American Horror Story/Telefilm

Recensione | American Horror Story 1984 9×01 “Camp RedWood”

È passato quasi un anno dalla terribile notizia dell’addio di Evan Peters e Sarah Paulson a American Horror Story. Quindi, cosa vi sta spingendo a leggere questo articolo e seguire questa stagione. Forse è l’ambiente anni ’80 (nell’unico caso in cui Stranger Things non vi abbia ancora bruciato gli occhi), forse le tutine da aerobica mostrate nel trailer, forse il cambio di look di Emma Roberts dal biondo platino al castano corvino, forse Billie Lourde ancora una volta favolosa, forse le nuove entrate nel cast, o forse semplicemente la trama. Ok, no quest’ultima opzione si può scartare e per un motivo anche molto semplice: è normale. Basta prendere un qualunque crime, eliminare le varie trame amorose, ed ecco che si avrà a che fare con un assassino seriale, con regolare caratteristica che lo contraddistingua dalle persone inquadrate per strada. Eppure siamo in un lavoro di Murphy, non è possibile che sia così facile e normale.

Non si può capire dalla prima puntata con che personaggi abbiamo a che fare: siamo abituati a vederli presenti in un certo modo per poi scoprire in realtà la loro natura omicida e seriale. Quello che invece appare chiaro fin dalle prima scene è lo stile che definisce lo show.

Entriamo a “Camp Rosewood” grazie a tre guide intente a passare il tempo nel dormitorio femminile. Esatto, signorini e signorine, il buon caro sesso che non può mai mancare. Se non fosse che non è una puntata di Sex and the City, ma di AHS, e infatti non facciamo tempo a pensare a quanto sia carino il ragazzo del threesome che un coltello gli trafigge il cervello. E sarebbe anche un pensiero di cattivo gusto se non fosse stata magistrale ma realizzazione scenica. Nel momento in cui la telecamera prende la visuale della ragazza in disparte, intenta a togliersi la maglietta, la scena avviene ma è celata all’occhio dello spettatore poiché coperti dal tessuto della maglia, come quelli della ragazza.

Il resto della scena è incredibilmente violenta, forse anche troppo, ma poco importa perché i colori diventano pastello e l’atmosfera allegra. Unico filo conduttore la tensione sessuale che lega tutti i ragazzi inquadrati a ritmo di musica. Come dar torto a quegli sguardi languidi e a quei corpi scultorei stretti dentro tutine in latex fluo. Da Cody Fern a Billie Lourd, dai nuovi arrivati Gus Kenworthy e DeRon Horton, fino a giungere a Emma Roberts.

Mi sembra giusto dedicare qualche riga in più alla principessa indiscussa di AHS. Emma interpreta Brooke, una giovane studentessa trasferitasi a Los Angeles per studiare. Non credo che le doni molto il ruolo della apparente brava ragazza, sembra un po’ spaesata e finta in un ruolo non da ‘little bitch’ come siamo abituati a vederla. Sembra quasi stia fingendo e magari è vero o magari sono io che ci devo ancora fare l’occhio.

Alla fine della lezione il gruppetto accetta un lavoro a un campo estivo per guadagnare un po’ e per scampare alla scia di sangue di questo pluriomicida che attenzione, non è il maniaco visto a inizio puntata ma un ladruncolo da quattro soldi. Come lo so? Nella lunghissima sequenza successiva in cui viene descritta la vita di Brooke da fuorisede qualunque, facendo ben attenzione a inquadrare tre gioielli in croce che tiene in camera, questo nuovo cattivo fa irruzione in casa sua minacciandola e annunciandosi come l’assassino a cui tutta l’America da la caccia (anche meno…). Il normalissimo ladro cerca i gioielli, ma come ci è stato appositamente mostrato, la ragazza non ha una lira da sbattere sull’altra e quindi, tra un’invocazione a Satana e l’altra, il ladruncolo se ne va con la minaccia del “ti troverò”. Ora, glielo dico io o glielo dite voi che la seconda stagione l’hanno finita di girare da un bel po’.

Il giorno successivo all’attacco, da cui Brooke ne esce anche piuttosto sconvolta, mimetizzando il tutto sotto la sua aria da scolaretta, il gruppetto parte felice per il campo estivo. Magari succedesse davvero di trovare lavoro così da un giorno all’altro… la parte del killer la lascerei volentieri stare, ma torniamo a noi. La banda della Misteri & Affini si ferma da un losco benzinaio a fare rifornimento alla Mistery Machine; il gruppetto di disperde e ecco che grazie a una cinepresa molto spiona, veniamo a sapere i segreti di Xavier (Cody Fern) che ha parecchie minacce rinchiuse nella segreteria telefonica, che cosa ci nasconde? una relazione bollente? un debito? un torto? o un crimine? non facciamo neanche in tempo a pensare a tutte queste ipotesi, e a credere a una teoria complottista enorme dietro a tutta la stagione, che il benzinaio ci riporta bruscamente sulla terra, minacciando di morte i presenti e raccontando le esperienze orribili che sono avvenute al campo, di cui, a quanto pare, non sanno nulla.

