Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 15×21 “Good Shepherd”

Attendevo con ansia questo episodio e avevo grandi aspettative in merito ma forse questo mi ha un po’ fregata, Intendiamoci, non è che sia stato brutto, anzi, però non ci ha mostrato nulla di nuovo, nulla che non potessimo già intuire dal modo in cui Amelia ha sempre parlato della sua famiglia e da come ha sempre evitato il più possibile i contatti con essa. Sembra quasi che ci fosse l’intento di indagare più a fondo la storia della Shepherd ma che, alla fine, non ci fosse nulla di nuovo da dire rispetto a quello che era già stato raccontato in Private Practice prima e in Grey’s Anatomy poi. Andiamo però a parlarne più nel dettaglio e a sviscerare i vari aspetti dell’episodio.

Cominciamo proprio dal rapporto con le due adorabili sorelle: Anastasia e Genoveffa Kathleen e Nancy. Loro sono la fonte di tutte le insicurezze di Amelia che non si è mai sentita all’altezza dell’aura di perfezione che entrambe emanano e grazie alla quale si pongono su un piedistallo dall’alto del quale la giudicano senza alcuna pietà. È davvero triste pensare che le persone che dovrebbero amarti di più al mondo possano diventare la fonte di un costante senso di inadeguatezza, eppure per Amelia è proprio così. Le sue sorelle la scherniscono, si fanno beffe dei suoi problemi di tossicodipendenza e trattano il suo passato con una leggerezza che fa provare tanta rabbia a chi guida quelle scene. Perché semplicemente non è giusto. Non è così che dovrebbe andare. La famiglia dovrebbe essere un rifugio, un luogo protetto e invece per Amelia è l’incubo che la porta a non sentirsi mai abbastanza, neanche quando tra loro ci sono migliaia e migliaia di chilometri. Amelia ha un passato molto pesante che l’ha segnata per sempre, è vero, ma ciò che davvero la affligge e questo senso di inferiorità che le hanno inculcato le sue sorelle e con cui combatte ogni giorno. Sebbene sia consapevole del proprio valore, ha un disperato bisogno di dimostrarlo a loro. Purtroppo questa necessità, più che comprensibile, di avere la loro approvazione, la divora e, per quanto lei provi a negarla, la accompagna in tutto quello che fa. A tutto questo ovviamente si aggiunge anche l’eterno confronto con Derek, il fratello perfetto, con la famiglia perfetta, con la carriera perfetta, la vita perfetta e la famiglia perfetta. Non ho mai amato il modo in cui entrambi sono sempre stati contrapposti ma in questo episodio il paragone è fastidioso oltre ogni limite. Il modo in cui le sorelle le sbattono in faccia che deve il suo lavoro e la sua posizione professionale a Derek è qualcosa di tremendo. Se avessero preso Amelia a schiaffi le avrebbero fatto meno male, ne sono convinta. Dopo tutte le critiche sul suo matrimonio, sulla sua incapacità di avere un rapporto stabile e dopo aver riportato a galla tutti i momenti più imbarazzanti del suo passato, quel riferimento a Derek mi è sembrato una cattiveria quasi gratuita, l’ennesima coltellata a qualcuno che in realtà aveva già metaforicamente esalato il suo ultimo respiro. Tanto più che Amelia, la stessa che non si ferma davanti a nulla e che è solita scalare le montagne per quello in cui crede, resta immobile, incapace di reagire a tanta crudeltà proveniente da chi in realtà dovrebbe conoscerla e tenerla al sicuro. In questo senso è provvidenziale l’aiuto di Link che con un bellissimo discorso la protegge da quella famiglia mostruosa. Questo, però, non rende meno grave quello che è successo. Anche il fatto che alla fine ritorni a Seattle da Meredith e Maggie, le sue vere sorelle, non cancella l’amarezza lasciata da quella cena degli orrori. Proprio in quest’ottica l’episodio serve davvero a poco perché quello che è successo a New York resta a New York e contribuisce solo a mettere un’altra fila di mattoni sul muro che divide Amelia dalla sua famiglia; muro che a quanto pare non ha alcun motivo per essere abbattuto.

