Telefilm

Recensione | The A List

The A List è una delle ultime serie approdate in casa Netflix, nonostante sia in realtà stata prodotta dalla BBC e abbia debuttato nel Regno Unito nel 2018. 

La trama ruota intorno alla protagonista Mia, interpretata da Lisa Ambalavanar, e al suo arrivo in un campo estivo situato in un’isola deserta carica di misteri. Sin da subito capiamo che Mia è la classica “ape regina”, spodestata però, già nel primo episodio, da Amber (Ellie Duckles), enigmatica ragazza che riesce a manipolare tutti per portarli dalla sua parte. La loro lotta per il potere e il dominio sul campo si inasprisce quando entrambe cercano l’attenzione di Dev, interpretato da Jacob Dudman, forse il membro del cast più conosciuto grazie al suo ruolo di Giulio de Medici.

È proprio Amber il personaggio più interessante della serie: pericolosa, ammaliante, piena di segreti e con apparenti poteri paranormali che esercita su chiunque la circondi. Nonostante questo, Mia decide che Amber non può prendere il controllo sul campo, gestito da educatori poco presenti e infantili, e separato dal resto del mondo da una serie di circostanze avverse.

I protagonisti si muovono in un’isola piena di insidie, in cui sugli alberi crescono denti e si aggirano fantasmi, mentre nel campo viene incoronata la Reginetta di Mezza Estate -in un episodio che ci riporta all’ultimo capolavoro di Ari Aster, Midsommar- e allo stesso tempo si allestiscono giochi in cui il premio è soltanto uno: la vita di Mia. L’esistenza di quest’ultima verrà messa letteralmente a soqquadro da Amber, che giocherà con la sua mente e i suoi sentimenti, sfruttando a suo favore il complicato rapporto di Mia con i genitori, i suoi sentimenti per Dev e qualunque legame di amicizia nato all’interno del campo.

Attorno a lei, insieme ad Amber e Dev, orbitano personaggi molto diversi tra loro, tra cui spiccano l’escluso ma geniale Harry, la dura e leale Alex, la dolce e divertente Petal che porta all’interno della serie anche la tematica LGBT e il misterioso Luka, un fuggitivo che vive sull’isola per scappare da qualcosa che non ci rivelerà mai. Ad accompagnarci lungo il percorso c’è invece la voce di Midge, ragazza morta nello stesso campo un anno prima.

La trama di The A List si snoda attraverso tredici episodi da circa venticinque minuti l’uno, rivelando dettagli sempre più inquietanti e psicologici, mettendo in campo il soprannaturale, l’omicidio, la ricerca scientifica, la sopravvivenza, l’isolamento, l’accettazione di se stessi e della propria sessualità.

Nonostante gli attori non brillino in quanto a capacità espressive la serie coinvolge al punto giusto, conclude gli episodi nei momenti di suspense invogliando lo spettatore ad andare avanti e mescola sapientemente temi adolescenziali e un’atmosfera thriller che ammalia con tanti dubbi e segreti. È una serie prevalentemente giovane, pensata per un pubblico adolescente, ma gli episodi brevi e la corretta dose di mistero possono catturare persone di tutte le età in cerca di una serie leggera, fresca e avvincente.

Al momento non ci è dato sapere se la serie verrà rinnovata per una seconda stagione ma, sicuramente, il fatto che adesso faccia parte della piattaforma di Netflix darà una bella spinta in avanti a questa interessante serie inglese.

Valeria

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Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica.

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18 thoughts on “Recensione | The A List

  1. Ma abbiamo visto la stessa serie? Come fai a dire tali assurdità? Se penso che hanno speso un sacco di soldi per produrre sta ciofeca quando c’è gente che muore di fame mi viene male. Penso sia, come direbbe Fantozzi, una cagata pazzesca.
    Non ha un filo logico, non ha trama, i cliffangher finali di puntata non invogliano a proseguire, gli attori dire che sono cani è fare un complimento, i personaggi sono stati scritti da un bambino di 7 anni e i dialoghi da uno di 5; è una serie che chiamarla serie è a dir poco offensivo verso tutte le serie. Penso che i bravi doppiatori di questa serie pensassero ad ogni sessione di doppiaggio: pensa ai soldi, pensa ai soldi, pensa ai soldi!!!
    Per cortesia, rivedi il tuo punto di vista sulla recensione perché se pensi che questa seria sia accettabile, non hai diritto a scrivere altre recensioni. Con affetto 😘

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    • Per prima cosa, esiste una cosa chiamata “parere personale”. Non mi pare né di aver detto che è una serie bellissima né che gli attori siano bravi, anzi. Ho detto che è fresca e leggera. Non ho mai detto che i dialoghi siano profondi, e in ogni caso, credimi, esiste di peggio.
      Detto questo, affetto o no, evita di parlare di diritti. Intanto, prima di scrivere una cosa del genere, dovresti magari leggere altro di ciò che ho scritto anche riguardo altre serie e, soprattutto, tu non hai il diritto di dire ad altre persone quali diritti possono o non possono avere. Come non ne ho io, del resto. Io non rivedo nulla, tu sii più rispettoso verso i pareri altrui.