Ma i nostri ragazzi non si fermano davanti a nulla e, temerari, ripartono verso il loro impiego stagionale. Ah, ve l’ho detto che nel tragitto investono un’escursionista? Beh ecco, diciamo che la tecnica jump scare se la potevano evitare a questo giro. Un povero cristiano che salta fuori dal nulla e finisce sotto il furgone, oltre a essere strano, è proprio fuori posto e poi, da cosa scappava? quanti anni ha? che cosa ci fa lì? Mi sarebbe potuto andare bene ancora nella prima stagione quando i fantasmi comparivano dal nulla, pronti a raccontarci le loro storie, ma qui non ha senso. Anche perché questo povero escursionista, che tra l’altro è anche un pellerossa, nasce e muore nel giro di neanche 20 minuti.

Perché? I ragazzi arrivano al campo e iniziano tutti i convenevoli con la direttrice del campo, slash Leslie Grossman, e l’infermiera del posto, slash Angelica Ross (che pensavo fosse la strega woodo di Apocalypse ma quella è Adina Porter), che credo avranno un ruolo abbastanza centrale nella narrazione. Il campo è semplice, esattamente come Camp Rock (se ve lo ricordate, avete avuto un’infanzia felice), e la prima sera, come da tradizione ci si ritrova tutti d’avanti al falò. La storia di paura arriva subito e finalmente anche i protagonisti sono messi a conoscenza della tragedia avvenuta nel campo. Com’è possibile che nessuno di loro avesse mai saputo di uno sterminio di una dozzina di persone, avvenuto circa 14 anni prima, in un posto a neanche tre ore di macchina da loro… c’è qualcosa che non va. Ad ogni modo, scopriamo il nome d’arte del cattivo, Mister Gingle, a causa delle chiavi che gli penzolano dalla tasca, e il suo marchio alle vittime, l’orecchio mozzato. Ve lo devo proprio dire che la proprietaria del campo è una sopravvissuta alla strage? Bene, ovviamente, secondo la regola del grande Murphy, si è salvato grazie a Dio e alla sua provvidenza. Va beh.

La storia inquieta i ragazzi che decidono di andare a dormire, ma non prima di aver incontrato il personaggio più atteso della stagione, signori e signore, Matthew Morrison con baffi alla Freddie Mercury, alias il guardiano del campo. La tensione sessuale continua a aleggiare pesante per tutta la durata.

Ma come finisce la puntata? e come potrebbe mai finire se non con l’evasione di Mister Gingle dal centro psichiatrico, con una scena esageratamente trash con tutti i malati mentali che corrono per strada e si lanciano contro le automobili, e il suo successivo arrivo a Camp Redwood per uccidere di nuovo.  E indovinate un po’ chi è la sua prima vittima? sbagliato! non il ragazzo nero. Il clichè dei clichè è stato appena smontato facendo vivere Ray (DeRon Horton) fino alla seconda puntata. La sua prima vittima è infatti l’escursionista che, come ci rivelano le scene, aveva già un orecchio mozzato. Il frame in cui ci viene fatto vedere il cadavere è talmente rapido che non mi ricordo se è stato ucciso o se si è impiccato (illuminatemi). Comunque, Mister Gingle arriva al campo e con lui anche una vecchia conoscenza di Brooke. Esatto, proprio il ladro maniaco, che non si da pace e spero aggiunga un po’ di pepe al tutto.

Ma per un cliché non rispettato ce n’è subito uno pronto a essere seguito alla lettera: la ragazza che, in un film horror, non viene creduta. Infatti è Brooke la prima a trovare il cadavere dell’escursionista e a avere uno scontro diretto con Mister Gingle. Terrorizzata la ragazza scappa e, una volta soccorsa dai suoi amici, ritorna sul luogo del ritrovamento per mostrare il cadavere, ma ovviamente non c’è nulla se non tante risate da parte degli amichetti.

Bene, un po’ deludente come primo episodio non trovate, per non parlare della sigla… Per tirarvi un po’ su vi lascio con una gif di Cody Fern (che è sempre cosa gradita), vi ricordo di mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate. Ed Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica.

 

Ringraziamo: Film & Serie TV | Because i love films and Tv series | Serie Tv News | Serie tv Concept | Quelli delle Serie TV | I love telefilm & film ∞  

 

Vi lascio anche il promo del prossimo episodio qui sotto 🙂

 

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