Poldark/Telefilm

Recensione | Poldark 5×01 “Humanity, look how far you’ve fallen…”

E’ l’umanità nelle sue declinazioni il fulcro di questa puntata, che riprende esattamente da dove avevamo lasciato tutta la scorsa stagione di Poldark.

Il dolore per Elizabeth funge da spartiacque e, in punto di dipartita, nel suo voler modificare il corso degli eventi, forse sembra invece prendere coscienza quasi di se, e rifiutarsi di entrare in un’epoca dove quelle convenzioni che l’avevano resa ciò che era, ora vengono meno.

Ci troviamo davanti infatti a donne che si sono formate con le loro mani, e che vanno formandosi. Valori che vengono superati e un clima di rivolte che continua a soffiare dal continente, per la libertà e i diritti. In tutto ciò quindi l’umanità è allo scontro, nell’altalenare sempre tra il bene e il male, il ricco e il povero, la sanità e la pazzia.

Il trauma infatti è ciò che abbiamo detto ci lascia quell’amaro in bocca, quel precipitare degli eventi, e apprezzo come, sia nella figura di Morwenna, sia e soprattutto di George, questo venga portato sullo schermo e venga eviscerato.

Avremmo voluto e vorremmo che Morwenna coronasse finalmente il suo sogno d’amore, ma il suo trauma è profondo, lacerante, straziante quasi, e non si può pretendere sia tutto cancellato in un sol colpo. Drake in questo è paziente e adorabile, e forse anche più religioso del fratello Sam, nell’accettare questo ‘fardello’ con gioia e farne la sua missione di vita.

Il trauma però è quello che non abbandona George.

Pensiamoci per un attimo – lui che sempre ha investito, fatica e neuroni nel suo costruirsi un personaggio fatto di avidità e cattiveria, per sgomitare in una società che non regala nulla, pensava finalmente di essere arrivato, anche con i continui ‘sgambetti’ di Ross. Il suo Ego poteva anche sopportare il resto ma…alla mancanza di quella figura, di quello status symbol che Elizabeth rappresentava per lui, e che aveva iniziato ad apprezzare come altro essere umano che riuscisse ad essergli a fianco oltre a suo padre, ora viene a ritrovarsi senza terra sotto i piedi. Respirare aria di libertà e poi essere rinchiuso di nuovo in un baule.

Non gli resta altro che il suo ruolo e la sua ambizione, ma quel briciolo di umanità e ‘amore’ gli viene negato. Non importano i nuovi legami d’interesse – vediamo George per la prima, o forse la seconda volta, umano. Le sue debolezze, le sofferenze. Farà e ha fatto del male ma, vederlo così ci fa rendere conto di quanto alla fine tutti facciamo parte della stessa fetta di Umanità.

La stessa umanità è quella che condanna ed esclude, che genera pregiudizi e minoranze, e questa volta ci troviamo di fronte non solo alle vicende delle colonie, ma allo schiavismo e ai commerci,  e con essi all’arrivo di nuovi personaggi che sicuramente scombineranno le dinamiche Poldarkiane.

Del resto, come Demelza stessa ammette, porre un freno a Ross o impedirgli di ‘salvare il giorno’ per dirla all’inglese è impossibile. Anche quando c’è da salvare una testa coronata ed ottenere il ‘pardon’ per un suo vecchio amico, che certamente di buone intenzioni si arma ma come testa calda viene a contrapporsi al buonsenso che il Dottor Enys, di suo, prova ad instillare in Ross.

E Ross e Demelza

For better or for worse
in contentment or in strife

Il loro ripetersi quasi i voti nunziali, con una consapevolezza che nulla è mai stato in ordine, nulla è mai stato comune. Loro erano però già nel nuovo mondo prima che questo arrivasse alla loro porta, come una kitchen maid sposatasi per amore, libertà ed auto affermazione. Loro hanno affrontato il peggio, e la morte di Elizabeth continuerà ad avere ripercussioni, eppure come una malattia può provare un legame, se questo è forte difficilmente si spezzerà. L’uno sono l’ancora dell’altro, il porto sicuro e l’appiglio a cui aggrapparsi, ed è normale che in loro molti vedano la salvezza. Anche le nuove ribelli del villaggio pronte a cacciarsi nei guai, nuove missioni di Pellegrino fratello di chiesa, senza speranza alcuna.

Se quindi, di contro, c’è dolore e tumulto, da quello stesso tumulto nasce linfa vitale nuova, nasce inquietudine e voglia di aprirsi al mondo, che in Geoffrey Charles vede la sua realizzazione. Aprire l’episodio con lui è qualcosa d meraviglioso. Ha della madre la frizzantezza e del padre l’ingenua e combinaguai irriverenza, eppure è figlio di quel passato che guarda al futuro. Lo spunto verso nuovi equilibri, esprimendo il suo rancore ma anche con l’intelligenza che gli è propria e che continuerà ad affinare. Come le arti della conquista, forse…e chissà non riesca in questo suo intento.

Nota di merito a Dwight e Caroline, nel loro complementare comprendersi, soffrire, sorreggersi e modellarsi per quel nuovo mondo, nel quale certamente avranno un ruolo non da poco.

Insomma, c’è tanta carne al fuoco e tanto da aspettarsi, in una stagione che promette una maturità dei personaggi ed un epilogo che ci lascerà non senza qualche cicatrice.

Siete dunque pronti a ripartire con noi, salire a bordo e lasciare i remi per scivolare su queste acque limpide e cristalline sperando che la tempesta sia lontana?

Io sarà qui con voi, come timoniere e marinaio, sperando di evitare la burrasca. Se intanto volete farci sapere cosa ne pensate dell’episodio, lasciate un commento o passate sulla nostra pagina social.

-Notforyourears

 

Ringraziamo: Crazy Stupid Series | Serie Tv Mania | Aidan Turner Italia | Poldark Italia | Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita | Blends of Scotland, Ireland, UK: Ladies’ perfect Tea |Roba da Vittoriani | Eleanor Tomlinson daily | Ross e Demelza Poldark Italia | Aidan Turner Source. | Heida Reed Source.

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