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Parliamone | Drama, Dorama, Lakorn: dall’Asia a Netflix

Noi le chiamiamo comunemente serietv o telefilm, in oriente le serie televisive trasmesse dalle varie emittenti nazionali sono chiamate genericamente drama come nella Corea del sud, in Cina, Taiwan, dorama in Giappone e lakorn in Thailandia. L’uso del termine drama ben si confà al nostro significato occidentale di dramma. Le fiction trattano di intrecci prevalentemente drammatici con protagonisti che hanno problemi di famiglia, finaziari, sentimentali a cui devono trovare una soluzione.
Dorama perciò è semplicemente la pronuncia giapponese di dramma.

Netflix italia si è da poco (circa un paio d’anni o poco più) avvicinato a queste produzioni asiatiche, presenti in maniera più consistente nei cataloghi di altri paesi come l’America. Tuttavia i drama sono in circolazione da diversi anni, pare che il primo dorama, J-Drama, accertato risalga al 1958, e successivamente numerosi sono stati quelli con al centro un supereroe che doveva combattere contro dei mostri-pupazzi: Megaloman, Spectreman, Ultralion, Jumborg Ace, Ultraman, Guerre fra galassie e Koseidon. Con gli anni ’90, c’è stato un vero boom anche perchè a queste serie hanno iniziato a partecipare attori molto famosi e idol musicali. Senza parlare della grossa fetta di dorama/drama tratti da manga e anime: i live action.
In oriente c’è un’idea diversa di serial televisivo, gli si dà un’importanza forse superiore alla produzione cinematografica. Prima di tutto all’inizio erano rivolti ad un pubblico adulto passando, principalmente in Giappone, da questo genere futuristico  ad uno più drammatico e familiare. In Corea all’inizio i drama erano radiofonici, dopo la guerra coreana si ebbero i primi drama televisivi tratti da adattamenti teatrali o romanzi. In seguito all’onda coreana del 1997, l’estero comprese che i valori coreani meglio si adattavano ai propri e iniziarono ad importare le loro serietv che erano anche piuttosto economiche. Inoltre per trama e caratteristiche simili alla soap opera, i K-Drama hanno riscosso un notevole successo in tutta l’America Latina, nel mondo di lingua spagnola, ma anche in Medio Oriente e, grazie ai fansub, in Europa e in Italia. Stesso successo riguarda i TW-Drama, i drama taiwanesi, e i Thai-Drama, i lakorn, che concentrandosi soprattutto sull’evoluzione di una storia d’amore in maniera molto simile alle telenovela sudamericane, sono molto conosciuti e apprezzati anche oltremare. Per quanto riguarda i C-Drama, essi sono in circolazione dagli anni ’90 con produzioni soprattutto storiche chiamate palace (Qing) drama, per poi specializzarsi nel fantasy romance e venire trasmessi in moltissimi paesi dell’Asia: Vietnam, Malaysia, Singapore, Thailandia, Indonesia, le Filippine, Sri Lanka e Cambodia.

Analizziamo una produzione alla volta:


(la gioia che traspare dai dialoghi di un drama coreano)

