Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 15×16 “Blood And Water”

Dopo la baraonda di settimana scorsa dove sembrava che chiunque dovesse avere per forza un po’ di spazio, siamo tornati alla noia di questa settimana dove ci sono tante chiacchiere ma poca sostanza.

Cominciamo con Owen e Amelia e sinceramente spero che questa sia l’ultima volta, almeno fino a fine stagione, in cui si torna sull’argomento perché davvero non se ne può più. A mio parere con questo ultimo confronto a più riprese fra i due abbiamo veramente toccato il fondo ma, soprattutto, è stato buttato dalla finestra tutto il percorso di Amelia che è tornata ad essere dipinta come quella che non vuole farsi amare e deve distruggere chiunque provi a starle vicino. Tra tutte le possibili conclusioni per questa situazione che ci portiamo avanti dall’inizio della stagione, questa è sicuramente la più sbagliata e la meno sensata. Owen è a dir poco ridicolo nell’addossare le colpe dell’ennesimo fallimento della loro storia ad Amelia che, tra i due, è stata l’unica a comportarsi in maniera matura. Lei ci ha provato in tutti i modi, ha combattuto contro le sue paure e contro l’egoismo di Hunt, si è messa in gioco, si è spontaneamente fatta da parte e gli ha lasciato il tempo di capire cosa fare con Teddy e la bambina in arrivo (tempo che lui non ha per nulla sfruttato, ma questo è un altro paio di maniche), è passata dal non volere figli allo scegliere di fare da madre sia a Britney che a Leo e ha tentato in tutti i modi di tenere insieme quella famiglia che lei e Owen stavano provando a costruire. Non è Amelia a non lasciarsi amare, è Owen che non sa amarla. Mi rendo conto che sia una conclusione drastica ma è anche l’unica possibile. Dopo anni e anni di tentativi, forse è i caso che gli Omelia (intesi come coppia, non come fan della coppia. I fan non demordono mai ed è gusto così) si arrendano all’evidenza: non sono capaci di stare insieme senza distruggersi. In fin dei conti Amelia lo sapeva già quattro stagioni fa, quello che però ancora non sapeva è che suo fratello le stava dando il consiglio peggiore di tutti tempi. Non è vero che non è amore se non ti distrugge. Quest’idea che le grandi storie d’amore debbano essere necessariamente costellate dalla sofferenza, è una delle più dannose della storia, televisiva e non. Un rapporto che porta solo dolore e distruzione non è sano, non è quello il tipo di relazione da inseguire e a cui aspirare. Purtroppo Amelia e Owen si sono ridotti a questo e non c’è modo di uscirne. Non metto in dubbio i sentimenti che provano l’una per l’altro, così come il fatto che ci abbiano provato davvero, è solo che non funziona. Per fortuna Amelia sembra averlo capito e, per quanto sia stato doloroso, ha preso la decisione più giusta nel fare un passo indietro anche nei confronti dell’adozione di Leo. Il vero problema è che invece Owen ancora non ci è arrivato e, come al solito, si è ritrovato a scaricare addosso a lei tutte le colpe, evitando di prendersi le sue responsabilità che, invece, sono tantissime. Anzi, forse sono quasi tutte sue, a cominciare dal non ammettere quello che prova per Teddy. Sì, perché Amelia ha ragione anche su questo. Tutto questo circolo di sofferenza va avanti solo perché lui non ammette ciò che prova per lei e perché alla prima porta che la Altman gli ha sbattuto in faccia, lui è corso da Amelia per sopperire a quel suo eterno bisogno di avere una famiglia che ci portiamo dietro dai tempi dei Crowen. Ad Owen manca la capacità di introspezione e soprattutto quella di stare da solo e, fino a che non imparerà a farlo, non sarà mai in grado di stare con nessuna. Per stare bene in coppia, Owen deve imparare a stare bene e a bastarsi da solo. Deve trovare un equilibrio con se stesso per poter dare stabilità ad una futura storia d’amore, a prescindere dal fatto che sia con Amelia, con Teddy o con una che ancora deve arrivare.

