Game of Thrones/Telefilm

Recensione | Game Of Thrones 8×03 “The Long Night”

Non so cosa dire esattamente su questo episodio, molto difficile da recensire perché sostanzialmente si tratta di un’intera battaglia, dove non combattiamo un nemico intermedio come in Hardhome o The Battle of Bastards: gli eventi degli ultimi episodi hanno condotto a questo momento, a questo preciso scontro, a quello che avrebbe significato vivere o morire non soltanto per i personaggi che conosciamo, ma per l’umanità intera.

Quello che posso dire è che, sicuramente, l’episodio è costruito molto bene. Tutto è curato, dalla musica ai combattimenti al montaggio delle scene che non fanno altro che stringerti il cuore in una morsa glaciale, peccato si siano dimenticati di pagare la bolletta della luce. The Long Night è caratterizzata dal buio contrapposto al fuoco, probabilmente è tutto voluto per un motivo (sanno che mi impressiono facilmente, quindi hanno fatto in modo di rendere tutto guardabile anche per me) ma rende anche tutto confusionario, stai lì a guardare comparse morire e ti chiedi “era qualcuno che conosco, o qualcuno mai visto prima e pagato solo per morire?”. Insomma, tragedia nella tragedia, tuttavia realistica nel suo essere una battaglia contro dei morti che camminano.

La battaglia è andata esattamente come ci aspettavamo: prima male, poi peggio.
Non puoi sconfiggere la morte stessa, non quando ogni morto che cade potrebbe rialzarsi e combattere per l’altra squadra contro coloro che prima affiancava. L’unica parte del piano di Jon che potevamo salvare, è quella riguardante la morte del Night King: uccidendo lui, moriranno tutti. Per il resto, sarà che io di strategie di guerra non me ne intendo, ma mandare quei poveri dothraki a morire per primi insieme ai loro cavalli non la considero poi una gran mossa. Vedere le loro spade fiammeggianti spegnersi pian piano ha contribuito a rendere ancora più angosciante la già difficile attesa per la battaglia vera e propria. Poiché dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare, ammetto che Daenerys stavolta non ha sbagliato nulla. Ha assistito impotente al sacrificio del suo popolo, quello che ha lasciato la sicurezza della propria casa per combattere con lei e aiutarla a conquistare una terra a loro straniera, ma poi non ci sta più, nonostante Jon le ricordi che devono mantenere la posizione per combattere il Night King: ormai i morti sono già lì e proprio non ce la fa a farli morire senza batter ciglio. Ha deciso di scendere in battaglia come tutti gli altri, e per una volta non ho nulla da ridire.

Nonostante sia una “semplice” sequenza di guerra, non sono mancati i colpi di scena, dei momenti che mi hanno fatto pensare “bene, finora è andato tutto male e adesso va pure peggio”. Primo fra tutti il risveglio dei morti nelle cripte, che per quanto considerassi improbabile alla fine è accaduto: il primo indizio doveva riguardare il continuo ripetere quanto fossero sicure, poi ci si è messa pure Arya che ha dato un’arma alla sorella e Varys con le sue battute. Non mi aspettavo questa svolta perché sapevo che lì sarebbero stati tutti spacciati, deboli e disarmati per com’erano, e poi credevo che nelle cripte ci fossero solo polvere e vestiti, non che ancora qualche vecchio Stark fosse in parte fatto da ossa.
E sempre parlando di risveglio, sapevamo che il Night King ha la capacità di far rivivere i caduti, ma vederglielo fare con i morti di Winterfell ha fatto male. Un po’ come in Hardhome, quando i Bruti che avevano combattuto insieme ai Guardiani si sono risvegliati con gli occhi blu. Solo che allora i Guardiani e Bruti rimasti erano salvi, qui… i nostri combattenti non se la stavano cavando per niente bene, ma con l’arrivo del Night King le cose sono veramente precipitate. Credevo davvero non ci fosse via d’uscita: Jon, inutile per quasi tutto l’episodio, correva da Bran ma veniva continuamente fermato e diventava più evidente ogni minuto che passava che non sarebbe riuscito ad arrivare in tempo dal fratello/cugino; Daenerys era bloccata fuori dalle mura, e poi lei non ha mai impugnato una spada, non ce la vedevo lei a uccidere il Night King; tolti loro, chi avrebbe potuto farlo? Theon, in un ultimo tentativo senza speranza, ha provato a infilzarlo, pur sapendo che non ci sarebbe riuscito, pur sapendo che sarebbe morto. Bran era da solo contro il suo nemico, colui che ha smosso Barriere e Foreste pur di trovarlo, ed era indifeso. L’unica arma che aveva l’aveva donata già da parecchio tempo, e poi cosa avrebbe potuto fare contro di lui, bloccato su quella sedia?

