Batwoman/Telefilm

Recensione | Batwoman 1×17-1×20 + Tutto quello che sappiamo sulla seconda stagione

Siamo arrivati all’ultima recensione di questa prima stagione di Batwoman e io non ho altro che complimenti da fare a questo show da cui non mi aspettavo assolutamente niente e che invece è riuscito a tenermi sveglia la notte. Letteralmente, intendo. Mi sbilancio nel dire che Batwoman per me è stato lo show migliore della stagione 2019-2020, quanto meno a livello di network broadcast, nonostante non sia stato possibile vedere il finale per come era stato pianificato, causa COVID-19 che ha interrotto le riprese degli ultimi due episodi. Vi dirò di più, il fatto che l’episodio 20 risulti un finale di stagione così perfetto che non fa rimpiangere i due episodi mancanti, è solo un’ulteriore testimonianza dell’eccellente lavoro fatto in questa serie. Pochi show si sarebbero potuti permettere di fare lo stesso con la stessa efficacia. Inoltre, prima di scrivere questa recensione, ho voluto riguardare gli ultimi quattro episodi andati in onda e posso affermare che più o meno tutti sarebbero stati delle ottime conclusioni per questa prima stagione, segno del fatto che le showrunner e il team di sceneggiatori sanno davvero quello che fanno e soprattutto sanno come scrivere uno show adatto alla propria modalità di distribuzione. Nell’era delle piattaforme streaming, e soprattutto di Netflix, siamo ormai abituati a serie che più che altro sono lunghi film opportunamente divisi, con un andamento piuttosto piatto che si impenna nel finale. Personalmente sto iniziando a patire molto questa struttura perché se volessi vedere questo, allora guarderei un film. E invece no. Io voglio guardare una serie, il che significa che voglio una narrazione episodica, in cui ogni episodio ha una sua struttura verticale, fatta di inizio, svolgimento e fine, che poi si inserisce all’interno di una trama orizzontale. Possono sembrare due cose molto simili, ma non lo sono. Una struttura seriale ideale, infatti, è fatta in modo che ogni episodio concluda la propria storyline verticale, lasciando però uno o più spunti che spingano lo spettatore a voler vedere anche quello successivo. E Batwoman questo lo fa, in ogni singolo episodio di questa stagione. Certo, ci sono dei cliffhanger, come è giusto che sia, ma non c’è una storia annacquata che si trascina settimana dopo settimana solo per terminare i 20-22 episodi canonici. Al termine di questa prima stagione mi sento di promuovere lo show in toto, pur riconoscendone gli oggettivi limiti produttivi, e anzi, mi ritrovo davvero a ringraziare Batwoman perché è la dimostrazione di come una buona sceneggiatura, dei personaggi ben caratterizzati e delle storyline interessanti, intrecciate e a volte anche profonde, possano stare in piedi e funzionare benissimo anche senza budget stellari. Onestante, non mi interessa che le esplosioni siano posticce, se poi mi ritrovo a voler urlare per gli ultimi trenta secondi di un episodio che non doveva nemmeno essere il finale di stagione. Ad averne di serie così. Prima di lanciarmi nell’analisi approfondita di questi ultimi quattro episodi, voglio premettere che non parlerò della questione Ruby Rose. Mi dispiace tanto che non ci sarà nella prossima stagione e questa notizia ha influito molto su come ho vissuto i giorni immediatamente successivi al finale di stagione, motivo per cui questa recensione arriva con un certo ritardo, ma non voglio che ciò rovini l’idea positiva che ho della serie e il mio entusiasmo verso di essa. Per cui, per adesso, Kate Kane è ancora Ruby Rose e ne parlerò in questi termini, poi si vedrà, sperando solo che il recasting non risulti troppo traumatico. Finita questa interminabile introduzione, possiamo cominciare.

