Libri

Recensione | “I Cieli” di Sandra Newman

Mi sento vagamente in colpa nello scrivere questa recensione, perché non sarà affatto positiva e il libro in questione è stato il regalo di Natale da parte di una mia carissima amica che si è -comprensibilmente- lasciata ammaliare dalla copertina di “I Cieli”.

Sandra Newman ha ricevuto tanti complimenti per questo libro: viene lodata la storia, lo stile, la magia. Tutte le critiche che ho letto erano positive. Forse il problema, allora, è mio, perché ho trovato la storia non sviluppata secondo il suo potenziale, la scrittura brutta – non esiste un termine più poetico per dirlo- e la magia paragonabile a quella sprigionata dalla vernice che si asciuga su un muro. La copertina, però, la salvo.

Più che la storia, di partenza interessante e originale, il problema riguarda la scrittura. Di solito non mi sento di additare lo stile quando parlo di un libro straniero, perché potrebbe essere stato penalizzato dalla traduzione, ma qui gli errori sono così ridondanti che non posso chiudere un occhio. Innanzitutto abbiamo troppe ripetizioni. Ci sono volte in cui rappresentano un determinato registro stilistico, altre in cui si rivelano necessarie. Questo non è il caso. Se in quattro frasi viene ripetuto lo stesso aggettivo altrettante volte (per dimostrarvi la veridicità delle mie parole vi riporto l’esempio di “onirico” a pagina 31), non risulta piacevole, ma solo fastidioso. Parecchio, almeno per me. E se questo accade in tutto il libro, alla fine ci si chiede quanto sarebbe stato lungo senza le ripetizioni: probabilmente la metà. A ciò si aggiungono frasi scritte in modo da sembrare giovanili e moderne ma che risultano soltanto sbagliate a livello grammaticale. I vocaboli, spesso inappropriati, non aiutano a minimizzare l’impatto degli altri problemi. A questo punto è inutile girarci intorno: Sandra non ha un bello stile ma voglio essere gentile e mi limiterò a dire che non fa per me.

Passiamo ora alla trama: Kate vive a New York negli anni duemila, ama Ben e la sua unica attività è onirica. In sogno si chiama Emilia, è una prostituta italiana e ha una relazione con Shakespeare (sì, quello Shakespeare). Tutto ciò che le accade in sogno influenza la vita reale, e le sue azioni potrebbero salvare o distruggere il futuro, che per Kate rappresenta il presente. Una storia che ha innegabilmente del potenziale e che cambia dopo ogni sogno, un racconto interessante che viene appiattito pagina dopo pagina. Più si va avanti e meno voglia si ha di finire il libro. Quando si raggiungono le ultime battute, poi, ci si rende conto del tempo sprecato.

Kate è una protagonista che potrebbe essere affascinante e invece è infantile, irresponsabile e menefreghista. Tutti sembrano adorarla per la sua allegria e gentilezza, ma è qui che finiscono le sue qualità: è una pessima fidanzata, non ha un lavoro né un obbiettivo, passa le giornate a fare la mantenuta e a intrattenersi con un bizzarro gruppo di amici mentre Ben lavora, paga l’affitto e pensa a come portare a casa da mangiare. Kate è interessata soltanto a ciò che succede nei sogni, è pesante, non riesce a vivere nella vita reale. Sono la prima a sostenere l’importanza dell’immaginazione, ma Kate è folle ancora prima di essere considerata tale. Per quanto riguarda il ventaglio dei restanti personaggi, non c’è qualcuno di realmente interessante. Ben è la spalla inutile e troppo seria, gli amici sono irrilevanti e assurdi al limite dell’inverosimile -gruppo composto principalmente da spose per corrispondenza che vanno in giro nude per New York- e per quanto riguarda Shakespeare… spero che non fosse realmente così perché sarebbe una cocente delusione. La storia tra Kate e Ben non appassiona. Il sedicesimo secolo è ridotto a cene, passeggiate e scopate (perdonatemi il termine, io lo trovo volgare ma a Sandra piace tantissimo) in posti improbabili.

I Cieli” aveva tantissimi elementi sfruttabili in maniera meravigliosa: due epoche e due città diverse, la fine del mondo, i viaggi nel tempo, la dimensione onirica, l’amore e la pazzia. Forse addirittura troppi, perché Sandra non è riuscita a svilupparli. In ogni parola che ho letto ho percepito un enorme potenziale sprecato.

Nonostante io abbia appena demolito questo libro, mi sento in dovere di aggiungere una postilla: si tratta solo del mio parere, che segue i miei gusti e le mie sensazioni. Non è necessariamente corretto per tutti, potreste leggerlo e adorarlo, e la ragione sarebbe da ambo le parti. Questo, sia chiaro, vale per qualunque forma d’arte. In tali ambiti non esiste un parere che conta più degli altri, poiché si parla di considerazioni soggettive e personali. E tuttavia, essendo io qui a dare la mia opinione, mi sento anche in dovere di condividerla, negativa o positiva che sia, senza inserire falsità, complimenti che ritengo immeritati o critiche immotivate. Qualunque cosa leggerete dal mio account, sappiate che si tratterà sempre e comunque della mia verità e che sono aperta al confronto. Se avete letto “I Cieli” vi aspetto nei commenti, se non lo avete fatto non ve lo sconsiglio: mentirei se dicessi che questo libro mi è piaciuto, ma voi potreste ugualmente amarlo.

Ringrazio Citazioni film e libri | I love telefilm & film ∞, Amigdala per la grafica, e vi do appuntamento su Parole Pelate con i prossimi Aria di Libri.

Il vostro topo da biblioteca,

-V.

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