1. K-Drama. Oggi è la produzione asiatica più ricca e varia, conta numerosi generi dal fantasy al crime, dal romance al dramma psicologico, dal sageuk (drama storico) alla commedia. I drama di solito hanno un’unica stagione, dai 16 massimo 20-24 episodi, di un’ora e più. Di genere storico o familiare possono toccare anche i 50 (My father is strange) e più episodi e, soprattutto nel secondo caso, ricordano in tutto e per tutto le soap opere o le nostre fiction pomeridiane (sappiate che in Corea esiste un drama che si chiama A place in a sun).  Vengono mandati in onda sui canali nazionali o sulle reti via cavo, in prima serata, di solito due episodi a settimana, oppure dal lunedì al venerdì in fasce adatte a un preciso pubblico, tipo le famiglie. Dal 2017, la Cina ha bandito tutti i contenuti culturali sudcoreani per protesta al THHAD (un sistema antimissile dell’esercito statunitense per colpire missili balistici a medio e corto raggio), e per ovviare alle perdite, le stazioni televisive SBS e MBC hanno iniziato a trasmettere, invece che un episodio da 70 minuti, due episodi da 30-35 minuti intervallati dalla pubblicità.
 I drama coreani spesso li definisco drama vetrina, sono belli, moderni, curati in molti dettagli dal capello boccoloso di Lee Min ho in Boys over Flowers, ai vestiti firmati indossati da IU in Hotel del Luna. C’è un’attenzione alla moda che non si riscontra negli altri paesi e non riguarda solo i costumi, ma anche le scenografie (spesso alcune scene sono girate in Europa o persino in America: Memories of the Alhambra, The Heirs) e la fotografia. Inoltre i loro valori confuciani sono ben comprensibili anche dal mondo occidentale: il rispetto per la famiglia, la pietà.
 Questi sono argomenti onnipresenti nei loro drama che da noi compaiono molto raramente, per non dire oramai estinti. I coreani, come nel resto dell’Asia, sono molto attaccati alle loro tradizioni e quindi saranno sempre presenti scene di vita quotidiana che riguardano soprattutto il momento conviviale; per esempio in ogni drama assistimamo a personaggi che preparano il kimchi o passano le serate a bere soju, prendendosi le migliori sbronze. Tuttavia, proprio perchè sono drama vetrina, quindi qualitivamente i migliori, quasi perfetti, a volte c’è una sorta di ostacolo impalpabile, come un vetro, tra il pubblico e il drama. Non sono tanti i drama che trattano temi attuali con un vero occhio critico tipo la condizione della donna, che si sottomette al marito, ragazze madri, quindi gravidanze o la povertà in generale, le difficoltà del sistema scolastico, i rapporti con la Corea del Nord, ecc. (Solomon’s Perjurity, Angry Mom). Tutti i K-Drama sono moderni, attraenti e toccano questi temi, ma pochi li rendono il fulcro della storia, sono più uno sfondo. I coreani si mantengono spesso in superficie, scendendo negli abissi di tanto in tanto. Sicuramente dipende tutto dalle norme restrittive che la Corea avrà sulle proprie emittenti, anche perchè le serietv sono trasmesse in particolari fasce d’età e quindi devono subire un trattamento differente rispetto ad un film, oltre che raccontare la loro società senza grosse critiche. Nonostante ciò, anche quando la tematicha delicata è solo un espediente o un mero sfondo (Uncontrollably fond, Jealousy incarnate, My ID is Gangnam beauty), fa trapelare come questa società giovane, sia ancora fortemente chiusa, mostrandoci la loro vera mentalità, molto rigida, tramite argomenti come il bullismo, la ricerca ossessiva della bellezza, maltrattamento sui minori, ecc. Arriva al pubblico una cattiveria che spesso mi fa sospettare che non sia poi così esasperata (Mother, Hello Monster).
Senza contare l’estrema pudicità che impedisce al cast di scambiarsi un bacio appassionato anche se hanno superato i trent’anni da molto o la mancanza di spontaneità nelle relazioni. Tutto ciò non è un vero limite, come ho detto la produzione è talmente vasta da poter scegliere con facilità un drama che rispecchi le nostre esigenze; tuttavia l’assenza di contatto può far storcere il naso.
I K-Drama, sono molto profondi, e con sceneggiature spesso originali e intelligenti che devono cercare di tenere in piedi personaggi molto stereotipati.
I coreani sono i re e le regine dell’angst (The Hymn of death, Moon Lovers). La profondità del messaggio dei loro drama è spesso scaturita da una serie di tragedie che ci fanno comprendere che piove sempre sul bagnato e in Corea piove davvero spesso (Just Between lovers). Questo tipo di svolgimento di trama, basato sulla drammaticità tocca quasi tutte le categorie possibili, dal fantasy con i suoi miti e credenze sulla reincarnazione (Goblin), agli storici che parlano di giustizia (divina) e punizioni, ai drama più attuali tra corruzioni, aule di tribunali, omicidi, malattie terminali, ecc.
C’è un altro aspetto che a noi pubblico è completamente celato, la produzione. Le sceneggiature, scritte soprattutto da donne, restano incomplete, è il pubblico ha dettare legge con gli ascolti e portare i registi, prevalentemente uomini, a dirottare la serie verso determinati lidi. Il cast resta sul set in attesa di direttive e a volte alcune scene possono essere girate anche poco prima della messa in onda, portando la produzione a fare i salti mortali, come accadde per A Korean Odissey, i cui primi episodi furono sospesi e ritrasmessi in seguito perchè durante il montaggio si erano dimenticati degli effetti speciali, lasciando visibili gli schermi verdi.

