Dorama&Drama/Rubriche/Say Yes To The Drama

Say Yes To The Drama | Volume XV – da “Master’s Sun” a “HIStory 3 Trapped”

Bentornati a un nuovo articolo di consigli di drama!
Siamo di nuovo in estate, quindi quale occasione migliore per recuperare qualche bel drama? Nonostante volessi proporvi qualcosa di più variegato, mi dispiace, vi toccano parecchi k-drama e più rom-com di quelle che avrei mai immaginato, ma tranquilli che non manca anche qualche chicca di altri paesi. Buona lettura!

Class 3A: All Of You Are Hostages From Now On – 3 Nen A kumi: Ima kara Mina-san wa, Hitojichi Desu. J-drama. 2019. 10 episodi. Action, Suspence, Friendship, Mystery, Teen, Psychological.

“Let’s think!”

Ad appena dieci giorni dal giorno del diploma, l’insegnante responsabile della 3A, Hiiragi Ibuki, rinchiude i suoi 29 studenti in classe e proclama che da quel momento in poi sono i suoi ostaggi. Ibuki vuole scoprire la verità dietro la morte di una studentessa che si è suicidata 6 mesi prima.

Di solito, quando scelgo una citazione del drama da inserire sotto al titolo, vado quasi a caso. Ne prendo una che mi piace e la inserisco dentro. Questa volta no, questa volta doveva essere “let’s think” e nient’altro. Non è nemmeno la traduzione in inglese, veniva proprio pronunciato così (anche se, caro Masaki Suda, sei stato da Oscar in questo drama, com’è possibile che non ci sia stata una volta in cui tu sia riuscito a pronunciarle bene queste dannate due parole?! Meno male che il tuo personaggio insegnava arte e non inglese…) e descrive in pieno l’intero drama, cioè la morale che per tutti e dieci gli episodi cerca di insegnarti: pensa prima di parlare o agire, pensa perché non sai che conseguenze avrà.
Da questa mia breve introduzione avrete capito che il drama non è quello che sembra dalla trama. Infatti, non ci troviamo di fronte al tipico thriller giapponese in cui i personaggi vengono fatti fuori dallo psicopatico di turno (come il manga/live action Lesson of the Evil, per dirne uno), ma quello che spinge Ibuki a tenere a scuola per dieci giorni i suoi alunni è un decisione sì un po’ folle, ma molto ponderata e studiata per mesi, allo scopo di insegnare qualcosa a loro, al mondo e un po’ anche a noi telespettatori.

3 nen A kumi tratta di temi importanti e anche moderni come l’utilizzo improprio dei social network e il fenomeno degli haters, al punto che uno potrebbe dire “eh, ma è ovvio che non bisogna scrivere cose come “muori” a una persona reale”, ma considerando che tutti i giorni si sentono di persone famose che si cancellano dai social network a causa dei continui attacchi degli anti-fan, mi sembra proprio che ribadirlo, benché possa sembrare un concetto ovvio, non sia poi così inutile e scontato.
In un certo senso, come temi (il suicidio, le ragioni che hanno portato a questo, il senso di colpa dei sopravvissuti, il bullismo, l’utilizzo di internet, ecc.) ricorda un po’ la serie tv americana 13 Reasons Why prodotta da Netflix, ma il modo in cui la cosa viene trattata è molto più delicato e non c’è violenza gratuita. Qui abbiamo adolescenti normali con sogni, amori, amicizie e aspettative per il futuro semplici e in cui ci si possa immedesimare, non c’è la fiera dello stereotipo o dell’esagerazione, e anche se pure questo drama non è esente da difetti (ma chi lo è?) e la parte finale diventa un po’ prevedibile (non per forza in senso negativo), questo rimane un buono e positivo esempio che potrebbe essere mostrato in una scuola, per inculcare nelle giovani menti un po’ di coscienza delle loro azioni.
Come già detto prima, spettacolare l’interpretazione di Masaki Suda che già da solo vale la visione del drama, anche se pure il cast di supporto ha fatto il suo buon lavoro.
L’unica cosa che mi ha dato fastidio è nel penultimo episodio, che si sarebbe potuta fare mille volte meglio. Una delle studentesse della classe ha una cotta per un compagno e riesce a mettersi insieme a lui per sfinimento. La cosa viene pure usata come comic relief! Non fa ridere! Per carità, la coppietta sarà tanto carina, ma se la cosa fosse stata al contrario, con lui che per dieci o più volte insiste per mettersi insieme (precisiamo, non è che proprio lo perseguitasse, però non è nemmeno giusto portare le persone a dirti sì per sfinimento!) e con lei che continua a rifiutare, lo avremmo visto subito sotto altri occhi.
Per un drama così pieno di insegnamenti, questo è cadere un po’ in basso. Onestamente avrei risolto la cosa in modo diverso…
A parte questo, tutte le restanti ore lo rendono un masterpiece, un pezzo da novanta, finale compreso dove c’è un monologo di Ibuki fenomenale che c’entrerà il cuore di chiunque abbia un minimo di sensibilità. Non lasciatevelo sfuggire!

