Film

Recensione | Avengers: Endgame

PARTE SPOILER FREE

Premessa: io sono una fan sfegatata dei film della Marvel fin dal lontano 2011, quando venni trascinata a vedere Captain America: The First Avenger dal mio migliore amico e mi innamorai della storia di Steve Rogers. Con il passare degli anni, complici soprattutto il web e i social, l’ossessione non ha fatto che crescere, e quindi, come molti di voi probabilmente, aspettavo di vedere Avengers: Endgame impazientemente. Non vedevo l’ora che arrivasse la data dell’uscita, ma allo stesso tempo la temevo, per via di qualche anticipazione e perché il finale di Infinity War mi ha lasciata così traumatizzata che ora quando vado a vedere un film della Marvel in parte mi sento come se dovessi vedere un horror o un film drammatico. Quindi quando si sono abbassate le luci in sala mi aspettavo principalmente due cose: epicità e pianto (ma forse di più la seconda).

Invece devo dire che nonostante la tristezza che ho inevitabilmente provato (e qui mi fermo per evitare spoiler, parlerò del film più dettagliatamente nella seconda parte della recensione), la sensazione principale che mi è rimasta è stata di eccitazione e sbalordimento di fronte a quello che secondo me potrebbe essere il film della Marvel migliore fino ad ora. Forse ci sono stati film realizzati meglio nell’insieme, ma nessuno mi ha fatto provare emozioni di questo livello fino ad ora. Ho riso, ho pianto, sono stata in tensione un sacco di volte, ho temuto il peggio per i miei personaggi preferiti in molti momenti. Forse avrei evitato alcuni elementi comici che in un film del genere non erano nemmeno necessari per evitare che risultasse noioso, nonostante la sua durata di ben tre ore. Nel complesso, comunque, questo mix di emozioni funziona alla grande. Viene dato molto spazio agli Avengers originali, come penso sia giusto, ma penso che Endgame accontenti ogni tipo di fan della Marvel. Quindi, anche se non credo che serva un incoraggiamento, consiglio fortemente di andarlo a vedere al cinema. Anche l’esperienza collettiva non è da sottovalutare: alla fine della proiezione a cui ho preso parte il pubblico ha applaudito, ed è stato un bel momento di condivisione delle nostre emozioni. Sicuramente è il film evento dell’anno, un film che chiude un’era della Marvel, la prima, che ha avuto un successo strepitoso. Prevedo un incasso clamoroso per questo film, che lo merita più di molti altri della stessa saga. Se ne parlerà per molto tempo.

ATTENZIONE: SPOILER ALERT DA QUI IN POI!

La prima cosa che mi ha colpito positivamente del film è stato il fatto che la trama non fosse affatto come me l’aspettavo, e penso che sia lo stesso per la maggior parte dei fan: nella prima parte del film la figura di Thanos compare per pochissimo tempo, e non gioca affatto un ruolo fondamentale, perché viene subito annientato, anche se questo non porta a nulla, senza la possibilità di recuperare le gemme da lui. La situazione sembra essere senza via d’uscita, e infatti gli Avengers rimasti, sconsolati, cercano di andare avanti con le proprie vite per cinque anni, riuscendoci chi più, chi meno.

La svolta arriva, inaspettatamente, da un’idea di Ant Man: per tutto quello che possiamo chiamare il “primo tempo”, il film si concentra sulla missione di recupero delle gemme attraverso il viaggio nel tempo. Ho apprezzato molto come molti dei personaggi abbiano incontrato figure del loro passato per loro importanti, soprattutto l’incontro – molto fugace, senza interazioni naturalmente – di Steve con Peggy (una parte di me piange sempre ogni volta che si parla della loro relazione mancata) e di Tony con suo padre Howard, che ha così avuto l’occasione di dirgli che ora ha una figlia e una sorta di conclusione risolutiva del loro rapporto quando era in vita. Le prime complicazioni che sorgono nel recupero delle gemme sono divertenti e danno il via a scene un po’ più leggere, che equilibrano molto bene la tensione emotiva del film. C’è bisogno di momenti in cui il carico dei sentimenti viene un po’ alleggerito, altrimenti l’esperienza complessiva della visione secondo me sarebbe risultata pesante.

Con il proseguire della storia, cambiamo scenari e allora gli ostacoli diventano ben maggiori, talvolta apparentemente insormontabili. La scena della morte di Natasha è uno dei momenti salienti del film, a mio parere, è ben costruita, e gioca bene sul meccanismo di suspense: noi spettatori sappiamo benissimo che se Clint e Natasha vogliono recuperare la gemma dell’anima, uno dei due dovrà essere sacrificato, mentre i personaggi sono ignari di quello a cui stanno andando incontro. Mi è dispiaciuto molto dover dire addio a Vedova Nera, ma la sua morte è stata pienamente dignitosa, in quanto fondamentale per la buona riuscita del piano. Un sacrificio necessario, purtroppo.

Ho trovato geniale la svolta nella ricerca di Nebula e Rhodey, con la scoperta del piano degli Avengers da parte di Thanos, che porta ovviamente alla complicazione più difficile da risolvere e alla battaglia del gran finale. Anche qui si gioca molto con la suspense: noi spettatori sappiamo che la Nebula che è tornata nel presente è quella del passato, ancora cattiva e al servizio di Thanos, mentre tutti gli altri personaggi ne sono ignari.