2. J-Drama. Il formato più breve e classico del dorama è il renzoku, che va dagli 8 ai 14 episodi di 45-60 minuti ciascuno e se la serie riscuote un notevole successo ci potrebbe essere uno special che funge da epilogo (Hana Yori Dango).
 Esiste un formato più lungo di 150 puntate da 15 minuti l’una dai temi più semplici e leggeri che accompagnano le famiglia giapponesi di solito la mattina in alcuni giorni della settimana: asadora. Il formato taiga invece va in onda tutti i giorni, per un anno intero e gli episodi durano 45 min circa, portando avanti la storia di un singolo personaggio, un samurai o del periodo Edo, del periodo Sengoku o del periodo Meiji, quindi sono a carattere storico. C’è un genere di dorama molto raro che assomiglia all’idea italiana di “sceneggiato” di soli pochi episodi: il tampatsu; può esser sia un film per la televisione, oppure una puntata speciale che riprende il tema e/o i personaggi di un renzoku di successo. Anche qui i generi sono vari, ma i giapponesi sono tra i più grandi produttori di teen drama mai visti, anche e soprattutto grazie ai loro anime e manga (live action: Itazura na kiss, Boku dake ga Inai machi, Kimi wa petto) da cui attingono. Proprio per questo motivo la recitazione giapponese è spesso teatrale e/o finta (da anime appunto) anche nei gesti per non parlare delle tinture di capelli (non ho ancora visto un biondo decente). I dorama a volte possono essere molto liberi nei rapporti come eccessivamente trattenuti. Sono esattamente come la loro recitazione, non sempre c’è una via di mezzo e non sempre è un male, è ciò che contraddistingue le loro produzioni e proprio per questo, anche quei drama privi di baci, ma ricchi di clichè da shojo, sono travolgenti.
I J-Drama affrontano più facilmente tematiche scomode, controverse o semplicemente strane, quindi non facilmente catalogabili, ma appassionanti con quell’alone di proibito che quasi mai sfocia in scene esplicite (Sachiiro no one room). È una sensazione che ci avvolge e che rende questi drama ammalianti. Le sceneggiature sono originali oltre misura, e spesso con spunti horror, non fermandosi solo al racconto del dramma, anzi, a volte quello è il punto d’arrivo di un percorso più intimo e psicologico (Re: mind). Tuttavia è con questi dorama che spesso si nota la scarsa qualità delle loro produzioni o magari dei buchi di sceneggiatura che saltano di palo in frasca come se seguissero il ritmo di un manga, appunto. Non sono drama curati nell’aspetto estetico, anzi i giapponesi si mostrano nella loro semplicità, a volte dando peso alle tradizioni, altre sorvolando e concentrandosi su altro. Tuttavia, al di fuori dei dorama scolastici, la loro produzione è molto introspettiva, spingendo alle volte a forza a riflettere, disperarsi o portandoci solo ad uno stato di inquieta confusione (1 million yen women).

