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Focus On | Come superare il trauma di Endgame. Puntata Uno: Tom Holland

(ATTENZIONE: NO SPOILER DI ENDGAME, qualche frecciatina ma niente di esplicito)

Come? Avete visto Avengers: Endgame?

Come quasi altri due miliardi di persone direi.

Ah, non è questo il problema…

No, no… perché prima è tutto un circuito di esplosioni e armature nuove, sono tutti insieme e tu sei pieno di speranze… e po-oi “torno tra un minut-” (singhiozzo confuso)… e poi… “alla tua sinistra” e- e- … (singhiozzi incessanti)… “Ti amo tremila…” (lacrime disperate)

Capisco, capisco  avete il cuore a pezzi per quella scena che coinvolge voi sapete chi e per quell’altra in cui succede voi sapete cosa? Tutto chiaro, beh siamo tutti sulla stessa barca fratello. Non facciamo altro da giorni se non guardare le stelle in cerca di un segnale dei Guardiani, controllare su internet le azioni delle Stark Industries per confermare un futuro a Morgan, leggere i notiziari online della zona relativa al Queens e molte altre azioni di cui non si dovrebbe andare neanche troppo fieri. Questa volta i Russo hanno fatto qualcosa di veramente terribile. Per quanto mi riguarda sono ancora ferma a  “ho perso il ragazzo”, una delle prime battute di Tony.

Ma tranquilli, ci penso io a farvi stare meglio………. no, scherzavo, non riuscirete mai a stare meglio, ma voglio provare almeno in parte a riempire quella sensazione di vuoto che provate a altezza reattore Arc. Già perché oltre ai nostri eroi, abbiamo perso anche un cast indimenticabile che, così unito, non vedremo mai più. Ed è proprio qui che l’articolo vuole andare a parare. Un percorso attraverso altri titoli che vedono presenti gli attori che hanno reso possibile tutta questa magia.

Vi ricordate quando a un anno di distanza, credevamo che la scena dello ‘snap’ fosse la peggiore, e che la parte in cui Peter Parker lascia Tony fosse la scena più straziante di tutto l’MCU? Ecco, prendete quella scena e lanciatela nel cestino. Per quanto mi riguarda, ora, nemmeno mi fa più effetto. Ma è proprio da questo che vorrei partire, anzi da colui che ha reso una sofferenza vedere ogni volta una ragnatela, quel bambino che ballava nel West End e che ora mi fa rimpiangere di avere una conoscenza così ampia delle storie di Spider-man, perché so cosa gli succederà e porco Fury, noN DOVETE FARLO SOFFRIRE OK?!

Iniziamo, come forse avrete capito, con Tom Holland.

Il talento non risiede nell’età anagrafica e questo il ventiduenne Tom Holland ce l’ha fatto capire molto bene, capace di far piangere il suo pubblico sin dall’età di 16 anni nel ruolo di Lucas nel film The Impossible con Naomi Watts e Ewan McGregor. La potenza e la furia della natura investono la Thailandia nel terremoto e successivo tsunami avvenuto lo scorso 2004 e la famiglia Bennett non può far altro che sopravvivere. L’ho riguardato di recente (appunto per colmare il vuoto) e ciò che ho notato, che avevo totalmente rimosso, è una scena del ragazzo seduto nel centro di accoglienza per bambini di cui al momento non si trovano i genitori. Il percorso di crescita che si avverte in Lucas è così grande che non si crede possibilmente realizzabile per un ragazzo che ha alle spalle solo una carriera teatrale (precedentemente aveva partecipato al Musical di Billy Elliot inizialmente nel ruolo di Michael e alla fine come Billy stesso). Lucas è un bambino spavaldo e coraggioso, che prende in giro la madre che si spaventa per delle turbolenze, ma che alla fine, dopo aver superato lo tsunami quasi indenne e senza paura, crolla, rimasto solo su quella sedia, in quello che potremmo definire un attacco di panico. Non fa niente: non urla o non singhiozza, il suo corpo si muove solo velocemente a causa del respiro corto e le lacrime scendono silenziose. Brividi.

Che poi onestamente ditemi se trovate delle differenze —>

 

 

 

Saltando i film di casa Marvel, Tom non conta nella sua lista molti successi, vorrei però suggerire due titoli un po’ sconosciuti che regalano delle interpretazioni ben fatte e diverse dalle solite di cui lo vediamo protagonista.

Del 2016 è la pellicola canadese Blackcountry (o Edge of WInter non so perché ha due titoli entrambi in inglese) che racconta la storia di un padre (Joel Kinnaman) e dei due figli (Tom e Percy Hayne White – uno dei fratelli Strucker nella serie The Gifted) bloccati in una casa nel bosco a causa di una tempesta di neve. Il film non brilla per chissà quale sceneggiatura o regia, ma la tensione lineare che trasmette non decade mai per tutta la sua durata. Inutile ribadire quanto Tom Holland riesca a essere credibile nel fare quello che non è. Se seguite minimamente Tom su Instagram saprete il gran rapporto che ha con i suoi tre fratelli (Harry, Sam e Paddy) e che essere indifferente verso un padre o famigliare gli è totalmente impossibile.

Dell’anno dopo è invece PIlgrimage, un film storico ambientato all’epoca delle crociate, con l’attore Jon Bernthal (Fury, The Punisher). Tom interpreta un fedele e giovane monaco devoto alla protezione di una reliquia. Il suo ruolo non è di grande spicco o difficoltà ma è una prova di quanto gli doni il saio.

Vorrei chiudere in bellezza elogiando il suo talento anglosassone in Endgame, non dovrei ma ecco una delle scene più belle mai create

SPOILER

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