Discorso diverso è da farsi per la madre che semplicemente si dimostra incapace di capire sua figlia e di starle a fianco, cosa che del resto ha sempre fatto. Lei non la incolpa dei suoi errori e non le rinfaccia niente, piuttosto recrimina a se stessa il non averle mai fatto da madre e l’aver lasciato che fosse Derek a prendersi cura di lei, nonostante un fratello, per quanto presente possa essere, non potrà mai sostituire una figura genitoriale. La madre di Amelia mi ha personalmente messo molta tristezza perché mi ha trasmesso l’idea di una donna che si è arresa davanti a qualcosa di più grande di lei. Dopo la morte del marito ha abbandonato la figlia a se stessa perché era troppo difficile starle vicino visto quanto glielo ricordasse. In pratica, per via di quella maledetta rapina finita male, Amelia ha perso sia il padre che la madre. Onestamente io provi a capire le difficoltà di questa donna, faccio davvero fatica a concepire come si possa lasciare da solo un solo figlio, mentre tutti gli altri continuano a ricevere lo stesso carico di affetto. Mi spiace, ma a mio avviso tutta la questione del marito non giustifica affatto il comportamento della madre di Amelia. Rispetto i suoi sentimenti, perché purtroppo o per fortuna non si può giudicare qualcuno per quello che prova, ma non capisco né tanto meno condivido la sua scelta di lasciare sua figlia allo sbando totale, e in balia di fratelli e sorelle totalmente incapaci di prendersi cura di lei. Oltre al danno, però, c’è anche la beffa e quindi, dopo questa confessione che ho trovato francamente agghiacciante, ci ritroviamo con l’ipocrisia e la retorica del discorso su come lei si prenda tutte le colpe, su quanto in realtà lei conosca la figlia perché da piccola l’ha vista cadere numerose volte dalla bici senza rotelle e su quanto Amelia sia sciocca a pensare di non meritarsi l’amore. Per carità, sono tutte cose bellissime ma suonano finte vuote a confronto della decisone di abbandonare Amelia a se stessa per anni. Suppongo che quel bel discorso dovesse farci empatizzare con quanto provato da lei ma a me ha trasmesso solo l’ennesima conferma del fatto che Amelia abbia scontato per tutta la vita una colpa non sua. Ha pagato il prezzo più alto per la morte di suo padre nell’indifferenza generale e questo, alla fine, è tutto quello che a me rimane delle parole di sua madre. In compenso, però, la mia ammirazione per Amelia è cresciuta ancora di più nel vederla riuscire a comprenderla e a perdonarla, anche grazie all’esperienza con Betty. In questo senso Amelia si dimostra la persona più matura ed equilibrata di tutta la sua famiglia e mentre le sorelle sono ancora lì a rinfacciarle gli errori del passato e sua madre rimugina su quanto abbia sbagliato nei suoi confronti, lei è già anni luce lontana da tutto questo. Sarà anche la pecora nera della famiglia, ma è una persona di gran lunga migliore rispetto a tutte loro messe insieme.

In mezzo a questo mezzo disastro, però, c’è qualcosa che si salva ed è ovviamente il rapporto tra Link e Amelia che esce rafforzato o da questo catastrofico viaggio a New York e da ora in poi non potrà più essere considerato coma una relazione passeggera fatta di incontri saltuari e senza impegno. Link ha dimostrato di aver capito Amelia nel profondo e non per quello che ha scoperto durante la cena. Tutto quello che dice per difenderla, la descrizione che fa di lei e le parole che le rivolge erano ben chiare nella sua mente ben prima di varcare la soglia di casa Shepherd. Purtroppo, come spesso accade in Grey’s Anatomy da diverso tempo a questa parte, non ci è stato modo di vedere come si sia arrivati a questo punto ed è un gran peccato per la loro storia. Non che il discorso di Link non fosse forte, emozionante ed appassionato ma sarebbe stato più bello vedere come ci è arrivato a questo punto, quando ha avuto modo di conoscere e capire Amelia così bene. Io lo guardavo, lo ascoltavo parlare ma, nonostante condividessi ogni sua parola e stessi già cercando il numero di un bravo scultore per fargli una statua, mi sono trovata più volte a pensare quanto sarebbe più interessante e sensato vederlo imparare tutte quelle cose di lei, quanto sarebbe stato più significativo quel monologo se fosse stato il risultato di scene realmente viste e non di momenti che dobbiamo solo immaginare. È stato come vedere la scintilla e subito dopo il palazzo in fiamme, senza però vedere il fuoco che divampa e lo avviluppa piano dopo piano. Questa mancanza di sviluppo, purtroppo, mi ha impedito di godermi a pieno il momento e, passata l’euforia di quella che a tutti gli effetti è stata un’arringa difensiva fatta da Link nei confronti di Amelia, mi sono resa conto di quanto sia carente la costruzione delle relazioni e di come loro due siano solo l’ultima vittima di questa piaga che ormai pare affiggere l’intera sceneggiatura dello show. Manca totalmente la creazione dei legami, lo svolgimento della relazione e la costruzione graduale della struttura su cui dovrebbero reggersi. Maggie e Jackson, Tom e Teddy, Levi e Nico, Meredith e DeLuca, Link e Amelia…per tutti loro abbiamo visto il momento che ha dato il là alla storia e poi li abbiamo visti insieme ma non abbiamo mai visto quello che sta in mezzo a questi due estremi, manca del tutto la crescita di questi amori che, ad occhi esterni, sembrano purtroppo basati sul nulla, se non su qualche occasionale momento di condivisione della stessa stanza.

