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Say Yes To The Drama | Volume XIII – da “Crash Landing On You” a “Under The Power”

Bentornati con un nuovo Say Yes To The Drama! Stiamo per toccare i venti numeri di questa rubrica, chi lo avrebbe detto!
In teoria avrebbe dovuto esserci King2Hearts nel listone, ma l’ho mollato dopo 5 episodi, non ce la facevo più. So che a molti è piaciuto, ma a me non mi ha preso per niente, e quindi sono andata avanti senza voltarmi indietro.
Ho pure affrontato una mezza crisi dramosa, a causa di questo drama, visto che è capitato in un periodo di una serie di titoli che non mi hanno colpito del tutto (o per niente). Poi ho visto Under The Power e la crisi è passata.

Crash Landing On You. Sarangui Bulsichak. K-drama. 2019-20. 16 episodi. Rom-com.

Even when you didn’t know it, you saved my life.

Yoon Se-ri è la proprietaria di un’importante azienda e l’appena designata nuova erede degli affari di famiglia. Il giorno prima che debba essere annunciato il nuovo capitolo della sua vita, mentre viaggia su un deltaplano, ha un incidente e finisce in Corea del Nord. La trova Ri Jeong-hyuk, ufficiale delle armi nord-coreane che per una serie di circostanze, aiutato dai suoi sottoposti, dovrà aiutare Se-ri a tornare in Corea del Sud.

Crash Landing on You ha la premessa più scema del mondo (sì, raga, il cielo in cui stava volando Se-ri era bellissimo fino a due minuti prima! E come ha fatto a sopravvivere al tornado senza manco scompigliarsi i capelli?!), nonostante nel corso delle puntate si impegnino pure a giustificare la cosa, ma se riuscite a superare il primo episodio, il resto della strada sarà in assoluta discesa.
Ho davvero adorato il drama, i personaggi, la storia, le ost, le scenografie (che belle le scene in Svizzera), ma in particolare la storia d’amore travolgente e come abbiano gestito la parte del racconto ambientata in Corea del Nord. Sarebbe stato facile e comodo mostrare la Corea del Nord e i suoi abitanti come i mostri da temere e da odiare, ma gli autori del drama sanno fare il loro lavoro. Riescono a mostrarci una realtà che non è semplicemente bianca o nera, e che le persone nord coreane questo sono, semplicemente persone, con problemi, sogni e desideri, che vivono in una realtà che nel drama ti viene mostrata spesso come scena comica, ma che nasconde una tristezza di fondo che ti fa pensare. In entrambe le Corea vediamo persone buone e cattive, senza che mai lo spettro dei problemi che divide le due nazioni si metta in mezzo a giudicare. È una cosa che ho molto apprezzato.
Senza contare che il drama è stato criticato in patria, accusato di glorificare la Corea del Nord, ma in realtà è vero il contrario. Viene tratteggiato come una realtà terrificante. Mi venivano i brividi ad assistere a quello che passa la popolazione, pure se il drama non è mai troppo pesante.

Un’altra cosa che ho molto apprezzato è che, a parte i cattivi-cattivi (i veri personaggi negativi della storia che compiono vere e proprie azioni malvagie) non si arriva a odiare nessun personaggio. Oltre ai protagonisti, arrivi ad apprezzare tutti i personaggi secondari, pure con i loro difetti, pure quelli che pensavi sarebbero stati macchiette e avresti odiato un po’ a prescindere. Il merito è anche dello sviluppo caratteriale di quest’ultimi, il che si vede soprattutto in esempi come la second lead (che era partita da classico elemento di disturbo), la madre di Se-Ri (che nascondeva mooolto di più di quello che sembrava inizialmente), il fratello non criminale e consorte (che alla fine facevano simpatia nella loro avidità stupidina) e il padre del Capitano Ri. Insomma, antagonisti a parte, ho finito per voler bene, chi più chi meno, a tutto il cast di questo drama e non è cosa da tutti i giorni.

Scena a caso che non mi ha ossessionato proprio per niente. #credeteci #quantoèfigo

Come ho detto all’inizio, è molto bella la storia d’amore principale. I RiRi mi hanno coinvolta fin dai primi episodi, in una spirale sempre crescente. Nonostante non siano fisicamente molto passionali (baci pochini, anche se decenti, soprattutto uno), lo sono emotivamente parlando. Affrontano molte difficoltà nel corso della serie, ma l’intensità dei loro sentimenti mi ha travolta. Al punto che nel mio cuore non c’era spazio per altri e infatti la seconda coppia mi ha lasciato un po’ fredda.
Ben tratteggiato anche l’umorismo, che risulta ben dosato. È incredibile con quale scioltezza riuscissero a passare da una scena drammatica a una comica (sì, perché rom-com fino a un certo punto), senza che la cosa risultasse stonata o fuori luogo. Per non parlare della gestione del tempo. Gli episodi hanno cominciato ad allungarsi sempre di più nel corso del drama, fino a raggiungere il picco con l’ultimo che ha toccato ben 111 minuti (ecco, magari da questo qualcosa si poteva sfoltire), ma mai una volta ho trovato la visione pesante o noiosa, anzi, a volte mi passavano ottanta minuti come se fossero stati appena la metà.
Sono rimasta davvero soddisfatta da questo drama. Lo avevo cominciato perché incuriosita dalla tematica di due persone divise dall’essere parte di un paese diviso, ma quella era solo la punta dell’iceberg di un drama che è stato una piacevole sorpresa, di settimana in settimana.