Touch Your Heart – Jinsimi Data. K-drama. 2019. 16 episodi. Rom-com. 

“You were just so adorable right now.”

La famosa attrice Oh Jin-shim, a causa di uno scandalo che le rovina la carriera, fatica a trovare un nuovo ruolo. Per riuscire ad ottenere la parte della protagonista di un nuovo drama, viene costretta a far esperienza in uno studio legale, in modo da guadagnare esperienza per interpretare il personaggio. Si ritrova a lavorare come segretaria di un avvocato di nome Kwon Jung-rok.

Potevo non vedere un drama in cui i protagonisti sarebbero stati l’amatissima seconda coppia di Goblin? Ovviamente sapevo che non sarebbe stata la stessa cosa, anche se la chimica è sempre quella, la storia non ha la tragicità romantica di Goblin, è una semplice rom-com.
Anche se volevo assolutamente rivedere insieme Yoo In-na e Lee Dong-wook, che ciò accadesse in una semplice commedia non sarebbe stata tra le mie prime scelte. Il bello della storia che avevano in Goblin è che era intensa e drammatica, per questo ti rimaneva nel cuore e ti faceva tifare per una coppia secondaria esattamente come per la principale. Per carità, i due attori insieme erano adorabili come sempre e il drama è anche pieno di scene molto divertenti, però per quanto possa trovare Touch Your Heart un drama carino, non sarà mai nulla più di questo.
Mi sono sinceramente divertita, la loro storia era molto dolce, a volte gli autori si sono sforzati di metterci in mezzo anche qualche caso di avvocati interessante oppure il tizio che ha rovinato la carriera di Oh Jin-shim per aggiungere un po’ di pepe, però di contro ci sono parecchi momenti di noia o lenti (soprattutto nella parte centrale) e, in linea generale, non c’è davvero niente che lo faccia emergere rispetto alle altre rom-com.
A tratti, mi ha ricordato What’s Wrong With Secretary Kim (e no, non è un complimento), con qualche punto di forza in meno, ma con una trama gestita meglio che va a salire nel corso delle ultime puntate anziché arenarsi nel nulla assoluto.
Quindi perché si trova tra i consigli? Perché comunque stiamo parlando di Yoo In-na e Lee Dong-wook, perché se state cercando una commedia romantica leggera, senza troppi problemi e che vi getta zucchero addosso per quanto è dolce, è il drama che fa per voi. Anche se, vi avverto, dopo questa esplosione di glucosio, vi verrà certamente voglia di omicidi. Il che sarebbe dovuto essere il consiglio seguente, se non fosse che Confession poi è finito dritto tra gli (s)consigli. Sono stata sfortunata.

Master’s Sun – Jugun-ui Taeyang. K-drama. 2013. 17 episodi. Rom-com, Fantasy, Horror, Mistery. 

“The brilliant light that gleams off that woman… you dead people aren’t the only ones who see it.
Her light… also glares brightly in my vision.”

