Roswell New Mexico/Telefilm

Recensione | Roswell, New Mexico 1×12 “Creep”

Salve pelati,
siamo arrivati quasi alla fine di questo (ennesimo) reboot. Tra alti e bassi, rifiuti del pubblico e accettazioni tardive, il responso non è negativo. Nonostante ciò, continuo a pensare che riesumare dal passato serie cult per riadattarle al presente, non deve diventare un’abitudine. Roswell è figlio dei suoi anni, e se un tempo le divise acetate di Liz e Maria erano la norma, ora risultano obsolete e un colpo all’occhio.

Isobel decide di entrare nella mente di Noah per scoprire la verità. Nel frattempo Kyle, Alex e Micheal si dirigono verso una prigione più volte nominata negli appunti dello sceriffo Valenti…

Conclusioni:

  • Prigionieri di se stessi: Noah ci introduce l’episodio con un veloce flashback sullo schianto del 1947. In maniera molto approssimativa, come se fosse una favola per bambini, ci racconta che i militari catturarono e/o uccisero tutti gli alieni o le capsule che trovarono nel luogo dell’impatto. Lui, col suo accappatoio e il ciuffo sempre fonato, è riuscito a salvarsi perchè, essendo difettata la sua navicella spaziale, si è rifugiato in una grotta imbernandosi per trovare un giorno la forza di uscire. Tuttavia il danno alla capsula lo ha solo reso prigioniero della sua stessa navicella e invece di condurlo in un sonno riparatore, lo ha mantenuto vigile e debole. Quello che hanno subito gli alieni più sfortunati verrà poi mostrato dalla storyline di Alex, Kyle e la new entry Michael. Il discorso di Noah punta su un particolare che non è stato ancora svelato: c’erano alieni di prima e seconda classe. Perchè? Ad una prima ipotesi, ci verrebbe in mente il filone dei principi/reali del vecchio Roswell. Dopo più di una settimana dalla 1×11, nonostante la pessima introduzione del quarto alieno, ritengo che la scelta di Noah sia interessante e che finalmente introduca quel tocco di mistero alieno che era venuto a mancare ultimamente. Ai tempi di Tess, noi avevamo avuto tutto il tempo di sospettare e non di lei, anche solo per il fatto che guardava con occhi dolci Max. Noah non era stato preso assolutamente in considerazione; e anche se tutto questo lato oscuro ci ha sconvolti, allo stesso modo ci intriga. Da tenero golden retriver si è trasformato in un rottweiler. Certo, facendo un’analisi più attenta del suo personaggio, sicuramente la sua impassibilità nello scoprire la vera natura della moglie, ci aveva lasciati interdetti. Anche perchè gli autori si erano inizialmente presi la briga di presentarlo non come lo scemo del villaggio, ma come un umano di sani principi, capace nel suo lavoro e innamorato perso di Isobel. Il suo repentino cambio, dopo la scoperta degli alieni in famiglia, era sospetto.
    Noah ci rivela un’altra cosa molto interessante che ancora una volta gli autori non mettono in risalto: pare che il potere degli alieni aumenti con il sottrarre l’essenza vitale degli umani. Così Noah si è rinvigorito in questi anni. Questa è una vera novità a Roswell: non solo lui è il cattivo, lo sono, forse, tutti gli alieni. Hanno bisogno di uccidere per sopravvivere e affinare i loro poteri. Kyle e Alex si fanno proprio portavoci di questo forse, nonostante il primo abbia scoperto l’origine del male del padre.
    Peccato che questo messaggio più crudo si perda. Noah prova con un semplice paragone a mostarci come Max perda le forze nel salvare gli umani piuttosto che nell’ucciderli, ma questo tema scottante viene chiuso velocemente, perchè porterebbe la serie verso rotte non toccate neppure nel 1999.