3. C-Drama. Anche se la cosa ancora mi stupisce, pare che la Cina sia il paese che produce più drama: nel 2014 ci sono stati ben 15000 episodi. La Cina gioca facile, perchè una grossa fetta di suoi drama sono a carattere storico e perciò contano minimo 50 episodi a testa. La loro produzione, proprio grazie ai sui drama fantasy storici ha raggiunto facilmente gli altri paesi asiatici, basti pensare al travolgente successo di Scarlet Heart nel 2011, a cui sono stati assegnati anche dei premi durante la notte degli oscar coreani.
Gli storici si dividono in fiction, rievocazioni storiche, xianxia, xuanhuan e wuxia, e quest’ultima è una particolare tipologia di (low) fantasy in cui sono presenti le arti marziali e degli eroi con una spada (The Eternal Love). Le tradizioni cinesi della xia possono essere paragonate ai codici marziali di altre culture come quella dei samurai giapponesi: bushidō, basati sulla giustizia e la persecuzione degli oppressori.  Lo xianxia (high fantasy), invece, vede la presenza di figure immortali, demoni, fantasmi e magia, richiamando le storie folkloristiche cinesi che si ispirano al daoismo (Ever Night). Lo xuanhuan, al contrario, è un ibrido tra tradizioni cinesi ed elementi di mitologie straniere.
Tuttavia negli ultimi anni si sono specializzati anche in altri generi: polizieschi, politici, familiari, commedie romantiche, ecc. I drama cinesi vanno dai 30 ai 60 (anche 90) episodi. Le serie ambientate ai nostri giorni o con tematiche più leggere sono più brevi. Gli episodi singoli arrivano a malapena ai 40 minuti, di cui 2 minuti di opening e altrettanti di ending. Le single non conoscono il concetto di spoiler, e infatti raccontano brevemente tutto il drama con molti dettagli (perciò sconsiglio di guardarle attentamente). Data la durata della singola stagione, perchè come per i K-Drama e i dorama, le seconde stagioni sono rarissime e/o riguarda più le rom-com, c’è molto tempo per rendere dettagliata la serie e mostrare con serenità la quotidianeità dei personaggi e la loro caratterizzazione (Love020, A love so beautiful). Il cast è sempre molto folto e la storia ricca di 3-4 storylines contemporaneamente. Contrariamente a quanto si possa pensare, i cinesi hanno l’approccio più diretto col pubblico in materia di relazioni, gli adulti non arrossiscono solo perchè la loro crush li ha salutati… a 35 anni e l’amicizia è sempre una parte fondamentale della caratterizzazione di un personaggio; lo stesso per quanto riguarda le tematiche spinose come omicidi, rapimenti, maltrattamenti, abusi, bullismo che mostrano con tranquillità e senza censure sugli schermi (Love me if you dare). Quindi, a differenza dei K-drama, questi aspetti sono molto meno edulcorati, a prescindere che siano un espediente o il punto focale. Le sceneggiature dei drama ambientati ai nostri giorni sono molto lineari e a tratti ripetitive, al contrario dei drama storici, dove servirebbe una piccola legenda sui personaggi e una lunga premessa prima di iniziare il drama.
Non brillano per baci passionali (l’eccezioni ci sono) e anzi, l’insistenza a presentare delle prime scene romantiche “forzate“, non fa loro onore, tuttavia, quando si sciolgono, i rapporti sono vissuti con una serena normalità, situazioni paradossali a parte. Perchè comunque, la loro recitazione tende, a causa delle situazioni assurde principalmente nelle commedie, a essere a volte sopra le righe (The fox’s summer). Come per i J-Drama, la presentazione del drama è semplice, ma molto più curata soprattutto negli ultimi anni in cui hanno prodotto numerose rom-com. Questo salto di qualità lo si nota dalla presenza sempre più consistente di musiche occidentali e da come i temi della cultura pop ben si amalghino con le loro tradizioni. Aggiungerei anche le migliorie apportate agli effetti speciali che non si limitano più a mostrarci shifu, divinità, eroi svolazzanti appesi a dei cavi come dei salami.
La cultura cinese trabocca nei loro drama principalmente fantasy. Nonostante circoli la voce (piuttosto fondata) che gli storici raramente abbiano un happy ending, hanno una trama così intinsa di credenze, ideali e miti, da renderle mistiche e con tratti poetici (The Journey of Flower). Anche se la storia non ruota intorno ad un amore esplicito, lo percepiremo chiaramente; e se nel drama di 90 episodi non vedremo nemmeno l’ombra di un bacio, strano a dirsi, la forza dei sentimenti raccontati, sarà talmente potente da non farci sentire questa mancanza (The Untamed). Questo paese riesce a risultare naturale e moderno nei drama con tematiche più attuali e assolutamente coinvolgente in quelli fantasy e storici. Anche se non traspare subito, la Cina svolge un grande controllo sulle proprie produzioni, basti pensare che tutti quegli attori non originari della Cina, magari di Taiwan, o che non parlano un mandarino perfetto vengono doppiati. Senza contare che anche i cinesi censurano pesantemente, ma era già risaputo ed è proprio per questo che spesso in tv passano baci che hanno lo stesso sapore di un amoreggiamento con un cuscino.