Il premio per il momento migliore dell’episodio, a mio avviso, va sicuramente all’intervento di Amelia che riesce senza se e senza ma. Proprio poco tempo fa mi lamentavo di come i suoi interventi ai limiti del miracoloso non riuscissero mai del tutto, come se si volesse rimarcare l’eterna incompletezza di Amelia e la sua inferiorità rispetto al fratello. Finalmente, dopo anni, ci troviamo davanti ad un cambiamento in questa ormai più che ripetitiva dinamica. Amelia, anche grazie alle parole di Link che in un certo senso la salva di nuovo dalla sua famiglia, che incombe sulla Shepherd con lo spettro che la porta a credere di non essere all’altezza di ciò che vuole fare, nonostante lei dica il contrario, si lascia alle spalle tutte le voci che nella sua testa le dicono che fallirà e si butta a capofitto nell’ennesima impresa che questa volta riesce senza alcuna macchia. Credo che questo momento segni una tappa fondamentale nella vita di Amelia che per la prima volta è davvero riuscita a far tacere le insicurezze derivanti dalle critiche della sua famiglia, e ha dimostrato, più a se stessa che agli altri, tutto il suo valore. Amelia non è più la sorella di Derek, non è più l’altro neurochirurgo, non è più l’altra Shepherd. Amelia è a tutti gli effetti un brillante neurochirurgo che merita il lavoro che ha e che è in grado di fare interventi impossibili senza fallire o, peggio, senza che questi riescano solo a metà. Detto ciò, mi auguro che questa sia la fine del costante gioco al massacro fatto con questo personaggio e non solo un momento di calma prima della tempesta.

Bene, direi che anche per questa settimana ho parlato abbastanza. Vi do appuntamento alla prossima quando saremo ufficialmente entrati in clima di season finale.

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6 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 15×21 “Good Shepherd”

  1. A me l’episodio è piaciuto, non sono così negativo rientra nel filone dello show sulle famiglie non perfette, Derek non era poi tanto lontano pensi che le sorelle perfidia(interpretate magnificamente dalle due attrici) non avrebbero rinfacciato all’augusto fratello di essere un cornuto? oltretutto per causa del suo migliore amico ci avrebbero mangiato per anni, da qui la fuga verso Seattle. l’unica sorella che si salva è quella che lo aiuta nella nona stagione con la donazione d’organi per la riabilitazione del braccio che alla cena non c’è. Sul rapporto Madre figlia sarei meno duro( e non solo per il fatto che l’attrice che l’interpreta è magnifica dai tempi del giudice Amy) la madre parla non per se ma per la figlia invitandola a guardare avanti non indietro e infatti lei si ricongiunge a Seattle con la cacciatrice di randagi, Meredith. Condivido sul off screen questo viziaccio cui K.V non vuole rinunciare per mettere il telespettatore di fronte al fatto compiuto.
    Per il final season penso ad un finale catastrofe forse visto il titolo dell’ultimo episodio.
    P.s
    Quello della Madre per me ha l’aria di un rapporto chiuso e ormai limitato ai fatti salienti della vita, quindi è un discorso d’addio. Amelia non è poi così dura con la madre ‘ha dimostrato con Betty consapevole dei danni che ha combinato e della sua volontà di impedire che si crei una frattura insanabile fra lei ed i genitori così come è successo a lei con la sua famiglia.

