Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 15×24 “Drawn To The Blood”

Si vede che siamo ormai agli sgoccioli della stagione. Il ritmo si è alzato, non c’è tempo per cincischiare e sembra che tutti abbiano una storyline, anche chi ha fatto tappezzeria fino ad un paio di settimane fa. Non perdiamo altro tempo in preamboli e andiamo a parlare dell’episodio.

Iniziamo da Jo e Meredith e dal fatto che alla fine sia stata scelta proprio la Grey come prima persona per venire a coscienza dell’orrenda storia che Jo ha scoperto qualche episodio fa. È una scelta che in parte capisco e condivido ma che in parte non appoggio del tutto perchè mi sarebbe piaciuto vederla gestire in un altro modo. Mi piace molto che questo, in un certo senso, sia stato l’ultimo tassello necessario a completare il puzzle di questa amicizia che si è sviluppata con il tempo a partire da una collaborazione lavorativa e, ancor prima, da una richiesta di Alex che aveva domandato a Meredith di provare a dare una possibilità a Jo come persona. In quest’ottica, quindi, è molto bello il loro confronto, sia per il fatto che Meredith per una volta si trovi a confronto con un dolore che forse è anche più grande e sconvolgente di quelli che ha vissuto lei, sia perchè nonostante in prima battuta Jo, anche dopo aver confessato la verità, sembri comunque intenzionata a mettere un muro fra se e il mondo, alla fine la Grey trova il modo di abbatterlo e di avvicinarsi a lei, quasi costringendola a rialzarsi e a lottare per tutto quello che ha ottenuto e che ora rischia di perdere. Al di là di questo, il confronto è comunque molto forte e le parole di Jo arrivano come un pugno allo stomaco, conservando l’impatto devastante che aveva avuto l’episodio in cui abbiamo scoperto la verità sulla sua nascita. Traspaiono la sua rabbia, la frustrazione ma soprattutto il suo sentirsi un errore in quanto non voluta e frutto di un atto atroce e disgustoso. Jo ha sempre cercato di raccontarsi una storia per spiegarsi il suo abbandono. Si è raccontata una favola, magari un po’ amara ma pur sempre una favola, e si è aggrappata al fatto che, proprio in quanto favola, essa potesse avere un lieto fine che l’avrebbe ricondotta tra le braccia di sua madre, ridandole almeno un po’ di quell’amore che ha sempre agognato e che non ha mai ricevuto. Scoprire che anche questa speranza che ha coltivato per tutta la vita si è rivelata vane e che sta pagando per qualcosa che non è colpa sua e che, anzi, è proprio lei a non andare bene perché testimonianza vivente di una violenza inimmaginabile, l’ha distrutta, l’ha fatta sentire indegna di vivere, l’ha fatta sentire un errore, più di quanto non si fosse già sentita tale sapendo di essere stata abbandonata da sua madre e maltrattata da chi avrebbe dovuto prendersi cura di lei. Non ci sono parole per descrivere il suo dolore, o quanto meno io non le trovo, per cui mi limito a dire che questa storyline è stata trattata in modo perfetto dall’inizio alla fine, cosa più unica che rara di questi tempi in Grey’s. L’unica pecca, e qui mi ricollego al fatto che sia stata scelta Meredith come confidente di Jo, è il fatto che avrebbero potuto sfruttare la situazione per sviluppare il rapporto tra lei e Link; un rapporto che hanno introdotto come parte del passato di entrambi, che hanno tirato in ballo come primo tentativo per scuotere Jo dal suo stato catatonico ma che poi hanno accantonato come se nulla fosse, nonostante Link avesse detto in modo molto chiaro di volerla aiutare. La trovo un’occasione sprecata anche se comunque capisco le ragioni che hanno portato gli sceneggiatori a fare un altro tipo di scelta.

