Parliamone/Telefilm

Parliamone | The Society, un teen drama non proprio teen

Ciao a tutti voi lettori pelati, oggi vi voglio parlare di una serie Originale Netflix, The Society,pubblicata sul servizio streaming il 10 Maggio. Ovviamente nell’articolo ci saranno spoiler su tutta la prima stagione, quindi continuate a vostro rischio e pericolo.

La serie ruota intorno ad un gruppo di studenti dell’ultimo anno di superiori, che dopo una gita rimandata causa maltempo, si ritrovano a tornare in una città uguale alla loro, dove c’è tutto quello che avevano lasciato lì poche ore prima, tranne che sia disabitata. La città è completamente vuota, non ci sono i loro genitori, gli altri adulti, ne ragazzi più grandi o più piccoli di loro, ci sono solo loro, un gruppo di circa 200 studenti adolescenti che dovranno cercare di capire come sono finiti in questo posto, da cui è impossibili uscire, visto che è circondato da vegetazione tutt’intorno, perché si trovano lì, ma soprattutto, cosa fare nel frattempo, come sopravvivere.

The Society è una serie composta da soli attori giovani, ma non è propriamente una serie teen. Sì, ci sono delle sottotrame molto teen, a volte anche troppo, ma la serie vuole in realtà raccontare più l’aspetto politico che si dovrà andare a costruire in questa nuova Società, una nuova società, che potrà ricominciare daccapo, priva di qualsiasi errore commesso precedentemente. Può essere quindi una nuova chance per l’umanità di dimostrare il proprio valore. Ma secondo voi un gruppo di adolescenti americani, in preda agli ormoni, è in grado di riuscirci? Ovviamente no, o almeno sembra essere impossibile in questa prima stagione.

Iniziamo dicendo che la parte politica è quella che sicuramente funziona di più nello show. Non c’è nessuna mossa politica prevedibile, anzi, e vi è un continuo ribaltamento delle dinamiche tra chi possiede il potere e chi no. Proprio il potere è quello che incrina costantemente questa nuova società: tutti lo vogliono, ma si sa che essere al potere non fa per tutti. Quella che inizia come democrazia socialista, diventa ben presto una forma di dittatura, anche se continua a mantenere dei lati positivi, mentre c’è intanto chi trama per creare un’anarchia basata sul terrore, e sembra quasi riuscirci visto che alla fine chi acquista il potere è una coppia di due miracolati, che riescono ad arrivare al potere soltanto attraverso una fitta rete di bugie e minacce. Sembra quindi di essere non davanti ad un teen drama, ma più ad un thriller politico, ed è proprio questa la novità che porta questo show, che mostra come potrebbe essere un futuro distopico dove a dover governare ci siano dei ragazzini privilegiati, della media e alta borghesia americana, figli di una cultura dove il più forte vince sempre ed estranei però alla vita adulta. Soltanto per questo, per me lo show è promosso a pieni voti: non cade mai nel banale, non ha paura di essere crudo quando deve esserlo, né di mostrare gli adolescenti per quello che sono, senza aggiungere quell’eccessiva dose di dolcezza e spensieratezza che troppo spesso ricopre i prodotti teen, specialmente delle reti generaliste.

Ma ora parliamo dei personaggi principali, con i quali spesso gli autori non sapevano cosa fare, in quanto forse troppi:

