Alto Mare/Telefilm

Recensione | Alto Mare 1×07 e 1×08 “Tre ore”, “Caino”

Eccoci arrivati alla conclusione di Alto Mare. Ma sarà una vera conclusione? La seconda stagione è già stata confermata ed, effettivamente, gli stessi ultimi due episodi gettano le fondamenta per nuovi sviluppi della storia, dunque possiamo aspettarci tante altre avventure sul transatlantico più sfortunato della Spagna.

Nel settimo episodio Eva raggiunge il suo picco di stupidità quando, ricattata da Rojas che ha avvelenato Carolina, chiede aiuto a chiunque tranne che a l’unica persona che potrebbe davvero aiutarla: Nicolas. La perdono solamente perché, grazie alle sue pessime decisioni, abbiamo fatto la conoscenza di un nuovo personaggio (già confermato come series regular per la prossima stagione) che sembra il fratello occhialuto di Jon Snow. Spero che del suo punto di vista faranno un uso migliore di quello di Dimas o Veronica: voglio disperatamente qualcuno della terza classe coinvolto attivamente nelle indagini, Jon Snow scassinatore, ti prego, non deludermi.

Chiusa questa piccola parentesi a tema Game of Thrones, torniamo (purtroppo) alla stupidità di Eva che arriva persino a minacciare Nicolas con una pistola per farsi dare il microfilm. Eva cara, ma ti pare che se gli avessi detto la verità su come solo i microfilm poteva salvare tua sorella, lui non te lo avrebbe consegnato subito? Il ragazzo è innamorato di te dal secondo giorno di viaggio, si lancerebbe in mare pur di vederti felice, invece no, quaranta minuti di drammi inutili quando Carolina la potevano salvare in cinque minuti e poi recuperare il microfilm. Tutto questo teatrino melodrammatico si conclude positivamente almeno perché le prove rimangono in possesso delle sorelle e il dottore non riesce a negare le cure a Carolina che si riprende velocemente. Per completare questa mini soap opera nell’episodio, al capezzale di Carolina si presenta anche il padre, deciso a riunirsi alla sua famiglia.

Fino a quel momento infatti Mario/Carlos era rimasto nascosto nella cabina di Santiago con Sofia. Da lì aveva cercato di sfruttare l’aiuto dell’ex comandante per raccogliere prove sulla propria innocenza, in particolare per quanto riguarda l’omicidio di Manuel. Santiago, messosi subito all’opera, ha interrogato di nuovo la guardia incaricata di rimanere davanti alla cella del ragazzo e scopre che l’unica persona ad entrare era stato Varela, trattenutosi abbastanza a lungo da poter inscenare il suicidio di Manuel. A proposito di Varela, il detective sembra avvicinarsi sempre di più alla verità sulla morte di Anibal. L’unico alleato di Natalia e Clara è Pierre (finalmente, al settimo episodio, ho capito il suo nome), a cui la fidanzata ha raccontato la verità e che è deciso a proteggere le due donne rischiando la propria carriera piuttosto che vederle pagare per essersi difese da Anibal; comportandosi così acquista almeno mille punti simpatia da parte mia.

Anche Sebastian sembra ricordarsi improvvisamente che dovrebbe contribuire alla trama, ma temo che lo farà nel peggiore dei modi. Il ricco playboy riceve infatti un telegramma che gli annuncia la bancarotta a causa di alcuni cattivi investimenti. Disperato decide di utilizzare il progetto di Dimas come garanzia per farsi concedere un prestito dalla banca, unico problema è reclamare il brevetto e ora, io non ci capisco niente quindi sicuramente qualche informazione mi è sfuggita, ma ho il presentimento che le intenzioni di Sebastian non siano proprio oneste e che in qualche modo, sfruttando il brevetto, vorrebbe impossessarsi dei guadagni che spetterebbero a Dimas.

Nonostante tutto la stagione sembra avviarsi ad una conclusione positiva per tutti, ma ovviamente questo non è per nulla il caso. Infatti, scoperto che Carlos è ancora vivo, Pedro confessa a Nicolas che le firme sui documenti sono state estorte con un inganno e che in realtà era il padre delle ragazze a fare affari con i nazisti. Il comandante non perde tempo a raccontare tutto alle sorelle e a Carlos, che richiede un colloquio con Pedro e Rojas, colloquio durante il quale gli offre una via di scampo se gli restituiranno ciò che desidera più di tutto: il suo oro. Che Carlos e Sofia non fossero del tutto innocenti lo si era mostrato da tempo, è comunque triste però vedere come lo zio Pedro fosse disposto a prendersi la colpa di crimini non suoi pur di lasciare a Eva e Carolina un ricordo positivo del padre. In ogni caso i due rifiutano la proposta di Carlos, sicuri che l’oro sia custodito con attenzione da Francisca.

