Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 16×05 “Breathe Again”

Dai, ce la stiamo facendo. All’alba del quinto episodio questa stagione sta iniziando ad ingranare. È prematuro dire che vedo una luce in fondo al tunnel ma diciamo che intravedo una fiammella nell’oscurità. Forse per il mid-season finale riusciremo ad avere un episodio di Grey’s Anatomy che possa essere definito tale. Andiamo a vedere quello che è successo questa settimana.

Parto da Jo e dal Grey’s che mi piace, quello che mostra invece di raccontare, quello che non parla dei suoi personaggi ma fa vivere loro le cose. Sin da quando la crisi depressiva di Jo si era risolta off-screen nella pausa estiva temevo che non ne avremmo più sentito parlare o che il suo ricordare ad Alex che, nonostante si fosse rialzata, non poteva garantirgli che non ci sarebbero state altre cadute lunghe il percorso, fosse solo un pourparler. Sono quindi lieta, e anche un po’ sorpresa in realtà, dal fatto che la questione sia stata nuovamente ripresa e mostrata, forse proprio quando Jo ne sembrava del tutto fuori. Sarebbe stato semplice farla proseguire nel suo percorso di ripresa, soprattutto ora che ha ottenuto una promozione, ma non avrebbe reso onore alla storia che stanno cercando di raccontare quindi apprezzo che per una volta non sia stata fatta la scelta più facile. Più della crisi in sé e per sé, però, ho apprezzato molto i vari flashback che ci hanno mostrato qualcosa di quel percorso di cui avevamo visto solo le battute finali. Penso che il rapporto con la psicologa sia stato veramente ben costruito e quasi mi dispiace averlo visto per così poco. Sarà stato l’approccio fuori dagli schemi, il modo in cui ha portato Jo al punto di rottura senza essere mai eccessiva o il fatto che parte integrante della terapia sia stata tirare oggetti contro un muro (cosa che farei anche io spesso e volentieri), ma ho trovato che questo sia stato un bel modo di mostrare un percorso terapeutico, nei limiti delle possibilità dello show, soprattutto perchè ha fatto vedere come Jo non sia mai stata trattata da malata o come qualcosa di rotto che doveva essere aggiustato. Jo aveva tutti gli strumenti per rimettersi in piedi ma aveva bisogno di qualcuno che le insegnasse ad usarli e mostrare questo in un mondo in cui chi va dallo psicologo ancora si vergogna a dirlo è fondamentale. Attraverso questa storyline, infatti, si parla in senso più ampio di salute mentale e di terapia, senza demonizzarne nessuna delle due e facendo capire che non c’è nulla di male nell’aver bisogno d’aiuto. Ho trovato altrettanto interessante il collegamento con Paul e la paura che Jo aveva di poter diventare come lui se si fosse lasciata andare alla rabbia perchè questo aggiunge un altro tassello per riuscire a comprendere la crisi che ha avuto alla fine della scorsa stagione, nonostante questa rimanga ancora in parte di difficile comprensione. Ma forse va anche bene così perchè non tutto può e deve essere spiegato. Penso che il senso della storia di Jo e soprattutto di come essa abbia influito sul suo rapporto con Alex fosse proprio quello di far capire come a volte non si riesca a comprendere del tutto qualcuno, nonostante l’amore, e che fare un passo indietro per permettere ad una figura più competente di aiutare quella persona non sia codardia ma coraggio. A volte, infatti, ci vuole molto più coraggio ad arrendersi e cedere le armi a qualcun altro piuttosto che continuare a combattere una battaglia persa in partenza. E non è un caso che Jo in un momento catartico che l’ha portata a salvare chi l’aveva salvata in precedenza, alla fine si ritrovi a lanciare giocattoli contro il muro insieme ad Alex. È un segno del fatto che il percorso che ha compiuto sia davvero servito e che, in qualche modo, le abbia insegnato a condividere con suo marito qualcosa di brutto, anche senza spiegarlo a parole. Alex e Jo avevano bisogno di un effettivo ricongiungimento, di qualcosa di più concreto della ri-proprosta fatta da lui fuori dalla clinica, e questa è stata l’occasione per dare concretezza a questa coppia che si tiene a galla nonostante tutto.

