Poldark/Telefilm

Recensione | Poldark 5×03 “They’ll bring the whole world down upon their heads”

Everything is fitting

E’ una puntata questa di Poldark nella quale vediamo cominciare ad aprirsi a ventaglio tutte le vicende connesse ai personaggi, vecchi e nuovi, che finora son stati introdotti. Tutto sembra trovare un suo posto, tutto sembra appunto combaciare per ora…Everything is fitting. Così Ross e Demelza, i quali, dopo la parentesi londinese, sono forse insieme per la prima volta dopo tanto tempo. La città arriva comunque con i suoi tentacoli e come una colonna di cenere che non lascia respirare, inizia a minare la tranquillità della Cornovaglia, tanto inseguita dai due e da tutti coloro che sono al loro seguito. Ned, forse, un po’ meno di tutti.

Where’s our daring do?

Ned Effettivamente è un po’ troppo tenace e questo, come consigliato dal povero Bannantine già dipartito, porta a conseguenze non proprio ottime per chi gli è vicino. Ned è un po’ come un dantesco Ulisse che, per la troppa voglia di conoscenza, il sommo poeta puniva perché come se volesse ergersi a superbo conoscitore al pari di Dio. Non è questo il caso del volersi ergere a divinità ma forse a giudice, eppure quel troppo volere sappiamo che poi porta a delle conclusioni, è vero, ma piuttosto complicate nella via del come arrivarci.

E’ bello vedere Ross fungere ora da coscienza con Ned. Fino a una stagione fa lui avrebbe fatto lo stesso, invece ora sta agendo quasi da savio consigliere, da freno – forse perché ha imparato dalle sue tesse esperienze, redimendosi? O forse perché in realtà teme l’esplosività di Ned che possa portare guai per la sua famiglia?

Del resto tutto è in subbuglio, e le nostre donne, come abbiamo già visto la scorsa volta sono il motore e il contrappeso, sono l’ago della bilancia in ogni vicenda. E’ interessante osservare il parallelismo tra un old love and new love, inteso come old love, old fashioned seppure non convenzionale (quello di Morwenna e Drake) al quale si contrappongono i nuovi e ‘moderni’ amanti Cecil e GC, la determinata donna e l’impacciato uomo moderno, con i suoi complessi e le sue preoccupazioni.

Non che Drake e Morwenna non ne abbiano avute di preoccupazioni, ma nonostante abbiano lottato anche loro, è bello vedere come quell’amore sofferto e profondo, che ha sfidato dei canoni ma è fatto di una cortesia di tempi poco precedenti, fa quasi impallidire la nuova donna convinta dei suoi ideali, e davanti a quel pozzo sacro, dove promesse di amore vero sono state scambiate, si interroga su cosa sia veramente l’amore, ancora acerba, ma che ha condizionato anche Geoffrey Charles con quel suo ‘a mia madre sarebbe piaciuta la donna che io a…mmiro’. Poor child.

E il confronto di queste nuove generazioni e le loro ribellioni, così come la nuova maid, Tess, al servizio di Poldark, che pensa di offende e insultare Demelza, non fa i conti con la consapevolezza di ciò che hanno fatto, lei e Kitty, più o meno coscientemente, e che dunque potrebbe essere condannato al pari dei suoi atti dai più moralisti dell’epoca. E’ un bello schiaffo morale la risposta di Demelza, ma da gran signora, non viene dato direttamente in faccia all’interessata, anzi, è quasi un mea culpa al pubblico rimasto, conscia della sua situazione che fu. Tanto di cappello – una self made woman, alla fine, che ché se ne dica. Ed anzi, è convinta che la ribellione di indipendenza è partita fin da loro, e forse si posson definire in questo lei e Kitty ‘madrine’ e iniziatrici di quel movimento. Lo scambio a letto tra Ross e Demelza, uno dei tanti momenti di vicinanza tra i due,  sottolinea proprio questo – Ross ha imparato ad amarla per quello che era ed è diventata, col tempo, e così lei stessa è conscia di avere avuto un’opportunità ma di essersela anche creata con le sue mani.