4. TW-Drama. Taiwan (Repubblica di Cina, Taipei Cinese dal nome della capitale provvisoria) è uno Stato insulare costituito dal gruppo di isole di Formosa, Penghu, Kinmen e Matsu, ma che rivendica anche la sovranità sulla Cina continentale e la Mongolia Esterna. Taiwan è il nome dell’isola principale che costituisce l’entità statale di Formosa. È un paese non riconosciuto né dalla Repubblica Popolare Cinese né dagli altri quattro membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU (Stati Uniti, Russia, Regno Unito e Francia), nonché dal Canada e dagli altri Paesi dell’Unione europea. La loro produzione è interamente incentrata sui drammi romantici; la violenza o contenuti a sfondi sessuali sono del tutto assenti, nonostante ciò sono drama molto passionali (con baci decenti e a volte anche scene hot) e un porto sicuro se si cerca una rom-com piena di clichè da manga e senza complicazioni particolari. Le sceneggiature non brillano per originalità e la recitazione è limitata, soprattutto dall’eccessiva presenza di idol che dal 2001 (anno di Meteor Garden) ha dato vita al genere idol-odol dramas e i minnan-Minnan dramas. Gli Idol dramas sono molto popolari perchè rivolti anche ad un target giovanissimo.

In generale sono un po’ trash e ricordano le telenovelas per gli intrecci dalle basi inesistenti. Le situazioni sono al limite dell’incredulità, e nonostante le storie potrebbero tranquillamente proseguire senza colpi di scena, sbuca sempre un dramma non richiesto e mal contestualizzato, che ha lo scopo di gettare a caso un po’ di angst per un paio di episodi, il tempo necessario per separare i protagonisti (Falling in love with you, Prince of wolf). Ma la brevità di questi drama li rende piacevoli.
Arrivano ad un massimo di 20 episodi (raramente), durano dai 45-60 minuti con lunghe e orecchiabili opening ed ending e intermezzi musicali o fermo immagine che intervallano la puntata. I Tawanesi sono tra i maggiori produttori di drama tratti da manga shojo che sono diventati cult mondiali come Devil Beside you, It started with a kiss e Meteor garden, questi ultimi due talmente di successo da aver avuto entrambi nell’arco di una 15ina d’anni già un remake. Generalmente la lingua parlata è il mandarino, pochi sono i drama dove si parla l’Hakka e/o il Taiwanese Hokkien. Sono molto lontani dalla realtà e dalle vicende moderne, sono sospesi in un altra dimensione, come delle favole che hanno lo scopo di soddisfare i bisogni più “rosa” di un pubblico principalmente femminile, anche se ultimamente hanno cercato di diversificare la loro trama base (HIstory, dei simil BL Thai con un budget migliore e senza censure cinesi).

