Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 15×22 “Head Over High Heels”

Dopo l’episodio di settimana scorsa che ci ha permesso di fare un salto a casa Shepherd in quel di New York e ci ha fatto capire che tutto sommato sia noi che Amelia stiamo molto meglio a Seattle, siamo tornati al solito tran tran e alle solite storyline che potrebbero essere sviluppate per bene ma durano giusto il tempo di uno starnuto e quindi non c’è nemmeno il modo di capirle. Poi io vorrei capire che fretta ci sia visto che tanto non pare ci sia nulla di più succulento da raccontare. Ogni volta sembra che trattino con superficialità certe dinamiche perché c’è qualcosa di più importante di cui occuparsi ma questo qualcosa non arriva mai e alla fine ci troviamo con un cumulo di trame che, se ben utilizzate, avrebbero potuto riempire quattro o cinque episodi mentre a stento ne sorreggono uno. Andiamo a parlare più nel dettaglio di quanto successo.

Partiamo proprio dalla seduta terapeutica di Owen che è emblematica di questo andamento così inutilmente frettoloso. In tutta sincerità questo incontro di Hunt con il suo terapeuta è una vera pagliacciata, sia per come è stato introdotto, che per come è stato trattato e anche per come il tutto si è concluso. Owen è stato in cura per diverso tempo dopo essere stato congedato dall’esercito e nessuno si era mai accorto di questo suo trauma infantile che a quanto pare gli impedisce di essere felice da sempre. Tutto questo non solo è assurdo, ma è anche completamente senza senso. Hunt è un medico, ha per le mani tutti i giorni la vita di altre persone, è impensabile che la sua psiche non sia stata scandagliata a lungo prima di permettergli di tornare ad operare tra i civili e che nessuno degli specialisti che lo ha avuto in cura si sia mai accorto di questo enorme peso che si portava dentro sin dall’età di dieci anni. Tralasciando questo, vogliamo parlare della superficialità con cui l’argomento viene trattato e della facilità con cui il terapeuta, conosciuto mezz’ora prima, riesca a far riemergere una cosa sepolta così in profondità che a stento nemmeno Owen la ricordava? È semplicemente ridicolo. Non dico che dovessero parlarne per quaranta episodi, ma nemmeno liquidare il tutto in cinque minuti di scena. D’altronde questa cosa affligge Owen da anni quindi suppongo che avrebbe meritato molto più spazio e un approfondimento maggiore. Anche perché, per come è stata trattata, fa anche un po’ ridere. Lo so, non c’è nulla di divertente ma a me scappa comunque una risata se penso che Owen non riesce ad essere felice con nessuna donna perché da piccolo ha vinto un premio ma non lo ha raccontato a nessuno visto che lo stesso giorno la madre gli ha comunicato la morte di suo padre. Se la storia fosse stata trattata con dignità, avrebbe avuto anche un suo senso, ma così risulta solo essere una toppa a questo poligono amoroso (non so più che figura sia) che ci trasciniamo dall’inizio della stagione. Inoltre, io vorrei tanto capire come il terapeuta, che per l’occasione si è trasformato nella versione economica di Buddha, possa aver aiutato Owen dicendogli che ha paura della gioia perché teme che dopo sia seguita da un’enorme sofferenza. Ora, al di là del fatto che l’andamento ciclico di gioie e dolori è una cosa naturale che caratterizza la vita di chiunque, mi piacerebbe molto comprendere come il fatto che sia stato il medico a suggerire la soluzione ad Owen e che invece non abbia fatto compiere a lui un percorso per arrivarci, possa essere in qualche modo d’aiuto. Probabilmente sono ignorante io, ma dubito che una seduta debba essere condotta in questa maniera, così come dubito del fatto che un trauma possa essere individuato, compreso e risolto in così poco tempo. In sostanza Owen è stato trattato alla stregua del cane di Pavlov ed è forse questa la parte peggiore di tutta la faccenda.

