Station 19/Telefilm

Recensione | Station 19 3.01 “I Know This Bar”

Adrenalinico, commovente, eccitante, appassionante, doloroso, nostalgico. Potrei andare avanti così ancora per molto e continuare ad aggiungere aggettivi su aggettivi per descrivere questo scoppiettante inizio di stagione, che è stato perfetto per alcune situazioni, per altre meno, fino ad arrivare agli ultimi due catastrofici minuti della puntata quando certe affermazioni ti regalano uno schiaffo in faccia e ti ricordano che dopo tutto al timone della serie, aimè, ci hanno piazzato Krista Vernoff. Possiamo iniziare a dire addio a ship, logiche spazio temporali, fatti in linea con ciò che è accaduto in precedenza. Siamo nel mondo della Vernoff dove qualcosa come “Mi butterei letteralmente in un edificio in fiamme per te” viene seguito da “Penso per noi che sia tempo di smettere”.

Ma alt. Almeno qui cerchiamo di dare un ordine a questo disordine. 

Mi sembra doveroso iniziare a parlare di Andy e del Capitano Sullivan che nella scorsa stagione li abbiamo inizialmente scoperti attratti l’uno dell’altra e lasciati con lui che allontana lei da quella loro… storia? Faccio persino fatica a pensare alla loro come una storia, figuriamoci a chiamarla tale. Forse definirlo un inizio di qualcosa è più appropriato. Comunque sia, lui allontana lei da quel qualcosa che avevano faticosamente e cautamente costruito nel corso della scorsa stagione. Che il loro futuro sarebbe stato solo che in salita era prevedibile. E lo era per tutta una serie di intellegibili ragioni. Lui chiuso e introverso, e forte sostenitore delle regole; Lei, invece, amante del pericolo e devota seguace dei sentimenti.

Eppure, nonostante fossero la massima rappresentazione dell’alba e del crepuacolo, qualcosa tra di loro era scattato. A tal punto che lui era riuscito a togliersi di dosso quella dura corazza che interferiva tra la sua persona e il resto del mondo. Quando riesci ad accettare che qualcuno possa far parte della tua vita e che questa riesca persino a curare, o quanto meno ad alleviare, vecchie ferite del passato, non può certamente non trattarsi di una persona speciale. Qualcuno che conta sul serio. Qualcuno che riesca ad entrare nel tuo mondo senza che ti senta minacciato e che riesce a rispettare quel tuo modo di essere. E quando  qualcuno ti rende così, nonostante l’essere così diversi, non c’è altro da fare che lasciarsi a quello che la vita ci sta offrendo. Semplicemente perché è la vita. Semplicemente perché un giorno sfondi con la macchina un bar e potresti non esserci più. E chi più di loro, con il loro lavoro, dovrebbero sapere che difronte al progetto che ci riserva la vita, con i suoi alti e bassi, bisognerebbe dare priorità a certe cose rispetto che ad altre? Quante Andy ci sono a confronto di decine di altre fire fighters station? Questa è forse la prima volta che Andrea mi è piaciuta davvero. Al diamine le regole, le promozioni, il padre, la sua reputazione e il suo lascito! Se qualcosa deve essere fatto è questo il momento giusto. Andrea Herrera sappi che hai tutta

la mia benedizione e il mio supporto. Lotta per quello in cui credi. Sento che questa volta ne valga veramente la pena darsi un’altra possibilità. Almeno provare a farlo funzionare. D’altronde non sono neanche mai stati a letto. Vale il tentativo almeno di provarci. Perché qui il problema di fondo non è neanche che si siano lasciati e che il motivo è puramente per fare carriera. Il punto è che hanno rotto senza nemmeno iniziare veramente.  E Gli ultimi che hanno trasgredito le regole e scelto il cuore sono stati Vic e Lucas e sappiamo tutti com’è finita. E quindi sappiamo tutti che questa volta, per loro, vale la pena tentare.