 

Tutto questo ha contribuito a mantenere elevata l’ansia per tutto l’episodio, fino ad arrivare al finale che nel bene e nel male ha lasciato tutti a bocca aperta. Probabilmente in molti saranno scontenti, però io non sono tra questi: Arya che uccide il Night King è davvero inaspettato. Jon sta per essere ucciso da Viserion, Daenerys se non fosse per Jorah che le fa da scudo umano sarebbe già morta da un pezzo, tutti sono lontani, Bran è solo e al Night King basterebbero altri tre secondi per farlo fuori. Tutto si estende in un momento infinito, rendendo l’inevitabile ancora più inevitabile, e poi arriva lei alle sue spalle, viene intercettata e per un momento ho pensato che sarebbe morta, ma ha ancora la daga che le aveva dato Bran una stagione fa – e che evidentemente non aveva esaurito il suo scopo come invece pensavamo -, la fa scivolare dalla mano e, in un batter di ciglia, la riprende con l’altra e pugnala il nemico. Uccidendolo.

What do we say to the God of Death?
Not today.

Vi dirò, mi si è dislocata la mascella per lo shock. Non me lo aspettavo e mi piace. Inoltre, ripensandoci, gli indizi c’erano: chi meglio di lei? Chi, se non colei che della morte ne ha fatto una missione e un mezzo? Tutti quelli che ha incrociato durante il suo cammino le hanno insegnato qualcosa che l’ha condotta a quel momento. E nonostante lo apprezzi, sembra quasi troppo facile: in un secondo si sono liberati di tutti i loro nemici, ma è davvero così? Davvero è stato tutto facile? Io non credo che sia davvero finita, mi aspetto un finale alla Mulan nel quale loro credono che sia andato tutto bene e alla fine, proprio mentre festeggiano, li aspetta l’ultima grande battaglia. Ci sono profezie dietro, il vero motivo che ha spinto il Signore della Luce a resuscitare Jon (quale potrebbe essere allora?) principi promessi e via dicendo, altrimenti ammetto che sarebbe in parte deludente, e poi mi aspettavo che per eliminarlo ci sarebbe voluto qualcosa di più di una semplice daga nel cuore. Ma facciamo finta che sia finito davvero così e cerchiamo il lato positivo: no, non credo che sia stato tutto facile, perché non si limita alla battaglia alla quale abbiamo assistito oggi.

Non dobbiamo tenere conto soltanto di coloro che sono morti oggi a Winterfell. Abbiamo Hodor, che si è sacrificato insieme a Summer e ai Figli della Foresta per permettere a Bran e Meera di tornare a casa. Abbiamo Benjen, morto per lo stesso scopo. I Guardiani disertori che nel primo episodio avvertono Ned Stark (uno solo, gli altri erano già morti). I Bruti che hanno lasciato la loro casa per combattere a sud, e quelli che non ci sono riusciti perché sono morti (e risorti) prima. Riguarda persino le figlie di Craster, costrette ad abbandonare i propri figli in mezzo alla neve perché maschi e non femmine. Il piccolo Sam a quest’ora sarebbe uno di loro, chissà. Era qualcosa più grande di quanto ci aspettassimo, ed è vero che è finito tutto in una frazione di secondo, ma quello che è successo prima avrà delle conseguenze per sempre.

Theon… you’re a good man. Thank you.