Dopo essere rimasta in coma per tre anni, Tae Gong-shil si risveglia con la capacità di vedere i fantasmi. Perseguitata da loro e spaventata da ciò che vede, la vita di successo che aveva fino a prima dell’incidente è perduta.
Una notte di tempesta, Gong-shil sale sull’auto di un freddo CEO, Joo Joong-won, e scopre che il tocco dell’uomo fa sparire i fantasmi intorno a lei. Da quel momento, Gong-shil farà di tutto per stare al suo fianco nonostante l’iniziale disappunto di Joong-won, almeno fino a quando quest’ultimo non scopre quanto le capacità di lei possano aiutarlo a risolvere il mistero dietro il suo rapimento di quindici anni prima.

Ho riesumato questo vecchio drama grazie alle sue ost! Mi sono state suggerite da youtube e dopo averle ascoltate più volte mi sono incuriosita riguardo al drama da cui erano tratte. Il passo tra ascoltare le ost e guardare il drama è stato molto breve!
Inoltre, misteri, romanticismo e un pizzico di fantasy è proprio quello che fa per me, quindi ho accolto il drama con entusiasmo, volevo vedere proprio qualcosa del genere. E che ottima scelta è stata!
Ho adorato il personaggio di Tae Gong-shil (cerchiamo di ignorare quell’arco narrativo verso la fine in cui mi ha fatto arrabbiare più volte). A parte sembrare fuori come un balcone all’inizio, era allegra, divertente, energica e mi è piaciuto proprio come si rapportava a Joong-won e agli altri personaggi (fantasmi compresi!). Il cambiamento che ha avuto alla fine mi ha fatto sentire la mancanza del suo carattere e, solo quando è diventata una versione migliorata di quella che era all’inizio, ho potuto tirare un sospiro di sollievo. Gran merito per il personaggio non va solo a chi l’ha scritto, ma a chi l’ha interpretato. Enormi applausi a Gong-Hyo-jin, è stata magistrale nel ruolo, sia nelle parti drammatiche sia in quelle comiche (che non devono affatto essere state semplici da girare seriamente)! Al contrario, sebbene il suo personaggio mi abbia fatto morire dal ridere e in generale l’abbia trovato originale, So Ji-sub non mi ha fatto impazzire. Faceva una bella coppia con la sua co-star, ma lei l’ha decisamente oscurato (penso però che non dimenticherò mai il gesto di sparire che faceva con la mano). Attorno a loro, tanti personaggi interessanti: la seconda coppia, il segretario migliore del mondo, lo zio, il fantasma del bidone della spazzatura… un insieme di persone (e non) che hanno aiutato i miei due idioti protagonisti, chi più chi meno.
Master’s Sun è ben bilanciato tra parti drammatiche (l’episodio sul cane fantasma mi ha fatto piangere come una disperata) e umorismo sfrenato, insieme a un pizzico di horror e di thriller, e un bel po’ di romance che cresce man mano. Non manca proprio niente a questo drama, anche il finale lascia pienamente soddisfatti (con una scena finale che urla “relationship goal” da tutti i pori), e gli autori peccano un po’ solo verso la fine, allungando il brodo in un modo piuttosto fastidioso ed evitabile. È importante avere qualcuno che possa aiutare a spiegare perché Tae Gong-shil vede i fantasmi? Sì. Lo puoi far spuntare all’improvviso senza dare quasi un minimo di background al personaggio e senza averlo mai nominato prima? NO!
Comunque sia, questo drama mi ha decisamente conquistata e me lo sono divorata in un attimo (e anche meno se avessi avuto più tempo). Se siete in vena di recuperare qualcosa che ha qualche annetto e che magari vi siete persi, Master’s Sun è il titolo giusto.

HIStory 3: Trapped – Tw-drama. 2019. 20 episodi. BL, Rom-com, Action, Thriller, Crime. 

“Of course I have to wait for you to get out, so you can slowly make it up to me!”
“I can make it up to you now.”