Chi sembra non restare a galla, invece, sono Andrew e Meredith. Non so voi, ma io ho l’impressione che ci sia un grosso problema di sceneggiatura  riguardo a questi due e che la loro storyline vada un po’ a sentimento in base a chi scrive l’episodi. Siamo passati da Andrew uomo perfetto per Meredith a Andrew praticamente quarto figlio della Grey. Ci decidiamo per favore? Io davvero non capisco il senso di costruire un rapporto, far evolvere un personaggio, cambiarlo e poi mandare tutto alle ortiche così. Andrew non ha la stessa età di Meredith, non ha il suo stesso vissuto, non pensa che la chirurgia sia l’unica cosa importante nella vita ed è disposto a metterla momentaneamente da parte per stare con la persona che ama, non è un genitore e a volte è un po’ superficiale; bene, e quindi? Di tutto questo non avevamo già parlato nel momento in cui si stava nascendo questa relazione? Perché dobbiamo ritirarlo fuori ora solo per creare una crisi basata sul nulla? Anche perchè, a dirla tutta, DeLuca fa la figura dello scemo innamorato ma Meredith passa per quella che forse non ha davvero riflettuto sul tipo di relazione che stava intraprendendo. Andrew con lei funzionava proprio perchè rappresenta una novità e perchè fa capire benissimo come nessuno potrà avvicinarsi neanche lontanamente a quello che c’è stato con Derek. Non ho capito dove sia il problema in una storia come quella tra DeLuca e la Grey in cui non c’è chissà quale tormento esistenziale e in cui entrambi stanno bene così come stanno. Meredith non cerca l’amore che le sconvolga la vita; non vuole qualcuno a cui dire “prendi me, scegli mea ma me” (anche perchè Derek poi ha scelto un’altra quindi proprio benissimo non era andata); non le interessa quel tipo di rapporto e lo ha fatto capire benissimo quindi non vedo perchè accanirsi nel distruggere anche la serenità che la storia con Andrew le dava. Inoltre, siccome non c’era abbastanza confusione, dopo un intero episodio passato a denigrare il povero DeLuca nella veste di fidanzato, alla fine ci mettono pure la scena in cui lui si dimostra attento e premuroso portando la gelatina a Zola e Meredith gli sorride con tenerezza o forse compassione, chi può dirlo. Ripoto, decidetevi.

Già che sono in tema di appelli vorrei chiedere agli sceneggiatori (che mi leggono assiduamente ogni settimana. Ciao, carissimi) se per favore possono smettere di trattare la cotta della Helm per Meredith con la stessa profondità che le riserverebbe un cinepanettone. Io capisco che di lei non importi a nessuno però è veramente fastidioso vederla trattata in questa maniera solo per creare ilarità. Ha fatto ridere la prima volta (forse), adesso basta. Nessuno prenderà mai sul serio questa storia, siamo tutti d’accordo, però perché deve essere calpestato così quello che comunque è un sentimento e quindi come tale merita rispetto? Tra l’altro cosa ci sarà mai di così divertente nel vedere una persona infatuata ignorata e non ricambiata qualcuno me lo deve spiegare perchè io davvero non ci arrivo.

Un’altra che sembra aver buttato dalla finestra tutto il suo percorso è Maggie che è tornata ad amare solo la chirurgia e a pensare che non possa esserci spazio nella sua vita per una relazione perchè tanto non amerà mai un uomo come ama il suo bisturi. Ora, io capisco la fase della negazione e l’aver preso male la rottura con Jackson, ma questa regressione mi sembra un po’ eccessiva. Non penso che ci sia qualcosa di male nell’essere innamorati del proprio lavoro e nel sentirsi completi anche senza qualcuno accanto (smettiamola di credere di essere metà di una mela; al massimo siamo mele intere e buonissime da sole che potrebbero fare un’ottima macedonia se incontrassero il kiwi giusto), ma penso che ci sia qualcosa di sbagliato nel non riuscire ad avere un rapporto appagante con un’altra persona, pur volendolo. Ed è questo il punto: Maggie lo vuole. Se la Pierce fosse repellente all’amore io non avrei nulla da ridire, anzi, ma non è così. Lei si innamora, vuole disperatamente un amore che la costumi e la emozioni come solo un triplo bypass eseguito con una cannuccia (biodegradabile) saprebbe fare, quindi forse è il caso di smetterla con questa immagine finta e forzata della donna dedita solo alla medicina e di iniziare a lavorare sul suo personaggio anche dal punto di vista affettivo.

Chiudendo il trittico delle sorelle di Bridget Jones vorrei spendere un paio di parole su Amelia e sui dubbi che le stanno venendo perchè non conosce nulla di Link. Mentre guardavo la scena mi sono trovata a riflettere se sia davvero così importante conoscere vita, morte e miracoli di qualcuno o se non sia molto più bello imparare quello che c’è da sapere vivendo insieme giorno per giorno. Va da sé che non si decida di creare una famiglia con un perfetto sconosciuto, ma è così importante conoscere il nome dei suoi genitori quando lui le ha dato decine di dimostrazioni da quando stanno insieme? Non comprendo come dei dettagli così irrilevanti possano valere più di tutto quello che hanno condiviso fino ad ora. Ma soprattutto io spero che non inizino a mostrare questo rapporto e la gravidanza come l’ennesimo gesto impulsivo della Shepherd perchè non è così e perchè Amelia ha fatto un’evoluzione che merita rispetto.