Interessante sentire anche della divisione in specie e delle teorie di Linneo che , ovviamente, furono deviate e traviate un po’ come quelle di Nietzsche sul concetto di patria anni e anni più tardi, e come oggi stiamo rivivendo in tutta Europa movimenti figli di ideologie travisate per ignoranza non troppo dissimili. Ed è forse solo un pretesto ma ben azzeccato per portarci a questa festa di nobili dove le diverse aspirazioni e ideologie cozzano tra loro, gli uni contro gli altri, per vicende passate o ancora da venire. E ovviamente la polveriera viene alimentata, sia dal confronto di Morwenna con la ex suocera (un plauso a Morwenna per l’aplomb che le costa caro) ed infine a Ross che salva Ned dal fare impudenze ma la commette lui…quanno ce vò ce vò, la pazienza a volte scappa!
Apprendiamo anche che Hanson, ovviamente, non è uno stinco di santo dunque lo odiamo ancor di più se possibile, e sarà difficile arrivare a giustificare anche lui col beneficio del dubbio, soprattutto dopo il suo comportamento con Kitty.

Di simbologia esplosiva di certo non ce ne saremmo resi conto, eppure come esplode il malcontento, così le tensioni sociali e la miniera, dove i bambini che sono costretti a lavorare si scontrano poi, nell’abile scelta di sceneggiatura, con quelli che fanno la fila per un pezzo di dolce e magari una buona storia che dalla altrettanto dolce Morwenna possa restituire loro un po’ di infanzia perduta, e a lei quella serenità che cerca, visto anche l’allontanamento dal suo unico figlio.

La follia invece è quel male oscuro che genera mostri, e in George, quella debolezza molto umana li rievoca tutti, in visioni che sono forse lontane dalla verità (Valentine e Ross), ma fa veramente i conti con tutti i suoi demoni, perché nel momento stesso in cui li vorrebbe affrontare, è in realtà nella discesa agli inferi del suo stato di alterazione mentale. Tornano in questo i riferimenti  alle dottrine mediche degli umori, la credenza derivata da saperi più antichi che nell’uomo albergassero diversi liquidi e che un ‘imbalance’, un disequilibrio di questi potesse appunto dare origine a stati collerici, melancolici e di follia. Trattamenti per i quali forse era meglio morire prima che arrivarci sani.

E si addolciscono solo di poco i toni quando Demelza intona quella melodia che, a cena dai Poldark, qualche tempo dopo il loro matrimonio e dopo l’educazione ricevuta da Verity, fece forse per la prima volta render conto Ross di che raro gioiello avesse – era l’inizio del loro ‘mating’, di tutto quel lungo rituale di vicinanza e di ‘accoppiamento’ e ‘corteggiamento’ che li ha portati poi ad essere chi sono oggi, con gli scontri e gli accordi, nella buona e cattiva sorte.

E’ splendido il parallelismo con la scena del bagno in cui dapprima era Demelza a lavare Ross, ancora quasi ad aver difficoltà ad uscire dal ruolo di maid amante e già moglie, ma ora sono ancora più in condizione di parità e anzi Ross sembra aggrapparsi a lei nelle sue preoccupazioni sul futuro prossimo.

La sorte, del resto, ci arride un giorno e l’altro ci spinge giù nel baratro, o ci porta a farlo, e qui un plauso è doveroso alla recitazione di Jack Farthing, tanto disprezzabile quanto povera anima in pena vera in questo momento di discesa agli inferi.

Meno male che c’è Dwight, al servizio del giuramento di Ippocrate e del buon senso, nonché dei suoi studi sulle condizioni fin ora trattate più con metodi di tortura piuttosto che discipline.

Chios ache anticipa il subbuglio che verrà è una frase che Kitty e Demelza, consce del loro ruolo e dei loro mariti, si scambiano in un sussurro davanti al fuoco:

-So I know what it is your fear…that apart they can be restrained or reasoned with

-But put them together and one of these days they’ll bring the whole world down upon their heads.

La battaglia (in tutti i sensi) è vicina. E ci sarà di che soffrire.

Se avrete voglia di nuovo di seguire Poldark con noi, fateci sapere quali sono state le vostre impressioni e cosa temete di più, lasciando un commento o passando sulla nostra pagina social.

 

-Notforyourears

 

Ringraziamo: Crazy Stupid Series | Serie Tv Mania | Aidan Turner Italia | Poldark Italia | Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita | Blends of Scotland, Ireland, UK: Ladies’ perfect Tea |Roba da Vittoriani | Eleanor Tomlinson daily | Ross e Demelza Poldark Italia | Aidan Turner Source. | Heida Reed Source.

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