Quattro anni prima, un’ufficiale di polizia e un boss di una gang muoiono in circostanze misteriose. L’unico sopravvissuto è Tang Yi, che ora ha preso il posto del defunto boss.
Meng Shao Fei è un poliziotto che da anni cerca di incastrare Tang Yi, convinto che sia lui il responsabile della sparatoria.

Dopo una lunghissima attesa di mesi, finalmente un nuovo drama made in HIStory. Sono contenta che, anno dopo anno, continuino a mettere in scena nuove produzioni e che esse aumentino sempre di più la qualità.
Sebbene, a onor del vero, credo che la stagione 2 di HIStory (soprattutto “Right or Wrong”) a conti fatti mi sia piaciuta un po’ di più, resta il fatto che la qualità sta aumentando. Gli attori erano più che discreti e soprattutto c’era una buona chimica per tutte le coppie, ma in modo particolare finalmente è presente una trama che va al di là di A e B (e C e D) che si mettono insieme. Nel caso specifico, abbiamo tutto il caso da risolvere su cosa sia veramente accaduto quattro anni prima, la vendetta che Tang Yi vorrebbe portare avanti e il mistero sul suo passato. In un certo senso, è Tang Yi il vero protagonista della storia, e per fortuna è un protagonista sfaccettato e interpretato da un attore che ha saputo svolgere degnamente il suo mestiere.
La trama di fondo ha un po’ di ingenuità varie tipiche della narrazione taiwanese, ma come primo tentativo di mettere un qualcosa in più a un BL è decisamente ben riuscito.
Le coppie mi sono piaciute entrambe (non male anche la terza, la cosiddetta “quota etero”), siamo ben lontani (per fortuna) dai tempi di HIStory: Obsessed (io sono tipo l’unica persona al mondo che lo ritiene il drama peggiore della serie) con finalmente coppie sane che sono sullo stesso livello senza stereotipi fastidiosi.
Simpatici tutti i personaggi, ma saranno sempre Jack e i suoi capelli rossi ad avere un posto speciale nel mio cuore. Il suo corteggiamento mediante tonnellate di cibo verso Zhao Zi non me li ha solamente fatti amare, mi ha anche fatto ridere di cuore. Anzi, simpatici tutti, tranne uno! C’è un personaggio che è un vero bastardo! Ritrova il figlio dopo 28 anni e anziché costruire un rapporto con lui, metterci dell’impegno, decide di buttarsi di sotto (letteralmente). Come se il figlio non avesse sofferto abbastanza fino a quel momento… ci sono rimasta malissimo!
Nonostante gli episodi siano ben 20 (12 in più della serie precedente), sembrano ancora troppo pochi, visto che a conti fatti la storia poteva dare ancora qualcosa in più, soprattutto per i personaggi secondari.
Il finale, come sempre per tutti i drama che compongono la serie HIStory, è felice, ma più agrodolce del solito, lasciandoti comunque abbastanza speranza per il futuro. Un po’ spero che decidano di farci un film, l’anno venturo, un po’ come faranno per Crossing The Line quest’anno.
Ora, resto in attesa di HIStory 3: Make Your Days Count, che stanno finendo di girare. Non vedo l’ora di vedere anche questo!

Her Private Life – Geunyeoui Sasaenghwal. K-drama. 2019. 16 episodi. Rom-com, Drama. 

“It’s not that I don’t like holding hands. I don’t like the moment when I have to let it go again.
That warm feeling disappears… and it feels like I’m the only one left in this world.”

Sung Deok-mi lavora come curatrice di un museo d’arte ed è una fanatica fangirl di Cha Shi-an dei White Ocean. Quando la direttrice del museo in cui lavora viene costretta a ritirarsi a causa dei problemi fiscali del marito, prende il suo posto Ryan Gold, un uomo di origini coreane adottato da una famiglia americana. Quando saltano fuori voci false che Deok-mi si sta frequentando con il suo idolo e lei finisce presa di mira da alcune sue fan, Ryan Gold si fa avanti e finge di essere il suo ragazzo per aiutarla.