5. Thai-Drama. I Lakorn sono trasmessi generalmente in prima serata sui canali televisivi thailandesi a partire dalle 20:30. Orario che è stato posticipato fino alle 21.00-20.50 fino al luglio 2019 in seguito al colpo di stato thailandese del 2014 e poi alle richieste del primo ministro, che fece mandare in onda un programma governativo per le elezioni. Compresi gli spot pubblicitari, gli episodi durano un paio d’ore ed hanno un’unica stagione completa e priva, come del resto tutti gli altri drama, di un cliffhanger che possa aprire le porte ad un seguito (o lasciare in sospeso come amano fare a volte i coreani o i cinesi). La struttura dei loro drama è molto elementare e ricorda le soap: il lead deve avere un happy ending con la sua “anima gemella“, ci devono essere degli antagonisti innamorati dei protagonisti, vari ostacoli da superare, melodramma sparso come ketchup sulle patatine, la risoluzione per i lead e una punizione per i second lead.
Questo schema fisso è stato spesso oggetto di critica perchè la maggior parte dei drama si basano sulla creazione di una tensione tra i protagonisti e gli antagonisti che ruota intorno a problemi familiari, economici, ecc., dove, inoltre, il rapimento e la vendetta sono spesso l’incipit dei lakorn, che credono involontariamente al principio macchiavelliano del fine che giustica i mezzi, quindi diventano lo strumento del raggiungimento del vero amore. Questa visione dà la possibilità di creare scene di approcci forzati che a volte rasentano la violenza e in cui la donna invece di far volare l’uomo con un calcio iperbolico, lo consola per il suo scatto d’ira. Questo ha portato alla nascita di una categoria precisa: slap and kiss. Probabilmente mostrano con eccessiva ingenuità una realtà a loro vicina, che tende a giustificare la violenza sessuale e il rapimento. Un messaggio inaccettabile. Tuttavia i lakorn non sono completamente da demonizzare, anzi, eliminate tutte quelle produzioni rom-com anche ontologiche (Ugly duckling), ultimamente stanno emergendo drama interessanti che prendono strade nuove. Tra le loro produzioni ci sono sicuramente da annoverare le numerossissime serie LGBT: BL (Love by Chance, TharnType, Sotus). Dal paese tra i più tolleranti del sud est asiatico nei confronti dell’omosessualità, che combatte per rendere legali le loro unioni, non ci si poteva aspettare di meno. Esprimono liberamente le relazioni e i sentimenti, dando così vita a forse la loro produzione più prolifera tra ripetizioni e ambientazioni scolastiche varie. La qualità, però, lascia molto a desiderare, è scadente e il budget è davvero esiguo. Trattamento migliore lo ottengono i remake di famosi drama come You are my destiny, Oh my Ghost, Kiss me e Full house che probabilmente avendo già una sceneggiatura collaudata, aiuta i registi thailandesi a intraprendere la giusta strada. Nuova scoperta sono ancohe i loro storici (Bpoop phaeh saniwaat). I Thailandesi hanno sempre mostrato con fierezza le loro tradizioni, integrandole perfettamente anche in contesti più quotidiani, diffondendo leggende e spiriti che fanno parte del loro folklore. Se avete trovato la recitazione cinese esagerata, gli attori thai sono esasperanti, in compenso, se si ha fortuna, possiamo assistere a dei baci decenti.
Tuttavia, ancor oggi, lo scoglio più grande è rappresentato dalla lingua. È la meno musicale e gli attori, uomini e donne, hanno dei timbri acuti e molto simili tra loro.

Il resto dell’Asia non è da meno, ed altri paesi come le Filippine, l’India e la Turchia hanno le loro, più contenute, produzioni telefilmiche. Se per le prime si ricordano soprattutto remake di grandi classici coreani come Brat Boys Beyond, My girl a Full House, la Turchia ultimamente sta conquistando parecchi consensi di pubblico arrivando facilmente anche sulle nostre reti con Cherry Season, Bitter sweet, ecc. Tra le serie turche pare che stia spopolando anche un nuovo genere, che non si vuole assolutamente associare alle soap opere: dizi. Sono serie storiche, ambientante durante l’impero ottomanno, come il successo del 2011 Il secolo magnifico (Muhteşem Yüzyıl) sulla vita del sultano ottomano Solimano il Magnifico, vissuto nel sedicesimo secolo. La serie, andata in onda per quattro stagioni (139 episodi), parlava di una storia d’amore tra il sultano e una delle sue concubine e arrivò ad avere uno share superiore al 30%. Tuttavia questo genere viene difficilmente esportato, soprattutto i dizi militari dove si vedono soldati turchi glorificati. In generale il Turkish drama, quello più leggero, piace tranquillamente (c’è un bel vedere, ammettiamolo) e probabilmente ci attrae anche perchè ci fa vedere un mondo, quello femminile, diverso proprio per le stesse donne turche.


Anche Hong Kong, regione amministrativa speciale della Cina, e Singapore, un’isola città-stato a sud della Melesia, hanno le loro piccole produzioni che raggiungono tutto il pubblico di lingua cinese.