Continuiamo a parlare di Meredith ma spostiamoci sul grande eroe della settimana, Andrew, che ha messo a repentaglio tutta la sua carriera per difenderla. C’è una parte di me, quasi inesistente, che lo capisce e apprezza il suo gesto romantico, dettato dall’amore e dalla voglia di proteggere Meredith, e forse anche un po’ dal credere davvero che la decisione della Grey fosse quella più giusta per combattere un sistema che giusto non è. L’altra parte di me, quella che prevale e che è molto più razionale, vorrebbe invece gridargli che è stato un emerito deficiente e che la sua è una scelta suicida. Mi spiace davvero ridurre il tutto ad una mera questione logica ma non posso esimermi dal farlo. Ed è per questo che non posso fare a meno di chiedermi come DeLuca abbia pensato che questa potesse essere una decisione sensata. Non credo ci voglia un genio a capire che tra lui, specializzando sprovveduto e sconosciuto, e lei, figlia di Ellis Grey, vincitrice di un Harper Avery, chirurgo affermato in tutto il mondo, ricca e proprietaria di una quota dell’ospedale in cui lavora, chi avrebbe più possibilità di cavarsela in un processo sarebbe Meredith, non fosse altro perché nessuno si farebbe scrupolo nello stroncare la carriera di DeLuca ancor prima che essa possa decollare, mentre magari giudici e giuria avrebbero qualche remora in più a farlo con una che ha un curriculum come quello della Grey. Purtroppo Andrew si è comportato come un Romeo qualsiasi, senza rendersi conto che la sua Giulietta forse si sarebbe salvata molto meglio da sola. Come nello scorso episodio, DeLuca ha tirato fuori tutto l’infantilismo che aveva messo da parte ed è un gran peccato che tutto il suo percorso di crescita fatto nell’arco di questa stagione sia stato gettato alle ortiche solo per farlo apparire come un eroe romantico di cui nessuno in realtà sentiva la necessità. Basta con i principi azzurri. Siamo nel 2019, le principesse si salvano da sole.

Su Maggie, Jackson e il campeggio non ho niente da dire se non che bisogna essere veramente idioti per andarsene in mezzo ai boschi quando in ospedale c’è un bambino che lotta tra la vita e la morte e l’altro cardiochirurgo disponibile potrebbe partorire da un momento all’altro. Meno male che Maggie era quella razionale. Pensate se non lo fosse stata. Sarebbe partita per una crociera sul Nilo lasciando un paziente ancora aperto sul tavolo operatorio probabilmente.

Concluderei parlando del pentagono che ha animato questa stagione e che, forse, sta giungendo al termine. Io lo so che dire “ve l’avevo detto” è poco carino però in questo caso è la verità: io ve l’avevo detto che Tom non sarebbe mai durato e che, per quanto Teddy stesse bene con lui, per lei è esistito, esiste ed esisterà sempre e solo Owen Hunt. Non credo che la Altman lo abbia usato di proposito, anzi, penso che lei per prima abbia davvero provato a costruire qualcosa con lui ma quello che c’è dall’altra parte è semplicemente troppo grande per essere accantonato. Il modo in cui guarda Owen risolvere la situazione con la donatrice per Gus, il modo in cui si emoziona nel riconoscere in lui il soldato di cui si è innamorata tanti anni fa e gli occhi lucidi che accompagnano la sua epiphany sono un segno più che evidente del fatto che i suoi sentimenti per lui non siano mai stati scalfiti. Lo sguarda che ha in quel momento è lo stesso di quando Arizona l’ha beccata a fissarlo nei corridoi dopo la festa di Natale, lo stesso dei flashback ambientati in Iraq, lo stesso di quando si sono incontrati in ascensore e lei aveva il raffreddore e lui l’ha abbracciata, lo stesso di quando gli ha confessato di averlo sempre amato e lui le ha detto di essere innamorato di Cristina, lo stesso di quando se n’è andata raccomandandogli di non perdere la Yang e lo stesso che aveva nella sua cucina in Germania quando lui le ha detto che per la prima volta finalmente non c’era niente a dividerli. Lo sguardo di Teddy quando si tratta di Owen è lo stesso, da sempre, a prescinde da cosa sia successo prima o da quello che succederà dopo, perché sarà sempre lo sguardo di una persona che ne guarda un’altra consapevole che sia parte del suo destino. Non mi ha sorpreso la sua realizzazione, se mai mi ha sorpreso il fatto che ci abbia messo così tanto a capirlo. Mi spiace per Tom, davvero, perché non si meritava tutto questo e lei avrebbe dovuto essere molto più onesta con lui perché in cuor suo l’ha sempre saputo che nessuno avrebbe mai contato tanto quanto Owen e che nessun altro potrà mai prendere il suo posto, così come sa benissimo che niente riuscirebbe a tenerla lontana da lui. Ha messo un continente fra di loro. È tornata da lui, lo ha trovato intento a ricostruirsi una famiglia con un’altra, ha deciso di metterci una pietra sopra eppure mesi dopo è tornata davanti alla porta di casa sua per dirgli che non può stare senza di lui. E ci è tornata così desiderosa di dichiarargli il suo amore che piuttosto che non pronunciare quelle parole, le ha dette ad Amelia, oggettivamente la persona meno indicata ad ascoltarla, non fosse altro perché la situazione è sembrata quanto meno imbarazzante. Ora resta solo da vedere se anche Owen abbia finalmente capito questa grande verità o se abbia intenzione di tornare da Amelia che, poveraccia, ha già il suo bel da fare nel convincere quel sant’uomo di Link che lei non ha nessuna intenzione di rimettersi con Owen. Ammesso e non concesso che la cosa sia vera e che resti fedele alla sua decisione di scegliere una strada più semplice e meno dolorosa. Insomma, dobbiamo solo aspettare che la nebbia si diradi per capirci qualcosa.