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    • Non posso basare un giudizio ipotizzando cosa le sorelle potrebbero aver detto a Derek. Parlo di cioè che si vede ovvero la continua esaltazione di Derek a discapito di Amelia.
      Anche per la madre, non posso mica giudicarla bene per chi la interpreta. Al massimo posso dire che l’attrice ha interpretato bene la parte, cosa che in effetti fa, ma quello che fa il personaggio é un altro discorso. Altrimenti a questa stregua avrei dovuto parlare bene di Kathleen solo perchè adoro Amy Acker.
      Comunque sì, quello con la madre è un rapporto concluso ma per me è un rapporto conclusosi male con lei che sceglie, ancora una volta, di lasciare la figlia al suo destino. Onestamente a me tutta la retorica del guardare avanti fa abbastanza pena. È stata una madre pessima e bisogna dirlo. Almeno a mio giudizio lo è stata. Poi, ripeto, ammiro la capacità di Amelia di perdonarle tutto e andare avanti, io non sono così magnanima.
      Per il finale ci può stare un episodio catastrofe, tanto il rinnovo era già sicuro ad inizio stagione quindi non c’era il rischio che rimanesse incompiuto. In più immagino che quella povera crista di Teddy debba partorire e figurati se non le toccherà farlo in condizioni che a confronto l’Iraq era una spa con tutti i confort.

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  2. Ahahahahahahahhah quella su Teddy è fantastica! Devono allungare il brodo per mandare avanti il loro mulino comunque la stagione 16 non l’hanno ancora annunciata, temo che partorirà nell’ultimo episodio, ci sarà pure il cross over con S-19.
    Amy Acker è una forza della natura è perfetta!

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    • Eh si vede che devono allungare il brodo. La cosa assurda è che non solo non hanno quasi più niente da raccontare ma fanno pure stagioni da 25 episodi, come se fossimo nel 2005. A stento vengono ordinate stagioni da 22. Purtroppo resta lo show leader dell’abc, nonostante gli ascolti siano calati, quindi io ho paura che oltre la 16 facciano pure la 17. La 16 la do per scontata perchè Ellen è già sotto contratto per quella. Avevo letto addirittura delle speculazioni, non so quanto fondate, sull’idea di mandare avanti lo show senza di lei. Io spero che si siedano tutti insieme ad un tavolo e con onestà ammettano di non avere più niente da raccontare e decidano di chiudere baracca e burattini. Su una stagione intera di episodio veramente fatto bene ce n’è stato uno e non c’entrava neanche direttamente con la storyline dello show, è grave.
      Teddy sicuramente partorirà nel finale e non sono nemmeno convinta che si concluda il triangolo con Owen e Tom.
      Il crossover con s19 dovrebbe riguardare un protagonista dello spin-off in pericolo di vita. Tra l’altro, se proprio devo essere sincera, S19 è molto molto meglio di Grey’s e mi demoralizza il fatto che quasi nessuno se lo calcoli perchè meriterebbe molta più attenzione.

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  3. Concordo su tutta la linea ormai Greys è la classica gallina dalle uova d’oro che gli traina il giovedì sera, ma è un traino in calando, lo Show merita un finale migliore di quello di essere tagliato quando non riuscirà più a conseguire il risultato minimo per stare in prime time il giovedì sera, cosa che se segue questa linea di tendenza accadrà fra due o tre anni, meglio un finale concordato mentre è ancora sulla vetta in modo da lasciare un buon ricordo, oltretutto lo show ha un costo portare le cose alle estreme conseguenze rischia di procurargli delle perdite non sarebbe neanche economicamente vantaggioso.

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    • Non traina solo il giovedì sera purtroppo, traina l’intero network. È lo show numero uno in termini di ascolti. Si, comunque andrebbe chiuso ora che non é ancora scaduto del tutto. Bisogna sapersi fermare e spero che loro lo capiscano. Lo show ha dei costi di produzione ma fattura 3 miliardi annui alla Disney, ora che i costi riescano a superare i guadagni, si fa in tempo ad arrivare alla stagione 37. Non si può fare un’analisi costi/benefici per chiudere Grey’s.

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