Until We Meet Again The Series. Day daeng. Lakorn. 2019-20. 17 episodi. Romance, School, BL.

“Lovers who cannot be together will tie a red thread around their wrists […]
They believe that the red thread will bring them back together.
When they’re reborn again, both of them will feel like they known each other for so long.
It’s like they have been waiting for their whole life to meet each other again.”

Trent’anni prima, In e Korn si conoscono e si innamorano, ma i rispettivi padri sono contrari e questo finisce per condurre entrambi al suicidio. Nel presente, i due sfortunati innamorati si sono reincarnati in Pharm e Dean che si rincontrano nella stessa università. Entrambi fanno sogni sulla loro vita precedente.

Mi sono approcciata a questa serie con entusiasmo perché la trama era interessante e diversa, e il trailer sembrava promettere quanto meno bene, ma la realtà è purtroppo molto più complicata di così.
La cosa migliore di questa serie sono sicuramente In e Korn. Ho adorato i loro flashback. La loro storia, benché drammatica, è ben trattata e la chimica tra i due attori spumeggiante, poi non puoi fare a meno di adorare In perché è così spontaneo e allegro che è una ventata d’aria fresca.
Il resto, purtroppo, ha i suoi problemi. Per quanto la storia della coppia principale, Pharm e Dean, sia anche trattata discretamente e apprezzi gli sviluppi lenti, alcune volte erano troppo lenti! C’erano troppo silenzi, troppo tempo perso a fissarsi senza dirsi una parola, troppo Pharm che dalla reincarnazione di In ci ha solo guadagnato in doti culinarie e perso in tutto il resto, trasformandosi in una lagna ritrosa.
P’Dean, P’Dean, P’Dean! Ce l’ho stampata nel cervello questa parola a furia di sentirla ripetere!
Ma avesse agito un po’ di più come il suo predecessore (ti amo, In) anziché lagnarsi non sarebbe stato meglio?


Quindi sì, la storia di Pharm e Dean in sé è anche carina, ma così lenta che a tratti risulta un po’ noiosa.
Ma c’è di peggio. Il trattamento della coppia secondaria, Team e Win, è da denuncia. Chi ha scritto la sceneggiatura non merita di lavorare mai più perché palesemente non è capace di farlo.
Non esiste in questo universo che io, per capire come siamo arrivati a quel punto con Win e Team, sia dovuta andare a leggermi la novel perché mancano le scene che lo spiegano.
Prima di tutto, facciamo un passo indietro. Questa serie è tratta da due novel, una con protagonisti Pharm e Dean (e In e Korn, essendo la loro vita precedente) e un’altra con protagonisti Team e Win. Entrambe le coppie, anche se raccontate in due libri diversi, sono narrate nello stesso arco temporale, cioè nello stesso momento, quindi se Team e Win si stanno conoscendo e innamorando, nello stesso periodo lo stanno facendo anche Pharm e Dean.
La cosa più semplice e ovvia, sarebbe trattare entrambe le coppie nella stessa serie e nella stessa misura. Ma, dato che volevano lasciarsi aperta la porta per lo spin-off (che di recente è stato annunciato) capisco che abbiano preferito lasciarsi il materiale per la nuova serie.
Il problema è che gli autori hanno voluto avere la botte piena e la moglie ubriaca. Quindi di punto in bianco, nel drama, Team e Win hanno cominciato ad avere scene insieme con potenziale da coppia, ma senza che venisse spiegato COME fossimo arrivati a quel punto. Siamo passati da loro compagni di squadra a loro che dormono insieme perché Team a quanto pare soffre di incubi dovuti al suo passato (non che questo sia stato anche solo suggerito e/o spiegato in precedenza, ti viene gettato in faccia di punto in bianco); e poi c’erano scene in cui sembravano già una coppietta che si scambia baci sotto il vischio e così via, fino a mescolare scene sincere a scene usate a scopo pubblicitario dagli sponsor della serie, tipo i pacchetti di patatine.
Imparate. Ad. Usare. Con. Un. Senso. Gli. Sponsor.
A me piacciono Team e Win, dai capitoli disponibili della novel si vede che hanno un potenziale assurdo, peccato che la serie li utilizzi solo per fare pubblicità e fanservice. La loro storia NON ha senso, perché non è lineare e mancano scene che spieghino come sia iniziata o che uniscano in modo sensato il poco che viene mostrato.
Io non posso dire “vabbé, pace” perché Team e Win, a modo loro, mi piacciono. Se la loro storia è raccontata male, lo dico, punto e basta.
Quello che mi fa imbestialire è che, se gli autori volevano risparmiare il materiale per lo spin-off, era sufficiente solo lasciar intendere la loro esistenza come possibile coppia e il loro sviluppo, utilizzando i personaggi solo come amici rispettivamente di Pharm e Dean e senza dargli ulteriore attenzione.
E insomma, tra alti e bassi (la serie è comunque fatta decentemente), Until We Meet Again riesce a qualificarsi tra i consigli, ma non mantiene le promesse iniziali. È una serie carina, ma ha troppe lacune per poter passare per serie fantastica e da ricordare. Speriamo per la prossima. E contenetevi con le scene pubblicitarie, cavolo!
Incrociamo le dita per Hemp Rope, dove a questo punto mi aspetto che le trovate pubblicità verranno scaricate sui poveri Pharm e Dean.

