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Parliamone | Killing Eve 2, riflessioni su tutta la Seconda Stagione

Ciao a tutti voi lettori pelati ed eccoci qui a parlare della seconda stagione di uno degli show più acclamati di questi ultimi due anni, Killing Eve. Il Season Finale è andato in onda domenica sera negli States ed è stato reso disponibile sulla piattaforma streaming TimVision da ieri e se volete sapere cosa è successo in questo finale di stagione ricco di colpi di scena fate un salto a leggere il nostro Recap.

Vi avverto che l’articolo sarà ricco di spoiler su TUTTA la seconda stagione di Killing Eve, quindi per chi ancora non l’ha iniziata o a chi manca ancora qualche episodio consiglio di guardare tutta la serie per poi tornare a leggere . Se siete invece tra quelle strane creature che amano gli spoiler continuate a vostro rischio e pericolo.

Iniziamo dicendo subito che questa stagione è stata in gran parte diversa dalla prima dal punto di vista narrativo. Difatti, se nella prima stagione eravamo abituati a vedere le due protagoniste distanti, vicine ma quasi mai insieme, se non nel Season Finale, in questa seconda stagione le due sono quasi sempre insieme, tranne che per i primi episodi, dove Villanelle è alla ricerca di Eve. Il loro rapporto tende ad intensificarsi sempre di più con ogni episodio, fino a diventare una vera e propria collaborazione lavorativa, ma questo rapporto sempre più stretto non farà che portare la vita di Eve Polastri sempre più alla deriva.

A causa della sua vera e propria ossessione per Villanelle, Eve non riesce più a portare avanti una vita cosiddetta “normale” ed a risentirne per primo è il suo matrimonio con Niko, il quale la lascia e si trasferisce da una sua collega, evidentemente innamorata del professore. La fine del suo matrimonio manda Eve in uno stato di estrema irrazionalità, ciò viene reso ben chiaro quando la donna si presenta a casa della collega di Niko, dove vive anche lui, e presa dalla rabbia le fruga nei cassetti e le distrugge il suo amato carillon. La fine della sua relazione con Niko è il primo passo verso una discesa sempre più profonda tra le braccia di Villanelle.

Eve ha abbandonato la “normalità” quando Niko l’ha lasciata ed è quindi pronta a donarsi a Villanelle ed al suo mondo distorto. Vediamo come la donna all’inizio tenti di rimanere attaccata alla sua “umanità” cercando sempre di ricordare che Villanelle è il cattivo della storia, che non è una ragazza qualunque, ma un’assassina psicopatica, eppure nell’ultimo episodio sembra dimenticare tutto ciò, correndo da lei al primo segnale di pericolo, abbandonando un suo collega a terra in fin di vita. Fino a quando non capisce, nella scena tra le rovine romane di Villa Adriana, che il suo uccidere Raymond non è stato altro che un gioco per Villanelle, una mossa per dimostrarle cosa si prova ad uccidere una persona, cosa si prova ad essere un’assassina, cadendo nella trappola di Villanelle, nei suoi giochi perversi, che la ragazza crede essere amore.

Eve ha quindi vissuto una stagione dove da donna che ha il potere in mano si ritrova ad essere vittima di chi ha veramente il potere, in tutte le sue relazioni, sia amorose che lavorative. La sua ossessione per Villanelle, la sua attrazione verso il fascino malato hanno spinto via il marito, l’unico personaggio esterno a tutto ciò che le sta accadendo intorno, spezzando definitivamente quel ponte che aveva con il suo passato; ma è proprio questa ossessione a farla diventare vittima di Villanelle e dei piani di Carolyn, che ha proprio puntato sulla debolezza di Eve per fare fuori lo psicopatico Aaron Peel. L’ultima scena non fa altro che rafforzare questa idea, mostrando Eve a terra, colpita, forse mortalmente, da Villanelle. Eve è quindi vittima delle sue ossessioni, della sua morbosa voglia di entrare nella vita di Villanelle, fino a quanto, una volta trovatacisi dentro, non capisce che tutto quello che credeva di sapere e volere erano solo fantasie.