Mentre Owen è intento a risolvere problemi che fino a due episodi fa non sapeva nemmeno di avere, assistiamo ad un interessante discorso tra Amelia e Tom nel quale la Shepherd fa un quadro molto realistico di questo pantano in cui sono tutti immersi e da cui lei sta cercando di tirarsi fuori. L’idea centrale è quella che Owen e Teddy siano inevitabili e io fondamentalmente sono d’accordo con lei, l’ho sempre pensato, con o senza traumi infantili mai pervenuti fino ad ora. Owen e Teddy sono inevitabili perché sono perfetti insieme in ogni moneto. La loro evoluzione personale è andata di pari passo e, nonostante fossero a chilometri e chilometri di distanza, impegnati in altre relazioni, il loro rapporto è cambiato con loro e si è adattato al loro modo di essere durante gli anni. Non c’è stato un solo momento in cui i due non siano riusciti a ritrovarsi a prescindere da quanto successo prima. A differenza del rapporto con Amelia, loro si distruggono ma si ricostruiscono più forti di prima, mentre gli Omelia si distruggono e ogni volta che tornano insieme perdono un pezzo di loro stessi. Non guadagnano nulla dal loro rapporto, è solo un gioco a perdere. Questo non significa che Amelia non sia legata ad Owen, perché sarebbe stupido pensarlo, ma vuol dire solo che in questo caso l’amore non è abbastanza. Succede. È brutto, ma succede. In quest’ottica è fondamentale che nel parlare con Tom la Shepherd abbia fatto capire che Link non è un ripiego. Link è qualcuno dato a starle a fianco, non perché non sia complicato o non abbia un passato difficile, ma perché è una persona risolta il cui vissuto lo ha portato ad essere perfetto per Amelia, in questo momento e si spera anche in quelli futuri. Quella di Link non è una scelta di comodo, lei non lo usa, lo ha scelto perché vede in lui una possibilità di costruire qualcosa che con Owen probabilmente non c’è mai stata, nonostante i loro sentimenti fossero e siano tutt’ora molto forti. E per quanto sia bello vedere Tom così determinato a combattere per Teddy, ha ragione Amelia nel dirgli che anche lui meriterebbe la stessa cosa. Koracick non merita di finire in mezzo al dramma di Owen e Teddy e il fatto che non si sia nemmeno reso conto di quale sia l’effettivo legame tra i due, mi lascia seri dubbi su quanto sincero sia stato il rapporto tra lui e la Altman fino ad ora. Davo per scontato che Teddy gli avesse detto la verità su Owen ma a quanto pare non è così quindi mi chiedo davvero quanto la Altman creda nel rapporto con Tom. e quanto invece non lo consideri solo l’alternativa più facile, il ripiego di quello che vorrebbe avere da Owen ma che non riesce ad ottenere. Come non ho mai creduto che Link fosse un ripiego per Amelia, sono invece sempre più convinta che Tom lo sia per Teddy.

Tra Andrew e Meredith invece va tutto gonfie vele e lui, oltre tutte le meravigliose qualità che la Grey pare avergli fatto scoprire di avere, è anche amante dei bambini. Tutto molto bello, per carità, mi fa anche piacere per loro, ma ho un paio di appunti da fare su questa cosa. Il primo si riconduce a quanto dicevo all’inizio, ovvero al fatto che i problemi non possano mai durare più di un episodio. Non dico che dovessero trascinare la questione di DeLuca e dei figli per mezza stagione, ma almeno Meredith avrebbe potuto rifletterci un po’ di più o avere qualche difficoltà in più nel parlarne ai figli. Invece niente. Due chiacchiere con la Bailey e vai di scenetta comica con Zola che al massimo esprime le sue perplessità sulle doti canore di Andrew. Di contro, l’altra cosa che mi sembra assurda è come si faccia passare del tutto in secondo piano quanto Meredith avesse sottostimato DeLuca. Ma cosa pensava, che Andrew non si fosse mai posto il problema dei bambini o che non ci avesse riflettuto prima di corteggiarla senza sosta? Io sinceramente fossi stata in Andrew mi sarei sentita svilita e sottovalutata ma tant’è, lui è contento perché Meredith aveva già pensato di parlare ai figli della loro storia, sottintendendo che sia ormai qualcosa di serio, quindi chi sono io per indignarmi al posto suo. Contento lui, contenti tutti.

Altri due per cui le cose vanno più che ben sono Jackson e Maggie che sembrano in procinto di andare a convivere perché lui la ama, non vuole darla per scontata, la vita è troppo breve, carpe diem  case, libri, auto, viaggi fogli di giornali. Pure qui, tutto benissimo, ma io continuo a pensare che questi due erano ad un passo dal mollarsi fino a poco fa perché lui aveva una crisi identitaria che lo h< portato ad abbracciare la fede, parlava con altre donne e soprattutto parlava con April. Non ne hanno mai discusso, non sono mai tornati sull’argomento e ora parlano di convivenza. Sarò strana io, ma non mi sembra che dimenticarsi dei problemi sia un buon punto dia partenza per un rapporto solido e durature.