Why R U?! The Series. Day daeng. Lakorn. 2019-20. 12 episodi. Romance, School, BL.

“Why did you kiss me that day? Do you like men?”

Tutor, Fighter, Saifah e Zon vanno nella stessa università. Tutor ha i debiti del padre da ripagare e comincia a dare lezioni a Fighter – che si sta più o meno frequentando con una sua amica –, nonostante abbiano un rapporto conflittuale.
Intanto, Saifah e Zon, che si odiano a causa di una ragazza che usciva con entrambi contemporaneamente, vengono scelti per cantare e suonare insieme una canzone in pubblico.

A proposito di Ni.
Torniamo di nuovo sul fronte Thailandia e BL e quindi ovviamente resto con le pretese basse, ma io mi chiedo se qualcuno abbia effettivamente rivisto gli episodi prima di mandarli in onda. Cercherò di non essere troppo cattiva perché hanno dovuto interrompere le riprese a causa del Covid-19 e questo ha reso ancora di più un colabrodo la storyline, ma penso lo stesso che si potesse creare qualcosa di meglio.
Il problema con Why R U non sono i personaggi (cioè, sono tre cretini e uno mediamente intelligente, ma sono simpatici e adorabili), non è la chimica (e dalle gif direi che si vede!), non è la recitazione (che, anzi, in alcuni punti tocca vette anche sorprendenti), non è la regia (che anzi mi ha pure sorpreso), ma sono il montaggio e la storia in sé. E i dialoghi. E i sottotitoli (inglesi).

Se sorvoliamo sul fatto che LineTV dovrebbe pagare gente che l’inglese sa effettivamente parlarlo per tradurre i drama che carica sul proprio portale (la situazione è migliorata dopo un po’), gli episodi erano un po’ confusionari. Le scene in sé erano carine, ma spesso scollegate una dall’altra e si passava di palo in frasca.
Insomma, ci troviamo di fronte al tipico studente intelligente che non si applica.
Questo drama è così. Si fa guardare, ha delle buone qualità, di settimana in settimana seguivo con anticipazione gli episodi, e mi piacevano le coppie principale, ma a volte si perdeva in un bicchiere d’acqua.
Prendiamo le due coppie separatamente visto che comunque hanno poco a che l’una con l’altra a parte conoscersi tutti e quattro e frequentare la stessa università.
Tutor e Fighter sono la palese coppia principale, dato che hanno più spazio di tutti (purtroppo per me, visto che ho amato di più Saifah e Zon. Li ho amati tutti, ma Saifah e Zon di più). Sono i più fortunati perché avendo spazio, la loro storia in linea di massima funziona (a parte l’ostacolo per separarli – durato 15 minuti – che si è salvato solo in recitazione). Saifah e Zon, purtroppo, anche a causa del Covid-19, hanno invece una storia tenuta insieme da un filo moooolto sottile e fragile.
Hanno una storia che sulla carta è piuttosto semplice: non si sopportano per la storia di una ragazza, ma il fatto di dover suonare a un evento li fa avvicinare; ma ha patito il tempo ridotto. Questi da un episodio all’altro sono passati dal farsi i dispetti all’andare a quello che sembrava a chiunque un appuntamento tranne che a loro, al fissarsi le labbra ogni tre secondi e al dormire nello stesso letto because reasons (sì, perché nei capitoli disponibili della novel lo spiegano che Zon passa la notte lì perché pioveva e non c’erano più mezzi pubblici disponibili, ma nel drama era troppo difficile inserire dieci secondi di dialogo). Insomma, con questi due c’era la chimica, il potenziale, i personaggi, ma se mi salti di palo in frasca senza spiegarmi come ci sono arrivata, è ovvio che mi senta confusa nel vedere la serie.
Why R U?! è una serie, un po’ come fu per TharnType, in cui si corre parecchio, ma che ha avuto la brillante idea di inserire tante coppie da rendere lo spazio dedicato a quelle minori quasi nullo. Almeno in TharnType la storia è all’80% su Tharn e Type, qui devi spezzarlo tra Tutor e Fighter, Saifah e Zon, poi altre due-tre coppie minori, gli amici, i parenti… troppa gente!
Sapete la prima serie thai BL che davvero mi ha fatto pensare: “toh, finalmente spazio equo per tutti”? My Engineer (che è lungi dall’essere perfetta, ma almeno su questo punto vince).
Promossi? Sì, dai, alla fine è anche colpa del COVID.

