Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 16×08 “My Shot”

Settimana scorsa iniziavo la recensione dicendo come la morte di un paziente sia, purtroppo, un valore aggiunto per gli episodi da un po’ di tempo a questa parte. Una tecnica che invece a mio parere non funziona è quella di introdurre i flashback delle passate stagioni in corrispondenza degli episodi speciali, come era appunto quello di questa settimana visto che la serie ha tagliato il traguardo dei 350 episodi. Credo che non funzioni perchè, se da una parte gioca molto sull’effetto nostalgia, dall’altra rischia di scatenare un sorta di rigetto negli spettatori che sono molto più portati a confrontare il Grey’s Anatomy di oggi con quello del passato, notando inevitabilmente come sia cambiato e, considerando le critiche ricevute anche dai fan più affezionati, non penso che sia proprio una buona idea innescare questo paragone in modo così palese. Capisco l’intento celebrativo, ma temo che i contro di questa passeggiata sul viale dei ricordi siano molti di più dei pro. Tutta questa premessa iniziale serve a spiegare perchè nel resto della recensione non mi concentrerò in modo particolare sui ricordi del passato ma analizzerò quello che è successo nel presente. Perché, onestante, non credo che nessuno di noi abbia bisogno di sentirsi dire per l’ennesima volta quanto più bello, emozionante e ricco di pathos fosse il Grey’s delle prime stagioni rispetto a quello più maturo, razionale e socialmente impegnato che vediamo oggi.

Iniziamo finalmente con Meredith che è tornata ad essere protagonista del suo show. Non ricordo più da quanto tempo Ellen Pompeo non aveva un screen-time così elevato all’interno di un episodio. E devo dire che la differenza si nota parecchio. La verità è che, al di là dei flashback, delle tematiche e di tutti i bei discorsi fatti, Meredith Grey è stata, è e sarà sempre il cuore di questo show. E questo non cambierà mai, a prescindere da quanto possano essere interessanti i nuovi personaggi o da quanto possano crescere quelli che si sono aggiunti in corsa ma sono comunque lì da diverso tempo. Bastano cinque minuti di Meredith per illuminare tutto e restituire a questo Grey’s un po’ del cuore che sembra essersi perso per la strada, tra un argomento impegnato e l’altro. Meredith è il sole di questo show e cercare di metterla nelle retrovie semplicemente non funziona. Ora, non credo che nessuno abbia mai davvero temuto per la sua licenza o abbia pensato che non avremmo mai più visto la Grey con un bisturi in mano, però vederla combattere per riavere la possibilità di fare quello che ama, di essere quello che è, è stato comunque un momento carico di emozione che ci ha riportato ai vecchi tempi. Paradossalmente anche il sentirla dire a DeLuca che se avesse perso la causa la loro storia non sarebbe potuta continuare, è stato un modo per riportare Meredith sui binari giusti e ridare a Grey’s la protagonista che merita. Con questo discorso non voglio assolutamente sminuire il percorso di crescita fatto da Meredith, soprattutto dopo la morte di Derek, perchè a me piace com’è adesso e soprattutto perchè non avrebbe alcun senso rivedere sullo schermo la stessa ragazza delle prime stagioni, ma voglio sottolineare come questa serie abbia ancora disperatamente bisogno di lei, nonostante stiano in tutti i modi cercando di diminuire la sua presenza, forse per dare spazio agli altri o forse per esplicata richiesta dell’attrice (questo non ci è dato saperlo). È come se Meredith fosse diventata una presenza ingombrante, difficile da gestire, che rischia di mettere in ombra tutti gli altri, ma questo episodio dimostra come sia l’esatto contrario. Meredith è protagonista, ma non mette in ombra nessuno. Tutt’altro direi. Il suo carisma si espande e contagia tutti gli altri. Non ricordo un Alex, un Richard e una Bailey così in forma, emozionati ed emozionanti da diverso tempo. Grey’s Anatomy ha ancora bisogno di Meredith e questo è qualcosa che nella writing room dovrebbero tenere ben presente se vogliono portare avanti una storia che valga ancora la pena di essere raccontata.

