Arrow/Telefilm

Recensione | Arrow 8×08 “Crisis On Infinite Earths: Hour Four”

Penso sia la prima volta in assoluto che scrivo una bozza di recensione un giorno e il successivo cancello quasi tutto quello che avevo scritto per rifare da capo (e che poi finisco per mollare la bozza lì per un giorno e mezzo perché non voglio guardare le gif di Oliver). Mi capita di integrare prima di pubblicare, o di riscrivere qualche pezzo, ma rifare la recensione da zero… beh, c’è sempre una prima volta.
Stamattina mi sono resa conto che ieri avevo parlato solo con il cuore (quello che mi hanno spezzato. E poi calpestato. E poi investito facendo pure la retromarcia), ma è giusto che pure il cervello faccia la sua parte.

Penso non si possa prendere questa quarta parte del crossover come se fosse una cosa a sé. Questa e la quinta e ultima parte sono unite a doppio filo, non ci può essere l’una senza l’altra. Quindi sì, se non avete visto la quinta parte, non procedete, perché nonostante volessi tenere il discorso generale, ci sarà qualche spoiler.

Subito dopo aver visto la quarta parte, non ero molto contenta di quello che avevo visto, perché la prima metà è un po’ moscia, il flashback su Monitor – o meglio, il marito di Monitor – non aveva nulla di speciale e avrei salvato giusto la parte finale e alcune scene qui e là – tra cui il cameo di Ezra Miller, sì. 
Sicuramente non ha aiutato la mia opinione sull’episodio che Oliver ci lasciasse le penne un’altra volta. Perché sì, mi potrete dire “hai già visto il futuro, sai che doveva succedere”, ma io ho continuato a implorare per un intero anno che il futuro di Star City 2040 potesse cambiare. E, in un certo senso, è cambiato, solo non come lo volevo io. Sara Diggle, per merito di Oliver – perché quello che Barry distrugge, Oliver ripristina –, è di nuovo presente in questo mondo. Ora Diggle si ritrova con ben due figli, forse in futuro pure tre. E questo potrebbe, magari, impedire che JJ diventi malvagio e uccida prima o poi la figlia di Rene. Non che me ne freghi qualcosa, è solo per dire.
Insomma, Oliver, grazie di aver reso l’universo un posto migliore e di aver reso ancora più facile passare da un eroe all’altro, grazie a un semplice treno.
Certo, come sapete bene, il mio motto per questa ottava stagione è “al diavolo l’universo, qualcuno salvi Oliver”, ma sia mai che venga ascoltata, quindi nonostante la Crisi dovesse mettere in pericolo qualsiasi cosa, solo una persona ha pagato per tutta la combriccola. E no, purtroppo non il diretto responsabile (Monitor) o l’indiretto responsabile (Nash Wells), ma l’unico eroe di questo universo.
Non perdonerò mai i famigerati sette eroi, che ormai possiamo anche chiamare Justice League, per essere rimasti a guardare nemmeno si trovassero al cinema, mentre Oliver sacrificava la sua vita con Anti-Monitor e dava vita a un intero universo. Non dico essere effettivamente utili perché sarebbe stato chiedere troppo, ma almeno provare.
Comunque, il quarto episodio ha il merito di fare da trampolino di lancio per l’episodio finale, perché è grazie alla restaurazione dell’universo che si è potuti arrivare alla battaglia finale con Anti Monitor che, finalmente, ha visto l’unione delle forze di tutti quanti, che è esattamente quello che avrei voluto vedere anche nella quarta parte…

Varie ed eventuali:

– Barry e Oliver con i loro “ti fidi di me?” – “Con ogni cellula del mio corpo” sono una ship migliore della Westallen.

– In questa ottava stagione di Arrow c’è la cosa che ho shippato più di tutte in assoluto, Oliver e la vita, ma sia mai che mi venga concessa una gioia.

– Pure Ezra Miller! Hanno chiamato proprio tutti per questo crossover. Comunque, una delle poche parti carine dell’episodio.

– Il flashback di Monitor mi ha lasciato molto meh anche perché era ambientato 10.000 anni fa e c’erano cose tipo il matrimonio, il “suit up”, e tante altre cose troppo moderne che hanno ben poco di alieno e antico? Ho trovato tutto il flashback imbarazzante da morire.

– È stato oltremodo crudele uccidere Oliver non una, ma ben due volte in quattro puntate. E lo so che tecnicamente non è effettivamente morto, perché se Felicity lo raggiunge dopo vent’anni da qualche parte deve pur essere, ma la perdita è troppo grande. Sarà il mio nuovo trauma telefilmico dopo Merlin (e quello ancora non l’ho superato).

Con il senno di poi, penso che il cuore in questa seconda versione della recensione abbia comunque avuto la meglio. Mi ritiro con il mio cuoricino infranto e ci si risente per il nuovo spin-off tratto da Arrow di cui vedremo il pilot la prossima settimana.
(Eh, sì, mi sono ri-commossa mentre inserivo le gif – e sono solo due! Questa recensione non avrei mai voluto doverla fare.)

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