Beautiful World. Areumdawoon Sesang. K-Drama. 2019. 16 episodi. Family, School, Drama.

Park Sun-ho è un ragazzo delle medie che una sera cade da un tetto, ferendosi gravemente e finendo in coma.
Il caso viene catalogato come suicidio, ma i genitori del ragazzo non si rassegnano, vogliono sapere cos’è successo e, se è davvero suicidio, quali sono i motivi che lo hanno spinto a farlo.

Beautiful World è il tipico drama che vado a scegliere quando voglio qualcosa di impegnativo. Ce lo avevo in lista già dallo scorso anno, ma attendevo il momento buono per iniziarlo.
Che alla fine è arrivato.
Quando scelgo drama del genere alzo di molto le aspettative, è una cosa automatica, anche perché in passato drama del genere mi hanno lasciato davvero soddisfatta (cose tipo Mother, 3 Nen A Gumi e, anche se con qualche difetto e riserva, anche Solomon’s Perjury e Angry Mom).
Ecco, questo drama rientra nella seconda categoria, promosso ma con riserva. Mi aspettavo di più.
Beautiful World era partito alla grande (in particolare con i primi 6-7 episodi), ma complice un numero sproposito di episodi per quello che voleva raccontare, ha finito per diventare a tratti ripetitivo, con tanti bla-bla e salamelecchi inutili che a volte sembravano fatti per riempire il minutaggio rimanente. Onestamente, se il drama si fosse fermato a 12-13 episodi complessivi, ne avrebbe guadagnato in qualità. La seconda metà del drama si riprende giusto giusto verso le ultime 2 ore, perché era tempo di tirare le fila per arrivare al finale (che non è perfetto, ma mi è piaciuto molto).

Un’altra cosa che non ha funzionato al massimo è stato il cattivo della storia. Il problema è che il drama è pieno di personaggi interessanti, soprattutto tra i giovani (e il cast è di buon livello, in particolari alcuni elementi tipo i genitori o Seo Dong Hyun, che ha spaccato con il suo personaggio nonostante la giovane età), quindi un elemento così debole, alla stregua della macchietta, è stato un grande no.
La cosa peggiore è che è irrealistico che alla fine tutto ruoti intorno a lui, ancora un po’ e lo avrebbero accusato anche del riscaldamento globale. E poi non mi sta bene che sia “cattivo” e basta, senza qualcosa che controbilanci il suo personaggio, non ha assolutamente spessore. Come sviluppo ha funzionato solo sul fattore plot twist, perché quando scopri la verità ti viene da dire un bel “WTF?”, ma non lo giustifica ai miei occhi perché per una storia seria preferisco qualcosa di sensato piuttosto che qualche colpo di scena a caso.
Al di là di questo, come ho detto, la maggior parte dei personaggi è affascinante e con un ottimo sviluppo caratteriale, il cast è di buon livello che arriva a frantumarti il cuore in alcuni punti e anche i temi trattati funzionano, come il bullismo (anche se meno rivelante rispetto alla premessa iniziale), la corruzione (il più di spicco) e l’amore famigliare.
Nel complesso, Beautiful World è comunque sopra la media, ma non mantiene le promesse iniziali, quindi resta un buon drama che non ha però il sentore del capolavoro che poteva essere.

Under The Power. Jin Yi Zhi Xia. C-Drama. 2019-20. 55 episodi. Romance, Historical, Wuxia.

“I can bear it when he disregards me, but I can’t let him hurt you.”

Yuan Jinxia è un’agente durante l’Impero della Dinastia Ming. È brava nel suo lavoro e in particolare nel trovare indizi. Finisce per lavorare con Lu Yi, che è un ufficiale imperiale. Mentre ampliano la loro conoscenza, finiscono per essere coinvolti in sempre più casi, fino a una vera e propria cospirazione.

Ho scelto questo drama per un motivo ben preciso: ero alla ricerca di qualcosa che mi facesse provare emozioni simili a quelle di Princess Silver. Dato che avevo letto un articolo in cui si parlava bene di Under The Power, mi sono buttata e l’ho cominciato.
Under The Power non è come Princess Silver (non ti fa soffrire e frustrare altrettanto, almeno), ma mi è piaciuto davvero tantissimo, al punto di finirmi il drama, che conta ben 55 episodi, in poco tempo. Non ho mai provato stanchezza nel guardarlo (a parte forse nelle scene con l’imperatore, che comunque erano poche), perché la trama e i personaggi erano così ben sviluppati che la voglia di proseguire non mancava.
A proposito della trama, mi sarei aspettata che essendo Jinxia e Lu Yi praticamente due investigatori, che i casi sarebbe stati dei filler con a tratti un po’ di trama orizzontale, invece con mia piacevole sorpresa non è stato affatto così. I casi erano tutti collegati in un modo o nell’altro, e ognuno di loro aveva una ragione ben precisa per esistere, che fosse portare avanti la trama principale, oppure introdurre un nuovo personaggio che ci avrebbe accompagnato anche in futuro. E più vai avanti, più ti rendi conto di quanto ogni storyline sia come un filo di una ragnatela e che alcune cose anche dette in passato o personaggi visti di sfuggita, vengano poi ripresi e approfonditi.
Ci sono anche colpi di scena che non mi aspettavo, tipo l’identità dei genitori biologici di Jinxia, che lei sta cercando (sì, okay, ci sono arriva PRIMA che lo dicessero, ma quando hanno introdotto gli indizi utili per capirlo ero tipo così: “oh, cavolo!”), oppure come siano riusciti a ribaltare degli episodi tanto divertenti in cui era stata introdotta la cugina di Lu Yi, che finisce per trasformarsi in qualcosa di tanto tragico.