  • Kate: crisi, rinascita e guerra

Nell’ultima recensione avevamo lasciato Kate alle prese con i suoi dilemmi etici e la paura di essere diventata un mostro dopo aver ucciso Cartwright. Lo show si è preso circa un episodio per affrontare la cosa e alla fine Kate è riuscita a superare il suo timore di indossare di nuovo il costume da pipistrello soprattutto grazie a Mary che le ha ricordato chi è sempre stata e chi può ancora essere. Kate non ha bisogno di essere un eroe perfetto, un cavaliere dalla scintillante armatura, ma deve solo essere se stessa. Deve essere la donna che ha mollato tutto per correre a salvare l’amore della sua vita che le aveva spezzato (e continua a spezzarle) il cuore cinque anni prima; deve essere la sorella che si è presa cura di Mary e le ha dato un esempio a cui ispirarsi pur non volendolo fare e deve essere la donna che ha scelto di diventare il simbolo della speranza per Gotham nonostante tutte le difficoltà del caso. E forse è proprio per questo che funziona così bene. Batwoman è umana, sbaglia eppure le persone hanno bisogno di lei e vedono qualcosa in lei perché la sua imperfezione la rende più vicina, più simile a loro e quindi più reale. Le gente crede in lei perché non è un’eroina ma perché è una persona che nonostante tutto va avanti. Ci sono voluti 17 episodi per costruire questa idea eppure non un solo minuto speso a farlo è stato sprecato. C’era bisogno di questo tempo, di questa narrazione fatta di passi avanti e passi indietro per arrivare ad avere una protagonista solida ma fallibile, formata ma non completa, giusta ma non perfetta. Ed è da questa costruzione ormai assodata che poi la serie è partita per creare i due principali conflitti che toccano Kate nel personale. Da una parte troviamo Alice, assetata di vendetta, che cerca e trova il modo per uccidere Batwoman, mentre dall’altra c’è Jacob che continua ad addossare ai vigilanti di Gotham la colpa delle tragedie della sua vita e che dichiara apertamente guerra a Batwoman. Ho trovato molto interessante come, se pur da due punti di vista diversi, entrambi questi personaggi stiano facendo la guerra ad un simbolo, a qualcosa che va oltre l’incarnazione della persona. Jacob combatte l’idea di una giustizia che viene dal basso, di qualcuno che si mette al servizio di Gotham senza indossare una divisa, e incarna l’eterno dilemma che affligge da sempre i vigilanti e in particolare quelli con il bat-costume: se sono eroi, perché si fanno giustizia da soli e non si mettono al servizio della giustizia esistente per renderla migliore? Alice, invece, combatte Kate ma nonostante la natura personale di questa guerra, sa bene che distruggere completamente sua sorella significa ucciderla mentre indossa il suo costume. Non le basta distruggere Kate, lei vuole distruggere anche tutto ciò che rappresenta e che ha creato da quando è tornata a Gotham. E a proposito di questo, che colpo di genio il twist della kryptonite. Lo so che era una modo per collegare Batwoman a Supergirl, mettendo in piedi un crossover piuttosto agognato dai fan e che purtroppo a causa di differenze nelle schedule produttive degli show per la prossima stagione molto probabilmente non avverrà, ma è stata comunque un’ottima idea e anche piuttosto credibile. In fondo, quale potrebbe essere l’unica arma in grado di penetrare il costume più sofisticato e resistente mai concepito sulla Terra, se non qualcosa che terrestre non è?

  • Mary, il bat-team e la parte migliore di Gotham

Mary è a mani basse il personaggio migliore di quest’ultima parte di stagione. Si è guadagnata gradualmente il suo spazio e poi è sbocciata. Lei è forse l’unica persona che ha sempre lottato per stare al fianco di Kate ed è anche quella che ha preso più porte in faccia da quest’ultima. Non si contano le volte in cui Mary ha cercato di starle vicino e lei l’ha allontanata, anche in modo piuttosto brusco. A dir la verità, tutt’ora Kate non ha ancora imparato a parlare senza ferirla, basti pensare a quando nell’episodio 20 le dice che non conosce bene Jacob come lei, nonostante il Comandante Kane sia nei fatti che il padre di Mary, ma il loro rapporto è comunque notevolmente migliorato. E questo perché Mary non si è mai arresa con lei. È rimasta lì, imperterrita, guadagnandosi uno spazio nella vita di Kate come sorella, e nel team di Batwoman come risorsa preziosa. Sarebbe sbagliato dire che Mary sia cresciuta nell’arco della stagione, più che altro l’abbiamo scoperta noi spettatori così come hanno fatto i personaggi nello show. Mary è sempre stata questa ragazza meravigliosa, intelligente, forte, dolce e coraggiosa sin dal primo episodio, ma non aveva mai avuto l’occasione di esprimersi al meglio perché nessuno gliel’aveva data. Tutti hanno sempre cercato di proteggerla, come se fosse una fragile bambolina di porcellana, eppure alla fine è stata lei a ridare a Gotham la sua eroina; a Kate una sorella su cui contare anche nei momenti più difficili e pericolosi; e a Luke una spalla con cui condividere il ruolo di assistente di Batwoman.

