Gomorra/Telefilm

Recensione | Gomorra 4×11 e 4×12 “Episodio 11” e “Episodio 12”

-Quest’è, Gennà?
-Quest’è.

Eccoci qua, dopo sei settimane siamo arrivati al finale di una stagione partita con calma, forse anche troppa, e terminata come solo Gomorra e pochi altri sanno fare, in un crescendo d’ansia e sangue, accompagnati da una colonna sonora a regola d’arte. Niente rap, niente neomelodico, solo strumenti che aiutano a creare l’atmosfera di attesa della catastrofe.

La vera protagonista di questo finale, come di questi 12 episodi, è innegabile, è stata Donna Patrizia. Un personaggio complesso, pieno di sfaccettature, una donna di potere in un mondo dominato dagli uomini e per questo poco gradita a molti. L’abbiamo vista inclemente con i due ragazzini Secondigliano, forte e fiera di fronte a Michelangelo e ai soprusi dei Levante, ma anche spaventata per non essere riuscita a mantenere la pace nel centro di Napoli. Questi ultimi due episodi ce la mostrano in delle nuove vesti e in un nuovo ambiente, dove nonostante tutto riesce a farsi rispettare fin da subito, ma a anche a mettersi nei guai: la prigione. Infatti, venuto a sapere che i suoi fratelli avevano piazzato esplosivi nel luogo dove Patrizia doveva incontrare i fornitori di droga, Michelangelo fa una soffiata alla polizia, che la arresta. Risultato: evita che sua moglie salti in aria ma la condanna, senza prima consultarla, a giorni di prigione, con il costituirsi come unica salvezza per sé e per la bambina che porta in grembo.
La veste egoista di madre che non può e non vuole far crescere sua figlia in una cella.
La veste fragile di pentita che chiede aiuto, sia al magistrato che a Genny.
Non sappiamo se Patrizia abbia davvero confessato l’attività criminale dei Savastano, potrebbe anche essere stato Michelangelo (e una parte di me crede sia così), ma Savastano Sr. non ha tempo per pensarci: li fredda entrambi, una serie di colpi di pistola ciascuno.
Così termina la parabola di Patrizia, personaggio di cui decisamente si sentirà la mancanza.

Tuttavia, Patrizia e Michelangelo non sono le uniche vittime di Genny. Accecato dalla sete di potere, decide di eliminare dalla lista dei suoi nemici anche i Levante, che, ricordiamolo, erano suoi parenti alla lontana, e in un agguato fa fuori sia il padre che la madre. All’appello mancano i due fratelli di Michelangelo e la sorella minore, la quale assiste disperata alla sparatoria e ci regala una delle scene migliori e più drammatiche della stagione. Spero che nella prossima le diano un ruolo più rilevante, dato che ha appena visto un suo lontano cugino ammazzare a sangue freddo i suoi genitori…

Il ritorno, già annunciato la settimana scorsa, alla malavita di Genny è quindi imbrattato del sangue dei suoi oppositori, veri o presunti che siano per lui è poco importante. Un ritorno a tratti doloroso, costatogli Azzurra e Sassolino, rimasti nella villa, dopo questa breve parentesi da padre di famiglia per riprendere in mano la sua vecchia vita da boss e seguire così le orme del fu Don Pietro che aveva sempre cercato di evitare. Questa sua nuova versione dà l’ulteriore conferma di come i buoni in questa non esistano – dato che non si è fatto scrupoli ad uccidere una donna incinta – e perciò fa decisamente più paura della precedente, tanto più in vista dell’inedita alleanza con o’ Maestrale, nuovo terrificante personaggio di cui si parlerà per certo nella prossima stagione, e della sua latitanza forzata, perché Gennaro potrà anche essere l’unico rimasto in vita fin dall’inizio, ma questo prezzo ora deve pagarlo con la propria libertà. La scena finale, infatti, si chiude con un primo piano su di lui rinchiuso in uno stanzino di circa 2 metri per 3, nascosto in un sottoscala, proprio perché qualcuno tra Patrizia e Michelangelo l’ha tradito con il magistrato.
Fossi nei Forcella Boys, che in questi due episodi – ma in generale per tutta la stagione – non hanno fatto altro che prendere mazzate a destra e a sinistra, dai Levante e da Genny, nella prossima stagione non starei proprio tranquillo, ora che Savastano è tornato ed è tornato più cattivo di prima.

Quest’è, ragazzi. Spero di avervi intrattenuto abbastanza con questi commenti e ci si vede l’anno prossimo con la quinta stagione!

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