Francisca però non ha avuto la più brillante delle idee, infatti ha nascosto la valigia con i lingotti sotto al letto, ovvero nel nascondiglio meno originale di sempre, dove ovviamente vengono ritrovati da Veronica. Ancora una volta, invece di difendersi o dare una spiegazione, la donna lascia credere alle ragazze di essere state tradite da una persona che amavano. Adesso l’oro è nelle mani di Sofia e Carlos che fingono di volerlo usare per opere di bene. Grazie al cielo Eva si riprende, si ricorda che il suo ruolo è quello di ficcanasare ovunque e infatti scopre, nella valigia, un vecchio libro di storie che aveva regalato al padre, prova schiacciante che il contenitore, così come l’oro apparteneva proprio a Carlos.

La situazione si fa più tragica anche per Clara e Natalia: il detective Varela si è introdotto nella camera della vedova e ha scoperto prove schiaccianti come pezzi dell’arma usata per tramortire Anibal e una macchia di sangue nel punto in cui l’uomo ha sbattuto la testa. L’ultima volta che vediamo Varela è durante un colloquio con Natalia, colloquio durante il quale le fa capire chiaramente di sapere la verità sulla morte del marito. Sinceramente, se fossi nei panni del detective, inizierei a temere per la mia vita, anche se spero vivamente che Natalia non si trasformi in un’assassina, ma che rimanga piuttosto una donna disperata, portata al suo limite da un uomo abusivo, che ha ingannato e tentato di uccidere per sopravvivenza piuttosto che per innata cattiveria.

La puntata raggiunge il suo apice da soap opera nella scena del matrimonio di Carolina: la ragazza si presenta, abito da sposa e velo inclusi, con la valigia d’oro nazista per chiedere spiegazioni al padre al cospetto di tutti gli invitati. Impossibilitato a mentire Carlos è costretto a dichiararsi colpevole e viene scortato via. Nonostante la tragedia familiare Carolina è decisa a sposare l’uomo che ama e, con una breve cerimonia in cabina, lei e Fernando diventano ufficialmente moglie e marito. Nemmeno questa gioia però riescono a godersi a lungo, infatti Carlos, dopo aver azzannato la giugulare del marinaio che lo scortava, si libera e attacca Pedro nei corridoi; nel frattempo Nicolas viene chiamato sul ponte di comando per l’avvistamento di una piccola imbarcazione i cui occupanti dovranno essere trainati sul transatlantico e infatti vediamo questo gruppo di persona su una scialuppa che portano con loro una cassa di legno con su inciso un simbolo che sembra essere celtico. Molti ipotizzano che tra gli occupanti della scialuppa possa trovarsi la moglie di Nicolas, di questo non sono certa, ma quasi sicuramente questo avvistamento sarà legato all’uomo che ricattava Fernando, lo stesso uomo che insisteva, qualche puntata fa, per arrivare ad un punto preciso della rotta, subito dopo l’Equatore. E questo è solo uno dei tanti misteri che dovranno trovare risposta nella seconda stagione. Ancora c’è da capire quale sia il coinvolgimento di Varela nella faccenda di Manuel, fino a che punto sapesse la verità Santiago e che cosa cerca davvero il ricattatore di Fernando.

In conclusione i miei sentimenti verso la serie sono rimasti invariati rispetto a quando l’ho iniziata: Alto Mare vuole intrattenere, divertire, non è un capolavoro e non pretende di esserlo. Presenta dei momenti da vera soap opera spagnola, tutto procede molto velocemente (a volte troppo) e la recitazione può risultare a tratti esagerata. Nonostante tutto però si fa guardare, fa affezionare ai personaggi ed è impossibile staccarsi da Netflix una volta che la si inizia. Quindi, con tutti i suoi difetti, aspetto con ansia la seconda stagione e non vedo l’ora di sapere come si concluderà il viaggio.

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