ParolePelate da un paio d’anni sta seguendo attentamente queste serie, grazie all’attenzione di Netflix Italia che sta arricchendo il suo catalogo e anche recentemente ad Amazon prime, che presenta tuttavia più film che serietv. Purtroppo le serie asiatiche non sono facilmente reperibili se non grazie alla piattaforma streaming Viki, e al lavoro dei fansub. Ci sarebbe moltissimo altro da dire sui drama/dorama, come che le soundtrack sono splendide e correrete subito a cercarle su Spotify e che per ogni stato avrete un proprio beniamino (o un harem di Oppa), ma al momento, qui sotto, vi forniamo un elenco delle serie recensite da noi, che speriamo di arricchire sempre più. Diffondete il verbo dramoso e come sempre: Fighting!

Say Yes to the Drama I: Hana yori Dango, Love Rain, Playfull kiss, City Hunter, The greatest love.
Say Yes to the Drama II: The Heirs, The legend of the blue sea, Goblin, Jealousy incarnate, Moon lovers, The bride of water God, Cheese in the trap, W, Fight for my way, Man to man.
Say Yes to the Drama III: Doctor stranger, Pinocchio, My secret romance, Oh my venus, Moonlight draw by clouds, Splash splash love, Black devil and white prince, My brother loves me so much, Healer, Chicago Typewriter, Uncontrollably fond.
Say Yes to the Drama IV: Marriage not dating, Queen for seven days, Father is strange, because this is my first life, Attention love, Full house (thai), While you were sleeping, Last cinderella, Queen of the ring, My little princess.
Say Yes to the Drama V: Strong Woman Do Bong-soon, The k2, A Girl & Three Sweethearts, Behind your smile, Broomance, Erased, 1% of anything, A girl who sees smells, The Many Faces of Ito, Ugly Duckling: Perfect Match.
Say Yes to the Drama VI: Gung, Princess hours, Kimi wa petto 2017, My Mr Mermaid, Just you, Refresh man, Jugglers, Just Between lovers, Blood, Hwayugi-The Korean Odissey.
Say Yes to the Drama VII: My beautiful bride, She was pretty, Kill me heal me, Happy marriage, Kiss that kills, Witch’s court, That winter the wind blows, Re: mind, Juyo Sankounin Tantei.
Say Yes to the Drama VIII: Love me if you dare, The journey of flower, The starry night the starry sea, The eternal love, Falling in love with me, Love 020, Radio romance, Man from another star, Perfect couple, I cannot hug you.
Say Yes to the Drama IX: A love so beautiful, I hear your voice, Long time no see, I remember you, Rich man poor woman, Mother, Miss Sherlock, Two weeks, Addicted.
Say Yes to the Drama X: Battle of Changsha, Scholar who walks the night, Lawless lawyer, Gunman in Joseon, Bad Guys, Another miss Oh, The love knot, Alice in wonder city, I’m not a robot.
Say Yes to the Drama XI: Salomon’s perjury, HIStory 2 Boundary Crossing, HIStory 2 Right or Wrong, What’s wrong with secretary Kim, Switched, Are you human too?, School 2013, Sweet combact, When a Snail Falls In Love.
Say Yes to the Drama XII: Thirty but seventeen, Sochiiro no one room, 100day my prince, devil inspector, Love by chance, You drive me crazy, Praise of death, Your honor, The ghost detective.
Say Yes yo the Drama XIII: Ever night, Prince of Wolf, The last epress, Weightlifting Fairy Kim Bok Joo, Good doctor (JDrama), The crowned clown, Together With Me: The Series, Angry mom, Make It Right: The series.
Say Yes to the Drama XIV: Hana nochi hare, Scarlet heart, To the beautiful you, Cinderella and 4 Knights, Memories of the Alhambra, The Fox’s Summer, Oh my Ghost, Romance is a bonus book.
Say Yes to the Drama XV: Class 3A: All Of You Are Hostages From Now On, Touch your heart, Master’s sun, HIStory 3: Trapped, Her private life, Love destiny, Immaginary cat, What The Duck: The Series, Confession.
Say Yes to the Drama XVI: Coming soon…

Altri drama presenti sul nostro blog: Itazura na kiss Love in Tokyo 1 e 2, My only love song, Million yen women, Le infinite versioni di Itazura na Kiss, Marmalade boy movie, Dramaworld, The top: Baci migliori in unDrama.

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