  • Il lato oscuro di Luke

Luke è sicuramente l’altro personaggio che più è stato esplorato in questa parte finale della stagione, non tanto perché abbia avuto più spazio, ma perché il suo screen-time è stato usato per mostrarci altri lati della sua personalità e del suo carattere. Lo abbiamo visto fronteggiare a muso duro quello che credeva essere l’assassino di suo padre; lo abbiamo visto impugnare una pistola per uccidere il vero sicario che ha fatto fuori Lucius Fox; e lo abbiamo visto molto più coinvolto nell’azione. C’era bisogno che questo personaggio uscisse dalla bat-caverna e acquisisse più sfaccettature e ho trovato molto brillante la scelta di svelare il suo lato più oscuro in modo che Kate potesse aiutarlo a combatterlo, mentre combatteva anche il proprio. Inoltre i suoi screzi, più o meno seri, con Kate non hanno fatto altro che rinsaldare il loro rapporto, in una dimensione che va oltre quella della protezione di Gotham, e hanno reso inequivocabilmente chiaro come non possa esserci Batwoman senza Luke Fox.

  • Sophie, il triangolo e Batwoman 

Considerando che gli episodi durano sempre 42 minuti, che Luke e Mary hanno acquistato più spazio e che sono stati anche introdotti nuovi personaggi, era inevitabile che il ruolo di qualcuno venisse ridimensionato. È il caso di Sophie che più o meno dall’episodio 14 in avanti ha iniziato ad avere sempre meno importanza. La mia non è una critica o una lamentala, quanto più la constatazione di un dato di fatto. Era naturale che succedesse anche perché il suo arco narrativo aveva raggiunto un punto piuttosto stabile dopo l’allontanamento da Kate e da Batwoman, il coming out con sua madre e la reintegrazione nei Crows. Certo, ora potrei spendere qualche parola sullo sviluppo del rapporto con Julia ma la verità è che per questa relazione nutro lo stesso interesse che nutre Sophie: nessuno. Non ho mai fatto mistero di essere spudoratamente a favore della coppia Sophie-Kate ma ero anche più che consapevole del fatto che si sarebbe andati a parare qui con l’ingresso di Julia, per cui la cosa non mi stupisce e neanche mi infastidisce più di tanto. Anzi, se Sophie fosse felice, forse io parlerei anche bene di questo rapporto, il problema è che non lo è. O quanto meno non lo è quando questo rapporto diventa reale e si scontra con i sentimenti lasciati in sospeso che ancora nutre per Kate. Dopo una vita passata a reprimersi, un matrimonio in cui si era ingabbiata e anni passati a fingere di essere un’altra, ora Sophie dovrebbe camminare a mezzo metro da terra solo sentendo il nome di Julia. Dovrebbe stare come stava dopo il bacio con Batwoman, anzi meglio perché la storia con Julia è reale, la può vivere alla luce del sole e ha anche riavuto il suo ruolo nei Crows. Eppure non è così. Non c’è un briciolo di emozione in questa relazione. La verità è che Sophie sta con Julia perché è disponibile, perché è facile e perché non ha il coraggio di andare a riprendersi Kate. Basta vedere la faccia che fa quando Kate le dice di fare qualsiasi cosa la renda felice, incluso stare con Julia. Quella non è la faccia di una persona felice e nemmeno sollevata, perché quella non era la risposta che Sophie voleva ricevere. Sophie vorrebbe sentirsi dire da Kate che no, col cavolo che le sta bene che lei e Julia escano insieme. Sophie vorrebbe che per l’ennesima volta Kate le dicesse che c’è ancora una possibilità per loro e che, se lei volesse, potrebbe tornare tutto come ai tempi di Point Rock. Ma non è così che funziona. Kate ha ricevuto troppe porte in faccia da Sophie e, a dispetto di quel che le ha suggerito Parker, non è lei a dover combattere un po’ di più per questo rapporto. Kate ha fatto tanto, forse anche troppo considerando la situazione, quindi è giusto che ora sia Sophie a fare il primo passo, anche con il rischio di trovarsi davanti a un muro. In tutta sincerità mi chiedo anche cosa abbia spinto Julia a mettersi in mezzo a queste due, pur essendo consapevole di quanto ancora siano innamorate l’una dell’altra, ma in fondo, chi è causa del suo mal, pianga se stesso. C’è però qualcosa in cui Sophie invece crede moltissimo, o meglio qualcuno: Batwoman. E lo si vede benissimo dal modo in cui fronteggia Jacob sbattendogli in faccia che Batwoman è la speranza. Anche se, a dirla tutta, in quel “with all due respect, Sir, hope” c’è qualcosa che va ben oltre la semplice ammirazione. C’è qualcosa di personale, anche se in modo diverso da come è personale per Mary. Mary difende Batwoman perché è Kate. Crede in lei perché crede in Kate. Sophie no. Sophie le è riconoscente perché le ha dato qualcosa in cui credere, perché le ha fatto vedere che si può essere se stessi senza dover rinunciare a quello che si vuole fare e le ha anche dato il coraggio di combattere per la propria libertà. Batwoman non è solo una speranza per lei, ma è un’ispirazione. Quel “hope” pronunciato in tono così deciso, fiero e sentito racchiude l’intero percorso di Sophie e quando dico che Batwoman ha una sceneggiatura con dei picchi altissimi, mi riferisco anche a momenti come questi.