Insomma, la trama di Under The Power è tanto ben giostrata che intrattiene e stupisce. Aiuta anche il fatto che anche i personaggi che la compongano siano all’altezza (no, second lead, tu no, sei una PIAGA). Sorprende in modo particolare la protagonista, perché è sveglia, forte di carattere, una vera ventata di aria fresca rispetto a tante lead troppo lagnose e con l’abitudine di farsi salvare di continuo. Jinxian e Lu Yi si salvano a vicenda un sacco di volte nella serie e lui non deve passare il tempo a farle da guardia del corpo visto che lei si sa difendere benissimo da sola. Il loro rapporto è equo, e ha uno sviluppo lento che ho particolarmente apprezzato. Come ship mi resteranno di sicuro nel cuore.
Il cattivo principale era inquietante nella sua perfidia (l’attore ha reso benissimo questa cosa), ma tra i personaggi negativi della serie mi ha colpito molto di più una del suo seguito. Era una donna che aveva l’abitudine di innamorarsi di uomini che la usavano e basta, ma era anche un personaggio grigio che stava sì dalla parte sbagliata, ma che avrebbe tradito senza problemi per girare le cose a suo favore, e che comunque teneva lo stesso alla sua amica Shang Guang Xi e l’ha aiutata in più occasioni nonostante il loro rapporto si fosse rovinato.
A differenza di tanti commenti inglesi che ho letto, a me è piaciuto anche la coppia secondaria. Nonostante abbiano per una certo numero di episodi abbiano una storyline quasi scollegata dal resto (ma, come ho detto anche prima, alla fin fine tutto è collegato), non ho avuto nessun problema quando l’attenzione si spostava dai protagonisti per concentrarsi su Guang Xi e Yang Yue.
Inoltre, il drama sa essere anche molto divertente, indimenticabili certi momenti come Lu Yi ridotto mentalmente a un bambino a causa di uno dei tanti nemici presenti nel drama.
Il finale mi è piaciuto, anche se l’ultimo episodio pecca un po’ in velocità. Racconta molte cose in pochissimo tempo (40 minuti!) e penso che a questo punto un episodio in più non avrebbe fatto male. Ma è giusto una piccolezza, il finale è comunque più che apprezzabile, e vi consiglio la serie spassionatamente.

Extracurricular. Ingansueop. K-Drama. 2020. 10 episodi. School, Drama, Crime.

“You’ve been through hell for a year and half without your parents.”
[…]
“It’s just that no one’s ever told me those things before.”

Oh Ji-soo è un ragazzo prossimo al diploma con ottimi voti, ma può contare solo se stesso. La madre l’ha abbandonato e il padre si presenta solo per battere cassa. Tutto quello che desidera è una vita normale, andare in una buona università, laurearsi, trovare lavoro, cioè piccoli sogni di una vita normale.
Ma un sogno del genere costa, soprattutto per lui che non ha genitori o parenti alle spalle, quindi mette su un’attività di protezione di prostitute, in cui nessuno dei suoi collaboratori l’ha mai visto in faccia.
Un anno dopo, una sua compagna di classe, Bae Gyu-ri, scopre quello che fa.

