Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 16×07 “Papa Don’t Preach”

Se c’è una cosa che ho imparato dal Grey’s delle ultime tre o quattro stagioni è che gli episodi più belli sono quelli in cui il paziente muore tragicamente, meglio ancora se quel paziente aveva anche un legame in qualche modo personale con il chirurgo di turno. È triste pensare che questa serie si sia dovuta ridurre a questo per riuscire ad emozionare, ma purtroppo è così. Peccato che questo espediente funzioni solo perché ciò può avvenire una o al massimo due volte. Non so se sia la morte ad ispirare gli sceneggiatori o se prima o poi un episodio buono debba riuscire anche a loro e quindi è solo una coincidenza, fatto sta che quello di questa settimana per ora è di gran lunga l’episodio migliore di questa stagione. Analizziamolo passo passo come sempre.

Partiamo dalla decisione di Maggie di operare sua cugina. Credo che sia stata fatta una scelta molto intelligente nell’affrontare la questione perchè l’episodio mostra l’intero processo che porta a questa scelta, i suoi pro, i contro e i risultati finali ma non prende una posizione netta in proposito. Vengono affrontate tutte le varie sfaccettature e le problematiche, ma non viene fornita alcuna soluzione in merito. Per una volta, da diverso tempo, Grey’s non ci propone una posizione netta, una scelta giusta rispetto ad una sbagliata. Troviamo, infatti, Maggie che è pronta ad operare senza alcun dubbio perchè, da brava scienziata qual è, non crede che i sentimenti possano influenzare il suo operato, tanto più che aveva conosciuto sua cugina e suo zio solo da poche ore quindi non sussisteva alcun legame effettivo, ma la vediamo anche distrutta al termine dell’operazione e in parte schiacciata dal peso della responsabilità che lei stessa ha insistito tanto per assumersi. Per certi versi questo episodio è uno specchio dell’intero percorso della Pierce sin da quando è arrivata a Seattle. È partita con delle idee, delle convinzioni e un modo di pensare ma quello che le è successo l’ha portata a mettere in discussione tutte le sue certezze e ora si trova ferma in un limbo da cui non sa come uscire, proprio come non sapeva come comunicare il tragico esito dell’intervento a quello zio appena incontrato. Trovo che quella scena in particolare sia stata costruita benissimo a livello tecnico con tanti primi piani su una Maggie confusa e spaesata che tenta di estraniarsi da tutto per essere tornare ad essere un qualsiasi cardiochirurgo che indora una famiglia qualsiasi della morte di una paziente qualsiasi, senza però riuscirci; il tutto accompagnato dalla voce fuoricampo di Meredith che spiega come comunicare il decesso ai cari di un paziente senza lasciarsi coinvolgere che stride totalmente con l’incapacità di Maggie di farlo in quel momento. Lì per lì, vedendo la Pierce bloccata e attonita è facile capire perchè forse non avrebbe dovuto operare, ma possiamo davvero farle una colpa per essersi assunta questa responsabilità? Maggie è stata sicuramente spinta dalla fiducia cieca che nutre nelle sue capacità, ma è possibile incolparla per essere brava e per esserne consapevole? E se Sabi fosse morta per l’incompetenza dell’altro chirurgo designato? E se alla fine fosse andato tutto bene proprio grazie a Maggie? E se le cose fossero andate diversamente, ci chiederemmo ancora perché un chirurgo non dovrebbe operare un suo parente? La verità è che non ci non risposte a tutte queste domande ed è questo il bello dell’intera storyline. Finalmente Grey’s is è ricordato che, ogni tanto, non deve fornirci risposte, ma farci porre domande e che non tutto deve essere sempre una lezione o una scelta netta tra bianco e nero. A volte esiste anche il grigio. Anzi, il mondo è fatto di grigio ed è questo grigio a dover essere raccontato.

Sempre in merito a questa storia, mi prendo un secondo per sottolineare la splendida performance di Kelly McCreary. Non che di solito sia una cattiva attrice, anzi, ma credo che questa settimana abbia tirato fuori una delle sue interpretazioni migliori nella serie, sicuramente complice il fatto che Sabi fosse interpretata dalla sorella dell’attrice e che questo l’avrà sicuramente aiutate a calarsi di più nella parte, soprattutto nelle scene drammatiche.