  • Alice. quanto è profondo questo abisso?

Ho sempre detto che Alice è nata quando Beth ha lasciato che l’abisso in cui si è trovata la inghiottisse. Devo però ammettere che pensavo avesse raggiunto il limite della sua follia e che l’impegno e la dedizione nell’uccidere Kate fossero il picco massimo. E invece mi sbagliavo. Perché Alice ha ucciso anche l’unica persona a cui aveva dimostrato sincerante di tenere in tutto questo tempo, l’unico affetto che fosse solo di Alice e non di Beth. Ammetto che questo colpo di scena per me è arrivato piuttosto inaspettato. O meglio, immaginavo che Mouse sarebbe morto entro la fine della stagione, sia perché il suo personaggio era diventato totalmente inutile, sia perché era ormai troppo distante da Alice che invece aveva iniziato a creare una dinamica piuttosto interessante con Tommy/Hush; quello che però non immaginavo era che sarebbe stata proprio lei ad eliminarlo. Ma forse è giusto così. Alice è già in guerra contro Kate, contro suo padre e di riflesso contro l’intera città quindi aggiungere un ennesima lotta per vendicare la morte di Mouse sarebbe stato ripetitivo. Questa scelta narrativa, invece, risulta molto più azzeccata perché da una parte permette allo storia di eliminare un personaggio ormai diventato un peso e dall’altra aggiunge un’ulteriore strato di follia e terrore al personaggio di Alice. L’abbiamo vista fare di tutto, persino trasformare sua sorella in un’assassina per portarla dalla sua parte, ma questo è qualcosa che va oltre e scava ancora più a fondo nel pozzo di oscurità che è questo personaggio, mostrandoci però anche una sua fragilità. Alice ha paura di restare sola e non poteva permettere che Mouse la lasciasse. Alice, in un modo perverso, ha sempre cercato di tenere vicino a sé le persone a cui tiene. Lo ha fatto con Jacob, sfidando apertamente i Crows nel pilot; lo ha fatto con Kate, anche se ora tenta di ucciderla; e lo ha fatto con Mouse trascinandolo nel suo folle piano di vendetta. Quindi, in definitiva, non è strano che lo abbia ucciso pur di non lasciarlo allontanare da sé ma è comunque sconvolgente perché ci ricorda quanto Alice sia disposta a sacrificare pur di non perdere il controllo  sul mondo ideale che lei sta costruendo e quanto ancora questo personaggio possa scendere nell’abisso dell’oscurità. Nonostante tutto questo, comunque, io non credo che per lei non ci sia possibilità di redenzione, forse perché la storia è scritta in modo tale da lasciare una flebile speranza che, da qualche parte, Beth ci sia ancora e possa prevalere su Alice, o quanto meno convivere con lei in una forma più equilibrata.