Restiamo su Meredith ma cambiamo fronte: la relazione con Andrew. Sono settimane che questa storia va avanti tra alti e bassi sconclusionati e, nonostante la piega presa alla fine dell’episodio, non sono comunque convinta che una narrazione così schizofrenica fosse necessaria per arrivare a questo punto, soprattutto perchè Meredith non ha mai esposto direttamente a DeLuca i propri dubbi. Ha lasciato che fosse lui a farsi una sua idea risultando, a conti fatti, lei quella immatura e incapace di gestire una relazione, per quanto tentino per forza di convincerci che sia lui quello inadatto a lei. Andrew ha sbagliato la base di partenza del suo discorso, perchè tentare di paragonare il loro rapporto a quello che lei aveva con Derek è pura follia, ma non ha sbagliato nel contenuto. Meredith a più riprese ha dimostrato di non avere stima di lui, e di conseguenza di non avere fiducia nel loro rapporto, per cui era inevitabile che si arrivasse a questa conclusione. Il vero problema sta nel fatto che ci sia arrivato lui e non lei, che anzi ha cercato in tutti i modi di ridimensionare la situazione e di attribuire le sue parole ad un momento in cui temeva di perdere quello a cui tiene di più. La naturale evoluzione di questa situazione sarebbe stata la scelta da parte di Meredith di allontanarsi da Andrew, il fatto che invece la decisione sia stata presa da lui sembra un modo per mostrare quanto in realtà ad essere in gioco non sia tanto la presunta immaturità di DeLuca quanto l’incapacità della Grey di investire in toto in una nuova relazione dopo la dipartita di Derek. Ovviamente non pretendo che Meredith possa avere un rapporto simile con qualcun altro perché sarebbe del tutto impensabile anche solo ipotizzarlo, ma vorrei che almeno ci provasse davvero e che si impegnasse in questa relazione in cui ha scelto di lasciarsi coinvolgere. Purtroppo questa situazione fa emergere una Meredith superficiale, indecisa, disattenta e disposta ad avere qualcuno accanto solo se questo non le richiede troppo impegno e soprattutto piani per il futuro e questa immagine stride in maniera netta con quella della donna che ha lottato con tutta se stessa, anche a costo di compromettersi, per avere la sua licenza e per essere giudicata da qualcuno che realmente fosse competente. Non chiedo che Meredith lotti per DeLuca come lotta per il suo lavoro, ma mi piacerebbe vedere un briciolo di quella determinazione anche nel suo tentativo di ricostruirsi una vita amorosa degna di essere definita tale

Restando in tema di disastri amorosi, parliamo di quanto patetica sia diventata la questione di Jackson e Maggie e di quanto lui sia caduto in basso. Perché è vero che su quel divano erano in due e che quell’avvicinamento è stato cercato da entrambi, ma è altrettanto vero che Maggie non era sufficientemente lucida per decidere di fermarsi mentre lui sì eppure ha ugualmente aspettato l’ultimo momento per tirarsi indietro, illudendola che potesse succedere qualcosa. Intendiamoci, non caldeggiavo in alcun modo per un loro ritorno di fiamma, perchè credo fermamente che Jackson in questo momento sia inadatto ad avere una relazione con chiunque (scappa Vic, scappa finché sei in tempo), ma ho trovato comunque squallido questo quasi-ricongiungimento dovuto al vino e al momento difficile che Maggie stava vivendo. Ancora una volte, infatti, ci siamo ritrovati davanti ad una rappresentazione poco dignitosa di quello che è stato questo rapporto: da una parte un Jackson che sfrutta la situazione a suo piacimento e dall’altra una Maggie totalmente in balia degli eventi ed incapace di opporsi a qualcuno che non le ha e continua a non mostrarle alcun rispetto. Penso che entrambi i personaggi, Maggie in particolare modo, meritino un trattamento migliore di questo.