Sapevamo che a molti avremmo dovuto dire addio, ma devo ammettere che pensavo peggio. Molti caduti erano facilmente intuibili dal loro percorso, altri… meno. Ma questo non ha reso più facile assistere a questi momenti. La Guerra ha riavvicinato tutti, persino Sansa e Tyrion che hanno il tempo di scambiarsi qualche occhiata e un muto addio prima di quelli che credono siano i loro ultimi minuti di vita. Ha concesso a Theon di chiedere per l’ultima volta perdono a Bran e di sentirgli pronunciare quel ringraziamento, che per lui equivale a un perdono definitivo, prima di sacrificarsi per lui e fargli guadagnare secondi preziosi che hanno permesso ad Arya di arrivare in tempo.
Ha concesso a Jorah di fare da scudo alla nostra Daenerys: chiunque altro non ci sarebbe riuscito, solo lui avrebbe potuto fare tanto, soltanto un uomo fedele come lui sarebbe riuscito a tenersi in piedi fino all’ultimo secondo pur di salvare la sua regina, e se Arya non avesse ucciso il Night King proprio in quel momento forse lui avrebbe continuato, non si sarebbe fermato, non finché lei non fosse stata al sicuro. Sapevo che sarebbe successo, ed è stato comunque un momento straziante. Lui forse è il primo e unico vero suddito di Daenerys, uno che è partito come serpe in seno, che la voleva tradire ma che mosso dal suo amore non corrisposto e dagli ideali di lei è cambiato completamente e si è redento, dimostrando fino all’ultimo quanto fosse un cavaliere e un soldato fedele pronto a tutto per lei. Daenerys lo sa, e fa male vederla piangere su di lui mentre Drogon li circonda in un abbraccio, consapevole del dolore che sta provando la madre. Fa male sapere che forse lei un giorno si siederà sul Trono, ma lui non sarà accanto a lei, non come aveva promesso. Mi consola soltanto che sia andato via esattamente come mi aspettavo: tra le braccia di Daenerys, facendo l’unica cosa che aveva senso nella sua vita, ovvero proteggendola.
Ha concesso a Edd l’Addolorato di morire salvando Sam, che invece sopravvive, al contrario di tutti i pronostici emessi da Edd stesso la settimana scorsa.
Ha concesso a Beric Dondarrion di fare tornare in sé il Mastino, terrorizzato dal fuoco e dai morti, e di permettere ad Arya Stark di sopravvivere. Senza di lui forse non saremmo qui a parlarne, perché è risorto per salvare colei che li avrebbe liberati della minaccia degli Estranei.
Ha concesso a Lyanna Mormont, l’unica che veramente non mi aspettavo che morisse, di andarsene come una vera eroina, sconfiggendo un mostro cento volte più grande di lei, che la teneva in pugno (letteralmente) e che la stava schiacciando, dimostrando fino alla fine di essere sempre stata troppo stretta in quel corpo così piccolo: lei era gigante nell’animo, lo ha dimostrato fin dalla sua prima apparizione, con la sua caparbietà e la sua fedeltà, una bambina capace di tenere testa a quei testardi uomini del Nord, lei che con la sua sola voce li metteva in riga e li convinceva a dichiarare re un bastardo, proprio come i suoi uomini anche lei vale per dieci. Piccola, feroce lady. Mi mancherà da morire. Ancora non ci credo.
Fino a questo momento, ogni morte ha avuto un valore. Proprio come ogni freccia scoccata da Theon, ogni sacrificio ha avuto uno scopo. L’unica che non mi spiego è Melisandre, che muore togliendosi il collarino e cadendo di fronte a Davos, vecchia e fragile come carta velina. Perché? L’alba sorge sulla lunga notte, portatrice di luce contrapposta al buio della notte appena trascorsa, e il Signore della Luce la richiama a sé perché il suo compito in questo mondo si è concluso. Non so, il suo finale è l’unico che mi ha lasciata veramente insoddisfatta. Incompleta. Non so nemmeno io cosa mi aspettavo, ma di certo non questo. Tuttavia, non si può dire che il suo ritorno sia stato inutile: è proprio lei, ripetendo quelle famose parole pronunciate alla stessa Arya in occasione del loro primo incontro, a farle conoscere il suo destino. Ed è sempre lei a convincerla a correre via, rapida come un fulmine, con la consapevolezza che nel suo cammino è scritto che oggi non deve morire, perché prima deve uccidere il Night King. Davvero non abbiamo più bisogno di lei? Devo dedurre che gli Estranei sono stati sconfitti per sempre?

L’episodio si conclude così, netto, un passo dopo la salvezza. Il primo capitolo è chiuso, adesso a quanto pare resta la battaglia contro Cersei. Ma prima bisogna curare le ferite e piangere i morti, perché sebbene i vari Jaime, Tyrion, Jon e Sansa siano vivi, abbiamo perso comunque elementi validissimi, andati via con onore. L’episodio mi è piaciuto molto, anche se ho avuto davvero paura per moltissimi personaggi. Non è un episodio di strategia (e meno male), era messo qui per intrattenere e questo fa, a meno che non ti piaccia il genere. Si è chiuso un grosso capitolo della trama e questo nel bene e nel male lascia un segno in tutti noi, e adesso si può tornare a fare il Gioco del Trono. Solo due pensieri: ili91 ha ribadito che come Beric, risorto per salvare Arya, allora anche Jon potrebbe essere risorto per un motivo simile: quale potrebbe essere la minaccia che dovrà affrontare? Non fategli fare più strategie di guerra però, per favore. Il secondo pensiero va a dreamer183 che sta peggio di me oggi.

E voi cosa ne pensate? Vi è piaciuto questo episodio? Vi aspettavate queste morti? Io non tirerei ancora sospiri di sollievo: resta sicuramente la battaglia per il Trono, e lì sicuramente saranno costretti a uccidere altri personaggi, stavolta più importanti.
Io come sempre vi saluto e vi do appuntamento alla settimana prossima, ma prima vi lascio il trailer del prossimo episodio, vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate. Ed Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica.