Chiudo con la questione Richard-Catherine che purtroppo è l’ennesima riproposizione della stessa problematica che ci trasciniamo dietro da non so più quanto tempo. Anche qui credo che nella writing room si debba prendere una decisione e seguirla perchè non è possibile riproporre sempre la medesima dinamica per mettere in crisi questa coppia. Se Richard non sta più bene in questa situazione, se si sente solo, triste e abbandonato perchè sua mogie è sempre in viaggio, allora forse è il caso che prenda una decisione definitiva in questo senso. È inutile che ogni volta faccia un passo in più verso un definitivo allontanato da Catherine ma poi si rimangi tutto per tornare con lei. Da un certo punto di vista, il discorso di Gemma non era poi così sbagliato. Se ha a disposizione la soluzione (che non è il tradimento), è davvero stupido da parte sua scegliere di restare bloccato in una situazione che lo fa star male. La vita è troppo breve per trascorrerla essendo infelici e nessuno più di Webber dovrebbe saperlo.

Anche per questa settimana siamo arrivati alla fine. Vi do appuntamento alla prossima con l’episodio di Halloween che spero ci regali almeno un po’ di trash.

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Ed Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica.

 

 

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2 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 16×05 “Breathe Again”

  1. Episodio discreto, concordo con la parte di Jo come la migliore con una buona spalla la sua psicoanalista buca lo schermo, era una vita che non trovavano una spalla decente per gli attori del main cast. Concordo sul trattamento dellla Helm non fa ridere nessuno.
    Il triangolo della terza età non fa ridere nessuno ed è irrispettoso verso Webber come personaggio oltre che ripetitivo. La Bailey ormai fa la spalla a tempo pieno in risalita rispetto alle precedenti apparizioni però. Concordo su Meredith buio nero, Koracik fa la parte del buono, probabilmente perché K.V. sommersa dalle bestemmie dei fan. Amelia fa discorsi da quindicenne, dov’è la logica nell’evoluzione del personaggio io non la vedo. Maggie no comment, grazie a dio il padrone del vapore J non c’era almeno quello.
    Alex presente sollo alla fine stesso discorso della Bailey ma con Jo almeno funziona ed ha un senso.
    P.s.
    Leggo che entrerà un nuovo personaggio a fare il pediatra come recurring che ne pensi?

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    • La psicologa a me é piaciuta tantissimo, infatti mi spiace che il tutto si sia esaurito in un solo episodio. Mi sarebbe piaciuto che la tenessero come paziente per 3-4 episodi e che in parallelo mostrassero il percorso di Jo. Ma comunque questo è un problema generale del Grey’s degli ultimi tempi: non sa sfruttare le occasioni. Si brucia tutto e subito e non si prende il giusto tempo per raccontare le cose.
      La questione Helm non solo non fa ridere, ma è anche vagamente offensiva.
      Io non ho ancora capito perché Richard e Catherine stiamo ancora insieme in realtà. Ogni anno c’è sempre lo stesso problema fra loro. La Bailey fa la spalla un po’ come tutti lì dentro. Mi sembra chiaro che la Vernoff abbia deciso di puntare più che altro su Jo e di farla diventare “la nuova Meredith”. Mi sembra di rivedere Dawson’s Creek quando il focus passò gradualmente da Dawson a Joey.
      L’evoluzione di Amelia c’era fino a settimana scorsa, poi se n’è uscita con questo discorso ed è un po’ crollato tutto. Mi auguro che fosse solo una reazione data dal momento con le sorelle. Un po’ come quando ci si ritrova con gli amici e ci si lamenta delle proprie relazioni come se fossero un disastro ma in realtà problemi di fondo non ce ne sono.
      Maggie é tornata quella dei primo tempi. Anche qui evoluzione buttata alle ortiche.
      Con Alex io spero che facciano un lavoro migliore grazie alla storyline del Pac-North e che il suo personaggio riacquisti un po’ di smalto perchè così non lo si può guardare.
      Sul nuovo personaggio non sono cosa pensare. Se proprio devo essere onesta, la prima cosa che ho pensato quando ho letto la news è stata chiedermi di chi sarebbe diventato il love interest, perchè tanto ormai Grey’s è così. Mi auguro solo che sia qualcuno con una storia interessante da raccontare. Un po’ come Owen quando arrivò a Seattle.

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