Iniziamo con Cassandra, l’intelligente studentessa che doveva frequentare Yale. Cassandra è il personaggio sicuramente più maturo, con la testa sulle spalle, idee chiare e posizioni politiche solide. Cassandra vuole costruire una specie di socialismo, basato sulla condivisione delle mansioni, del cibo e delle case. Sembra essere l’unica davvero preoccupata per il benessere di tutti i ragazzi, ma ovviamente, il suo essere decisa e con delle opinioni, ma anche, e forse soprattutto, l’essere donna, la rende un nemico per coloro che vogliono invece rimanere allo status quo della loro vita precedente. Per questo, alla fine dell’episodio più teen della stagione, quello del prom, Cassandra viene uccisa da due colpi di pistola, inaspettatamente e senza ragioni. La morte di Cassandra da il via ad una serie di situazioni che porteranno sua sorella Allie al potere. Cassandra era decisamente un personaggio scomodo per gli altri ragazzi, un’adulta in mezzo a dei ragazzini, troppo cresciuta per gli altri, soprattutto per i ragazzi, che la vedono come un ostacolo alla loro libertà di poveri e stupidi maschi alpha, i quali non possono vedere una donna al loro posto. Cassandra muore vittima del maschilismo, della stupidità adolescenziale, della cattiveria gratuita che troppo spesso dilaga tra i ragazzi.

Allie, da timida adolescente sempre all’ombra della sorella maggiore, dovrà, dopo la sua morte, prendere le redini di tutto, portando avanti gli ideali di Cassandra, ma rendendosi sempre più conto che il suo omicidio ha fatto crollare quelle poche e fragili fondamenta che la sorella era riuscita a costruire. Allie nel corso degli episodi si trasformerà, passando da vittima di una situazione folle, a carnefice, fino a costruire una sorta di dittatura, dove le cose funzionano, per la maggior parte, ma dove è facile anche far scaturire il malcontento generale. Allie è la ragazza simbolo di questo prima stagione, quasi tutto ruota intorno a lei e alle sue decisioni, investita di una responsabilità che non ha cercato, che non ha voluto; messa al potere da altri, che però quando le cose si sono complicate, sono stati i primi a girarle le spalle e ha colpevolizzarla per le sue scelte. Quando Allie ha condannato a morte Dewey, il presunto omicida di Cassandra, è importante ricordarsi che sono stati i ragazzi della Guardia e Will a dirle che doveva prendere al più presto una decisione e che la pena di morte sarebbe stata la più giusta. E alla sua morte gridavano anche gli altri ragazzi, che però, appena Allie ha preso l’ardua decisione, hanno cominciato a voltarle le spalle. Allie è stata il capro espiatorio per molti, le sue scelte prima sono state condivise e poi odiate, perché si sa, non si può mai far felice nessuno governando, specialmente se sei salita al governo perché sorella di. La serie termina con Allie e Will che vengono rinchiusi dal nuovo “governo”, sotto false accuse, e dall’essere rispettata passa ad essere la più odiata di tutti, con una facilità alquanto imbarazzante. Questo è sicuramente un punto a sfavore della serie, un finale troppo veloce ed un trasformare i non protagonisti della serie, ovvero la maggior parte della popolazione, in un gregge di pecore disposto a credere a Lexie, Harry e Luke, senza che gli sia mostrata alcuna prova. Che gli adolescenti siano volubili è vero, ma non fino a questo punto, anche perché il tutto cozza con il fatto che per Dewey era stato fatto un processo, mentre per Allie e Will è bastata l’accusa degli altri due candidati al ruolo di sindaco per far finire il suo potere. Un’espediente utile per la prossima stagione, ma forse troppo raffazzonato per concludere la prima, anche perché il tutto viene organizzato da Campbell nell’ultimo episodio.

Will è invece uno dei personaggi più inutili. Fa da confidente ad Allie, da interesse amoroso per Kelly prima e per Allie poi. Un personaggio debole, mal costruito, che non ha un’identità propria e delle cui vicissitudini amorose importa molto poco. Per non parlare del fatto che sembra un bambino sul corpo di un adulto e questa cosa mi ha disturbato parecchio. Non capisco la scelta degli autori di creare un personaggio così, senza capo né coda, che fa soltanto da belloccio per 10 episodi. La sua importanza sulla scena politica è nulla e non è neanche il migliore dei consiglieri, visto che Grizz e Gordie sono decisamente più utili. Allora perché è uno dei personaggi principali? Non si sa.

