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Recensione | NOS4A2

Senza nessuna informazione o riferimento letterario su NOS4A2, la premessa del titolo richiama allo spettatore appassionato di cinema un caposaldo dell’horror, difatti l’opera recupera attraverso la sigla di una targa Nosferatu di Murnau, punto fermo del cinema espressionista tedesco. Sebbene la serie televisiva ideata da Jami O’Brien, abbia l’intenzione di produrre momenti terrificanti connessi alla figura di Charlie Manx, l’antagonista principale, la scrittura sceglie appositamente di limitare l’horror per descrivere le conseguenze di rapporti disfunzionali all’interno di una famiglia. Sono questi ultimi la causa di tutto, essi difatti determineranno il coinvolgimento di una creatura antica che si scontrerà con Victoria McQueen, una persona dotata di un potere peculiare: ritrovare ciò che è scomparso, sia oggetti sia esseri viventi. Tra portali, mostri e molto altro, la narrazione racconta le disavventure dei nostri protagonisti per aver incrociato Charlie Manx, una creatura che rapisce bambini per poi portarli a Christmasland, un luogo magico quasi inaccessibile.

Distribuita su Prime Video dal 7 giugno e basata sul romanzo horror di Joe Hill, la serie proviene dalla rete televisiva di spicco AMC, conosciuta in special modo per The Walking Dead, Mad Men e Breaking Bad. Dai primissimi minuti dell’episodio è subito intuibile come la festività natalizia sarà molto presente nell’arco della storia, la quale si servirà come altri prodotti audiovisivi (Krampus – Natale non è sempre Natale o Silent Night) di elementi natalizi riproposti in chiave orrorifica, senza essere mai realmente spaventosa. Se la dicotomia Bene – Male appare spesso fin troppo marcata e perciò poco interessante in questo tipo di racconto, il nucleo familiare non è mai sottoposto a generalizzazioni fastidiose come: padre burbero e madre comprensiva. È proprio nella descrizione ricca di sfumature della famiglia di Vic che NOS4A2 trova il suo punto di forza, scegliendo delle caratterizzazioni non mirate al consenso totale di un personaggio ma vedendone sempre luci e ombre.

Quando si esce dai rapporti parentali della protagonista c’è molta più banalità, come ad esempio la relazione sentimentale insulsa e mai coinvolgente tra Vic e Craig, perfino Christmasland, il luogo in teoria più terrificante del racconto risulta non solo poco esplorato ma mal sfruttato come moltissime altro. Non si può dire lo stesso di Ashleigh Cummings, qui in veste di protagonista che interpreta con grande intensità Vic McQueen, valorizzata da moltissimi primissimi e primi piani, mentre il bravissimo Zachary Quinto non riesce a essere convincente nei panni di Charlie Manx, mai spaventoso come dovrebbe apparire. NOS4A2 è un prodotto con molto potenziale che però fallisce dove dovrebbe avere i suoi punti di forza, difatti con qualche accorgimento in scrittura la serie potrebbe essere decisamente più efficace nel mostrare orrore e perdizione di personaggi con poteri peculiari.            

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