Supergirl/Telefilm

Recensione | Supergirl 5×01 “Event horizon”

La quarta stagione di Supergirl ci aveva lasciati con una domanda che non era tanto “Come reagirà Lena ora che sa la verità?” ma piuttosto “Quanto male se la prenderà Lena ora che sa la verità?”.
E la risposta è: molto male.
Malissimo.
Se la sarebbe presa di meno se Kara le avesse ucciso il cane.
Questa premiere mostra infatti una Lena divorata da un sentimento di vero e proprio odio nei confronti di Kara, convinta com’è che abbia tradito la sua fiducia. Questo odio in prima battuta emerge in modo subdolo, nella forma di frecciatine che vogliono mettere in risalto come Kara si ponga nei confronti del mondo come esempio di virtù, quando “in realtà” è – agli occhi di Lena, e agli occhi di Lena soltanto – una bugiarda della peggior specie. In effetti, è un odio covato così a fondo, e con un sentimento così acceso, da costituire fondamentalmente la chiave per la distruzione di quella che un tempo Lena Luthor considerava la sua migliore amica. Il tradimento che Lena sente di aver subito, infatti, l’ha convinta a pensarsi in diritto di rivelare al mondo la vera identità di Supergirl (senza curarsi affatto che così facendo metterebbe in pericolo tutta la famiglia Danvers, che di certo colpe non ha. Nemmeno Kara ha qualche colpa, sia chiaro, ma men che meno le hanno gli altri).
Ora, premesso che ci sta che Lena si sia sentita tradita, è anche vero che Kara non deve a nessuno il suo segreto. Se l’ha rivelato a qualcuno – ad esempio, di recente l’ha rivelato a Nia – era perché quel qualcuno in quel momento aveva bisogno di saperlo.
Non solo, ma Lena sta tacendo qualcosa di – paradossalmente – ben più grosso, e senza ombra di dubbio ben più grave: di essere l’assassina di suo fratello Lex.
E Lena stessa ha, in più di un’occasione, detto che anche lei ha dei segreti, come tutti, e allora per quale ragione è così determinata ad applicare i due pesi e le due misure quando si tratta di Kara? Tanto più che uccidere una persona, per quanto malvagia come Lex, non è certo senza conseguenze (penali, ancor prima che morali). E non era stata forse Lena, di nascosto, a duplicare l’Harun El? Non era forse Lena che voleva dare agli umani dei superpoteri, nonostante ciò che ne pensavano gli altri? Se si è tanto determinati a tacciare qualcuno di poca trasparenza, e accusarlo infine di un vero e proprio tradimento, sarebbe forse opportuno evitare di incappare nei medesimi errori che si ritengono tanto odiosi quando commessi dagli altri.
Quel che è peggio è che, dopo la confessione di Kara, sentita e struggente (give Melissa Benoist all the awards), in cui ha esposto tutte le ragioni della sua reticenza in modo onesto, Lena abbia continuato a fare buon viso a cattivo gioco, indossando una maschera di falsità. Mi domando che senso abbia continuare a covare rancore una volta ottenuto quello che voleva, cioè che Kara le dicesse la verità sua sponte. Avrebbe avuto senso essere arrabbiati prima, non dopo.
Certo, c’è da riconoscerle il fatto di aver deciso di non rivelare al mondo il segreto di Supergirl, ma ciò non l’assolve: è evidente come stia progettando qualcosa che ferirà Kara in maniera ancora più atroce. D’altronde Kara, buona com’è, resterà scottata molto più di quanto sia rimasta scottata Lena. Perché se è vero che Kara è fisicamente indistruttibile, ci sono cose che nemmeno la ragazza d’acciaio è in grado di sopportare.
Kara, peraltro, nella vita ha perso tutto: il suo pianeta, suo padre (anche se aveva passato una decina d’anni convinta di aver perso anche sua madre), Mon-El, e il pensiero che stia per perdere anche l’amicizia di chi considerava fondamentale mi spezza il cuore. Sopratutto ben sapendo che l’unico motivo per cui ha taciuto la sua vera identità è stato proprio per salvaguardare il suo rapporto con Lena. Sarà una stagione di sofferenza, è indubbio, che sicuramente si risolverà in senso positivo, ma lancio una provocazione: un'”amica” come Lena non è forse meglio perderla che trovarla?
Come se non bastasse, nemmeno al lavoro, per Kara, le cose sono tutte rose e fiori. Certo, ha appena vinto il Premio Pulitzer (dici niente!) ma la CatCo è stata acquistata da un’imprenditrice, Andrea Rojas, che, sebbene spigolosa come Cat Grant, non si più dire che condivida con quest’ultima lo stesso “calore” (calore che, anche se ben nascosto, c’era). E nemmeno il nuovo cronista assunto, William, sembra candidabile al premio “Mr. simpatia”. Per la rubrica “Quando piove, diluvia”.

Questo episodio, oltre a gettare le premesse della storyline principale, cioè il fatto che Lena abbia perso la trebisonda, inizia a sviluppare anche la Crisi che esploderà a dicembre. Nel season finale della quarta stagione, infatti, abbiamo visto come il Monitor abbia fatto apparire il fratello cattivo di J’onn J’onzz, nell’evidente tentativo di mettere alla prova il segugio di Marte in vista del futuro tragico che attende il Multiverso. Così, senza troppo menare il can per l’aia

(l’avete capita? Segugio, cane…)

(*tap tap* è acceso questo coso?),
il fratello di J’onn si rivela fin da subito, lasciando presagire una stagione piuttosto solida a livello di trama.
C’è da dire però che la novità principale di questo episodio è stata una e una soltanto: il nuovo costume, dotato nientemeno che di pantaloni, su gentile concessione di Brainy. Ero una grande fan della gonna (e Mick Rory con me), ma sono assolutamente favorevole a questa evoluzione, perché sembra adeguarsi alla maturità di Kara in quanto supereroina.
Menzione onorevole ad Alex e quella che è la battuta migliore dell’episodio (insieme a “Pants!”): “Come fate a cambiarvi così in fretta?”.
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