Ringraziamo: Game of Thrones Italia – Il Trono di Spade | » Addicted to Emilia Clarke | But you can be my forest love, and me your forest lass. Arya&Gendry | Casa Stark – L’inverno sta arrivando | Game of Thrones ITALIA | Jon Snow the bastard Italia | Jorah Mormont Italia | Kit Harington & Richard Madden Italian Page | Ladies Of Winterfell // Stark Sisters | Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco – Ita | ~ Le migliori frasi de “The Game Of Thrones” ~ | Lena Headey Source.Nikolaj Coster-Waldau Italia | Nikolaj Coster-Waldau Resource. | Team Mormont | Team Sansa | You will fly « Bran Stark Source | Serie Tv Mania | Film & Serie TV | Serie Tv News | Because i love films and Tv series | Quelli delle Serie TV

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One thought on “Recensione | Game Of Thrones 8×03 “The Long Night”

  1. Due parole sull’episodio. Mi è piaciuta molto la messa in scena….nonostante il buio pesto e l’estrema confusione della confusione. Ovviamente il e il contrasto con il fuoco e la neve creata dal re della notte erano voluti. insomma sembra va di stare davvero vivendo in prima persona la battaglia…..con quel senso di oppressione, disperazione, ineluttabilità della morte….che incombe. Bellissima la colonna sonora, soprattutto il brano che accompagna le scene finali dell’episodio. Ramin Djavadi si è superato anche stavolta. Il brano ricorda molto quello che accompagnava le scene di apertura dell’episodio 6×10 Winds of Winter
    (aaahhh…..nota dolente: uscirà mai questo benedetto libro?????)
    Il finale inaspettato, sconcertante….oserei dire perfetto. Si PERFETTA è la scelta del personaggio che alla fine ha ucciso il nemico pubblico # 1. Non poteva, non doveva che essere così…in fin dei conti non capisco la delusione dei molti fans di GOT (non sappiamo se tale scelta sia stata fatta da Martin in persona o è una licenza di D&D…io credo sia una scelta di Martin!!!).
    Arya….non me l’aspettavo…ma ha perfettamente senso! Perchè è il miglior guerriero dei Sette Regni, perchè per anni si è addestrata per diventare un’assassina…con l’unico scopo (il vero scopo della sua giovane vita) di depennare uno ad uno tutti i nomi presenti nella sua lista di morte. Alla fine ha fatto molto, molto di più….alla fine abbiamo compreso che il suo vero scopo non erano uccidere i nemici della sua famiglia ma liberare l’umanità intera dal più atroce destino: la completa estinzione.
    La scelta è perfetta perchè per una volta il vero eroe non è un uomo, non è il classico guerriero senza macchia e senza paura (Jon Snow?!), non è il classico personaggio predestinato, apparentemente di umili origini ed emarginato ma con, in realtà, sangue reale nelle vene (ancora Jon Snow)…..
    Insomma non per una volta l’eroe è una donna…una ragazzina….nemmeno bella….certamente non perfetta….. Una persona fisicamente piccola…apparentemente fragile…..ma un coraggio fuori dal comune ed una forza di volontà senza paragoni.

    “Anche la persona più piccola può cambiare il corso degli eventi” ci insegna il grande Tolkien
    Potremmo dire che tale frase calza perfettamente anche per un’altro personaggio: Lyanna Mormont…..altra persona piccola (fisicamente….non nello spirito) …ma che con il suo intervento ha cambiato il corso degli eventi. Se non ci fosse stata lei, Jon sarebbe mai stato proclamato re del Nord?

    In quanto a Jon Snow……premetto che non sono mai stato un suo fan. Non mi ha mai entusiasmato il personaggio descritto nei libri, ancora meno mi è mai piaciuto il personaggio portato sul piccolo schermo….forse per un’idiosincratica antipatia nei confronti dell’attore che lo interpreta (lo ammetto proprio non riesco a digerire Kit Harrington…..che ha impiegato 8 stagioni per riuscire a manifestare qualcosa di diverso di un viso sempre imbronciato).
    Ma una cosa la devo dire in sua difesa….e appunto non capisco la delusione di molti dei suoi accaniti fan, che lo volevano a tutti i costi come l’eroe indiscusso che avrebbe ucciso in un epico duello finale il re della notte. Jon non ha ucciso Il re della notte…..ha fatto qualcosa di però di altrettanto importante……forse addirittura più difficile….qualcosa di così fondamentale che, se non ci fosse stato lui a compiere tale impresa, allora non staremmo nemmeno qui a parlare dell’impresa di Arya.
    Jon è riuscito a riunire sotto un’unico vessillo (il vessillo dei vivi) persone che fino a poco tempo prima si sarebbero uccise fra di loro. E’ riuscito a far alleare nemici di lunga data; è riuscito a convincerli a mettere da parte il viscerale odio che provavano gli uni per gli altri, è riuscito a placare, almeno temporaneamente, la naturale diffidenza che quasi sempre le persone provano nei confronti dello straniero…nei confronti del “diverso”da noi.
    Vi sembra un’impresa da poco?

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