Telefilm

Recap | American Crime Story- Il caso O.J. Simpson

“If it doesn’t fit, you must acquit”

Questa celeberrima frase fu pronunciata dall’avvocato Johnnie Cochran, durante l’arringa finale del processo contro O.J Simpson. La famosissima prova del guanto. Un processo epocale. Uno degli avvenimenti più seguiti e discussi degli ultimi trent’anni.

California, 13 giugno 1994. Nicole Brown Simpson, ex moglie del famosissimo giocatore di football, e Ron Goldman, giovane cameriere, vengono trovati morti nell’abitazione della donna. Entrambi sono stati barbaramente uccisi. La polizia rinviene subito varie prove e O.J. Simpson (Cuba Gooding Jr.) diviene presto il primo sospettato dell’omicidio. Ad occuparsi del delicatissimo caso, viene chiamata la procuratrice distrettuale Marcia Clark (Sarah Paulson), la quale, oltre a possedere prove schiaccianti contro Simpson, scopre subito che quest’ultimo aveva ricevuto parecchie denunce di violenza domestica da parte dell’ex moglie. Nel frattempo Simpson, su consiglio dell’amico di lunga data e avvocato Robert Kardashian (David Schwimmer), decide di assumere il legale delle celebrità Robert Shapiro (John Travolta). Fa da sfondo a questa controversa vicenda un periodo storico delicatissimo. Gli afroamericani vengono costantemente presi di mira dalla polizia statunitense e i cittadini stanno cominciando a prendere sempre più consapevolezza di tale ingiustizia sociale, mettendo in atto varie proteste. Simbolo di tale rivolta è l’avvocato afroamericano Johnnie Cochran (Courtney B. Vance), il quale verrà assunto da Robert Shapiro per assisterlo nella difesa di Simpson, anch’egli afroamericano. Lo scopo del Dream Team (così si denominò il gruppo di legali che assistette l’imputato) è infatti screditare ogni singola prova portata dall’accusa contro O.J., sostenendo fermamente la condotta razzista della polizia di Los Angeles, che, secondo il Team, avrebbe di fatto incastrato l’imputato.

Creata da Ryan Murphy (American Horror Story, Glee) e basata sul libro The Run of His Life: The People v. O. J. Simpson di Jeffrey Toobin., American Crime Story: Il caso O.J. Simpson è la prima stagione di una serie antologica, che porta sullo schermo i casi giudiziari più scottanti e celebri d’America. Il primo capitolo di questo ambizioso progetto vede la dettagliata e avvincente analisi del processo contro O.J. Simpson. Una storia che, sebbene quasi tutti ne conoscano il controverso epilogo, riesce ad emozionare e appassionare. Ma in che modo?

Innanzitutto, va ricordata la portata storica dell’evento. Tra il 1994 e il 1995, il processo era sulla bocca di tutti. O.J. Simpson era una delle personalità pubbliche più amate del mondo e vederlo implicato in un caso di duplice omicidio fu un vero e proprio shock per l’opinione pubblica. O.J. aveva o non aveva ucciso brutalmente la sua ex moglie e il suo compagno? Si trattava davvero di un complotto ingegnosamente organizzata dalla polizia razzista? Il mondo era spaccato in due. Colpevole o innocente? Brutale assassino o vittima del sistema?

Ritengo che il maggior pregio di questa serie sia la accurata rappresentazione storico-sociale dell’epoca. Gli autori non hanno voluto raccontare il mero svolgimento del processo, ma lo hanno giustamente inserito all’interno di un contesto sociale ben preciso. La seconda metà degli anni 90 costituì un’epoca di cambiamento negli Stati Uniti. L’opinione pubblica prendeva finalmente coscienza dei gravissimi episodi di razzismo all’interno del Paese ed era perciò fortemente sensibile a questo tema. Per questo motivo, sette giurati su dodici furono afroamericani. Per questo motivo, entrambi gli avvocati principali, Christopher Darden (accusa) e Johnnie Cochran (difesa) erano neri. Alla fine dei conti, i processi sono lo specchio della società di un determinato periodo storico. Ecco, il processo contro O.J. Simpson, a causa dell’enorme popolarità dell’imputato, lo fu all’ennesima potenza.