Non ne avevo sentito l’annuncio, ma sui social qualcuno ne ha annunciato l’uscita su Netflix e visto che la trama aveva un che di diverso dai soliti teen-school ed era anche breve (appena 10 episodi), mi ci si sono fiondata immediatamente.
Intanto, non è quello che sembra.
Cioè, la trama è quella (d’altronde, l’ho scritta io), ma il punto non è raccontare di questi giovani criminali pronti a tutto per ottenere quello che vogliono, ma insegnarti una lezione. Per farvi capire meglio, alla fine di ogni episodio compariva una scritta, una diceva che se si vede un adolescente in difficoltà, di chiamare i servizi di aiuto, un’altra che se sei in difficoltà, di farti aiutare.
Quindi Extracurricular non è l’americanata di criminali giovani che ne combinano una dopo l’altra, ma il drama che ti racconta di questi ragazzi che hanno bisogno di aiuto, sia perché i genitori li hanno abbandonati, sia perché ci sono ma abusano psicologicamente dei loro figli con eccessiva pressione, sia perché magari sono i loro coetanei a maltrattarli, ed è per questo che hanno tirato fuori le unghie per riuscire a sopravvivere nel mondo difficile che li circonda. Eh sì, quello che fanno a volte è proprio sbagliato (ma proprio tanto), ma magari non sarebbero arrivati a quel punto se non fossero stati spinti a farlo dalle necessità.
Il fatto che il drama abbia qualcosa da insegnare, non significa assolutamente che sia noioso o che i ragazzi che hanno bisogno di aiuto siano delle macchiette. Per quanto riguarda i personaggi, il drama si prende dei punti in più per come sia popolato da quasi solo personaggi grigi, vedi i protagonisti, che hanno un’attività illecita e tendono ad avere poca empatia (più lei, in realtà), ma che alla fine non sono cattivi ragazzi, o Mr. Lee che fa il protettore ma che appena vede una delle ragazze che ha attacchi di panico le dice di cambiare lavoro, oppure la poliziotta che ha buone intenzioni, ma il suo atteggiamento ha delle lacune, o ancora il professore che è tanto bravo ma che in concreto fa poco o nulla. Sono personaggi sfaccettati e come tali mi sono piaciuti tutti (tranne il fidanzato di Min Hee che è solo un bullo cretino e merita il peggio del peggio).

La storia corre, c’è davvero poco tempo per respirare, in una spirale di eventi sempre più difficili che i personaggi devono affrontare, perché il punto è che i ragazzi fanno quello che possono per sopravvivere, ma è un attimo e le cose possono andare male. E quando non vanno male, vanno peggio.
Non è una storia di conquista, perché i protagonisti a volte sono semplicemente troppo giovani per riuscire ad affrontare delle difficoltà che manco un adulto potrebbe, oppure se sono in grado, sono gli stessi adulti a vederli come bambini, mancandogli di rispetto e cercando di sfruttarli.
Inoltre, ho apprezzato tantissimo il rapporto tra i due protagonisti. Oh Ji-soo e Bae Gyu-ri si fanno del male per tutto il drama, ma nonostante tutto sono fatti l’uno per l’altra e si vogliono bene. Proprio perché la loro amicizia/storia d’amore è così controversa, mi è piaciuta.
Concludendo, il drama mi è piaciuto moltissimo, ma… ha un finale che è un po’ troppo aperto per i miei gusti. Da una parte sembra quasi che abbiano lasciato aperta una porta per una seconda stagione, ma allo stesso tempo non saprei di cosa potrebbero parlare, perché a conti fatti la storia è finita. In caso sia stato lasciato volutamente così, non sono del tutto convinta, perché sì uno può immaginarsi in linea di massima quello che accadrà, però sarebbe stato bello avere più certezze, perché i personaggi lo meritavano. Resta in ogni caso un drama da vedere, ma non adatto agli stomaci delicati, perché ci sono una serie di scene un po’ forti.

Soulmate. Soul meitei. K-Drama. 2020. 22 (12 in realtà) episodi. Rom-Com, Fantasy.

“In the game of love, the one who loves less is always at an advantage.”

Shin Dong Wook e Lee Su Kyung non credono nel destino, ma ad entrambi piacerebbe incontrare l’anima gemella. Ancora non sanno di essere destinati l’uno all’altra, ma non è così semplice come sembra.
Su Kyung è fidanzata con Philip da cinque anni, sebbene accetti la sua proposta di matrimonio poco convinta, mentre Dong Wook inizia una relazione con Yu Jin, ma non riesce ad essere se stesso con lei.
Inoltre, le due anime gemelle non si sono mai incontrate, nonostante le molte conoscenze in comunque. Arriverà la loro occasione?