Harry è probabilmente il personaggio più odioso di tutti. Il bello e ricco figlio del sindaco, il più privilegiato di tutti, re della scuola e più grande idiota. Harry è un personaggio che non cresce, che rimane ancorato al passato, a quelle cose materiali, che nel nuovo mondo dove è ambientata la serie, non servono a nulla, ad uno status quo ormai impossibile. Harry ha sì una crisi d’identità, ma invece di cercare di lasciarsi indietro lo stereotipo che incarna, se ne getta a capofitto, facendosi manipolare molto facilmente da Campbell e dalla droga. Harry rappresenta perfettamente l’America di Trump, basata su un capitalismo sfrenato e sulla predominanza dell’uomo bianco, ricco e etero. Ecco, Harry è l’esatta rappresentazione di quelle persone che non hanno mai dovuto lottare nella vita perché tutto gli è stato donato, ma allo stesso tempo sono vittime stesse della società da loro creata, incapaci di uscire dal costume assegnatogli dalla vita. Harry è un traditore, un bugiardo, un’arrivista ed un egoista, e non lo dico perché il personaggio non mi piace, ma perché è così che deve essere rappresentato ed è uno di quei personaggi fatti a posta per essere detestati, il villain diciamo, anche se in realtà non è nient’altro che un pupazzo nelle mani del vero cattivo della serie. Anche con lui gli autori gli hanno voluto dare una trama secondaria romantica con Kelly prima, sicuramente la relazione con più strascichi della serie, e con Allie dopo, anche se quest’ultima è stata un po’ messa tanto per, visto che per adesso non vi sono stati dei risvolti correlati, anzi, Harry non ha esitato molto prima di tradire Allie e pugnalarla alle spalle.

Lexie è un personaggio secondario che esplode negli ultimi episodi. Una ragazza che sa quali tasti pigiare per portare a sé il maggior numero di cittadini, ma che non ha nessun’idea di come poi gestire nel caso in cui vada al potere. Potrà anche promettere lavori migliori per tutti, e nessuno dovrà raccogliere i rifiuti, ma se nessuno vuole farlo, chi lo farà? Non ci sono gli adulti a mettere a posto i casini degli adolescenti, ma Lexie punta su un malcontento generale, sempre alla solita massa di pecore senza cervello, cercando un potere che poi è chiarissimo non saprà gestire. Anche lei fungerà probabilmente da marionetta per Campbell e basta, mossa all’inizio dal risentimento verso Allie e la sua Guardia, per poi mettersi in combutta proprio con quest’ultimi. Ah, gli ideali, che cosa effimera.