Passiamo a Meredith che, terminato il triangolo (se quello tra lei, Link e DeLuca è stato un triangolo, ho giusto due o trecento serie da consigliare alla Vernoff per capire cosa effettivamente sia un triangolo amoroso), è tornata a far panchina. Letteralmente intendo. È stata tutto il tempo chiusa in laboratorio perché la madre le è apparsa in sogno dandole uno spunto per la sua nuove e probabilmente geniale ricerca. Tralasciando il trash dell’apparizione, il vero problema è il suo atteggiamento nei confronti di Alex e del segreto di Andrew che, a mio parere, è stato affrontato nel modo più superficiale possibile. Qui non si trattava di spifferare ad Alex un retroscena personale della famiglia di DeLuca, ma si trattava di mettere in guardia il capo su un nuovo progetto nel quale vuole investire. È assolutamente irrilevante che Andrew sia il fidanzato di Meredith e che i due abbiano gli occhi a cuore, la questione è che Vincenzo DeLuca ha dei problemi di salute mentale che, stando a quanto dice Carina, non sta neanche curando. Meredith avrebbe dovuto dirlo ad Alex in quanto professionista, non in quanto amica. C’è proprio un problema di confusione di ruoli. La  Grey avrebbe dovuto anteporre il bene dell’ospedale a quello del suo rapporto con Andrew. Per lo stesso motivo, DeLuca non aveva alcun motivo di prendersela con lei. Si sono comportati entrambi in modo infantile e poco professionale ma, se da Andrew posso anche accettarlo perché tutta questa situazione di coesistenza di vita privata e lavorativa gli è abbastanza nuova, da Meredith non lo posso tollerare. Lei ha più esperienza, ha già vissuto queste cose e dovrebbe insegnare a lui come comportarsi in questi casi. È inutile che gli faccia le ramanzine sul fatto che abbiano delle regole e non debbano baciarsi in ospedale, se poi quando arriva il vero momento in cui separare il lato privato da quello lavorativo, queste regole non vengono applicate.

Rimaniamo in tema e parliamo di Andrew che ha ovviamente cambiato idea sul padre nel giro di tre episodi solo perché DeLuca senior ha iniziato a prestargli attenzione e a trattarlo come il figlio ritrovato. Purtroppo in questo momento il suo giudizio è annebbiato. Andrew è come un bambino che aspetta il padre per anni, poi il padre torna, lo riempie di regali e il bambino si dimentica di tutte le mancanze del genitore, o quanto meno le accantona. È una reazione molto immatura ma è anche comprensibile e per questo non mi sento di condannarla. DeLuca vede in questo progetto un modo per riallacciare i rapporti con il padre e avere finalmente qualcosa in comune con lui, oltre che una forma di riscatto per gli errori compiuti dal padre in passato ma mai scontati per via della proverbiale incapacità del nostro sistema di giustizia, che evidentemente è conosciuta anche oltreoceano. È dunque plausibile che Andrew voglia schierarsi dalla parte del padre, anche contro ogni logica e contro tutto ciò che dovrebbe aver imparato dal passato. L’unica ad avere il polso della situazione è Carina che però non può fare altro che mettere in guardia sia il fratello che Alex, non ottenendo di fatto alcun risultato. Mi auguro che sia lei che Meredith, quando si riprenderà dal momento “principessa Disney” in cui sta vivendo, riescano ad arginare i danni che sicuramente Vincenzo causerà. Perché è quotato 1.01 che questo progetto non finirà bene, lo sappiamo tutti.

Sempre in ambito di problemi paterni, io vorrei che qualcuno mi spiegasse il senso della storyline di Maggie in questo episodio. Davvero, io non ci arrivò. Lo sappiamo già che Webber si vergogna di aver tradito sua moglie con Ellis, così come sappiamo che non considera una sventura la nascita della Pierce. Era proprio necessario rifare tutto questo teatrino per dire sempre le stesse cose? È allucinante che non si riesca a trovare una storia per Maggie che non comprenda i suoi genitori biologici o i drammi esistenziali di Jackson. È arrivata cinque stagioni e fa e ancora non ha avuto una trama che fosse solo sua, a parte forse quella della morte della madre che comunque è servita solo a farla avvicinare a Jackson. Quasi quasi la preferivo quando fungeva da ostacolo tra Meredith e Nathan; quanto meno era una scelta autoriale più onesta in cui chiaramente si mostrava di voler sfruttare il suo personaggio in funzione degli altri senza  però dargli una storia propria. Mi sentivo meno presa in giro rispetto ad ora che gli sceneggiatori provano ad appiopparle un po’ di drammi sparsi senza alcuna cognizione di causa.

Sta piano piano tornando sulla scena anche Jo che deve sorbirsi le ingerenze del mondo esterno che la vuole mamma a tutti i costi. Di per sé io posso pure capire le pressioni da parte di Helen Karev che da futura nonna non vede l’ora dia vere un nipotino, mentre da donna di altri tempi crede che una donna non sia tale se non abbai dei figli. Quello he però mi chiedo è: lo spot alle gioie della maternità da parte di Jackson era proprio necessario? Tralasciando la banale retorica di come i bambini siano una responsabilità ma rendano anche meravigliosa la vita perché fanno apprezzare le cose semplici di quando, signora mia, era tutta campagna, trovo proprio fuori luogo che lui abbia deciso di farle questo discorso piuttosto che fermarsi e domandarle perché fosse così restia e terrorizzata all’idea di diventare mamma, fermo restando che se una donna non vuole figli, è suo pieno diritto non averne ed è dovere del resto nel mondo non farla sentire sbagliata o donna di serie b per questo. Jackson è stato ormai designato dalla Vernoff a uomo illuminato che combatte (anche) per le battaglie femministe quindi questo suo atteggiamento nei confronti di Jo è quanto di più incoerente e sbagliato possa esserci da ogni punto di vista. Avevamo già Helen a rappresentate l’idea  che una donna sposata ad un certo punto debba mettere al mondo dei pargoli, sarebbe stato molto più sensato affidare a Jackson l’altra campana. L’unica cosa che si salva di tutta questa faccenda è che molto probabilmente incontreremo i genitori di Jo o che comunque scopriremo qualcosa in più  su di loro. Tanto lo sappiamo tutti che la cosa non finisce con quel test tirato fuori a fine episodio.