Reduce da Touch Your Heart e non avendo particolarmente amato What’s Wrong With Secretary Kim lo scorso anno (Park Min-young, sei una brava attrice, per favore fai qualcosa di diverso dalle rom-com), non so esattamente cosa mi abbia spinto a iniziare Her Private Life, non me l’ha consigliato nessuno e non lo avevo nemmeno in lista. Sarà colpa di Viki, Viki e le sue immagini giganti che vedi quando apri il sito e spulci qui e là.
Comunque sia, è decisamente migliore di entrambi i drama che ho nominato. Del primo perché ha qualcosa in più, ad esempio mi è sinceramente piaciuto com’è stato trattato il tema della fangirl ed è ancora più divertente, e del secondo perché almeno gli ultimi episodi non mi hanno fatto addormentare dalla noia e la parte drammatica alla fine è riuscita a emozionarmi e coinvolgermi. Quindi sì, sebbene sia una rom-com fatta e finita, con un plus di drammatico che non guasta mai, nulla di più per farsi una risata e non far lavorare troppo il cervello, è un drama simpatico che fa ammazzare bene il tempo.
Deok-mi e Ryan sono una grande coppia, gli attori hanno un’ottima chimica e il drama è pieno di scene romantiche e di tutti i giorni senza che siano eccessivamente stucchevoli. Non manca anche quel tocco di modernità, sui rapporti interpersonali, su argomenti ancora tabù in Corea e tante altre piccole cose che gli danno quel qualcosa in più da renderlo una visione davvero piacevole. Per esempio, ho adorato come abbiano trattato il fraintendimento iniziale di Ryan verso Deok-mi. Lui si convince che lei e la sua amica Seon-joo siano una coppia e la cosa non viene mai usata come comic-relief perché sono due donne, ma perché tu sei consapevole che loro hanno chiesto di fare a cambio di stanza in albergo perché volevano passare la notte dove era stato il loro idol, mentre lui si fa tutto il film di queste due osteggiate dalla società e che abbiano poco tempo per stare da sole insieme. In più, fino a che non scopre la verità, passa il tempo ad aiutarle in modo assolutamente discreto, il che era molto dolce. Bravi coreani, state facendo un passo nella direzione giusta. Senza contare, che l’amicizia di lunga data tra queste due donne era bellissima a vedersi e cosa assai rara nei k-drama, tanto abituata a una lead e una second che non vanno d’accordo per ovvi motivi. Che sì, anche qui non è mancata la donna che si vuole prendere il protagonista, ma ha un ruolo così piccolo e nemmeno poi così tanto fastidioso che ci si passa tranquillamente sopra. 
Invece, mi sarebbe piaciuto vedere maggiormente il lato americano di Ryan. Visto che una volta tanto abbiamo un personaggio coreano vissuto quasi tutta la sua vita in America, avrei premuto un po’ di più sulle differenze tra le due culture, cosa che al contrario non si nota molto. Per esempio, se ha passato più tempo a parlare inglese che coreano, sarebbe stato divertente vederlo avere problemi con la lingua, sbagliare qualche parola, oppure anche nel modo di approcciarsi agli altri. Un’occasione persa per quanto mi riguarda. Ma è giusto un piccolo appunto, il linea generale non ho trovato grandi difetti e il drama scorre bene dall’inizio alla fine, con giusto qualche momento più lento dell’altro.
Il finale è molto bello. Già solo per il fatto che ci siamo evitati i due protagonisti che si mollano a caso per motivo x e non si vedono per x anni, basta a vincere la giornata.

Love Destiny – Bpoop Phaeh Saniwaat. Larkorn. 2018. 15 episodi. Rom-com, Drama, Historical, Time Travel.

“Who are you?”

