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Parliamone | Cercando Alaska sette anni dopo

C’è stato un periodo nella mia vita, in particolare i primi due anni di liceo, dove i libri young adult erano i dominatori indiscussi della mia libreria. Dalle saghe come Hunger Games e Divergent fino ai romanzi singoli e, come per ogni adolescente tra il 2010 e il 2015 che si rispetti, ovviamente non poteva mancare John Green. Credo di aver letto ogni singola riga pubblicata da lui e tradotta in italiano e, di nuovo ovviamente, aspettavo con ansia gli adattamenti cinematografici dei suoi romanzi. Avevo adorato Colpa delle Stelle, sia il libro che il film, avevo adorato Città di Carta (il libro molto più del film), quindi immaginate quanto fossi esaltata quando annunciarono un’ipotetica produzione di Cercando Alaska con nientepopodimeno che Kaya Scodelario, l’indimenticabile Effy Stonem di Skins, nei panni della tormentata protagonista. Musica per le mie giovani orecchie.

Il film di Cercando Alaska non si è mai fatto, ma in compenso la cara, vecchia Hulu, con qualche annetto di ritardo, ha deciso di rispolverare il primo romanzo di John Green e dare ad una generazione di adolescenti ormai cresciuta la tanto agognata trasposizione, anche se sotto forma di miniserie.

In realtà questo articolo arriva più tardi di Hulu, visto che la serie è stata rilasciata tra ottobre e novembre 2019 (infatti ne avevamo parlato già qua), ma è soltanto dal 27 maggio che la serie è disponibile anche in Italia su Sky Atlantic, con due episodi ogni mercoledì. Parto subito dicendo che, data la mia pigrizia forgiata da anni di Netflix, seguirò la serie da Sky e quindi al momento ho visto solo 2 episodi. Però, c’è una sensazione che non mi si è scollata di dosso per tutti e 100 i minuti di visione e che probabilmente non mi abbandonerà nemmeno per i restanti episodi. Una terribile, scomoda verità: sono invecchiata. 

Quando ho letto il romanzo, alla veneranda età di 14 anni, mi sembrava che i protagonisti fossero così grandi, così adulti rispetto a me, anche se viene detto più volte che la Culver Creek, dove la storia è ambientata, è una scuola superiore e i ragazzi non hanno nemmeno ancora l’età per bere alcolici. Adesso, che sì che avrei l’età per bere alcolici negli USA, mi rendo conto di quanto la mia percezione fosse alterata. I protagonisti di questa serie incarnano alla perfezione il modello di adolescente che tanto andava di moda nel 2010, ma ora questa patina di idealizzazione è svanita.  Ma sono solo dei ragazzini, ecco cosa ho pensato dopo i primi due episodi. Non come se fosse una cosa negativa, intendiamoci, ma è stata la molla che mi ha fatto pensare che forse era vero quando ci sentivamo dire che a quell’età tutto sembra più grande di quello che effettivamente è e che di tempo per crescere e maturare ce n’è ancora. Del resto, c’è chi ha quest’epifania con i film Disney, quando ci si rende conto per la prima volta che forse i genitori non avevano poi così torto…

Rivelazioni sconcertanti a parte, mi sento di consigliarvi Cercando Alaska. In certi punti è così fedele a quel romanzo che ho adorato da farmi tornare quattordicenne per trenta secondi, ma soprattutto è finalmente un teen drama fatto come si deve. Si vede la mano di Josh Schwartz, già abituato a lavorare con adolescenti nei primi anni duemila (la serie infatti è ambientata nel 2005 e l’estetica è proprio lei, perfetta su tutta la linea). Anche gli attori sono davvero bravi, a cominciare da Alaska, interpretata da una Kristine Froseth che veste davvero bene i panni della bella e tormentata – in particolare ma non solo – da quella frase che ai tempi era un must su ogni diario: come farò ad uscire da questo labirinto?

A livello tecnico, la cosa che ho apprezzato più di tutte è il grande flashforward all’inizio del primo episodio, dove mostrano l’incidente d’auto. È un modo geniale per ovviare all’inconveniente di non poter dire ogni due per tre, come succede nel libro, che la narrazione si divide tra un prima e un dopo. Vero, nel libro non sappiamo a cosa è dovuto il passaggio da prima a dopo, ma comunque ogni capitolo è introdotto dalla nota x giorni prima, giusto per ricordarti che qualcosa di terribile sta per accadere. 

In definitiva, se siete pronti a sentirvi invecchiati e allo stesso tempo tornare adolescenti per un attimo, è la serie che fa per voi. Però, prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete ancora fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate. 

Ringraziamo: Serie Tv News | Film & Serie TV | La dura vita di una fangirl | I love telefilm & film ∞ | Telefilm obsession: the planet of happiness | Serie tv Concept | Serie TV: la mia droga

 

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