  • Hush e Bruce Wayne

E siamo arrivati a quello che è IL plot twist, l’assoluto colpo di genio della stagione, il singolo avvenimento che più di ogni altra cosa mi fa rimpiangere di non aver visto anche gli altri due episodi della stagione. Perché se questo era il terzultimo episodio, non immagino cosa ci avrebbe riservato il season finale. Bruce Wayne. Lo so, è Tommy Elliott con la sua faccia, ma quello comunque è Bruce Wayne. Fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile immaginare la presenza di questo personaggio nell’Arrowverse o più semplicemente in tv, e invece adesso c’è. Mancava solo lui a questo universo e, in qualche modo, alla fine è arrivato. Le implicazioni di questa cosa sono enormi e non vedo l’ora di vedere come il ritorno di Bruce, prima che questo venga inevitabilmente scoperto, impatterà sullo show e sui personaggi. Inoltre mi incuriosisce molto anche vedere come si comporterà Tommy ora che il suo desiderio più recondito e perverso si è avverato. Perché io non sono così convinta che rinuncerà volentieri ad impersonare l’uomo che è diventato la sua più grande ossessione. 

  • Varie ed eventuali 

1) Ho poco apprezzato, per non dire che l’ho detestata, la non tanto velata insinuazione di Luke che Batman possa aver ucciso Joker e che per questo motivo Bruce abbia appeso il costume al chiodo. L’ho trovato irrispettoso verso la mitologia del personaggio e anche inutile ai fini dello show, o meglio, l’ho trovata una scappatoia troppo facile per far sì che Kate facesse pace con l’omicidio di Cartwright. Avrei preferito che Kate elaborasse da sola questo suo errore, senza potersi sentire sollevata dal fatto che anche suo cugino avesse fatto lo stesso.

2) Questa è una cosa di cui molto probabilmente interessa solo a me, ma sono contenta di aver rivisto Parker Torres e di aver saputo che ora ha una fidanzata e che i suoi genitori l’hanno accettata. È stato un modo molto delicato e per nulla invasivo per dare una conclusione ad una storyline che aveva tenuto banco per un intero episodio e che mostrava quanto sia difficile fare coming out ancora oggi. Non era fondamentale farlo, ma ho comunque apprezzato l’idea di fondo che la storia di Parker si porta dietro ovvero quella che alla fine andrà tutto bene. E non importa che non sia vero, a volte c’è comunque bisogno di sentirselo dire. Batwoman parla anche ad un pubblico di ragazze molto giovani che forse per la prima volta si vedono così rappresentate dalla protagonista di uno show, per cui era importante, in mezzo ad un quadro molto realistico e desolante, lanciare anche un messaggio di positività e di speranza. 

3) È possibile smettere di rivelare a chiunque l’identità di Batman? Capisco che quella di Kate ormai la conoscano anche i sassi, però almeno Bruce Wayne lasciatelo fuori.

4) Perché Sophie deve co-gestire il team dei Crows con Julia? Poteva benissimo gestirlo da sola e avere Julia come sua vice. Sophie ha lavorato anni per costruirsi quella posizione e non è corretto che ora la prima arrivata diventi immediatamente sua pari.

5) Col senno di poi, in effetti devo ammettere che Julia poteva restarsene in Inghilterra. C’erano già abbastanza problemi a Gotham senza che lei si portasse dietro Safiyah Sohail che vuole uccidere Kate non si sa bene perché.

6) A proposito di Julia, chissà se quando Kate è andata al quartier generale dei Crows e ha visto il bacio tra quest’ultima e Sophie, era lì per seguire il consiglio di Parker o per saperne di più sul presunto tradimento di Julia. Mi resterà sempre il dubbio, ma forse non voglio nemmeno davvero sapere la risposta.

7) Grazie Mary per la migliore reaction GIF di sempre. Qualsiasi shipper ti è debitore.

Terminata la recensione, prima di congedarmi ho pensato che fosse utile fare un recap di tutto quello che sappiamo sulla, purtroppo non molto imminente, seconda stagione di Batwoman:

  • Ruby Rose non tornerà nei panni di Kate Kane. Il presidente della WB television e i membri della Berlanti Production hanno già assicurato che nei prossimi mesi ci sarà un recasting con un’attrice membro della comunità LGBTQ+. Tuttavia non si sa se il recasting verrà in qualche modo giustificato grazie alla trama o se sarà una dinamica simile alla James Bond, che in realtà contraddistingue anche molti prodotti supereroistici sul grande e piccolo schermo, in cui il personaggio rimane lo stesso pur essendo interpretato da diversi attori.
  • Lo show, come quasi tutti quelli del palinsesto CW, andrà in onda a partire da Gennaio 2021. Il presidente del network ha assicurato che è nei loro piani fare stagioni complete da 20-22 episodi. Verranno mantenuti alcuni degli elementi e delle storyline presenti negli episodi non girati, ma verranno plasmati in modo da diventare l’inizio della nuova stagione e non più la fine della prima.
  • Lo show avrà un crossover con Superman & Lois, nuova serie dell’Arrowverse in partenza anch’essa a Gennaio 2021, che si concentrerà sulla vita di Clark Kent (Tyler Hoechlin), Lois Lane (Elizabeth Tulloch) e i loro figli adolescenti. Non ci sono ulteriori dettagli su questo crossover. Sarebbe stato previsto un crossover con Supergirl, visti i recenti sviluppi nella serie di Batwoman, ma le schedule di produzione dei due show non lo permettono per cui si troverà un espediente narrativo per ovviare a questo problema e implicare che l’incontro tra Kate e Kara sia avvenuto.
  • È stata rilasciata anche una breve sinossi della seconda stagione. “La seconda stagione inizia con un grande sconvolgimento delle carte in tavola che cambierà per sempre Gotham e il Bat-team. Quando le acque si calmeranno, Batwoman si ritroverà ad avere tutto contro di sé, inclusi i villain recentemente evasi da Arkham, e tutti inizieranno a vederla sotto una nuova luce. Alice inizierà il suo scontro personale con un nemico del suo passato che saprà esattamente come giocare con le sue vulnerabilità. Mentre Luke e Mary trovano la loro dimensione come spalle di Batwoman, una relazione amorosa scuoterà le loro dinamiche. Nel frattempo la storia tra Julia e Sophie affronterà il suo primo test e spingerà quest’ultima a mettere in dubbio tutto ciò che credeva essere vero.
  • Il nemico del passato che Alice incontrerà è Safiyah Sohail, la donna che ha sterminato la sua gang, che ha tentato di uccidere Kate nell’episodio 7 e che ha fatto un accordo con Julia affinché lei le portasse il diario di Lucius Fox. Nei fumetti Safiyah è una piratessa della nazione di Coryana con cui Kate Kane ha avuto una relazione. Non ci è dato sapere quanto di questo background fumettistico verrà mantenuto nella serie
  • Il fatto che una relazione scuoterà la dinamica tra Luke e Mary non significa necessariamente che i due saranno coinvolti in una relazione. La showrunner è stata piuttosto vaga su questo aspetto e ha detto “Mettiamola così: in questa stagione ci sarà una relazione ma non avverrà subito e ci sarà un triangolo amoroso”. 

Bene, direi che adesso siamo davvero giunti alla fine. Grazie per essere arrivati fino a qui.

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate.

Serie Tv News | Because i love films and Tv series | Film & Serie TV | I love telefilm & film ∞ | Telefilm obsession: the planet of happiness  | Serie tv Concept | Crazy Stupid Series  | Quelli delle Serie TV

2 thoughts on “Recensione | Batwoman 1×17-1×20 + Tutto quello che sappiamo sulla seconda stagione