Ulteriore punto di forza dello show è senza dubbio costituito dall’ottima caratterizzazione dei personaggi. Merito non solo della brillante sceneggiatura, ma anche delle incredibili performance di ogni singolo attore presente. Raramente si è visto un cast televisivo così azzeccato e affiatato.

Partendo da O.J Simpson, lode agli autori per essere stati imparziali nella rappresentazione. Si tratta di una personalità complessa, irascibile, ma mai del tutto decifrata. L’ambiguità domina le scene in cui è presente O.J., come se gli autori avessero affidato anche a noi il delicato compito di giudicarlo. Bravissimo Cuba Gooding Jr. in un ruolo tutt’altro che facile. Menziono la splendida scena dei guanti, magistralmente diretta e interpretata.

Poi, abbiamo Sarah Paulson nel ruolo dell’appassionata procuratrice Marsha Clark. La bravura della Paulson è nota ai fan di American Horror Story, ma qui l’attrice ci regala la performance della vita. Un delicato ritratto di una donna forte, ma trovatasi a farsi carico di una situazione troppo gravosa per chiunque. A differenza di Simpson, la Clark non era per nulla ben voluta dall’opinione pubblica, che arrivò a contestarle persino il taglio di capelli. Come se l’aspetto fisico fosse rilevante nel determinare l’integrità di un avvocato. Il personaggio interpretato dalla Paulson, che ha vinto meritatamente l’Emmy come miglior attrice, ci ricorda come le donne siano state e siano ancora vittime di sessismo nel mondo del lavoro, costantemente giudicate e denigrate.

Poi, c’è Johnnie Cochran, avvocato principale della difesa, interpretato da Courtney B. Vance. Ne esce un ritratto controverso. Se infatti all’inizio dello show non possiamo che ammirare e supportare Cochran per la forte passione per la causa della discriminazione razziale, negli ultimi episodi il nostro atteggiamento cambia radicalmente. L’avvocato utilizzò il caso Simpson per portare alla luce il razzismo della polizia americana, dimenticando di occuparsi seriamente della colpevolezza o innocenza del suo cliente. Opportunismo, arroganza. Ma anche passione e notevole abilità dialettica. Una personalità sfaccettata e ricca di sfumature, portata sullo schermo da un Vance eccezionale. Meritatissimo anche il suo Emmy come miglior attore.

Infine, Christopher Durden, avvocato dell’accusa, accanto a Marsha Clark, impersonato da Sterling K. Brown. Durden è afroamericano, ma, sebbene anch’egli si batta contro la discriminazione razziale, è l’opposto di Cochran. Misurato, onesto e corretto. A differenza di Johnnie, Christopher ha davvero a cuore il caso. E’ fermamente convinto che O.J. sia colpevole, a prescindere dalla sua etnia. Durden è forse il personaggio migliore della serie: un avvocato onesto, che, a differenza della maggior parte dei colleghi, mette da parte se stesso e le proprie idee per ricercare una cosa sola: la verità. “This case is a Circus!”, griderà esasperato verso la fine del processo. Sentita ed emozionante la performance di Brown, il quale, insieme ai due colleghi, si è aggiudicato un Emmy come attore non protagonista.

Dulcis in fundo, due fantastici comprimari. Robert Shapiro, emblema dell’avvocato attaccato ai soldi e all’immagine, interpretato da un ottimo John Travolta (anche produttore dello show) Infine Robert Kardashian (padre della famosa Kim), amico d’infanzia di O.J. . Kardashian fu il primo a credere all’innocenza di Simpson., offuscato dal profondo affetto che provava per lui. Man mano che il processo procedette, tale certezza cominciò a vacillare. L’interpretazione di David Schwimmer, conosciuto dal pubblico come Ross Geller nella sitcom cult Friends, è toccante e perfetta. Lo spettatore non può per provare compassione per un brav’uomo che comprese, progressivamente, di non aver mai conosciuto davvero a fondo il suo  migliore amico.

American Crime Story: Il caso O.J. Simpson non racconta solo di un famoso processo, ma di tutte le sfumature e le conseguenze che esso si portò dietro, sulla società e sulle persone coinvolte. Sugli avvocati, sugli amici, sulle persone comuni, sulle vittime. Questo show ci ricorda degli effetti che tali avvenimenti hanno inevitabilmente su tutti. Arricchita da un’ottima regia, si tratta dunque di uno dei migliori prodotti degli ultimi anni. Potente, emozionante, coinvolgente.

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