Chiudiamo con qualcosa che ha un po’ più di contenuto, ovvero il confronto tra Richard e Miranda. Attendevo da tempo questa loro conversazione e devo dire che non sono rimasta per nulla delusa. Come spesso accade in questi casi, non mi sento di prendere una posizione perchè capisco le motivazioni di entrambi. Da una parte c’è la Bailey che si è trovata all’improvviso senza il suo mentore, senza i suoi migliori chirurghi e senza la posizione per cui ha lavorato per tutta la vita; dall’altra però abbiamo Richard che ha messo a repentaglio tutto perchè Meredith fa parte della sua famiglia e per lei ne valeva la pena. In un certo senso Miranda si è sentita messa da parte e il comportamento di Richard, oltre ad averla danneggiata dal punto di vista lavorativo, l’ha anche ferita perchè l’ha fatta sentire meno importante di Meredith agli occhi di quello che lei considera un mentore e forse, in parte, anche un padre. Ho trovato molto bello il fatto che, però, sia stato propio l’intervento di Miranda a risultare decisivo per la vittoria di Meredith e che il primo passo per sistemare il disastro che questa causa ha creato sia stato proprio la riassunzione della Grey da parte della Bailey. È stato un modo pragmatico e utile alla narrazione per iniziare a risalire la china del baratro in cui la decisione di Meredith ha trascinato tutti. Mi auguro, però, che non venga abbandonata la lotta al sistema sanitario che non permette l’accesso alle cure da parte di tutti e che Meredith continui ad impegnarsi su questo fronte.

Bene, anche per questa settimana siamo arrivati alla fine. Vi do appuntamento alla prossima con il finale di metà stagione.

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Ed Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica.

 

 

2 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 16×08 “My Shot”

  1. Bello, Bello ,Bello episodio convincente, il viale dei ricordi è sicuramente ripetitivo e dovuto alla mancanza di idee ma funziona su questo non sono d’accordo con te, sul resto si vedi Meredith centrale era ora, Bailey in stile vecchia nazista prime stagioni ok, Webber alla grande, non m’è piaciuto il cambio di nome del premio, cosa si dovrebbe dire degli oscar e dei nobel( vedi scandalo commissione letteratura), il premio va al di là del fondatore, dopo un po’ diventa un istituzione con un valore suo, per prendere il nome di chi poi? un arrampicatrice sociale che per il proprio meschino interesse ha coperto il suocero sempre, meschina lei come il figlio inguardabile, sono arrivato a prendere le parti di Maggie (sono un kepneriano convinto).
    Meredith Meredith senza paura come il Sole, bello il confronto con il suo accusatore principale, una puntata vecchio stile.

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    • No, ma io non intendevo dire che il viale dei ricordi non funzioni. Io volevo dire che funziona anche troppo bene ma che poi torniamo al solito Grey’s targato KV che non convince ed è sempre accompagnato dalle critiche quindi, a lungo termine, riportare in auge i vecchi ricordi serve solo ad inasprire il confronto che già viene fatto tutte le settimane dei fan. Inoltre è abbastanza brutto che si debba ricorrere ai flashback per far funzionare le cose. A mio avviso, sarebbe bastata anche solo la lettera di Cristina (e tutte le altre nominate da Alex) e il fatto del medico della giuria collegato alla morte di Derek per onorare il passato. Il montaggio di tutti i flashback l’avrei evitato.
      Al di là del fatto che io non sia d’accordo sul tuo pensiero sul premio, tieni conto che il paragone con il Nobel è sbagliato. Il Nobel per la letteratura nel 2018 non è stato assegnato perchè il marito di una giurata è stato accusato di molestie. Il caso non ha nulla a che vedere con il signor Nobel in sé e in più il premio è stato assegnato quest’anno.
      Inoltre non diamo a Catherine colpe che non ha. È meschina, cattiva e manipolatrice, siamo d’accordo, ma quello che Harper Avery ha fatto resta una sua colpa e non ha nulla a che vedere con lei. Lui ha abusato e molestato delle donne, Catherine in questo non c’entra. Il cambio del nome ha senso perchè è stato cambiato il nome della fondazione ed è la fondaIone ad assegnare il premio con relativo corrispettivo in denaro per le ricerche.
      Kepneriano convinto o meno, il comportamento di Jackson con Maggie ha fatto schifo. Qui non è questione di ship o di preferire i Japril, ma è un giudizio sul suo atteggiamento ancora una volta indegno e da codardo.

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