Bene, direi che anche per questa settimana siamo arrivati alla fine. Vi do appuntamento alla prossima con il finale di stagione.

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6 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 15×24 “Drawn To The Blood”

  1. Andrew è un “puro”.Si butta a capofitto nelle cose e ha questo senso di protezione e giustizia molto forte. Anche la storyline con Jo e la annessa scazzottata con Karev lo dimostra.
    Poi è istintivo…era disposto a sposare Sam o a trasferirsi a Zurigo con lei mettendo da parte la sua carriera. Quando è innamorato, ha un modo abbastanza infantile di vivere quell’amore. Questo grande gesto nei confronti di Meredith è perfettamente in linea col personaggio. Ma, alla fine, la Meredith delle prime stagioni era molto più immatura sentimentalmente rispetto a Derek. Credo che in questo caso la differenza d’età e l’abisso di esperienze di vita che c’è tra i due si faccia sentire. Sono d’accordo con te che non serva a nulla e, se conosco Meredith, so che se fosse stata fuori da quella camera iperbarica gli avrebbe fatto un bel cazziatone, certo non avrebbe reagito saltandogli al collo per abbracciare il suo salvatore. Nel 2019 non abbiamo bisogno di principi azzurri e possiamo salvarci da sole, hai ragione. Eppure…questa ventata di freschezza e di gioventù, quella che ha portato i due a pomiciare a casa di Jackson e a farsi beccare da Richard, quella che per un piccolo litigio ha fatto nascondere Meredith nella stanza con le piante chiedendosi per tutto il tempo se Andrew fosse o non fosse arrabbiato con lei… Mi mancava. Ha una luce e una spensieratezza che non le vedevo da tanto tempo. Di certo non poteva dargliela Riggs, quando a tenerli uniti era solo il dolore di un lutto che credevano comune.
    Quindi, alla luce di tutto, mi va bene anche questo colpo di scena.
    Un po’ meno quello di Teddy, perché se fossi sua amica vorrei proteggerla da un’altra potenziale legnata sui denti. Ma tant’è… Spero solo che Owen non abbandoni la psicoterapia perché non possono risolversi in 2 puntate problemi che ha da anni. Ok ha capito il motivo, ma non ha imparato a gestire nulla. Dovrebbe farla a vita, probabilmente.

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    • Non discuto la purezza del gesto, il suo senso di giustizia e il suo atteggiamento quando é innamorato così come non metto in dubbio il fatto che la sua presenza faccia bene a Meredith. A me loro due sono sempre piaciuti insieme e credo che, fra tutte le alternative che hanno provato a proporci dopo Derek, lui sia quella migliore. Quello che a me dispiace è che lui avvicinandosi a Meredith era cresciuto molto e si era appunto liberato di quell’immaturità di cui anche tu hai parlato, mentre in questi ultimi due episodi è stato cancellato tutto. E poi, proprio come hai detto tu, siccome le stesse dinamiche le abbiamo già viste a partì invertire con Meredith e Derek, sarebbe stato più interessante vederle trattate in un altro modo visto che sono anche passati 15 anni.
      Quello di Teddy secondo me non è un colpo di scena. Diciamo la verità: hanno perso tempo per 24 episodi per tornare al punto di partenza, ovvero a Teddy che é innamorata di Owen ed è tornata per costruire una famiglia con lui. Tutto quello che ha fatto la Altman in questa stagione è stato inutile perchè é tornata allo stesso punto in cui era alla 14×24, anzi, a quello in cui era quando è arrivata per la prima volta a Seattle. Teddy è sempre stata innamorata di Owen e da li non si è mai schiodata. La storia della terapia di Owen è abbastanza una barzelletta, penso se la siano inventata giusto per chiudere il cerchio e farlo tornare da Teddy ma, già che l’hanno messo in mezzo, sarebbe sensato trattare questo percorso con lo psicologo in modo un po’ più serio.