Era un sacco di tempo che non vedevo un drama così datato, ma sono felice me l’abbiano consigliato, dato che l’esperienza insegna che ci sono molti drama con parecchi anni sul groppo in grado di suscitare un turbinio di emozioni. Questo, un po’ come fu per Goong, ti fa coinvolgere alla vicenda dei due protagonisti e shippare come se non ci fosse un domani (e strapparti i capelli nel mentre).
È uno dei drama più particolari che abbia visto. Sebbene dalla trama non sembri, ha di base un’impostazione particolare, con ogni ora suddivisa a metà dal punto di vista di lui o di lei, prima uno poi l’altra (fino al loro incontro, almeno, che avverrà con i suoi tempi…).
Inoltre le relazioni sono piuttosto mature, perché i trentenni (chi più chi meno) lo sono sul serio, con l’aggiunta di elementi come frequentarsi con più di un uomo in libertà, relazioni volatili, corna, e altre cose che tanti drama non osano manco nominare. A un certo punto ho pensato che quasi quasi avesse un sentore americano (quasi, eh!).
È un drama diverso, ma lo dico in senso positivo, perché è stato una ventata di aria fresca, nonostante la moda di 15 anni fa, le polaroid e i cellulari a conchiglia.
E, scusate se è poco, ha una delle coppie più romantiche e interessanti che abbia mai visto.
Ho iniziato il drama senza sapere cosa aspettarmi, smistandolo con la seconda stagione di Well Intended Love. E dove WIL non riuscirebbe ad attirare la mia attenzione nemmeno in un milione di anni, dove la coppia principale non ha un’attrattiva che sia una, Dong Wook e Su Kyung mi hanno conquistata.
Ci hanno messo 7 episodi (di 12!!) per incontrarsi, passando 7 ore con me disperata perché si incrociavano senza mai saperlo, mentre frequentavano gente con cui non c’era proprio paragone.
E poi è successo. Si sono incontrati e lì mi sono innamorata del tutto. La prima scena in cui interagiscono è a un telefono pubblico (una cabina telefonica! Ora quasi mancano esistono!), dove lei fa un numero a caso e risponde lui.
Sembra quasi una stupidata, ma mi è esploso il cuore perché era una scena semplice con lei che piange e lui che le fa ascoltare una canzone bellissima (l’OST più bella della serie) per consolarla. Ancora non si conoscono, ma l’impatto di quella scena è stato forte. E poi l’incontro vero e proprio, tra due sconosciuti. E tutto il resto, che non vi spoilero perché dovete guardare e soffrire come ho sofferto e shippato io.
Anche i comprimari sono tipi particolari, tipo Min Ae, la mangiauomini, che a conti fatti avrebbe meritato più spazio. Ho invece sentimenti contrastanti con la second lead.
All’inizio mi era simpatica. Lei ci provava veramente con Dong Wook (e non ero contenta che lui non fosse veramente serio e sincero con lei), ma senza mai riuscire a trovare il punto d’incontro che cercava visto che non erano destinati, ma ha avuto anche un crollo verso la fine in certi punti che me l’hanno fatta un po’ odiare.
Un altro punto a favore sono le ost, di cui la principale è già finita nella mia playlist di Spotify, dato che sono piacevolissime da ascoltare e alcune indimenticabili.
Anche qui, come per Extracurricular, ha prevalso il finale aperto, ma meno. Nel senso che qui SAI come finisce, solo che non te lo fanno vedere. Sono stati un po’ cattivelli.

