione in cui le persone vengono mandate a scontare le loro pene. Viene loro impresso un timer nel braccio che indica quanto tempo è passato, una volta scaduto il prigioniero viene prelevato di nuovo.

-I tipi con i caschi contro cui hanno lottato nella scorsa puntata, e gli stessi che hanno preso Octavia e Diyoza, si chiamano Discepoli e servono un Maestro. I caschi sono anche l’unico modo per conservare i ricordi durante il passaggio.

Il nostro strano trio, esplorando il posto al seguito di Hope, trova un chip in un cadavere, e Gabriel lo utilizza per leggerlo e cercare il codice per rientrare nell’anomalia. Grazie a questo scopriamo così che L’Eligius III è stata lì ed è probabile che i Discepoli discendano da loro, di conseguenza Skyring non è altro se non il famoso Pianeta Beta, in cui il tempo scorre così in fretta poiché si trova vicino a un buco nero. Molto bello il cammeo di Becca, e ho apprezzato il commento di Gabriel perché, almeno io, a volte tendo a dimenticare quanti anni abbia e ho bisogno di risentirlo.

Purtroppo, però, uno strano incontro rovina i loro piani. Secondo Hope dovrebbero aspettare che i Discepoli vengano a prelevare un prigioniero matto allo scadere del tempo, per rubare loro le tute e infiltrarsi a Bardo, ma ciò implica un’attesa di cinque anni. Il suddetto prigioniero matto cancella la loro unica possibilità di fare più in fretta distruggendo il dispositivo di lettura. Un po’ lo capisco, poveretto.

Tuttavia questo mi ha fatto sorgere delle domande. Perché ha chiamato la bambola “Hope”? E se sono passati anni, Dyoza potrebbe essere già morta. Quindi che senso ha avuto, per Hope, inserire un localizzatore in Octavia in cambio della vita della madre? Anche Octavia è su Bardo? E come ha fatto a fuggire, la prima volta, e a tornare su Sanctum? Cosa è successo a Hope dopo che le due donne sono state catturate? E quando, Clarke & Co, si renderanno conto di ciò che sta accadendo?

È stata una puntata intensa, che ci ha aggiunto parecchi interrogativi. Ho apprezzato che sia stata incentrata solo su Skyring perché se ci fosse stato anche Sanctum il mio cervello sarebbe davvero andato in pappa. In ogni caso tutto questo mi preoccupa un po’: come faranno in una stagione sola a terminare questa storyline, quella dei Prime e quella di Sheidheda? Mi sembrano un po’ troppe cose. Mi sto chiedendo come finirà la serie. Non so voi ma io un finale in mente lo avrei: la definitiva estinzione del genere umano, dopo aver avuto tutte le possibilità (e più di un pianeta) di risorgere. Non è nemmeno così improbabile: ce lo vedo, Jason, a scrivere una cosa del genere pur di non darci la Bellarke.

Ultima considerazione: a me Hope sta proprio antipatica. Davvero c’era bisogno di rinfacciare a Echo di aver quasi ucciso Octavia? O. era sua nemica, doveva darle un mazzolino di fiori? E poi è cambiata, ed è diventata un gran personaggio. Che, tra l’altro, sostiene Hope nonostante lei sia odiosa.

Che donna, che personaggio. E con lei vi lascio e vi do appuntamento alla prossima recensione!

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-V.

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