Da brividi la scena in cui, dopo lo schiocco delle dita di Hulk, Clint riceve una telefonata dalla moglie, che era svanita insieme agli altri. Meravigliosa la scena in cui gli eserciti degli Avengers e quelli di Thanos si schierano per la battaglia, dopo lo spettacolare ritorno dei personaggi che erano svaniti, attraverso i portali aperti. Un dettaglio che mi ha fatto saltare sulla sedia nel tentativo di contenere l’entusiasmo è stato Captain America che impugna il martello di Thor: lo sapevamo tutti che lui ne era degno, ma è stato davvero bellissimo, anche visivamente, vederglielo usare. Tutta la scena della battaglia finale è visivamente una figata (no, non mi vengono termini migliori per definirla) ed è pura soddisfazione guardare Thanos che viene finalmente sconfitto. Anche se il prezzo da pagare è molto alto. Il sacrificio di Tony giunge come una conclusione più che giusta della sua storia nel corso di tutti i film, della sua crescita ed evoluzione. Non nego di aver pianto molto durante l’addio da parte di Pepper, e anche da parte di Peter – “Signor Stark, abbiamo vinto!” è una battuta molto d’effetto che resta bene impressa. La fine di Thanos e dei suoi alleati, polverizzati come la metà della popolazione quando gli Avengers erano stati sconfitti, è stata davvero appagante: non poteva essere resa meglio. È la conclusione del cerchio.

Non potete capire quanto sono felice di come è stata conclusa la storia di Captain America. Temevo il peggio, durante lo scontro diretto con Thanos (non) ero preparata a vederlo morire, e invece gli sceneggiatori mi hanno fatto il regalo più bello che potessero farmi, decidendo di mandarlo in pensione. Letteralmente, visto che quando viaggia nel tempo per riportare le gemme al loro posto, decide di fermarsi e finire di vivere il resto della sua vita con Peggy. Anche loro, come quasi tutti gli altri, hanno avuto finalmente il loro lieto fine e sì, mi sono un po’ sciolta con la scena finale di loro due che ballano un lento nel passato. Trovo che anche questa sia una conclusione perfetta per la storia e l’evoluzione del personaggio. Steve ha sempre sofferto per la perdita della possibilità di una vita normale con la donna che ama.

Non mi aspettavo il passaggio dello scudo a Sam, che quindi sarà, evidentemente, il prossimo Captain America, ma il fatto che sia stato lui il prescelto, invece di Bucky, è ottimo per quanto riguarda la rappresentazione della minoranza afroamericana, quindi ne sono molto contenta. Scommetto che Bucky continuerà a coprire il ruolo di suo braccio destro, e non vedo l’ora di vedere questa nuova dinamica tra i due.

A proposito di rappresentazione, ho apprezzato il ruolo di Captain Marvel nel film, importantissimo per la rappresentanza femminile (anche se onestamente mi aspettavo che fosse più presente nel film in generale). La scena in cui viene aiutata da tutte le altre eroine ad attraversare il campo di battaglia con il guanto delle gemme mi ha messo i brividi. Così come sono davvero felice che Valkyrie prenda il posto di Thor nella guida del nuovo regno di Asgard.

Questa nuova versione di Thor con la pancia da birra è forse l’unica nota davvero negativa del film, secondo me. È brutto vedere il suo personaggio ridotto a comic relief, per poi essere messo da parte senza che alla sua storia venga data una conclusione degna di questo nome.

Altri momenti davvero emozionanti e degni di nota:

  • La reunion tra Scott e sua figlia Cassie: ero terrorizzata che fosse svanita anche lei, non avrei retto, il loro rapporto è una delle mie relazioni preferite di tutto l’universo Marvel.
  • L’addio tra Steve e Bucky, in cui si ripete lo scambio di battute di The First Avenger, quando era Bucky a partire (per la guerra): adoro la loro amicizia, e devo dire che avrei voluto che gli dessero più spazio, ma capisco la scelta, nell’economia del film nell’insieme.
  • L’incontro e la chiacchierata tra Thor e sua madre, l’unico momento in cui il personaggio di Thor riacquista davvero un po’ di dignità.
  • Wanda che combatte contro Thanos e lo sta per sconfiggere, costringendolo a ordinare ai suoi di sparare a raffica su tutti.

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2 thoughts on “Recensione | Avengers: Endgame

  1. Ma come fate a definire bello questo film? Che delusione!!! La cosa peggiore? Il dio del tuono trasformato in un patetico benone… E che bisogno c’era di far morire Natasha? Senza mordente, fiacco, lacrimevole, proprio una bruttissima fine per gli Avengers.

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    • Su Thor sono d’accordo, come ho scritto, e spero che questa non sia la sua fine (sembra che lo inseriranno in Guardiani della Galassia 3). La morte di Natasha è senz’altro dettata più dalla ricerca di un effetto shock.. però almeno è morta con dignità secondo me, perché l’ha scelto lei. E ho trovato questo film tutto meno che fiacco, ma ovviamente questa è solo la mia opinione.

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