E a proposito di Lucas e Vic… seriously? Sbaglio o c’è un vero e proprio triangolo tra Vic/Jackson/Lucas il tutto condito da una serie di battutine e occhiatine lanciate di qua e di là da chiunque conosca un minimo la loro storia? Della morte di Lucas Ripley ne rimane solo che una faccenda dal quale estrapolare del trash spicciolo? Comprendo il pensiero di fondo che c’è dietro la perplessità delle persone, ma non appoggio il modo con il quale tutto questo viene fatto presente. Vic ha perso il suo compagno, lo sappiamo benissimo. C’eravamo tutti a quel funerale. Sono la prima ad ammettere che non ho superato la morte di Lucas e, per quello che c’è stato tra loro, ero la prima ad aspettarmi un post Lucas e il fatto di non aver avuto la possibilità di vedere Vic nei primi giorni dopo il funerale, in pieno lutto, affrontare

questo grande dolore, non mi sta aiutando ad accettare questa sua nuova relazione con Jackson. E ancora di più non mi stanno aiutando se gli unici dialoghi tra i due piccioncini si riducono esclusivamente a dottore sexy e adesso la mia cosa preferita al mondo è la furiggine e continue insinuazioni che non portano altro che a farci pensare che l’unica cosa che vogliono fare è del sesso. Presentata così è normale vedere il tutto in chiave un po’ troppo prematura, o che in qualche modo stona con ciò che Lucas ha rappresentato veramente per Vic, forse Vic doveva darsi dell’altro tempo e forse anche noi meritavamo dell’altro tempo. Oppure siamo troppo legati a dei dogmi culturali che ci sono stati imposti un po’ troppo prepotentemente. La morte di qualcuno sembra essere rispettata nel modo giusto solo se portiamo il lutto. Solo se le persone a distanza di tempo le vediamo ancora distrutte o sull’orlo di una crisi di nervi da un momento all’altro. Non siamo abituati a credere che si possa stare male per qualcuno che ci ha lasciato e allo stesso tempo andare avanti. Forse dovremmo iniziare a smetterla con tutta questa ipocrisia. Vic è una donna giovane, sexy e brillante che ha avuto la sfortuna di trovare un grande amore e perderlo senza neanche poterlo gridare al mondo quanto lo amava. Senza neanche avere la possibilità di condividere questa gioia con le persone che reputava amiche. Quindi nessuno si aspetta che Jackson debba sostituire Lucas, perché detto francamente non vedo in lui la persona giusta dopo Ripley. Quello che mi aspetto, e che tutti dovrebbero aspettarsi, è che Jackson possa dare a Vic la giusta distrazione e la serenità per poter trovare la forza ogni giorno di alzarsi dal letto e pensare che ne valga ancora la pena. Perciò trovo

il comportamento di chiunque si approcci alla questione Vic/Jackson troppo esagerata. Troppo velata da quell’eccessivo imbarazzo e a tratti trash che si trascina questa nuova frequentazione. Vic viene quasi fatta passare come una persona grottesca e innaturale solo perché si preoccupa per un’altra persona che non sia Lucas. E ribadisco, anche io avrei voluto un periodo di lutto per lei, e anche un po’ per me, perché ho amato quello che c’è stato e nel modo in cui c’è stato. E in oltre c’è anche da dire che in Shondaland siamo sempre stati abituati a non reagire di fronte ad un lutto. Izzie che si allunga sul pavimento e vi resta delle ore, Meredith che scappa via da Seattle e dalla casa che Derek ha costruito per loro, Mark che muore poco dopo Lexie. Per la prima volta siamo di fronte a qualcosa di nuovo. Vic Hughes perde l’amore della sua vita e sceglie di reagire. Sceglie per il suo bene di uscire con un’altra persona e di buttarsi a capofitto in essa, sceglie di vivere la sua età anche di fronte ad una catastrofe del genere. E per me va bene. Mi va bene perché gli uomini e le donne non sono tutti uguali. Si reagisce in modi diversi al dolore. C’è chi di fronte al dolore si chiude a riccio, chi sceglie di voltare pagina. Per Vic il modo giusto,ora come ora, è di affrontarlo in questa maniera. Rispetto quelli che sono i suoi sentimenti e le do tutto il mio appoggio, perché infondo il dolore è il suo e chi siamo noi per scegliere cosa è giusto o sbagliato per un’altra persona. Giusto no?