Se Eve è infine vittima delle proprie scelte, Villanelle è vittima di quelle altrui. Viene abbandonata da Konstantin in quanto non è parte della sua famiglia, ma solo un’amica, ed il rapporto non può che infrangersi su sé stesso, lasciando Villanelle non in grado di riuscire ad elaborare la perdita di una figura paterna come quella rappresentata dal russo ed infatti reagisce minacciandolo di uccidere lui e la sua famiglia. Durante tutta la stagione è venuta sempre più a galla la sua infantilità, già lampante nella prima stagione, ma adesso conclamata; basti pensare a le uccisioni dell’uomo fedifrago e del pazzo che l’aveva aiutata nel secondo episodio, omicidi che dimostrano come l’assassina celi ancora dentro di sé una bambina disturbata, problematica e dal passato difficile. Villanelle non è pronta a crescere ed anche la sua relazione con Aaron Peel l’ha dimostrato: lui non ha fatto altro che utilizzarla per il proprio piacere personale, e Villanelle finché la cosa andava a proprio favore ha acconsentito, ma appena l’uomo le ha ordinato di uccidere la sua Eve, lei gli ha tagliato la gola. Perché sì, Eve è sua, è il suo giocattolo preferito, la sua bambola più bella, il sogno di avere una vita normale e Villanelle lo dice nella scena finale, quando le promette che mangeranno spaghetti per cena e poi voleranno in Alaska per iniziare una nuova vita. Eppure Eve rompe il sogno, la fantasia e Villanelle fa quello che farebbe una bambina con un giocattolo quando non le da più gioia, lo rompe. L’incantesimo è spezzato, il suo amore per Eve culmina nella tragedia, lasciandola delusa e con il cuore spezzato nuovamente.

Dopo questa analisi sui due personaggi principali, vi voglio spiegare perché per me questa stagione è stato un buono, a tratti anche ottimo, proseguimento della prima. Ho letto che molte persone sono rimaste deluse da questa seconda season, ma sinceramente io non ne capisco il motivo. Alcuni criticano la relazione tra Eve e Villanelle, altri il fatto che ci siano troppi uomini in uno show dichiaratamente femminista, ma sinceramente io penso che siano solo lamentele per lo più infondate.

Nella seconda stagione il fascino che aveva la “non” relazione tra le protagoniste non c’è più, perché ormai le due si conoscono, e quel sottotesto di amore saffico viene esplicitato palesemente. Villanelle ama Eve non perché è una donna, ma perché l’affascina la sua persona, mentre nel caso di Eve tutto ciò non sembra essere chiaro. Già nella prima stagione la curiosità di Eve nell’avere una relazione sessuale con Villanelle non era dovuta al fatto che Eve fosse segretamente lesbica o bisessuale, ma era dovuta alla sua nascente ossessione verso l’assassina, in parte in quanto donna e quindi sua simile, sua pari, ma in gran parte, almeno secondo me, proprio perché Villanelle è un’assassina ed Eve è palesemente attratta dal macabro, dagli omicidi, un’attrazione disturbata che cresce sempre più ed esplode poi nella seconda stagione. La relazione tra le due non è quella di una coppia lesbo, ma non credo che sia, come hanno detto alcuni, perché lo show è diventato molto popolare e quindi andava reso più appetibile agli occhi degli “etero”, ma l’attrazione di Eve verso Villanelle non è un’attrazione romantica, ma un’ossessione palese che lo show fa capire, anche molto bene, essere una cosa assurda, fuori dalla “normalità”;  tra le due non c’è amore, ma qualcosa di perverso e malato.

Non capisco come una persona possa romanticizzare una relazione  come quella tra Eve e Villanelle, dove in realtà non dovrebbe contare il fatto che entrambe siano due donne, ma che siano entrambe persone disturbate. Villanelle non ama Eve perché è una donna, anche perché l’orientamento sessuale di Villanelle è stato mostrato come alquanto “fluido”, ma perché è una bel giocattolo con cui divertirsi, ed Eve non è attratta da Villanelle perché donna, forse in parte, ma sicuramente lo è perché la ragazza rappresenta le sue fantasie più perverse. Non c’è nulla da romanticizzare, non ci troviamo davanti ad una storia d’amore, ma ad un rapporto da incubo. E questa serie ha cercato di farcelo capire in tutti i modi: non è che se Villanelle ci viene mostrata come una bella ragazza, che ama i bei vestiti, truccarsi ed essere sempre alla moda, vuol dire che è una ragazza come le altre, perché non lo è, e nonostante tutte le scene zuccherose dove la vediamo essere divertente, sagace, sempre con la battuta pronta, lo show ci ricorda sempre che alla fine Villanelle è un’assassina psicopatica, una bambina eternamente annoiata sempre alla ricerca di un nuovo gioco; anche Eve non è una persona come le altre, proprio a causa della sua ossessione malata nei confronti di Villanelle e di tutto quello che lei è e rappresenta. Tra le due non ci potrà mai essere una relazione amorosa perché non è questo quello che lo show vuole raccontare e chi credeva questo, sempre secondo me ovviamente, non ha capito bene ciò che ha visto.