E siamo arrivati agli sconsigli…
Cominciamo con Dr. Cutie (Meng Yi Tian Qi. C-Drama. 2019-20. 28 episodi. Rom-com, Historical, Wuxia) che è la storia di Tian Qi, una dottoressa che si finge uomo perché in cerca di vendetta contro i suoi genitori, uccisi quando era una ragazzina. Dato che Tian Qi, dell’assassino, sa solo che ha a che fare con la residenza Ji, fa di tutto per farsi assumere dalla fidanzata del comandante Ji Heng. Appena assunta, però, la fidanzata di Ji Heng viene avvelenata e a Tian Qi viene ordinato di trovare il colpevole al più presto, o sarà lei a perdere la vita. Questa è la trama in breve.
Io e questo drama siamo partiti con il piede sbagliato. Per circa 12-14 episodi, sono stata convinta che la serie ne avrebbe avuti 46 (colpa di Viki), per poi scoprire che erano “solo” 28. In realtà, il problema non è che 28 episodi siano pochi per raccontare la storia (alla fine i punti principali da trattare non erano poi molti – la morte della fidanzata, l’identità segreta, il passato in comune dei lead e la vendetta), ma che io sia arrivata a metà pensando che quanto appena visto fosse solo una lunga premessa e invece mi sono ritrovata di colpo a metà storia senza manco saperlo. All’improvviso non c’era più il tempo necessario per raccontare per bene quello che mancava visto che non si faceva altro che inserire filler su filler.
Pensavo di avere davanti ancora una trentina di episodi, quindi la possibilità che si inserisse qualche sviluppo interessante e invece… no. Dopo la prima decina di episodi, che si sono concentrati soprattutto sullo scoprire chi fosse il colpevole dell’assassino della fidanzata e ovviamente a far conoscere e “avvicinare” i due lead, non si è affatto passati al tema principale come mi aspettavo – la vendetta –, ma solo piccole storyline che si concludevano in poco tempo. La vendetta c’era ancora, ma proprio a sprazzi, perché la lead era più impegnata a stare dietro a quel lunatico del lead, quella palla al piede del second (ma quanto era inutile? E quella ribellione finale relativa alla madre che abbiamo sentito nominare una volta di striscio?) o in tutti i casini in cui poveretta si ritrovava che concentrarsi sull’assassino dei suoi genitori.
Okay, non si sono concentrati sul succo della trama per oltre venti episodi, quindi si saranno concentrati sul romanticismo? Eh… ni.
E qui arriviamo al lato problematico. Ho capito come lui si sia innamorato di lei, ma non come lei si sia innamorata di lui! Lui è oltremodo lunatico, soprattutto nei primi episodi, e gliene combina di tutti i colori a questa poveraccia con il fatto che lui è il comandante (e il capo di tutta la baracca) e lei un semplice dottore (anzi, per essere un dottore, dovrebbe essere trattata con più rispetto, manco fosse l’ultima dei servi). La loro situazione è veramente sbilanciata su questo punto. Tra l’altro, okay lui è bello (c’è una scena di lui in divisa che è proprio WOW), la salva un paio di volte e finisce pure per formarsi un bel rapporto (con tanti alti e bassi. Bassi che alti), ma secondo me non compensa con il suo comportamento che dura per più di metà serie! Anzi, quasi tutta. Il suo comportamento si addolcisce di colpo solo quando scopre che lei è una ragazza e quindi, che fortuna, può pure sposarsela (e questo se sono gentile ed evito di sottolineare come le abbia pure MENTITO su cose importanti dopo essersi messi insieme).
Troppo comodo così!
La stessa lead dice che ha ceduto troppo presto (tipo 60 secondi. Lui le dice che “sa” e si mettono insieme. Punto) e ha proprio ragione!
Certo, poi sarà proprio lei a ribaltare le carte in tavola trasformandosi nella parte problematica della coppia (giusto perché finisce uno e inizia l’altra), e non volendo sfigurare, quasi lo ammazza.
Letteralmente, quasi lo ammazza.
Sono rimasta sconvolta non solo dal gesto, ma dal fatto che sia avvenuto a due passi dalla fine e senza che sia poi stato sviluppato in modo decente (con traumi, cose difficili da perdonare, sofferenza, sensi di colpa…), arrivando tranquillamente al finale come se quasi non fosse successo niente. Ed è proprio questo “plot twist” che mi ha spinto a mettere il drama tra gli sconsigli, perché gli altri 4 episodi sono stati così brutti che non vedevo l’ora di arrivare al The End.
Qualche lato positivo lo ha anche Dr. Cutie (cercandoli con il binocolo): il drama è molto leggero e gli episodi non sono per niente noiosi (almeno i primi venti). Si ride anche abbastanza, anche ho visto un umorismo migliore in altri drama. Nel complesso è un drama “piacevole” per staccare un po’.
Molto carina anche l’ending, piacevole da ascoltare e altre OST della serie.
Concludendo… è uno sconsiglio di una persona che aveva delle aspettative che sono state stravolte.
Poi… Well Intended Love 1 e 2 (C-Drama. 2019-20. 20+16 episodi. Rom-com) che parla di questa attrice di nome Xia (alle prime armi nella prima versione e abbastanza affermata nella seconda) e del riccone Ling che stringono un accordo matrimoniale per delle ragioni non romantiche.
Parlo di prima e seconda versione, perché sono praticamente la stessa storia con delle scene diverse.
Yup, esatto. 
Per quanto riguarda Well Intended Love 1, ha il pregio dei colpi di scena, dell’essere una novità e dell’opening, ma pecca in tutto il resto, sebbene il suo maggiore problema sia il lead, essendo uno psicopatico stalker. Ma non perché è uno psicopatico stalker, ma perché non viene punito per le sue azioni, il suo rapporto compromesso con Xia viene sistemato come se quasi non fosse successo nulla e la loro vita riprende fino al classico happy ending tutto rose e fiori. Se il drama si fosse fatto furbo e gli autori avessero punito Ling, magari dipingendolo come il vero cattivo della storia e spingendo Xia verso Chu (con cui aveva pure più chimica), avrei fatto loro un applauso per l’originalità.
Purtroppo non è andata così.
Well Intended Love 2 ci riprova, ma lo fa da zero. Non è il solito sequel, ma è proprio la stessa storia riscritta da capo con qualche piccola differenza. In un certo senso, è quasi come se volessero riproporre la stessa storia, ma SENZA le problematiche della prima, quindi con Ling un po’ più trattenuto (ancora non si comporta in modo eccellente, ma meno da galera – e l’attore è pure migliorato un po’). Il problema è che essendo la stessa storia con gli stessi attori, la novità è andata a farsi benedire, e quindi risulta NOIOSA da morire. Senza contare che è quasi diventata una spot pubblicitario, più che un drama, data la mole di prodotti per la pelle, integratori, assorbenti e chi più ne ha più ne metta che ci hanno propinato di episodio in episodio. L’unica luce, così come fu per la prima serie, è Chu, il second lead, che in questa seconda versione si rassegna quasi subito con Xia e alla cui nuova relazione con Meng viene dato maggior spazio e costruzione. Al punto che questi due personaggi sembrano scritti da autori diversi.
Che sia prima versione o seconda versione, nessuna delle due stagioni riesce anche solo a sfiorare il listone dei consigli, ma come serie trash per ridere va benissimo!
Eh insomma, speriamo solo non facciano la stagione 3…

Con oggi abbiamo finito. Fateci sapere se avete visto qualcuna delle serie elencate o se avete intenzione di farlo. Al prossimo Say Yes To The Drama!

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Ringraziamo: Nσи sσlσ Ðяαмα иеllα Teѕтα*_TheWorldDrama_* | A.A.A cercasi dramas disperatamente | DRAMA che passione | I love telefilm & film ∞

One thought on “Say Yes To The Drama | Volume XIII – da “Crash Landing On You” a “Under The Power”

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