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        • Ascolta Valeria, sono molto rispettoso e il mio tono era scherzoso e non offensivo. Se te la prendi tanto, evidentemente si, dovresti davvero riflettere. Tu scrivi su un blog dove consigli o meno una serie. E si, ho già letto altre tue recensioni e se ti scrivo, è perché mi sono sempre trovato d’accordo su ciò che che dici. Permettimi di dirti che hai una piccola responsabilità, non nasconderti dietro al “parere”: ormai su internet sembra che ognuno voglia esprimere il suo “parere”; bene, dicendo il tuo parere sappi che sarai esposta a critiche; ma da “recensire” a “parere”, cara Valeria, ci sono differenze. Non credo di dovertele spiegare. Quindi, se vuoi dare la tua opinione su un blog, ricordati che troverai sempre chi ti potrebbe criticare per il tuo punto di vista. Dato che lavoro nel campo televisivo, mi sono permesso di esprimere un “parere” (si il mio lo è) su ciò che tu hai “recensito” su un blog pubblico. Che per carità, sarà pure letto da 4 cristi, ma è pur sempre pubblico. E siccome vi leggo sempre con estremo piacere, per una volta non mi sono trovato d’accordo sulla tua recensione. A parer mio, hai recensito male una serie che non merita affatto di essere prodotta. E per dovere di cronaca, uso tue frasi che mi hanno spinto a scrivere in questo modo:

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          • Se parli di diritti sí, sei offensivo. Io alle critiche sono apertissima, a patto che siano costruttive però. Dal momento in cui mi dici che perché ho trovato una serie carina non ho il diritto di scrivere, se permetti mi sento in dovere di risponderti, caro Francesco. Per te non lo merita, per me non è da buttare. Sì, sono pareri.

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  2. “…il fatto che adesso faccia parte della piattaforma di Netflix darà una bella spinta in avanti a questa interessante serie inglese.” Interessante serie inglese? What? Interessante?
    “Nonostante gli attori non brillino in quanto a capacità espressive la serie coinvolge al punto giusto…” ok sugli attori (scusa se è un requisito per fare questo mestiere e già dovrebbe essere un deterrente), ma che la serie coinvolge al punto giusto si, mi fa pensare che tu abbia un’età tra i 4 e i 9 anni (se no non si spiega come tu sia rimasta coinvolta da questa serie che non sa proprio a chi essere rivolta) o che evidentemente tu non abbia mai visto altre serie in vita tua.
    “mescola sapientemente temi adolescenziali e un’atmosfera thriller che ammalia con tanti dubbi e segreti.” Sapientemente? Valeria? Hai scritto davvero “sapientemente”???

    Potrei proseguire ma credo che la mia risposta non ti piaccia purtroppo, mi spiace perché credimi non voglio offendere te, non ti conosco. Ma tu non devi offendere le persone che ti leggono scrivendo certe cose, hai una responsabilità.
    Con affetto 🙂
    Ps: si, io ho il diritto di scrivere il mio parere. Tu hai il dovere di scrivere cose sensate (recensisci su un blog, non stai dando il tuo “parere professionale”, il parere lascialo a chi legge – tu dai un punto di vista bello e buono).
    Con affetto nuovamente 😉

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    • Sai cosa Francesco? Intanto sí, hai ragione, non mi conosci, quindi evita di dare giudizi personali. E siccome sono una persona intelligente che sa perfettamente quello che scrive e sa benissimo che a certi pareri è meglio non dare ascolto perché non portano nulla di costruttivo, e certe persone è bene ignorarle perché hanno solo voglia di fare polemica, molto SAPIENTEMENTE ti dico ciao e buona giornata.
      P.s con affetto eh 💜

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  3. Non voglio fare polemica, credo di aver argomentato. Ho SAPIENTEMENTE risposto alle tue considerazioni. E il tuo non rispondere nasconde purtroppo quello che penso: non hai argomentazioni 🙂 lo scimmiottarmi non ti renderà più forte, anzi.
    Il mio modo di esprimermi è stato forte, lo ammetto, ma era solo un prendere in giro, non mi permetterei mai di dire seriamente che non hai il diritto di scrivere. Non ho nulla contro di te realmente, mi stai persino simpatica per come scrivi tutte le altre recensioni.
    Tu hai trovato carina una serie che obiettivamente è una cavolata, tutto lì. Poi sicuramente chi leggerà e vedrà la serie farà le sue considerazioni, ho ingenuamente pensato che in quanto “ragazza che scrive su un blog e fa recensioni” avessi un’autorità, un rispetto verso chi legge.
    Ma va bene così, continuerò a leggere le tue recensioni e ti scriverò se dovessi trovarmi in disaccordo 🙂
    Buona giornata!
    Ps: notavo che per una serie del cavolo stiamo scrivendo persin troppo 😉