Nel frattempo continua la crisi matrimoniale tra Richard e Catherine e questo episodio mi ha ricordato perchè io non sopporti questa donna. Sapete com’è, vedendola una volta ogni due mesi, tendo a dimenticarmi di come sia fatta. Potrei fare mille giri di parole per spiegare come mai io la trovi una persona così ripugnante, ma la verità è che il tutto, dal mio punto di vista, si può riassumere in una sola frase: nella vita ci vuole classe, e lei non ne ha. Catherine è una persona ricca ma estremamente povera d’animo. E il modo in cui gestisce il suo timore riguardante Richard e Gemma ne è la riprova. Una persona che tiene al proprio matrimonio si sarebbe focalizzata sulle risposte del priori marito e avrebbe affrontato con lui, solo con lui, il problema, tentando di capire quali siano le problematiche del rapporto e cercando di porti rimedio. Lei, invece, ha avuto il classico modo di fare della persona ricca che pensa di poter sistemare tutto con i soldi, anche comprando le persone. Il suo atteggiamento nei confronti dell’amica di Richard è di una pochezza quasi imbarazzante. Trovo ugualmente pessimo il modo in cui si è rapportata alla perdita di Richard e quello in cui ha sottolineato che fosse lì perchè si trattava della famiglia, come se fosse dovuto e non voluto. Catherine in fondo è una donna fatta di apparenze, che vuole mantenere il controllo su ciò che considera suo e che tende a mettere se stessa al centro di ogni rapporto, senza tener conto degli altri. Più che essere preoccupata all’idea di una possibile relazione extraconiugale di Richard, ad esempio, è infastidita dalla possibilità che un’altra donna possa essersi presa ciò che ritiene suo e dall’idea che gli altri potrebbero avere di lei se venissero a sapere che il marito l’ha tradita. Il problema è che tutte queste caratteristiche di Catherine che la portano ad essere speso e volentieri in contrasto con Richard sono state già sottolineante decine di volte per cui mi auguro che la scelta di metterle in luce per l’ennesima volta serva a dare una svolta, qualsiasi essa sia, al loro rapporto.

Chiudiamo con Amelia e Owen e con l’angolino delle mie unpopolar opinion che ogni tanto torna a farci compagnia. Più che unpopolar opinion in realtà il problema è che io faccio proprio l’avvocato delle cause perse perchè mi diverto così. Parto dal presupposto che quando ho visto nel promo il confronto tra Amelia e Owen e la sua sfuriata anche io ho avuto un moto di odio verso Hunt, non fosse altro perchè quella poveraccia di Teddy dopo averlo aspettano per anni ed essere stata dietro alle sue paturnie propio non se lo merita di passare per la ruota di scorta che Owen ha scelto solo perchè disposta ad avere un figlio con lui. Dopo aver visto l’intero svolgimento della conversazione, però, mi sento di dire che capisco il discorso di Owen, sebbene sia stato un imbecille per il modo in cui si è espresso e per il comportamento nei confronti della paziente. Per come l’ho intesa io, credo che la sua reazione oltremodo esagerata nello scoprire della gravidanza di Amelia fosse dovuta ad una questione di ego personale e di spiegazione che lui si era dato per la fine del loro rapporto. Quando parlo di ego mi riferisco al fatto che per Owen venire a sapere che Amelia ora sia pronta ad avere un figlio con Link mentre con lui non lo era, è difficile da digerire perchè significa che in qualche modo lei non riteneva lui adatto ad avere figli. Owen, tra i tanti difetti che ha, è una persona estremamente egocentrica. Tutto ruota intorno a lui, alla sua sofferenza, alle sue necessità e ai suoi desideri. Per il suo modo di ragionare, quindi, ha senso pensare che Amelia non volesse figli perché vedeva in lui il problema, piuttosto che capire che era lei a non sentirsi pronta in quel momento mentre ora lo è (su questa faccenda farò una postilla dopo*). Intendiamoci, non sto dicendo che il suo modo di pensare sia giusto, ma solo che da uno come lui non ci si poteva aspettare nulla di diverso. Quella sfuriata non ha a che vedere con il rimpiangere Amelia o lo sminuire Teddy, ma è solo la raffigurazione di una persona orgogliosa, e anche un po’ presuntuosa, che si sente ferita nel suo ego. È ovvio che questo modo di fare e di ragionare possa non piacere, e in realtà non piace nemmeno a me che ho più o meno sempre difeso Owen, ma non vorrei che ci si vedesse qualcosa di più di una semplice questione di orgoglio perchè secondo me proprio non c’è. In quest’ottica di assoluto egocentrismo si inserisce anche l’altra motivazione che io ho individuato, ovvero quella del fatto che la volontà di Amelia di non avere figli sia il motivo per cui il loro matrimonio è finito. Un divorzio, o più in generale la fine di un rapporto, è a tutti gli effetti un fallimento ed Owen, proprio per preservare il suo ego, aveva bisogno di addossarne la colpa a qualcuno. Per lui ammettere che le cose non abbaino funzionato anche a causa sua e che forse lui e Amelia non fossero semplicemente fatti per stare insieme, era qualcosa di troppo difficile da fare. Così ha preso il rapporto con la Shepherd, lo ha chiuso nella scatola della relazioni fallite e ci ha attaccato sopra l’etichetta “colpa di Amelia”, cosa che per altro sono sicura abbia fatto anche per Cristina. L’auto-critica non è il punto forte di Owen e questa cosa risulta molto, forse troppo, evidente quando si trova ad affrontare questioni del suo passato che rappresentano una delusione o un fallimento. Detto questo, quindi, non mi stupisce la sua reazione a caldo alla notizia di Amelia. Mi ha un po’ stupito, invece, il fatto che abbia capito da solo e in pochissimo tempo di aver esagerato, ma questo più che a una maturazione del personaggio temo di doverlo attribuire alla fretta che contraddistingue le sceneggiature delle ultime stagioni, come se portare avanti una storyline e una discussione per più di un episodio fosse qualcosa da evitare a tutti i costi.

