Telefilm

Recensione | The Terror – Infamy

Così come Del Toro unisce spesso un evento storico realmente accaduto al fantasy – horror, anche le due stagioni di The Terror si rifanno a degli episodi certamente avvenuti, per poi inserire la finzione attraverso i personaggi e le loro azioni. Se nella prima annata si narrava la spedizione fallimentare delle due navi in cerca di un passaggio navigabile attraverso l’artico, in questa stagione si è preferito raccontare di un contesto socio – culturale molto più grande come l’internamento dei nippo – americani nella seconda guerra mondiale. In entrambi i casi, il sopranaturale serve come pretesto per discutere dell’essere umano costretto a condizioni terribili imposte da qualcun altro. Nel raccontare ciò, la serie antologica ha scelto un approccio già sperimentato ma pur sempre efficace, costruendo tutte le dinamiche da un microcosmo solido.

 La famiglia Nakayama è la protagonista della vicenda, all’interno della quale si distingue per importanza maggiore Chester, aspirante fotografo diviso tra due culture in contrasto tra loro, quella giapponese e quella americana. A causa della Seconda Guerra Mondiale e della paura di avere in patria possibili nemici, i giapponesi con cittadinanza statunitense o meno, saranno deportati in campi d’internamento dove in linea con lo spirito della serie, dovranno sopravvivere in condizioni difficili lontane da ciò che avevano minimamente immaginato. Come reagisce l’essere umano in un contesto opprimente e logorante? A questa domanda, The Terror rispondeva benissimo nella prima stagione, raccontando la follia umana che non conosce limite per salvarsi, annullando, come se niente fosse, l’umanità che ci contraddistingue dal mondo animale.

Pur replicando la formula vincente della prima stagione, il risultato di questa seconda annata trova la mediocrità in ogni aspetto significativo, dalla coralità dei personaggi priva di mordente, alla creatura sopranaturale poco ispirata. Rifacendosi al folklore orientale, ci aspettavamo molta più ambiguità nella storia che non trova mai il giusto equilibrio tra evento realmente accaduto e finzione drammaturgica. Alcune idee di sceneggiatura sono interessanti, come lo spirito maligno che non conosce luogo ma viaggia dovunque tu vada, dal Giappone all’America non importa, è sempre parte delle tue origini e tradizioni. The Terror – Infamy fallisce in ciò che aveva fatto della prima stagione un vero gioiello della serialità televisiva, tuttavia a volte si può intravedere ciò che poteva essere e non è stato, sperando comunque che la serie antologica sia rinnovata per una terza possibilità.

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