Telefilm

Recensione | Undone

Nella serialità televisiva odierna oltre ai tantissimi prodotti live action, sono ugualmente importanti, pur essendo in minor quantità, le serie d’animazione, difatti basta pensare quanto siano diventate popolari opere come Bojack Horseman e Rick and Morty. Il primo esempio è diventato nel corso del tempo una delle serie più apprezzate di Netflix, difatti non è un caso se il primo prodotto seriale d’animazione targato Amazon sia proprio frutto di Kate Purdy e Raphael Bob-Waksberg. Questa scelta vincente s’individua nel soggetto di Undone, ispirato dall’episodio: “Downer Ending” della prima stagione di Bojack Horseman, durante il quale il dissacrante protagonista vive un viaggio causato dal trip della droga, sperimentando la possibilità di poter prendere decisioni diverse nel suo passato.

Afflitta da una monotonia estenuante che le provoca un malessere giornaliero, Alma così come il protagonista di American Beauty, ha in apparenza una vita soddisfacente ma non riesce a essere felice e si ritrova molto spesso a compiere azioni discutibili. Durante una crisi in macchina subisce un incidente stradale che la metterà in contatto col suo padre defunto, proprio a causa di un incidente automobilistico. In preda alle rivelazioni sconcertanti espresse dal padre, Alma si metterà alla ricerca del vero colpevole che dovrebbe aver causato la morte del genitore, grazie a delle capacità che le permettono di viaggiare nel passato e forse cambiare il futuro.

Moltissime storie pongono allo spettatore la domanda: “Se potessi ritornare indietro cosa cambieresti?”, ad Alma invece non sfiora minimamente questa idea, lei tornerebbe indietro solo per riportare suo padre, per adempiere il compito da lui assegnatogli. Durante gli otto episodi vedremo il rapporto padre – figlia e tutto ciò che ne consegue, perciò i ricordi passati saranno molto gettonati per comprendere cosa si celi sotto questa figura di genitore scienziato, forse impegnato con degli esperimenti discutibili.

Se in Bojack Horseman la messa in scena è molto ordinaria, Undone presenta un comparto visivo davvero peculiare che unisce animazione 3D, 2D e rotoscoping, quest’ultima tecnica dona ai personaggi delle sensibilità splendide, colme di dettagli che prendono vita attraverso gli attori impegnati nel progetto come Rosa Salazar, già protagonista di Alita – L’angelo della battaglia e Bob Odenkirk che molti ricorderanno per Breaking Bad e Better Call Saul. Oltre al puro aspetto estetico, la messa in scena è funzionale anche alla storia che verterà su tantissime visioni forse reali o solo frutto della fantasia di Alma, difatti questo dubbio resta e il finale nolaniano continua nella direzione di stallo che ogni spettatore decifrerà a suo modo. Fantascienza e dramma familiare sono due generi che hanno già dimostrato di funzionare insieme come insegna Interstellar con tutti i suoi difetti e pregi, difatti Undone unisce i temi cari agli sceneggiatori di Bojack, con il misticismo e i viaggi nel tempo.

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