  1. E’ un gioiello questa serie, ho appena finito di vedere la prima stagione e non posso credere di dover aspettare gennaio 2021, si sono superati con una serie che aveva davanti a se sfide pesanti quali i cliché genere supereroi, serie su temi lgbt non con spalle ma con protagonisti. Successo pieno la trama è un capolavoro, la cattiva è fenomenale, le spalle pure, Mary e Luke, Jakob, Mouse. Idem per i cattivi di giornata Magpie, Nocturna, Hush. Sono riusciti a rendere avvincente pure l’arrivo di Beth da terra non so dove e poi la conseguente ed inevitabile dipartita con ennesimo trauma esistenziale per la povera Alice( Beth della nostra terra). Beth c’è ancora dentro Alice basta vedere come gli da fastidio essere chiamata con quel nome. Il triangolo anche no vengo da altre serie traumatizzanti a riguardo, anche se qui la trama è finissima. Non sono d’accordo sul Joker
    non è morto, quello di Luke è un parallelismo tra Joker e Batman, e Alice e Batwoman , lo fa anche Jakob un paio di puntate dopo. Jakob non è poi diverso da Alice ha bisogno di un ossessione per vivere, e non vedere le macerie che costituiscono la sua vita, come la figlia che vorrebbe essere riaccolta dalla famiglia ma non può perché loro vogliono la violoncellista tredicenne che suonava Bach, vedi Jakob che nelle pause ascolta le registrazioni di lei che suona, sublime finezza. Tradito da tutti tradisce anche lui sorprendendo Kate che non se l’aspettava, l’oscurità abbraccia tutti.
    Su Mouse non sono d’accordo lei torna indietro più volte per salvarlo, sui cinque anni che non si vedono non se ne sa niente, è sinceramente legata a lui ma non si fida e come potrebbe se è vero che da ragazzini hanno trascorso tempo insieme è vero anche che lei era prigioniera e asservita lui no era il padrone di casa, è stato gentile ed hanno creato un legame, ma non cambia il dato di fondo, la sua morte libera la prigioniera del seminterrato ma la lascia sola di fronte alla sua solitudine e alla sua ossessione di vendetta per il rifiuto dei suoi di accettarla per come è ora e non per come era prima. Bello anche il desolato palazzo dei Wayne che rende l’atmosfera ancora più gotica e decadente. Non credo che Alice voglia la morte di Kate lei vuole che smetta di essere Batwoman, per riavere la sorella così come il padre deve smettere di dirigere i Crows, L’unica ad aver superato il trauma dell’incidente è Kate grazie all’aiuto di Bruce anni prima, l’ha accettato e guarda avanti, il Padre e la Sorella no sono in fase di negazione totale che spiega l’odio per i pipistrelli di ogni razza per il primo e il rifiuto di Beth per la seconda che si traduce nel rifiuto di Mary vista da lei come il suo rimpiazzo e quindi come la dimostrazione che Beth non vale niente in quanto lasciata indietro come se Alice/Beth non fossero la stessa persona. Secondo me meritano qualche nomitation agli Emmy se mai li faranno.

    "Mi piace"

    • Allora andando in ordine:
      Il triangolo amoroso lo eviterei anche io, ma c’è da dire che fino ad ora le relazioni sono sempre state più profonde e complesse delle trame di molte serie che possono averti traumatizzato. Si meritano una possibilità, se poi diventerà un teen drama allora lo criticheremo. Per altro, facce stizzite di Kate a parte, fino ad ora è stato un triangolo abbastanza maturi e anche Kate e Sophie, nei limiti del possibile, hanno sempre avuto conversazioni molto oneste e adulte. Dubito, insomma, che vedremo mai Julla e Kate prendersi a capelli per Sophie. Magari ci sarà qualche intermezzo comico basato sulla gelosia, ma per il resto mi attendo una gestione matura.

      Devo contraddirti sulla questione Joker. Riguarda la scena. Non è un parallelismo come quello che fa Jacob. Luke dice a Kate “perché credi che non si sia fatto vedere (il Joker) negli ultimi anni? Non è ad Arkham. Sia tu che Bruce avete guardato nell’abisso, ora il punto è quanto lascerai che l’abisso guardi dentro di te”. Non c’è nessun parallelismo e nessun dubbio. Luke sta velatamente alludendo al fatto che Bruce possa aver ucciso Joker, infatti dice “lui non è ad Arkham”, e che per questo abbia lasciato Gotham.

      Io non ho detto che Alice non tenesse a Mouse, anzi. Lo ha ucciso proprio perché ci teneva e non poteva permettere che lui si allontanasse e la lasciasse sola.

      Alice voleva riavere sua sorella prima che Kate la rinchiudesse ad Arkham. Ora invece vuole ucciderla e uccidere il simbolo che è diventata. È di base lo stesso discorso di Mouse. La vuole al suo fianco, non può averla e quindi vuole ucciderla.
      Poi è ovvio che la cosa si evolverà e che non la ucciderà.

      Jacob odia i vigilanti perché loro hanno scatenato i criminali di Gotham ed è stato uno di questi criminali a provocare l’incidente che gli ha portato via sua moglie e sua figlia. Ha bisogno di un nemico, di un capro espiatorio e lo ha trovato in Batman/Batwoman.

      Concordo sugli Emmy. Ci sono episodi che meriterebbero per la sceneggiatura e Rachel Skarsten meriterebbe un premio per la magistrale interpretazione di Alice. Ma, come hai detto tu, lì ignoreranno perché sono una piccola produzione su una piccola rete. Le persone stesse criticano questa serie senza averla vista solo perché è CW e perché in apparenza sembra non avere nulla da dire, figurati se verrà calcolata agli Emmy.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...