Poi ci sono Sam e Grizz, la coppia  che serve per il queer baiting dello show. Appaiono insieme solo in tre episodi, come coppia avranno neanche 15 minuti sullo schermo, eppure tutti se ne sono innamorati, ovviamente più le fangirls che appena vedono qualcosa di “cute” ed LGBT+ partono subito con la ship, senza fermarsi un attimo a guardare veramente. Sì, Sam e Grizz sono molto carini come coppia e anche come personaggi separati: Grizz è il giocatore di football atipico, intelligente e colto, il personaggio maschile più positivo di tutti; Sam è invece un amico fedele, disposto a tutto pur di aiutare la sua amica Becca a nascondere il suo segreto, scelta che sarà lui però a dover pagare più di lei, visto che si ritrova a mentire praticamente a tutti quelli che conosce. La loro è una storia che poteva essere raccontata in molti più scene, facendoli avvicinare lentamente ma sempre di più, ma invece i due si baciano, si dichiarano e fanno sesso nel giro di 10 minuti nel settimo episodio, e nello stesso litigano perché Grizz scopre che il figlio di Becca è di Sam, una cavolata enorme visto che la ragazza bastava dicesse a chi chiedeva che era di un ragazzo più grande, e si arrabbia come se fossero una coppia sposata da dieci anni. Una cosa assurda e completamente senza senso. I due hanno parlato letteralmente per 5 minuti prima di andare a letto, che per carità, libertà sessuale per tutti, ma dopo così poco tempo che due persone si conoscono, è stupido far passare il tutto come se fossero una coppia ormai consolidata perché non è vero. La rabbia di Grizz è alquanto immotivata proprio perché i due, come è stato anche ribadito nell’episodio, non hanno mai parlato prima, quando erano a scuola, e si sono scambiati qualche battuta al prom, ovvero più di sei mesi prima della loro notte insieme. Si può chiamare relazione? NO. Possono essere considerati una coppia? NO. Grizz aveva il diritto di arrabbiarsi? NO. Sam rimane un cretino? Assolutamente sì. Da gay vi dico che quando vedo la rappresentazione all’interno degli show sono molto contento, però devo dire che mi sono anche stufato di vedere la “storia gay” rilegata a scene di brevissima durata, per lo più senza una narrazione costante e solida, come invece accade per tutte le altre coppie dello show. Ma ciò non accade solo in The Society, sono tanti gli show che buttano in mezzo un personaggio LGBT+ nella serie, e poi lo rilegano a parti secondari o al non avere assolutamente alcuna importanza nella trama, dandogli poi delle storielle superficiali per far felici i fan. Io dico, se non siete in grado di dare un senso a personaggi non etero e cisgender, non metteteli che è meglio, perché alla lunga stanca vedere sempre le stesse cose. In questo caso, visto che la coppia è stata, ovviamente, molto amata dai fan, nella prossima stagione mi auguro che abbiano una storyline più sensata e lineare, invece di dare spazio per TROPPI minuti, alle varie vicende amorose dell’inutile Will. Sam e Grizz sono molto carini insieme e gli attori sono molto bravi, ma è la ship del secolo? Non ancora, speriamo lo diventi (parlo come una fangirl disagiata, basta).

Ci sono ancora tanti personaggi di cui parlare, tra cui Helena, personaggio che ho apprezzato molto durante la serie ma che poi mi è andata un po’ a scadere con l’ultimo episodio, dove poteva dimostrare maggiormente la sua intuitività; Kelly, la ex ragazza di Harry, un’altra figura femminile molto positiva, che non si arrende mai, disposta a lottare sempre contro le ineguaglianze e per i suo sogni, aiutando nel frattempo chiunque abbia bisogno, un personaggio decisamente positivo; arriviamo poi a Luke, Clark e Jason, i tre giocatori di football classici: bellocci, si credono i più importanti del mondo, ma la loro intelligenza è pari al nulla cosmico, sono quindi solo forza bruta da sfruttare per chi sta al governo. L’unica speranza era sicuramente rappresentata da Luke, il più “umano” dei tre, ma anche lui cede al fascino del potere, arrivando a mentire a tutti su Allie e Will, anche ad Helena, la sua promessa sposa. Poi c’è Elle, una ragazza fredda, con pochi amici, che viene conquistata dal fascino di Campbell, ma che presto si pentirà della sua scelta. Elle è sicuramente una ragazza scaltra, che però ha mille paure, ma che probabilmente nella prossima stagione darà molte soddisfazioni, visto che sembra essere decisa ad eliminare il suo ragazzo e ciò che lui ha creato.