  • Prigionieri sulla Terra: Alex e Kyle, che nella scorsa puntata avevamo dato per disperisi, ritornano come se niente fosse successo (tipo la cattura di un alieno pazzo durante un evento che ha coinvolto tutta la città) e ci portano a scoprire meglio cosa gli appunti dello sceriffo Valenti volessero davvero dirci. A quanto pare non erano farneticamenti di un malato, a quanto pare James Valenti non era così innocente. L’operazione Pastore era come avevo sospettato, una copertura per qualcosa di più grande. Gli alieni dello schianto del 1947 sono diventate tutte cavie di laboratorio. Qui Micheal incontra sua madre e poco dopo la vedrà anche morire.
    In questo reboot si sta perdendo il senso della continuità degli eventi e anche un saldo collegamento tra questi. Sono tutti ottimi spunti, Noah, la prigione dimenticata, ma non siamo più negli anni 90, dove Max poteva sentire per strada lo sceriffo Valenti parlare con un agente dell’FBI e poi correre a riferire tutto ai suoi amici. Il pubblico è cresciuto e di serie ne abbiamo viste molte. Sono espedienti che non funzionano più. Perciò l’ingresso tranquillo dei tre giovani in un luogo che dovrebbe essere di massima sicurezza (dove per giunta trovano l’ennesimo Manes dalle idee radicali), fa abbastanza ridere, per non parlare dell’esplosione finale. La non presenza al galà dello scorso episodio di Kyle e Alex, non ha giustificazioni. Sono parte integrante della trama, ed hanno una storyline loro che li ha portati più vicini alla verità di quanto non abbia fatto Noah. Perciò la presenza di Micheal è essenziale per tre motivi: ristabilire un contatto con Alex, che improvvisamente Guerin aveva dimenticato per Maria (nuovamente scoparsa); creare un contrasto con Max, che ancora una volta sceglie l’umanità alla sua personale verità; e congiungere le due principali storylines.

  • Prigionieri dell’amore: la dichiarazione di Alex è forte, risuona in un momento critico. La risposta di Michael fa male, anche perchè il dubbio che ci sia un fondo di verità, che tra loro ci siano solo emozioni anziché sentimenti, ci sembra a volte possibile. Tuttavia non abbiamo ancora capito cosa ci sia davvero tra loro, se non qualcosa di forte che dopo anni ancora si fa sentire. Come la gelosia di Guerin verso un Kyle recentemente vicino ad Alex.
    Nel frattempo Liz e Max non sembrano più così intimi, forse perchè presi da un assassino chiuso nella camera da letto di Evans. L’unica scena che ci ricorda che Roswell parla anche d’amore è l’incontro da Michael e una donna anziana, sua madre. Micheal è l’unico dei tre alieni ad aver cercato per anni non solo la verità, ma una possibile famiglia. Questo sentimento è purtroppo solo un eco della serie passata, che ha dedicato molto più tempo al suo dramma interiore. Infatti lo scontro finale con Max, sussiste solo nel ricordo di chi noi sappiamo sia Micheal Guerin, ma se ci dovessimo basare sulla sua caratterizzazione attuale, sembrerebbe solo preso da un raptus di frenesia-rabbia.
    Nonostante tutto ciò anche il legame tra Isobel e Noah e la loro vita coniugale passata sembra solo un ricordo sbiadito. Isobel soffre, ma non mostra più di tanto, preferisce non pensarci. E niente aggiunge il momento di conforto tra le due donne: Liz e Isobel, quest’ultima continua a non crescere come personaggio. In tutto ciò però ci stiamo dimenticando un’altra sottotrama: Rosa è la figlia di James Valenti. Lanciato questo sasso-bomba, gli autori hanno ritratto la mano. Che questa rivelazione al fine della storia servisse davvero a poco?!
    Non so se questo sia l’episodio più bello, ma più intenso assolutamente sì.

P.S.
Prima il sergente maggiore Manes, ora Cameron… pian piano gli autori si sono resi conto che c’erano parecchi personaggi superflui, a cui avevano dato uno spazio eccessivo.

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Ringraziamo: Roswell, New Mexico ItalyCrazy Stupid Series |  Serie Tv News | I love telefilm & film ∞ | Quelli delle Serie TVFilm & Serie TV

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