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    • Okay, parliamo seriamente. Gli attori fanno pena ma non tutti. La storia a livello di trama era interessante e aveva del potenziale, che sia stato sfruttato male okay, ma di base non faceva schifo. L’idea era buona. E la storia di Amber anche. Non è stata prodotta bene? Tutti d’accordo. Ma per me non è da buttare via. Tante serie facevano pena agli inizi, tanti attori anche. Non me la sento di bocciarla perché potrebbe nascerne qualcosa di bello. Sì, ti sei espresso male, perché non è parsa affatto come una presa in giro, anzi. È parso come un commento molto fuori luogo (e ti prego, i bambini che muoiono di fame non tiriamoli in causa che non c’entrano proprio niente con questa conversazione). Quindi sí, i tuoi commenti mi hanno offesa non tanto quanto persona -credimi che ne ho sentite di peggio e molto più personali-, ma in quanto scrittrice. Io so di avere una responsabilità, certo, ma non verso il lettore. Verso me stessa. Perché quando scrivo non posso fingere e non voglio farlo, quindi mi sento in dovere e in diritto di esprimere la mia opinione, qualunque essa sia, sempre e comunque. La responsabilità è quella di dire al lettore la verità su ciò che penso. Non serve a niente essere finti quando si scrive, è controproducente. Poi il lettore può essere d’accordo come no, ma questa è un’altra storia.

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      • Se mi conoscessi sapresti che ciò che ho detto era davvero detto in tono giocoso e non cattivo però la responsabilità dovresti averla non solo verso te stessa ma anche verso chi ti legge. Sono un regista e oltre al mio gusto personale, il mio primo pensiero è il pubblico.
        I bambini che muoiono di fame era un chiaro ed evidente esempio che stavo davvero scherzando sulla cosa – estremi esagerati, forse. E dai, non era affatto fuori luogo il mio commento 😉
        Parlando seriamente:
        l’idea era buona, anzi ottima. Produzione con un buon gioiello tra le mani ma che non sapeva che farsene: ha buttato via tutte le migliori idee.
        Non si sapeva davvero dove voleva andare a parare.
        Amber? Si l’idea ok, casting sbagliato. L’attrice sapeva fare 2 espressioni e solitamente non erano coinvolgenti.
        La serie in se sfiorava il ridicolo a livello produttivo e narrativo, in tutto. Mal gestita.
        Quindi no, spero non producano altre stagioni.
        Ho iniziato a guardarla perché dal trailer sembrava un buon prodotto, un thriller psicologico. Ma poi ho continuato perché ad un certo punto è diventata una sfida: ero con un mio amico e, giuro, mi faceva ridere talmente era assurda. Vagamente mi ricordava Wet Hot American Summer, non so se la conosci: gruppo anni ’80 in un campeggio: la serie scimmiotta i film di genere ed è comicissima. Peccato che “The A List” si prenda sul serio, se no era una comica assurda.
        Mi spiace se sono sembrato crudele, a volte mi faccio prendere troppo da cose che sono futili, quindi spero in una stretta di mano amichevole 🙂

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        • Esatto, io non ti conosco e tu non conosci me, quindi come potevo sapere che era un commento scherzoso quando non lo sembrava affatto? Io credo che la mia responsabilità verso il lettore sia quella di dire ciò che penso, non quella di dire che una cosa non mi è piaciuta quando non è vero. Non ho detto che non ne ho, ma che la intendo in modo diverso da te. Tornando alla serie, è vero che si parla della BBC ma sicuramente era una serie con un budget molto basso e quindi non potevano permettersi dei grandi attori (difatti l’unico bravo è anche l’unico un po’ conosciuto). È fondamentalmente una serie adolescenziale che a un adolescente può davvero piacere perché per nulla impegnativa. Le serie che guardi quando tutte le altre sono in pausa, insomma. La monoespressività di Amber, nonostante sia dovuta a una scarsa interpretazione, in realtà ha quasi un senso, perché potrebbe essere sintomo di una mancanza affettiva o emozionale. In ogni caso tra gli attori si salva solo Jacob, per il quale probabilmente hanno speso tutto il budget riservato al cast. A me all’inizio ha ricordato molto Dead of Summer…
          Però, consiglio spassionato: stai più attento alle parole che usi… con me ti è andata bene nel senso che mi incavolo sul momento e poi ci passo sopra, sono un po’ un osso duro, ma se magari fai un commento così a una persona fragile e con l’autostima sotto i piedi potrebbe bastare quello a farla smettere di scrivere davvero o comunque a ferirla. Le parole vanno sempre dosate perché non sai mai quanto possano incidere sulla vita di una persona, in qualunque modo tu le intenda. Detto questo, la mano te la stringo volentieri 😊

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  4. La faccenda dei diritti mi ha fatto un po’ vedere rosso e quindi ho caricato…
    Onestamente? Effetti speciali orridi ma per il resto non era male, in più c’erano attori interessanti (Elizabeth Mitchell, Elizabeth Lail e la figlia di Robin Williams). L’ho vista tutta, poi però ho cominciato l’ultimo episodio e dopo 15 minuti ho spento. Non so nemmeno perché ma non ho mai avuto voglia di finirla, nemmeno ripensandoci più avanti mi è venuta la curiosità. Cosa strana perché mi piaceva.

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