Chiudiamo con Nico e Levi e mi duole informarmi che anche qui ho da lamentarmi. Bellissima la scena di Schmitt che lo rincorre e gli confessa i suoi sentimenti, facendo un palese parallelismo con Mark e Lexie (una delle coppie preferite della Vernoff), così come sono molto belle la complicità e la leggerezza che seguono quella dichiarazione. Il problema, a mio avviso, sta a monte, precisamente nel fatto che Nico si arrabbi perché pensa che Levi non voglia presentarlo a sua madre perché è un ragazzo. Ora, posso anche comprendere che lui non abbai voglia di fare il fidanzato segreto, soprattutto se vive la propria omosessualità out of the closet già da molto tempo, ma resta il fatto che Levi abbia diritto ad avere i suoi tempi. Sarà lui a decidere se e quando fare coming out con sua madre (e con chiunque altro), così come sarà lui a decidere se e quando presentare Nico a casa. Quello che ha fatto Nico, ovvero impuntarsi e tenergli il broncio perché credeva che Schimtt non volesse parlare di lui in famiglia, è profondamente sbagliato. Le persone hanno dei tempi e vanno rispettati. Se questi tempi a noi non stanno bene, allora siamo altrettanto liberi di prendere le nostre decisioni e agire di conseguenza. Per chiarirci, se anche Levi non avesse davvero voluto parlare alla madre d lui per paura di fare coming out, Nico al massimo avrebbe potuto decidere di non volersi nascondere e quindi di chiudere la relazione; ma tra fare questo e forzare la mano, mettendo Levi in condizione di uscire necessariamente allo scoperto con la madre per non perderlo, c’è un confine più che netto che non va superato. È vero, Nico non esplicita questo discorso ma lo fa ben intuire con il suo atteggiamento e io ci leggo un messaggio di fondo molto sbagliato. Un conto è spronare Levi ad essere se stesso e ad uscire dalla bolla di paure in cui si era rinchiuso, un altro è metterlo davanti ad una scelta che lo obbliga a fare qualcosa per cui magari non si sente ancora pronto pur di non perdere Nico. C’è differenza tra spronare qualcuno e spingerlo a prendere una decisione, una differenza tanto sottile quanto fondamentale. Una differenza che uno show come Grey’s ha il dovere di rappresentare in modo corretto, soprattutto in questi contesti.

Bene, direi che anche per questa volta ho polemizzato più che a sufficienza. Credetemi se vi dico che aspetto con ansia un episodio in cui non saprò cosa dire perché sarà tutto perfetto. In ogni caso, vi do appuntamento a settimana prossima con un episodio con degli sviluppi romantici che, stando al promo, saranno assolutamente inaspettati per noi (quando mai, li abbiamo previsti due mesi fa a momenti.

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2 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 15×16 “Blood And Water”

  1. E’ tutto molto scontato emozioni, se ne vedono di più con la nebbia in val padana, tutto è ripetizione, riempono la pista non hanno il coraggio di creare niente di nuovo, parallelismo fra la scena Mark Lexie, Nico Levi, dice tutto nella seconda manca però il vissuto della prima ed è un evidente doppione, il pistolotto politico un colpo al cerchio ed uno alla botte. In più arrivano due episodi quello di Amelia e Jo che di fatto gli aiuta ad avvicinarsi al finale e a riempire il vuoto. Pare che Teddy avrà un malore fra un paio di puntate, ci vorrebbe ma un bell’episodio elimino personaggi inutili e do un po’ di saLSA alla continuity della serie.

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    • Non ce l’abbiamo più la nebbia in Val Padana 😂
      Comunque sì, è ovvio che il parallelismo con gli Slexie fosse solo dovuto alla dinamica e all’ambientazione della scena, per il resto le due storie non hanno nulla in comune.
      Per gli episodi centrici c’è anche da dire che se abc gli aggiunge 3 episodi tra capo e collo a produzione già bella che avviata è pure normale che loro inseriscano cose di questo tipo per non scombinare la linea generale della storia che a quel punto era già stabilita. Tutti gli show fanno così quando capita. Quelli sci-fi aggiungono un classico episodio autoconcluisvo con il mostro della settimana, altri mettono gli episodi AU, altri ancora quelli centrici o quelli che poi si rivelano sogni di qualcuno. È un po’ una prassi. Comunque io penso che non siano male due episodi centrici, soprattutto quello su Amelia potrebbe essere molto interessante. Ho letto del malore di Teddy ma era ovvio che questa gravidanza non sarebbe mai arrivata alla fine senza un po’ di scossoni. In più serve un motivo per riavvicinare lei e Owen.

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