Telefilm/The Handmaid's Tale

Recensione | The Handmaid’s Tale 3×05 “Unknown Caller”

La apriamo così, con una gif di Tina che riassume il mio mood verso Serena dopo questo episodio. Se avete letto le recensioni precedenti, sapete che stavo sperando in una sua completa redenzione, invece ha fatto diecimila passi indietro, lasciandosi abbindolare da Fred e dalle sue belle paroline per riavere Nichole a casa con lei, nonostante casa sia il posto peggiore al mondo per crescere una figlia femmina. Avevo brutti presentimenti fin da subito, da quando aveva cominciato a chiedere di poterla vedere per dirle addio, perché era scontato che non si sarebbe accontentata di un ultimo saluto all’aeroporto di Toronto con Luke a fare da protettore della bambina, ma non pensavo che sarebbe tornata dal marito e avrebbe acconsentito a mettere in scena quel teatrino mediatico in cui chiedono (o meglio, lui chiede) in mondovisione di riportarla da loro.
Non si fa, mi sento tradita.
Ovviamente June viene prelevata dagli Occhi e costretta a partecipare come comparsa sullo sfondo mentre questi due pazzi furiosi cercano di distruggere l’unica cosa concreta che ha fatto in tre stagioni e, a giudicare dal suo ultimo sguardo prima dei titoli di coda, la settimana prossima la vedremo, giustamente, parecchio incazzata.

I want you to owe me

Facciamo un passo indietro per capire come siamo arrivati a questa sorta di pubblicità progresso di cui avremmo volentieri fatto a meno. Serena chiede a June di chiamare Luke e organizzare un incontro per lei e Fred in modo da poter dare un saluto definitivo alla bambina e l’ancella si vede costretta ad accettare. Assistiamo così ad una delle scene migliori di questa stagione, in cui June telefona a Luke (sono anni che non si vedono né sentono ndr): ovviamente non poteva mica esaurirsi con la richiesta e l’accettazione da parte di Luke all’unica condizione di incontrare solo Serena, dovevamo soffrire fino in fondo e così i due, per la prima volta dopo una vita, si dicono ti amo, il tutto ascoltato dai Waterford, il Comandante Lawrence e un Occhio che seguiva la telefonata. Ancora più straziante il tentativo di June di mantenere un contegno e trattenere le lacrime davanti a tutte quelle persone: Elisabeth Moss si è davvero superata.

Anche l’incontro di per sé è stato molto emozionante, con una Serena in abiti civili (non hai finalmente provato un senso di libertà? Così, per dire…) e un Luke particolarmente sulla difensiva, ma che pian piano si scioglie, arrivando perfino a darle Nichole in braccio. Insomma, una Serena molto simile alla Janine dello scorso episodio – anche a livello di stabilità mentale, come si vede in un paio di scene dopo dove si dispera e distrugge tutto quello che le capita a tiro – con la differenza che alla fine nessuno la bastona. Fosse finita così il mio amore per questo personaggio sarebbe aumentato ulteriormente, invece è arrivata la batosta della regressione, che posso capire fino ad un certo punto ma decisamente non approvare.

Parlando di Luke, in questo episodio riceve schiaffi a destra e a sinistra, perché alla fine riceve di soppiatto una cassetta incisa da June – improvvisatasi novella Hannah Baker – in cui gli dice che la bambina è il frutto dell’amore tra due persone e che proprio perché non esistono certezze su un loro futuro ricongiungimento è meglio per lui provare ad andare avanti per sopravvivere, nonostante il suo cuore gli apparterrà sempre. Un messaggio bellissimo e triste allo stesso tempo, che si collega al monologo iniziale in cui June afferma che non si può morire d’amore, ma per la sua mancanza sì e questo suo “permesso”, se così vogliamo chiamarlo, non fa altro che confermare quanto tenga ancora a quest’uomo.
C’erano 30 gradi e io avevo i brividi, tutto nella norma…

“Under His Eye” “Fuck You”

Mi vedo costretta, arrivati a metà stagione, a spendere due parole su quello che è potenzialmente uno dei personaggi più fastidiosi dell’intera serie: Ofmatthew, la compagna di passeggiata di June. Fanatica fino al midollo, non capisco ancora se creda effettivamente ai “valori” di Gilead oppure sia il frutto migliore di un’opera di indottrinamento, ma in questo episodio la vediamo in una nuova luce, quasi terrorizzata, perché finalmente è rimasta incinta, ma non sembra troppo contenta, anzi… Lo confessa a June con la stessa sicurezza e tranquillità con cui io mi presento di solito agli esami e cioè inesistente. Staremo a vedere come si evolverà la faccenda, magari me la faranno compatire alla fine com’era successo con la ragazzina-moglie di Nick nella scorsa stagione…

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