Film

Recensione | Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Nel 1977 George Lucas con la prima trilogia fondava una mitologia e reinventava la space opera, nel 1999 con la seconda approfondiva il passato dei personaggi, ampliando l’universo che avevamo conosciuto nella prima, infine nel 2015 con Il risveglio della forza J. J. Abrams inizia una trilogia che ha uno scopo narrativo ben preciso: il passaggio del testimone. Con questo terzo capitolo, è ancora più chiara l’idea del trittico conclusosi com’era iniziato, sempre con J.J. Abrams e nuovamente con un sentimento legato all’eredità del fardello, difatti i personaggi principali di quest’ultima trilogia, sono i nuovi giocatori di una staffetta iniziata nel 77 e terminata con un percorso finito per alcuni (Leila, Han Solo, Luke) e iniziato per altri (Rey, Poe Dameron e Finn). Saranno loro le nuove leggende per i prossimi personaggi che verranno in futuro, anche se ci dovremmo chiedere, come anche i character all’interno della trilogia, se saranno all’altezza dei predecessori. Io ho miei dubbi.

Discutere delle dinamiche di forza e potere dei personaggi è poco stimolante, perciò quelle inutili discussioni sul potere improvviso di un personaggio, è meglio lasciarle al fandom che sicuramente avrà tantissimo da professare. Messi da parte tutti gli scontri tra fan che si divideranno, cosa ci rimane di questa nuova trilogia? In primo luogo è interessante vedere come il filo conduttore sia stato mantenuto, difatti pur con la scomparsa di personaggi chiave dell’intera saga, gli ideali non muoiono mai e vengono assorbiti dalle nuove generazioni. Ricollegandoci alla trama c’è davvero pochissimo da discutere senza fare spoiler, come tutti avrete visto Palpatine sembra essere tornato e avrà un ruolo decisivo per la fine del duetto più importante di questa trilogia: Rey e Kylo Ren.

Sono loro il cuore pulsante di questo trittico e anche i protagonisti dei momenti migliori di quest’ultimo film, il quale continua come nei precedenti capitoli, ad attrarre e respingere il loro desiderio di completarsi come coppia sentimentale e politica. Nella pellicola precedente a questa diretta da Rian Johnson, oltre alla possibilità di divenire i monarchi di un nuovo impero, c’era stato mostrato un interesse fisico e sentimentale tra i due, scatenando le ire dei detrattori che bollarono Gli ultimi Jedi come un film disastroso. Se Il Risveglio della forza avvicinava i fan e non solo, a nuovi personaggi tramite tantissime similitudini con il passato dei film storici, Gli ultimi Jedi cercava di prendersi molte libertà e dava in pasto al pubblico, un’opera che tradiva in parte quell’immaginario e quella sacralità (Yoda che distrugge i sacri testi jedi).

Star Wars: L’ascesa di Skywalker, ritorna a coccolare di più gli spettatori appassionati e conduce tutti i personaggi, verso un finale corretto e non troppo entusiasmante. Ciò che non dovrebbe mai fare il cinema è lasciarti indifferente rispetto a un’opera, mentre tutte le azioni di Poe, Rey, Finn e Kylo Ren trovano una conclusione più che prevedibile e questo è davvero un punto debole, elemento che non aveva assolutamente Gli Ultimi Jedi. Nella saga molto probabilmente i personaggi diverranno in futuro ricordati e citati, tuttavia le loro gesta sembrano non essere state memorabili e a eccezione di Daisy Ridley, non ci hanno dato moltissimo. Lei e Adam Driver (già attore di molti film prima di Star Wars) sono gli unici ad avere il carisma per diventare icone dentro e fuori lo schermo, come lo sono stati Harrison Ford e Carrie Fisher. Purtroppo la correttezza  di quest’opera era necessaria ma è anche la risposta a un film, che se non fosse appartenuto a quel franchise, sarebbe stato totalmente dimenticabile.

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Ringraziamo: Because i love films and Tv series | Film & Serie TV | La dura vita di una fangirl | I love telefilm & film ∞ |Citazioni film e libri

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