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  2. non c’è proprio niente di male ad essere e fare il romeo della situazione. siamo nel 2019 ma basta con sti assolutismi,sia in un verso che in un altro. andrew ha fatto una gran cosa,meredith non è intoccabile,le rose sono rosse e il cielo è blu.
    chiunque puo’ salvarsi da solo,ma se hai qualcuno che ogni tanto lo fa per te,è il massimo della catarsi. se parliamo poi di infantilismo…maggie è over 3000. anche solo nell’approcciarsi a jackson. sembrano due scolaretti idioti…

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    • Non ho detto che Andrew non abbia fatto una gran cosa. Solo che ha fatto una gran cosa stupida. C’è tutto di male nel fare il Romeo della situazione se la scelta è suicida, senza senso e non ponderata. C’é differenza tra romanticismo e avventatezza, e quella di Andrew è avventatezza. Non ha fatto un gesto spregiudicato per dimostrarle quanto la ama, ha fatto una scelta da folle che non lo porterà da nessuna parte. Oggettivamente in questa situazione Meredith Grey se la sarebbe cavata molto meglio di Andrew DeLuca. Così come, ad esempio, Jackson se la sarebbe cavata meglio di April. Non facciamo finta che il sistema di giustizia (americano e non) non guardi potere, nome, posizione sociale e patrimonio. Non è questione del fatto che Meredith sia intoccabile, è che in questo caso Andrew si è sacrificato per nulla. Se poi vogliamo credere al principe azzurro ok, ma in questo caso resta una scelta assurda. Almeno a mio modo di vedere.
      Comunque la catarsi è la purificazione spirituale ed è individuale quindi con questo discorso non c’entra nulla.
      Non mi pare di aver parlato bene di Maggie quindi non capisco la contrapposizione degli argomenti. Sono infantili entrambi a loro modo.

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  3. No catarsi è provare empatia e di lì rinascere Aristotele, docet, sei un po’ troppo dura D.
    Quello che è stupido è la trama, con tutti i soldi che ha non poteva farlo pro bono?
    Teddy Owen d’una banalità senza limiti, Maggie no words una scassaballe temibile troverebbe un punto nero nel più bel giorno di primavera fate sante Amelia e Meredith. La storia di Jo è zoppicante, come sopravvissuta a tossici e barboni mi crolla così? Può essere abbiamo tutti un punto di rottura ma tutta la faccenda mi sembra tirata via. Finalmente un po’ d’azione, deve essere stato il rinnovo biennale, il finale sarà il più telefonato dei finali con tempesta, avevi ragione tu fanno partorire Teddy nel peggiore dei modi, dopo una gravidanza più lunga di quella della duchessa di Sussex. A me de luca come personaggio non piace ma concedi qualcosa al romanticismo D potremmo essere anche nel 3019 ma il sentimento sarà sempre connaturato da un po’ di follia è irrazionale ed è bello per quello non è questione di principi azzurri

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    • Aristotele docet ma non nel modo in cui hai utilizzato tu il termine, mi spiace. La catarsi, in senso aristotelico, è la liberazione dello spirito attraverso ciò che si prova durante la messa in scena delle tragedie. È empatia, ma si tratta dell’empatia che una persona prova verso una situazione che vede rappresentata e che le permette di liberarsi di ciò che la appesantisce, potendo in un certo senso rinascere. È un percorso individuale che nulla ha a che vedere con il salvare qualcun altro, tanto meno la persona amata.
      Lo so che la trama è stupida ma io devo commentare quello che i personaggi fanno all’interno di questa trama. Non posso estrapolarli dal contesto in cui agiscono. In ogni caso credo che il problema non fosse tanto fare l’operazione pro-bono, quanto tenere la bambina in ospedale per le cure post-operatorie, cosa che probabilmente non è possibile fare con il sistema sanitario americano.
      Teddy,, Owen e il parto in condizioni estreme sono super scontati.
      Un po’ di irrazionalità. Appunto. Un po’, non mandare a quel paese un’intera carriera, anni di lavoro e di studio per un gesto avventato e inutile. Invece é questione di principi azzurri proprio perchè, come hai detto tu, lui lo fa per amore e per salvare lei. Più principe azzurro di così non potrebbe essere.
      Io concedo molto al romanticismo, ti basti pensare che uno dei miei momenti preferiti di Grey’s è quello in cui Owen racconta a Teddy di aver fatto nevicare per lei nel deserto. Quello a cui non concedo spazio è invece la stupidità. E per me Andrew è stato stupido in questa situazione. Poi ovviamente questo è il punto di vista, ci sta che tu percepisca il suo gesto in un altro modo.
      Non parliamo del rinnovo biennale che mi viene da piangere al pensiero di come la Vernoff arriverà a fine 17esima stagione. E come se non bastasse è diventata anche showrunner di station 19, un incubo!

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