Per quanto riguarda gli uomini a me non sono sembrati così protagonisti come alcuni dicono, anzi: Niko alla fine è vittima di Villanelle e ci viene mostrato come un uomo qualunque, noioso, incapace di mantenere una relazione che si basi sul dialogo con la moglie e impaurito da quello che Eve vuole veramente da lui; Kostantin alla fin fine non è altro che un padre di famiglia, che cerca di proteggere i suoi figli e non è certo una mente geniale come voleva far credere; Hugo, dal canto suo, è servito soltanto a soddisfare le voglie di Eve, fungendo da pupazzo, da maschera, e come abbiamo visto, Eve non esita ad abbandonarlo perché lui è stato semplicemente un sostituto che si è trovato lì al momento in cui lei voleva in realtà Villanelle; ed infine c’è Aaron, che tanti credevano essere la versione maschile di Villanelle e quindi suo possibile interesse, ma non c’è niente di più errato: Villanelle è sì psicopatica ma non lo è nello stesso modo in cui lo era Aaron. Villanelle ama stare a contatto con le persone, come dice anche lei, ama toccarle, sentirle, ed è guidata dall’istinto piuttosto che dal ragionamento malato come invece lo è, anzi era, Aaron. I due non sarebbero mai potuti finire insieme perché era chiaro che, nonostante fosse un incarico apprezzato, era solamente questo per Villanelle, un lavoro. Aaron promette a Villanelle di darle tutto quello che vuole, ma lei non vuole tutto, lei in quel momento voleva solo una cosa: Eve. Aaron per Villanelle non era altri che uno stronzo che amava avere controllo su tutto e tutti, ma lei ha sempre dimostrato, come anche nella scena nel bar con Eve, che è lei l’unica a dover essere al controllo, lei e nessun altro, e sappiamo bene cosa succede quando si sente minacciata. In conclusione è quindi palese che la serie non abbia aggiunto personaggi maschili per andare a contrastare le donne, perché alla fine le donne rimangono le vere protagoniste di tutto quanto, compresa Carolyn, il cui capo è comunque una donna.

Killing Eve non vuole raccontare un nuovo ruolo femminile all’interno della società, né tanto meno vuole fare una guerra tra i generi, anche perché noi uomini molto probabilmente perderemmo. Killing Eve punta a raccontare la storia di due donne, scavando nel loro profondo e nei loro sogni, nelle loro ossessioni, nelle loro perversioni, fino a mostrarci tutto quello che nascondono, o almeno così crediamo. Questa seconda stagione è stata in grado di raccontare tutto ciò, in modo sicuramente diverso dalla prima, ma non per questo il risultato è stato meno efficace. Quindi, concludo dicendo che sì, secondo me è stata una buona seconda stagione di uno show che è comunque tra i migliori che io abbia visto negli ultimi anni, se non della mia (ancora breve) vita ed è indubbio che i personaggi di Eve Polastri ma, soprattutto, Villanelle non siano già parte indelebile dell’universo delle serie televisive e per questo non posso che non ricordare le due fantastiche attrici che le interpretano, Sandra Oh e Jodie Comer, che devono assolutamente vincere qualsiasi premio ai prossimi Emmy. Ovviamente una menzione speciale va anche a Fiona Shaw, semplicemente superba.

E con questo finisco questo lungo, ma doveroso articolo, in attesa della confermatissima terza stagione. Prima di salutarvi vi invito a mettere mi piace alla nostra pagina Facebook Parole Pelate, se non lo avete ancora fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate. Ed Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica.

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