*postilla: In settimana Stefania Spampinato ha rivelato che Amelia e Carina avrebbero dovuto avere una storia ma che la gravidanza di Caterina Scorsone ha scombinato i piani e si è deciso di inserirla anche nella trama dello show. Ora, dico io, non potevano fregarsene della gravidanza di Caterina, nascondendola un po’ come capitava (cosa che per altro hanno sempre fatto con Jessica Capshaw), e portare avanti lo stesso quel progetto? Per quanto io adori Amelia e Link e pensi che lui sia parte del percorso di crescita della Shepherd, che considero una delle poche cose veramente ben fatte della gestione Vernoff, mentirei se non dicessi di sentirmi derubata (perdonate il pessimo adattamento in italiano di “I feel robbed” che i fandom usano su Twitter per esprimere questa sensazione) di una storyline potenzialmente bellissima e molto divertente. Io me le meritavo Amelia e Carina insieme.

Bene, anche per questa volta siamo arrivati alla fine. Vi do appuntamento alla prossima settimana con il penultimo episodio prima della consueta pausa di metà stagione.

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Ed Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica.

 

2 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 16×07 “Papa Don’t Preach”

  1. Penso che la storia si sposterà sempre più sul nuovo ospedale, come per dare un nuovo inizio e un po’ di linfa alla serie. Concordo sulla moglie di Richard, e aggiungo anche Jakson un pallone gonfiato che farebbe invidia a Montgolfier. Probabilmente gli sceneggiatori hanno scelto questa piega per accompagnare una linea che dovrebbe terminare con la stagione corrente o addirittura nella prossima vedi accenno di Alex sul posto da primario in cardiochirurgia. Owen come Catherine è un manipolatore, e anche Callie dai, non accetta un no come risposta che può ferire ma non va fatto ricadere sui terzi, sul fatto che l’abbiano chiusa subito non sono d’accordo. La coppia Carina, Amelia era molto carina e avrebbe lasciato spazio per Vic Link, con tempistiche omogenee ai loro percorsi, penso avessero paura di un doppione già visto Calzona e Mark Lexie, probabilmente una scelta non gradita K:V. e che non dava una storia a Jakson. Per il resto forse il miglior episodio da settembre, Maggie finalmente ok, per quanto riguarda Carina, desaparecida aimè sperò soffi Vic al padrone del vapore per infliggergli una sconfitta da cui non si riprenderà mai più, sto scherzando ma J non lo digerisco assolutamente.

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    • Non vedo il senso di spostare tutto sul nuovo ospedale. Ci ritroveremmo di nuovo a non avere spazio per tutti e si perderebbe il senso del rilancio. Preferisco che mantengano gli ospedali in parallelo. Jackson è diventato fastidioso oltre ogni limite. Inoltre è sgarbato, presuntuoso e maleducato. Anche a lui, come alla madre, manca la classe.
      Mi spiace ma non sono per niente d’accordo su Owen. Ha tantissimi difetti e sbaglia molto ma non è un manipolare. Per niente proprio. E lo dimostra il fatto che alla fine esca distrutto da ogni situazione. Perde molto più di quanto non guadagni. È sicuramente egocentrico ed egoista ma non ha mai manipolato nessuno. Nonostante i difetti, Owen è e resterà sempre e comunque un buono. Non ha nulla a che vedere con Catherine o con Callie (che non mi è mai piaciuta più di tanto se non per alcuni momenti con Arizona). Non vedo dove sarebbe stato il doppione con le Calzona e con gli Slexie. Carina e Amelia non hanno proprio nulla in comune con le Calzona, a mio avviso sarebbe stata tutt’altra storia.
      Ho visto delle stories su Instagram di Stefania dal set quindi penso che prima o poi Carina la rivedremo, non so bene a che episodio siano arrivati con le riprese ma immagino poco più avanti del midseason.

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