Telefilm

Parliamone | Fanservice e cliché: perché non sono la stessa cosa

Sapete come vanno certe cose, no? Un giorno ti metti ad ascoltare un video di Youtube come sottofondo mentre sei impegnata a fare altro e improvvisamente sembra che ogni punto della trama della serie descritta nel video sia fanservice e ti viene naturale porti una domanda: non si è un filino perso di vista il vero significato del termine negli ultimi anni? E, soprattutto, non si comincia a confonderlo con i cliché?

Tanto per cominciare, qual è la definizione che Wikipedia fornisce delle due parole?

Fan service o fanservice è un termine gergale usato, […], per indicare l’attenzione prestata da parte della produzione circa particolari marginali o gratuiti che non hanno un peso reale sulla trama, ma sono presenti solo per soddisfare le richieste di un certo tipo di pubblico (per dare, appunto, un servizio ai fan).

Cliché o luogo comune è un’opinione (non necessariamente “vera”) o un concetto la cui diffusione, ricorrenza o familiarità ne determinano l’ovvietà o l’immediata riconoscibilità. In letteratura è detto tòpos e indica il ricorrere di un tema in un autore o in un genere letterario o artistico. 

In altre parole, fanservice è una cosa che alla trama non serve, ma che ai fan fa piacere, quindi gli autori la scrivono comunque. L’esempio più semplice e becero è un attore o un attrice che si spoglia. I tormenti interiori sotto la doccia ci fa piacere vederli, ma uno potrebbe averli pure facendo colazione, non per forza a torso nudo!
Il cliché, invece, è una determinata situazione che è stata ripetuta talmente tante volte nel tempo, che un fan la riconosce e percepisce immediatamente dove ciò la condurrà. Per esempio, un professore che fa lavorare insieme due persone che si sono detestate fino a cinque minuti prima e che l’essere costretti a stare insieme li farà innamorare o almeno diventare amici (una volta su un milione, il secondo caso).
Ora prendiamo le due situazioni e scambiamole.

– A e B si odiano, ma dopo essere stati costretti a stare insieme diventano una coppia: è fanservice? No, perché quella è letteralmente la trama che si sarà sentita mille volte, ma non è per fare un servizio al fan, quindi è semplicemente un cliché.
– A si spoglia ogni due scene: è un cliché? Ni, perché sebbene sia vero che sia una situazione ripetuta mille volte, non è qualcosa che il fan si aspetta che accada.

Detta così, sembra proprio che siano due cose diverse, quindi perché il termine “fanservice” viene abusato in questo modo? Ho provato a chiedere ad altre persone cosa rappresentasse per loro il fanservice e da quella domanda sono saltate fuori considerazioni interessanti.

Tanto per cominciare, sono ancora convinta che cliché e fanservice siano due cose distinte, ma a volte una situazione può presentarli tutti e due.
I Malec di Shadowhunters sono passati da 0 a 100 nell’arco di pochi mesi (nella serie tv), presentando una storyline fanservice e piena di cliché. I fan della coppia si sono lamentati poco o nulla, perché erano felici, ma non si può negare che sia così.

Oppure i triangoli amorosi. L’esempio in questo caso è più spinoso. Perché sebbene il triangolo amoroso sia un cliché e molta gente adora la battaglia tra le due ship interessate, c’è anche una grossa fetta di pubblico che non sopporta queste cose. In altre parole si può parlare di un cliché che è anche fanservice, ma fino a un certo punto.

A volte il fanservice può essere anche un personaggio modellato sulle capacità di un attore o su qualche sua caratteristica per cui è amato dal pubblico. Qualcuno mi ha suggerito che Darren Criss, conosciutissimo per le sue doti di canto e ballo viste prima in Glee e in seguito in altre produzioni, siano poi state inserite nel personaggio interpretato in L’assassinio di Gianni Versace

E vogliamo parlare del ritorno di Jackson in Teen Wolf dopo anni con il personaggio che si è scoperto gay all’improvviso, guarda caso in seguito al coming out di Colton? È quel tipo di cose che da una parte mi fa dire “boh, okay” e dall’altra mi fa un po’ imbufalire perché “attore ≠ personaggio” ed è quel tipo di scrittura pigra che Teen Wolf tirava fuori troppo spesso e che proprio non mi piace.

Quindi, come abbiamo visto, il fanservice può presentarsi in molti modi, ma lui e i cliché sono per forza una cosa negativa?
No, non necessariamente.
Nel caso del cliché, seguire uno schema televisivo (o letterario) che ci è famigliare, può essere proprio quello che vorremmo vedere (o leggere) in quel momento, che ci rende felici e cosa c’è di sbagliato nella felicità?
Nel caso del fanservice, invece, una volta ogni tanto il telespettatore (o il lettore) ottiene esattamente quello che vuole, che magari desidera da anni, per esempio due personaggi non destinati a stare insieme, ma che gli viene data una storyline in cui collaborano perché ai fan fa piacere.
Non era una cosa necessaria alla trama… e allora?
Perché un’opera dovrebbe essere meno meritevole se presenta del fanservice, se concede uno o più di un desiderio a un gruppo di fan? Il fanservice in sé… non è qualcosa che va visto come una caratteristica dispregiativa, una cosa importante è anche il come viene gestito. Se una scena è scritta bene, lo è a prescindere se presenta del fanservice o meno.
Il problema vero con questa questione secondo me comincia a nascere quando si piegano personaggi e trama al proprio volere pur di accontentare una certa fetta di pubblico quando non ce n’è ragione.
A onor del vero, su quest’ultima affermazione sono d’accordo a metà.

Vi faccio un esempio… anni fa seguivo New Girl, comedy della FOX terminata lo scorso anno. Alla fine della seconda stagione, A e B si sono messi insieme. Navigata come sono per le serie tv, ero perfettamente consapevole che durante la terza stagione i due si sarebbero lasciati. E così è stato. Ho tirato in ballo New Girl, ma avrei potuto nominare una qualsiasi delle serie che ho seguito. Questo vale più o meno per il 99% delle coppie principali di qualsiasi serie. È un cliché spaventoso. 
Il problema è che se non fosse successo, chiunque avrebbe detto “è fanservice”, “A e B non si lasciano perché altrimenti i fan si lamentano”.
Se una coppia si lascia è cliché, se resta insieme è fanservice. È un circolo vizioso. Cosa è meglio o peggio? C’è un meglio o un peggio?
Sapete perché molte coppie si mettono insieme dopo una valanga di stagioni? Perché altrimenti la “storia perde di mordente” – cit. ogni autore di serie tv ever.
Ah sì? Non è che semplicemente non siete capaci di uscire dallo status quo? E perché “farli mettere insieme e poi farli lasciare dopo x episodi” sarebbe meglio?
Non c’è una risposta giusta a questa domanda perché ognuno percepisce i fanservice e i cliché come meglio crede, ma nel mio piccolo penso comunque che forse-forse bisognerebbe criticare un po’ meno ed evitare di demonizzare qualsiasi storyline solo perché non ci piace.
Per esempio… io odio i Westallen, ma non è che penso che loro siano… no, in realtà lo penso. Sono fanservice e pure di quello fatto male!

Concludo ringraziando tutti gli spunti per l’articolo che mi sono stati forniti dal mio meraviglioso staff di ParolePelate, che sono andati a completare l’idea che avevo in testa.
E voi? Che ne pensate dei cliché e dei fanservice? Fatecelo sapere con un commento!

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