Karakade, orfana, vive in Ayutthaya con la famiglia del suo promesso sposo, Por Date, nel 17° secolo. Gelosa di una rivale in amore, costringe le sue serve ad affondare la barca su cui la suddetta sta viaggiando. Nell’incidente, muore la serva della ragazza. Dato che Karakade è conosciuta nella città per il suo pessimo carattere e i suoi atteggiamenti violenti, tutti sono convinti che sia lei la colpevole, in particolare Por Date, il quale la disprezza e non è affatto contento di esserne il promesso sposo. Deciso a punirla per le sue azioni, insieme al padre organizza un rito che la ucciderà se è colpevole, come in effetti accade.
Intanto, nel presente, Kadesurang è un’archeologa che perde la vita durante un incidente d’auto; lo spirito di Karakade la raggiunge e le chiede di vivere al posto suo nel 17° secolo e di redimerla agli occhi degli altri, in questo modo la sua pena, l’inferno, verrà alleviata.
Kadesurang si risveglia come Karakade nel 17° secolo, promessa sposa a un ragazzo che la odia e circondata da un intero villaggio di persone che la disprezzano per le passate azioni della vera Karakade.

Finalmente un larkorn in un mio numero di Say Yes To The Drama! Sono più sorpresa di voi!
Terminato Her Private Life, mi sono detta: “questo articolo sta diventando troppo kdrama centrico, bisogna rimediare!”, quindi ho deciso che mi ci voleva qualcosa di diverso. Ma non solo per l’articolo, avevo voglia di cambiare in generale.
Ad esclusione di qualche BL perché il 95% sono Thai quindi sono tipo obbligata se ne voglio vedere uno, di solito non vedo larkorn. Odio la lingua thailandese, non sopporto assolutamente come suona, per non parlare dei nomi, ma a parte questi dettagli alla fine trascurabili, non ho una buona opinione dei larkorn in termini di qualità (recitazione, cinematografia, sviluppo della trama, ecc…). Per fortuna, sono anche abbastanza aperta di mente da dare una possibilità a tutti, quindi mi sono volutamente cercata su mydramalist il larkorn ritenuto migliore e ho beccato questo (non che questo sia necessariamente il migliore, ma era sicuramente tra i più apprezzati). La trama mi attraeva e le opinioni erano sufficientemente buone, quindi mi sono buttata e me lo sono vista tutto.
Bello! Decisamente si distingue dalla media e non rientra nemmeno tra i tanto famosi slap and kiss thailandesi (ci sono gli schiaffi, ma hanno senso per la trama e per la caratterizzazione della fuori di testa Karakade prima dello scambio di corpo. Non sono fini a se stessi). Discreta la cinematografia e molto interessante l’ambientazione, molto diversa dal solito, infatti non penso esistano molti larkorn di genere storico. Ha peccato molto negli effetti speciali, fatti con due lire bucate, ma per fortuna erano davvero poche le scene che ne necessitavano, quindi si può passarci sopra.
Ho adorato Kadesurang, era un fantastico personaggio e Bella Campen ha interpretato alla perfezione questa simpaticissima persona allegra, gentile e forte, così come ha ben differenziato la proprietaria originale del corpo e il modo orribile con cui si comportava con tutti. Solo per lei, vale la visione di tutto il drama. Al contrario, non ho trovato altrettanto soddisfacente l’interpretazione di Pope come Por Date visto che sostanzialmente aveva 3 espressioni: “ti schifo”, “chi diavolo sei tu che fino a cinque minuti fa eri un diavolo e ora una angelo?” e lo sguardo da pesce lesso innamorato. In ogni caso, c’era abbastanza chimica con Bella e i due personaggi facevano una bella coppia, osteggiata più che da second lead vari (sebbene ci siano e non ci siano allo stesso tempo) dal fantasma della vera Karakade. E dalla loro stessa lentezza… quanto mi hanno fatto penare!

