Libri

Recensione | Amabile Inferno – Eleonora Fasolino

    Titolo: Amabile Inferno

    Autore: Eleonora Fasolino

    Pagine: 353 (copertina flessibile)

    Editore: Pubblicazione Indipendente nel 2018

    Prezzo: € 11,96 / € 2,99 in ebook
disponibile su Kindle Unlimited

Roma, anno del Signore esamidimaturità. Melania Santacroce ha diciotto anni, un gusto eccentrico in fatto di vestiti e i capelli tinti di viola. Afferma di portare una terza scarsa di seno più per ottimismo che per amore della realtà e, quando non si allontana dal mondo per comporre poesie distratte, si interroga sull’efficacia delle taglie dei jeans, su Lord Byron e sulla dubbia puntualità dei mezzi di trasporto capitolini. Sebbene alta e non proprio esile, a volte teme di risultare impercettibile, ma a salvarla dalla banalità del quotidiano sono le uscite al vetriolo che di tanto in tanto ama diffondere con nonchalance. Non è proprio sicura di credere in Dio, ma frequenta una scuola privata di stampo cattolico. Non ama tradurre il greco, ma si accinge ad affrontare l’ultimo anno di liceo classico. Non si è mai innamorata, ma alla fine è arrivato Manfredi Vergara: suo professore e uomo impegnato in una relazione complicata con Dio. Perché Manfredi è un prete. E Melania, che non ha mai assaporato la tentazione, si trasformerà in quella più pericolosa per un uomo che non appartiene nemmeno a se stesso.
O forse nel suo amabile inferno.

Dall’uscita di questo romanzo, lo scorso anno, vi ruotavo attorno come una falena intorno ad una luce.
Sapevo che mi sarebbe piaciuto, lo sentivo nelle ossa. Forse per la trama, forse per alcuni estratti letti qua e là sulla pagina facebook dell’autrice… eppure impiegai molto tempo prima di acquistarlo e dunque leggerlo.
Forse temevo non sarebbe stato all’altezza delle mie aspettative. A lungo ho fantasticato su un plot simile da scrivere e – voglio essere franca – avevo paura che mi sarei ritrovata davanti a un libro che nella sostanza non fosse nient’altro che sesso proibito.

Intendiamoci: non ho nulla contro i romance, young adults e romanzi erotici, li leggo se me ne capita l’occasione. Ma da questo libro cercavo altro e ringraziando Dio, tanto per restare in tema… me lo ha dato.

Non ricordo se ho usato queste stesse parole con l’autrice, quando la contattai dopo la fine del romanzo, ma sono quelle che più si adattano come commento “più a caldo”.

La Fasolino è riuscita a trovare la geometria perfetta da dare alle parole, ai personaggi che crescono e si svelano davanti agli occhi del lettore, cadendo e rialzandosi, ai vari intrecci.
Una sinfonia di parole ricercate all’interno di un tessuto narrativo sciolto, spigliato, che mai guastano e appesantiscono la lettura.
A tratti filosofico, a tratti erotico, a tratti forse adolescenziale perché Melania, la protagonista, del resto è un’adolescente alle prese con la scuola, gli esami di maturità, e tutto a un tratto si ritrova in qualcosa di più grande di lei eppure ci si può rispecchiare per quella cosa o quell’altra.

Non è la sede adatta, questa, per discutere della moralità del personaggio, né di religione, ma permettetemi comunque una digressione.
Da cattolica, ma anche da una che ha il gusto del proibito in fatto di letture, è stato difficile decidere quale fosse la mia posizione nei confronti di quest’amore.
Manfredi è sì un parroco, che ha scelto di darsi a Dio in seguito ad alcuni avvenimenti, ma è pure fatto di carne viva, di impulsi che è evidente abbia dovuto ricacciare indietro negli anni, è fatto di un cuore che ha bisogno di contatto perché ha Dio, ma fino a quando la presenza del Divino può riempire?
È dunque giusto accettare che un uomo di Dio violi il suo impegno con Lui per una gioia terrena? Quello per il Signore è un amore grande, che per fortuna viene approfondito, scandagliato e il più delle volte proprio grazie alle conversazioni con Melania e/o col suo amico di sempre, Fabrizio.

La verità è che nulla viene lasciato al caso ed è questa la parte più pregiata di questo libro.

Si è consolidata in molti l’idea che i romanzi autopubblicati siano poco chiari, poco distesi.
Non è il caso di Amabile Inferno che si presta ad una lettura a perdifiato: è un’avventura a tratti corale, il ché ci permette di ampliare le vicende da seguire; abbiamo davanti a noi più vicende da seguire, come nastri che si srotolano da soli prima di ingarbugliarsi, più personaggi da amare e nella quale rispecchiarsi.

Gli abitanti di Amabile Inferno, infatti, non sono dei ragazzi idealizzati e sublimati solo perché vivono su carta.
Vivono davvero a Roma. L’autrice ci porta sul serio dentro la città eterna, mostrandoci vie e negozi dove passeggiano Melania e Manfredi, scappando dalla loro realtà. Non è certo un romanzo dove sono le ambientazioni ad avere risalto, sia chiaro, pure vero è che questi giovani non se ne vanno a zonzo in un posto atemporale, ma hanno una ben precisa locazione. Il ché aggiunge solo il giusto grado di salinità a questo ottimo pasto tutto da divorare.

È un romanzo che si può leggere ovunque, non è pretenzioso come qualcuno lo ha definito.
È il connubio perfetto per chi cerca un romanzo impegnato, ma giovanile, erotico, ma non volgare.
E… altri aggettivi voglio lasciarvi a voi, probabili futuri lettori.

Se invece lo avete letto, vi aspetto nei commenti per poterne discutere più agiatamente: qui mi sono trattenuta dal voler fare spoiler più espliciti.

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