Ed infine parliamo di lui, Campbell, il vero villain della serie. Uno psicopatico violento, egoista e pronto a tutto pur di avere quello che vuole. Campbell è cattivo, non ha assolutamente nessun lato positivo, ed il suo amore per Elle non è nient’altro che una recita, perché, come ha detto Sam, lui non prova le stesse emozioni che provano gli altri, ma recita, facendo finta di provarle. Campbell è il cattivo perfetto, la sua pazzia e la sua relazione tossica con Elle lo rendono un personaggio imprevedibile; la sua capacità nel manovrare le fragili menti dei più deboli (Harry, Clark, Jason, Luke, Lexie) lo rendono il più temibile tra tutti. L’attore che lo interpreta, Toby Wallace, è bravissimo nel dare sempre quella scintilla di pazzia che giace dentro di lui, ma c’è un problema. Molto spesso questi personaggi cattivi sono tra i più amati dai fan, specialmente quando si tratta di bei ragazzi e Toby Wallace lo è. Ma allora dov’è il problema? Il problema, secondo me, potrebbe essere che, dato l’enorme fascino che i fan provano per Campbell, gli autori decidano di redimerlo, facendolo passare come un povero emarginato, che ha praticamente distrutto l’unica cosa buona che i ragazzi erano riusciti a creare, solo per amore e questo sarebbe inconcepibile. Campbell non può essere redento, è un violento, abusa di Elle e di tutti, è maligno senza ragione, ed è per questo che funziona, è il cattivo che dovrà essere sconfitto per avere la pace, è questa l’unica soluzione e lo si capisce già dal primo episodio, quando spara in chiesa e punta l’arma contro sua cugina Cassandra, solo per attirare l’attenzione. Campbell non può diventare un personaggio positivo, non deve! Il fandom può anche dare un nome alla ship tra Campbell e Elle (che ragazzi è da malati cavolo, il loro non è un rapporto amoroso ma che si basa sulla paura, come fate a non capirlo?), ma gli autori devono continuare nel loro percorso, forse dimostrando ancora di più quanto sia irrecuperabile, così da farlo capire anche a quei fan che lo trovano un personaggio buono perché fa tutto per amore (sì, ho letto commenti del genere e sì, mi è venuta la pelle d’oca), che Campbell è, e potrà essere, solo il cattivo della storia. PUNTO.

Concludo questo lungo articolo invitandovi a farmi sapere le vostre opinioni sulla serie, voglio sapere cosa credete sia successo ai ragazzi e perché si trovino in questa New Ham, io penso che si tratti di una punizione e di una maledizione dovuta alle azioni dei genitori, ma potrebbe anche essere che loro siano morti e che si trovino in una specie di Purgatorio, chissà. Fatemi quindi sapere cosa ne pensate voi della serie, dei personaggi, della trama e se anche voi volete una seconda stagione al più presto come me. A proposito, Netflix non ha ancora ufficializzato il rinnovo, ma visto l’enorme quantitativo di fan della serie, sopratutto negli States, dubito che venga cancellata.

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2 thoughts on “Parliamone | The Society, un teen drama non proprio teen

  1. Interessante. Mi hai incuriosita parecchio. Appena posso la guarderò.
    Riguardo ai tuoi dubbi/speranze sulle scelte autoriali per una possibile seconda stagione: la penso come te, però ultimamente gli autori tengono molto in alta considerazione il parere del fandom per cui mi preparerei al peggio.
    Mchan
    Ps: riguardo alla coppia gay, magari il discorso/gelosia ci poteva pure stare, esistono persone troppo possessive che sono gelosissime anche del passato del proprio nuovo partner, però doveva esserci una controparte più reattiva che mi sembra non ci sia stata. Perché la questione non è normale. Magari lo approfondiranno nella prossima stagione. O magari lasceranno cadere la cosa.

    Piace a 1 persona

    • Il problema è proprio questo, snaturare la natura di una serie per far felici i fan, che poi alle volte si fanno più errori usando troppo fan service che facendo di testa propria diciamo, è successo con Got ma anche con tante altre serie.
      Riguardo la coppia gay, la gelosia ci sta, ma fidati che quando lo guarderai rimarrai veramente senza parole dopo le loro scene, perché proprio dal punto di vista della loro storia, non ha assolutamente senso come il climax, ovvero la lite, sia stata messa lì. Sono sicuro che nella seconda stagione la cosa risalterà fuori, anche se adesso sembra esserci stato un chiarimento tra i due, anche perché tra 200 e passa studenti sembrano essere gli unici gay per il momento (un bel po’ surreale, ma ok…), e quindi sono la loro gallina dalle uova d’oro.

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