Il drama è un po’ troppo lungo (gli episodi sono solo 15, ma da circa 100-110 minuti l’uno), ci sono delle parti pesanti, infatti sarebbe stato meglio se avessero sveltito qualche storyline di intrigo e storica, per rende la visione più piacevole. A questo proposito, pare che abbiano fatto due versioni, una più snella e una integrale. Io ho visto quella integrale, ma a lungo andare, penso che avrei fatto meglio a vedere l’altra, visto che avrebbe evitato probabilmente di concentrarsi su personaggi che non giravano poi molto intorno a Kadesurang!Karakade. Per carità, è stato interessante vederla interessarsi della politica e ricordare quello che aveva imparato a scuola nel presente, ma per una come me, che per la prima volta si approcciava alla storia thailandese, è stato difficile tenere la concentrazione su alcune parti.
Comunque sia, è un drama che consiglio, particolare, divertente e anche drammatico, con un bel personaggio femminile principale, adatto per immergersi in atmosfere diverse dal solito.

Imaginary Cat – Sangsang go-yang-i. K-drama. 2015-16. 8 episodi. Rom-com, Fantasy.

“We have no choice but to communicate with our emotions, not language.
We look at each other’s eyes carefully and read each other’s minds.
We might not match, but it’s okay if we’re a little different.
Well, it’s like that among humans too.”

Hyun Jong-hyun è un disegnatore di webtoon che non riesce a farsi pubblicare e Bok-gil è la sua gatta.

Torniamo di nuovo in Corea con me medesima che evidentemente voleva farsi del male. Perché del male? Perché Imaginary Cat – no, il gatto non è immaginario. E il drama è fantasy solo perché sentiamo i pensieri della gatta, ma lei non parla agli umani – non è leggero come la trama potrebbe suggerire. Jong-hyun già da solo potrebbe farsi carico di tutto l’angst del drama dal momento che è pieno di traumi, ma purtroppo c’è dell’altro. Infatti, lui è orfano, ha i problemi con il suo lavoro di disegnatore e una quasi fidanzata morta un decennio prima che si potrebbe pensare bastino a reggere tutto il drama visto che complessivamente è lungo appena 5 ore, ma ovviamente non poteva mancare anche la gatta che lui adora e che ora è molto anziana, come il drama ci tiene a ripeterti in continuazione, come a volerti sottilmente suggerire quale potrebbe essere il finale degli otto episodi.
Comunque sia, a chi ama gli animali, pure a chi preferisce i cani ai gatti – tipo me –, farà piacere seguire questo breve drama, che quasi completamente si concentra tra il rapporto tra quest’uomo e la gatta che tanto adora, il tutto contornato dai suddetti traumi e da una nuova amica – se ve lo state chiedendo, un minimo di romance c’è pure qui – con la sua stessa passione.
È un drama tenero, con quale punta di umorismo e che verso la fine potrebbe strapparvi pure qualche lacrima (okay, seriamente, preparate i fazzoletti per l’ultimo episodio). Inoltre, nonostante sia un web-drama, il cast non è composto da completi sconosciuti e anzi c’è qualche mia vecchia conoscenza, come Yoo Seung-ho (che io mi ricordo dal film “Blind”) che di recente ha fatto My Strange Hero, e Cho Hye-Jung che era una delle amiche della protagonista in Weightlifting Fairy Kim Bok-Joo (e anche altri attori).

What The Duck: The Series – What the Duck – Rak laen ding. Thai-drama. 2018. 20 episodi. BL, Rom-com. 

“Someone like me, I don’t dare think about the future.
Just getting to be happy these days is already good enough.”
“Staying like this is not bad.”

Fallito l’esame per diventare pilota, ma volendo comunque lavorare a contatto con gli aerei, Pop accetta un lavoro come servizio di catering per un aeroporto, mentre la sua ragazza, Mo, lavora come hostess.
Pop conosce Oat, un collega, che a causa di una scommessa comincia a fargli delle avance. Intanto, Rambo e Pree sono felicemente fidanzati, ma il desiderio del padre di Bo che si sposi presto con una ragazza li allontana.