E sempre in tema di lutto passiamo con il parlare di quello che ha colpito il Capo di Chirurgia, Miranda Bailey e di suo marito Ben Warren. Furbi i produttori a presentarci la puntata sotto forma di flashback, così da rivivere nel presente, consapevoli quindi della perdita, continui ricordi degli ex neo genitori felici che trascorrevano il tempo a festeggiare con gli amici la lieta notizia 

e a fantasticare sul sesso del bambino. Poi l’inquadratura si sposta di nuovo sul luogo dell’incidente, ti torna in mente perché Ben è andato da Joe e ti assale un senso di dispiacere e di nostalgia. Non c’è molto da dire. Non sono madre e a maggior ragione non posso neanche immaginare cosa si prova a perdere qualcuno che hai amato fin dal primo minuto, senza neanche averlo stretto tra le braccia. L’unica cosa sulla quale voglio sperare è che ora entrambi, e per entrambi intendo soprattutto Miranda, capiscano che il dolore è lo stesso per tutti e due, che la perdita non è solo la sua, e voglio sperare che entrambi si rimettano in piedi facendolo insieme, attraverso il sostegno e l’appoggio l’uno dell’altra. Sappiamo tutti che Miranda ha dei trascorsi in campo di crisi. E ricordiamo tutti come le gestisce male, isolandosi, tenendosi tutto dentro come se lei fosse la sola ad aver mai provato quei sentimenti fino ad allora e lasciando tutto il resto, affetti compresi, al di fuori della linea che separa il resto mondo dal suo. E sinceramente queste dinamiche in Miranda le abbiamo viste così tante volte che sarebbe noioso e ripetitivo riproporle ancora per l’ennesima volta. Miranda è una donna adulta che sa di avere un problema. Sarebbe bello ora fare quel salo di qualità nel suo personaggio e passare direttamente nella fase nella quale sceglie di affrontare il suo dolore senza per forza dare di matto. 

Ed ora si arriva a parlare degli ultimi due catastrofici minuti. Per l’intero episodio l’unica costante certezza in mezzo a tutto quel caos che eravamo riusciti ad assicurarci erano Maya e Jack. Auto che sfondano bar, Ben e Miranda perdono il bambino, il Capo Herrera nuovamente malato, Robert che rompe con Andy e chi più ne ha più ne metta, ma Maya e Jack erano quel faro luminoso in mezzo alla tempesta. Li avevamo ritrovati come li avevamo lasciati nella scorsa stagione uniti più che mai. Fino agli ultimi due minuti della puntata quando, senza nessuna regione, senza nessun motivo, senza alcuna logica Maya formula la magica frase “Penso per noi che sia tempo di smettere”. E qui che arriva lo schiaffo in faccia a ricordami che la Vernoff ha impiegato non solo un episodio, ma esattamente due minuti di orologio, per rovinare una delle ship più belle che si era venuta a creare nella scorsa stagione. Onestamente non ho molto da dire, perché non ha senso la scelta che ha fatto, il modo in cui l’ha fatto e le parole che ha scelto per farlo. Neanche un episodio e già si comincia malissimo.

Ah e a proposito di cose senza senso…. ma tutta la storyline di Travis completamente andata all’aria? Ricordate che Travis nell’ultimo episodio della Seconda stagione era stato arrestato? Ecco, una trama che potenzialmente poteva essere interessante, è stata butta via così, dileguata solamente da un misero accenno da parte di Vic, come se non fosse successo nulla. Per non mettere il dito ancora più nel profondo della piaga e ricordarvi che si era baciato con quel pompiere sexy e io non ho fatto altro che sognare per nove mesi di vederli insieme, perché Travis la merita la felicità, e invece sono rimasta a bocca asciutta anche su quest’altro fronte.. ma ripeto, siamo nel mondo di KV e le logiche spazio temporali non vengo mai rispettate.

Sono arrivata faticosamente alla fine di questa prima puntata e per questa settimana la chiudo qui! Vi lascio qui sotto il promo della seconda puntata e vi do appuntamento alla prossima settimana.

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