Il vero dramma, come era naturale che fosse, rimane tutto ai Jolex che non riescono a trovare un modo per comunicare e sono pericolosamente vicini al punto di rottura. Alex ha paura per Jo, paura per il loro matrimonio e soprattutto ha paura che l’ennesima persona al suo fianco danneggiata in modo irreparabile; Jo, dal canto suo, ha paura di quello che ha scoperto, non sa come tornare indietro al momento in cui la sua vita sembrava il finale di una qualsiasi commedia hollywoodiana e si rifugia nell’alcool. Purtroppo sembra che non ci sia modo di aiutarla dall’esterno ma è anche plausibile che sia così. Per quanto Alex, Meredith e Jackson possano cercare di intervenire e svegliarla dallo stato quasi catatonico in cui si è rifugiata, questa battaglia è solo sua ed è lei l’unica a poterla affrontare. Deve guardare in faccia i propri demoni e sconfiggerli e nessuno può intervenire in questa lotta. Deve riuscire a contrapporre Jo a Brooke e far prevalere la prima sulla seconda. Per quanto aiuto possa ricevere dal marito e dagli amici, alla fine è lei a dover fare i conti con le macerie del proprio passato e decidere se soccombere sotto il loro peso o riemergere da esse e tronare a vivere.

Problemi in paradiso anche per Nico e Levi che sono passati dalla luna di miele al divorzio in men che non si dica. Anche qui ci sarebbe molto da obiettare sul non sviluppo della storyline, soprattutto sul fatto che Nico abbia sostanzialmente deciso di trasferirsi a San Francisco senza dirlo a Levi. Non che dovesse chiedergli il permesso, sia chiaro, ma nemmeno tenerlo all’oscuro di una decisione così importante. La questione dell’errore e la conseguente frase infelice rivolta s Schmitt sono solo un pretesto per dare spessore e concretezza ad una decisione che in realtà era giù stata presa. Nella realtà questo avvenimento si spiega con il fatto che Alex Landi, l’interprete del Dr. Kim, farà parte del cast della seconda stagione di Insatiable (serie Netflix) e che quindi probabilmente dovrà lasciare Grey’s Anatomy, ma a livello di dinamica nello show, questa storia come si spiega? C’è un tracollo del personaggio di Nico che non ha alcuna base e che non è stato per niente preparato prima. Lui è passato dalle paroline dolci nella stanza del medico di guardia a trattare Levi come se fosse l’ultimo ragazzo sulla terra. Capisco la necessità di far uscire di scena il personaggio, ma questo non è il modo più giusto di farlo. Già la loro storia è stata usata nel corso della stagione per fare la quota queer dello show, concluderla così è solo l’ennesimo passo falso a livello di sceneggiatura fatto in questa stagione. Mi auguro di sbagliarmi.

Bene, direi che anche per questa volta ho parlato abbastanza. Vi lascio il prono del prossimo episodio che sarà un crossover con Station 19 e andrà in onda tra due settimane.

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2 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 15×22 “Head Over High Heels”

  1. Un episodio trash riempipista con tutte le storyline abbozzate e buttate lì per noi popolo bue che ogni settimana li aspettiamo per vedere come va a finire per i nostri eroi usano e riusano vecchi cliché e sono così impudenti da mettere episodi fatti bene 19 e 21 in mezzo a lavori trascurati 20 e 22 ( sono stato a dir poco generoso). Il prossimo se non ho capito male vedrà Ben sul tavolo operatorio ( non ci vuole Napoleone se interviene Webber chi sarà mai…..). K.V. non commentabile con il poligono più telefonato della storia, non basta il marketing ad alzare la qualità e il rating sul gradimento qualitativo è lì a dimostrarlo, oltretutto tra un crossover e un cliffhanger la vogliono tirà fino alla prossima stagione non sono alla frutta hanno passato pure il digestivo. Quello che fa rabbia è che se vogliono episodi 19 e 21 sanno lavorare bene ma non vogliono e questo è tutto. Koracick poi ridotto alla parte del fesso giulivo, va a finire che lo faranno morire per levarselo dai piedi. Gestione dei personaggi abborracciata come le storyline.

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    • No, non c’è Ben come paziente nel crossover. Il paziente è uno dei pompieri di Station 19. Lo si vede nel promo e si capisce dall’ultimo episodio di Station 19 andato in onda. Per il resto concordo su tutto. Comunque il fatto che episodi come il 19 e il 21, quindi episodi stand-alone e autoconclusivi, siano gli unici riusciti bene, la dice lunga su quanto sia enorme il problema di non riuscire a sviluppare una trama orizzontale decente per nessun personaggio.

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