A essere onesti, questo drama non è né carne né pesce (e, a onor del vero, è un inserimento dell’ultimo minuto perché l’ho visto mesi fa). Potrei tranquillamente infilarlo in mezzo agli sconsigli per i suoi difetti, ma anche tra i consigli per i suoi pregi. Quindi dai, mi sento buona e lo metto in mezzo alle cose positive. Ricordatevi però che è un consiglio a metà e se penda più verso il sì o il no dipende dal mio umore.
Fatta questa doverosa premessa, parliamo degli aspetti positivi. Di What The Duck: The Series ho apprezzato l’ambientazione. Dato che la maggioranza dei BL Thai tendono a essere ambientati al liceo o all’università, che questa volta ci trovassimo nel mondo del lavoro e in uno poco sfruttato come un aeroporto, era veramente interessante (inoltre non poteva fare a meno di ricordarmi “Neanche il tempo di sognare” di Yugi Yamada, volume unico pubblicato da Flashbook anni fa che ho letteralmente adorato). A differenza del resto del mondo temo (tanto per cambiare), mi è piaciuta un sacco la coppia principale. Mi piacciono gli sviluppi lenti, che quando arrivi effettivamente a qualcosa sei davvero felice. Lo sviluppo del loro rapporto è stato lungi dall’essere perfetto, ma nel complesso ho apprezzato la loro storia e arrivata alla fine dei 20 episodi ero più o meno soddisfatta (The Final Call? Gli otto episodi finali? NON ho idea di che cosa stiate parlando!). Infine, una volta tanto, una fidanzata di uno dei protagonisti che ha una storia a sé, anche abbastanza interessante, e che non sia poi tanto insopportabile.
Al contrario, e qui arriviamo ai punti negativi, ho ODIATO Bo e Pree. Ho odiato loro, la loro relazione, la loro storyline, ogni singolo minuto in cui erano presenti, insieme o separati. C’era chimica tra di loro? Certo. Il tutto è stato gestito in un modo apprezzabile? ANCHE NO.
Quindi, per quanto mi riguarda, se What The Duck: The Series si fosse fermato a Pop e Oat, il drama mi sarebbe piaciuto infinitamente di più e non sarei stata indecisa su dove collocarlo, ma non è stato così. Per fortuna c’erano le paperelle di gomma. Ma quanto erano carine?

Concludiamo come al solito con gli sconsigli! Confession (K-drama. 2019. 16 episodi. Legal Drama) racconta di Choi Do-Hyun, un avvocato che quando era un ragazzo ha subito un trapianto di cuore e il cui padre è finito in prigione nel braccio della morte. Ora, Choi Do-Hyun, insieme all’aiuto di un ex poliziotto, sta cercando di scagionare il padre.
Confession non aveva cominciato il suo viaggio tra gli sconsigli, non l’ho odiato fin dal primo momento, ma come può capitare, quello che ti sembra all’inizio non lo è più dopo un po’ di episodi. Questo è uno di quei casi. All’inizio stavo seguendo bene la storia, ma ben presto ho cominciato ad annoiarmi da morire. La storia non si è complicata in modo interessante, ma piena di banalità che mi hanno colpito davvero poco.
Sul serio, mi sto annoiando pure a scrivere questo commento.
A me il genere legal nei drama piace, mi piacciono le investigazioni e tutto, ma Confession non ha mantenuto le premesse, per quanto mi riguarda. Più che uno sconsiglio è un “non fa per me, ma magari a te sì”. Non lo sconsiglio perché lo trovo oggettivamente brutto, non è girato male e gli attori sono bravi, ho semplicemente beccato il drama sbagliato. Ed è un vero peccato, perché era un momento in cui volevo qualcosa di poco o per niente romantico e non ho affatto ottenuto quello a cui aspiravo. Sarà per un’altra volta.

Siamo arrivati alla fine. Avete visto qualcuno di questi drama? Sono in lista? Fatemelo sapere con un bel commento!

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate. Ed Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica.

Ringraziamo: Nσи sσlσ Ðяαмα иеllα Teѕтα | Drama,Drama e ancora Drama | *_TheWorldDrama_* | A.A.A cercasi dramas disperatamente | DRAMA che passione | I love telefilm & film ∞

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