Telefilm/The Handmaid's Tale

Recensione | The Handmaid’s Tale 3×03 “Useful”

Come durante lo scorso episodio, continuiamo ad addentrarci nei meandri della Resistenza di Gilead: una Resistenza fatta soprattutto di Marthe e Ancelle che hanno iniziato anche una lotta armata in alcune città del paese. Ma è anche una Resistenza di cui sono a conoscenza solo i Comandanti e altri pochi eletti, dato che si evita come la peste di chiamare fuggitivi e attentati con il loro nome.

How tempting it is inventing a humanity for anyone at all

Questa 3×03 ci permette anche di conoscere meglio il Comandante Lawrence, stimato da tutti come una delle principali menti brillanti dietro Gilead, ma è anche un uomo decisamente sui generis, che odia le riunioni e avere a che fare in generale con le persone. Il suo dialogo con June mi ha lasciato molto perplessa: afferma di aver aiutato Emily a fuggire perché ha visto in lei un grande potenziale, mentre accusa June di non aver fatto ancora nulla di utile per la rivolta. Effettivamente il suo discorso non fa una piega, dato che la nostra eroina finora si è mossa esclusivamente per i propri interessi e soprattutto non riesce a concepire l’idea di un cambiamento lento. Lei vorrebbe tutto e subito, mentre Lawrence è uno stratega, lavora minuto per minuto e questa differenza tra loro si palesa quando lui le chiede di scegliere 5 persone da salvare all’interno un gruppo di donne destinate alle colonie e lei gli risponde di salvarle tutte, sfruttando il suo potere.
Onestamente non mi è ancora chiaro da che parte stia quest’uomo, ma sicuramente è un personaggio che ha molto da raccontare.

Un altro che non la dice giusta è Nick, rispuntato dopo due episodi come Comandante e futuro combattente a Chicago, sotto lo sguardo di una June incredula. Nonostante questa svolta, però, la tensione tra i due resta palese e infatti concludono la loro discussione a porte chiuse… Vedremo cosa ci riserveranno questi nuovi episodi per lui.

There is no place for you in this world without Fred

Chi se la passa peggio in questo episodio è decisamente Serena, costretta, dopo aver preso spunto da Daenerys Targaryen e dato fuoco alla casa, a tornare da sua madre, che la accoglie con circoli di preghiera e parole molto confortanti, che possiamo riassumere con “torna da tuo marito che senza non vali nulla.”
Il premio Stannis Baratheon come genitore dell’anno potrebbe vincerlo lei…
Tra l’altro, anche Fred sembra propenso a riprovare a costruire quella che in realtà non è mai stata una coppia felice, ma Serena non ci sta, non vuole tornare da quell’uomo che sapeva che sarebbe stata mutilata e non ha fatto nulla per impedirlo.
Meravigliosa la scena sulla spiaggia, con lei che lascia a riva la protesi regalatale da Rita e si avvia in mare, sempre più a largo. Per un attimo ho creduto che si sarebbe suicidata, ma in realtà questo personaggio ha ancora così tanto da sviluppare che sarebbe stata una perdita troppo grande, infatti sono felice che gli autori abbiano deciso di lasciarla ancora un po’ tra noi. Non so quanto durerà, ho l’impressione che potremmo dire addio a Yvonne Strahovski entro fine stagione, magari a compimento della sua evoluzione in paladina della Resistenza.

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate. Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica.

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