American Gods/Telefilm

Recensione | American Gods 2×06 “Donar the Great”

Dopo la forte delusione della settimana scorsa ci riprendiamo per bene con questa puntata in stile musical che probabilmente molti disapproveranno, ma che io, da appassionata di Broadway, ho adorato. All’elemento musicale si accompagna anche quello storico, ricreato con’attenzione e una cura come sempre impressionanti.

Gran parte della puntata è ambientata infatti negli anni Venti, in un cabaret messo su da Odino, dove, tra le varie star, sono di particolare spicco Miss Columbia e Donar, che molti conosceranno sotto il più noto nome di Thor. Il forzuto dio viene ingaggiato dagli “amici della Nuova Germania”, praticamente da nazisti americani, per fare da campione nelle dispute di sollevamento pesi. Questo business sembra funzionare e portare nuovi adepti al pantheon nordico, fino a quando non viene chiesto a Donar di perdere contro lo sfidante tedesco. Questa richiesta sconvolge il dio che decide, per tirarsi fuori da questa situazione scomoda, di scappare con Columbia in California e rifarsi una vita lì. Purtroppo il piano degli amanti viene scoperto da Odino, che, con l’aiuto di un giovane Technical Boy, separa i due amanti, facendo di Columbia il simbolo americano della Seconda Guerra Mondiale. Per quanto riguarda Thor, i due discutono aspramente, in una scena che, sebbene un po’ basica a livello di dialoghi, è molto suggestiva e ci mostra come possono essere epici gli scontri tra divinità. E’ proprio durante questo ultimo litigio che Thor, con un colpo di martello, spezza in due Gungnir, danno al quale, nel presente, Odino sta ancora cercando di ripararla.

Proprio nel presente Shadow e Wednesday stanno cercando di convincere i nani Sindri e Dvalin a riparare le rune sulla lancia e per farlo si vedono costretti a rubare niente di meno che una giacca di pelle di Lou Reed. Avete letto bene: Odino ruba una giacca di Lou Reed per convincere dei nani a riparare la sua lancia. Certe emozioni può regalarle solo American Gods. Meravigliosa la scena della truffa ai danni del povero Carl per conquistarsi l’ambita giacca, ho riso tanto e di cuore; ci sono stati però anche momenti molto più seri, soprattutto quando Wednesday parla a Shadow di Thor e della sua morte, avvenuta per suicidio, definito l’unico tipo di morte da cui un dio non può tornare.

Qualche apparizione dei nuovi dei viene introdotta qua e là, apparizioni che non sembrano avere grande funzionalità nella puntata. New Media continua, personalmente, a non convincermi molto e Mr. World mi fa pensare sempre di più a quei tizi che creano video ASMR su YouTube, con questa mania di bisbigliare frasi criptiche e inquietanti.

Insomma, questa puntata mi è piaciuta, devo dire, è passata molto velocemente ed è stata coinvolgente. Nota di merito alle scelte musicali: sebbene mi manchino moltissimo le stupende cover di Mark Lanegan presenti nella prima stagione, devo dire che tra i classici di Buddy Guy e Lou Reed di certo non possiamo lamentarci.

 

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate. Ed Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica.

Ringraziamo: American Gods Italia | Serie Tv News | I love telefilm & film ∞

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