Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 15×15 “We Didn’t Start The Fire”

Quanta roba, ragazzi! Grey’s Anatomy ha fatto le cose in grande per questo episodio dei record ed è riuscito a dare uno spazio, più o meno di qualità, a tutti i personaggi, cosa che non avveniva dal 1937 circa. Giustamente siamo appena oltre la metà della stagione e bisogna dare nuova linfa alle storyline e cominciare a preparare il terreno per il finale, che si spera sia meno osceno di quello dell’anno scorso.

Cominciamo dal nostro quadrilatero delle meraviglie che potrebbe essere risolto in due minuti con un po’ di sincerità da parte di Owen ma lui niente, si ostina a rimanere fermo sulla sua posizione e quindi ci obbliga a guardare questa telenovelas di infima qualità. Io ve lo dico, siamo al livello de Il Segreto. Potrei dire tante cose su questa situazione, nessuna originale perché con questa fanno ventordici recensioni di fila che ne parlo e loro non si sono mossi di un millimetro, ma la verità è che sposo in toto le idee e il comportamento di Amelia. Sto dicendo da mesi, come del resto anche lei, che Owen ha un’enorme questione irrisolta con Teddy e che la sua ostinazione nello scegliere Amelia si basa soprattutto sulla paura di guardarsi dentro e su quel senso del dovere che lo rende una persona corretta ma che, allo stesso tempo, lo ingabbia fino a farlo soffocare. E che succede quando uno è in gabbia? Succede che prima o poi trova il modo di spezzare e scatenare una furia cieca che travolge tutto e tutti. Owen è sicuramente triste per la perdita di Leo, nessuno lo mette in dubbio, ma questo non toglie un briciolo di veridicità alle parole di Amelia che analizza con una lucidità quasi sorprendete la situazione in cui tutti loro si trovano. Owen non ha nessun motivo di lamentarsi del fatto che lei gli rinfacci le cose perché non è questo che sta succedendo e se lui non fosse così egoisticamente chiuso nel suo dolore, capirebbe quanto la Shepherd gli stia solo facendo del bene a sbattergli in faccia le cose a muso duro. Con Owen non servono a niente i discorsi lunghi in cui si sviscerano le situazioni e i sentimenti, bisogna prenderlo e sbattergli, metaforicamente parlando, la testa contro il muro: è l’unico modo in cui forse, e sottolineo forse, potrebbe capire. Non fraintendetemi, non è un attacco ad Owen che è uno dei miei preferiti anche e soprattutto perché è così, ma questa è la realtà dei fatti. Sono mesi che Amelia cerca di farlo riflettere e di fargli capire le cose ma lui l’ha ignorata, rimandando fino all’ultimo il momento di analizzare con onestà la sua vita. Tutta la rabbia che sta dimostrando nei confronti di Tom ha poco a che vedere con Koracick in sé e invece riguarda molto ciò che lui rappresenta. Tom è arrivato, si è fatto spazio nella vita di Teddy e ora rischia di soffiargli un ruolo che Owen, magari inconsciamente, reputa suo di diritto. E non mi riferisco solo a quello di padre. C’è e ci sarà sempre qualcosa tra Teddy e Owen. Come giustamente dice Amelia, è un circolo vizioso e se nessuno dei due trova il coraggio di romperlo, allora è giusto che almeno lei se ne tiri fuori. Se Hunt e la Altman non sono in grado di venire a patti con i loro sentimenti, almeno dovrebbero evitare di coinvolgere altre persone nel loro gioco al massacro che dura da anni, spostandosi da un continente all’altro. Quello tra Teddy e Owen è una sorta di risiko del dolore in cui nessuno riesce mai a vincere perché l’unica vittoria sarebbe smettere di farsi la guerra a vicenda. Nessuno ha ragione e nessuno ha torto. Ci sono loro due che si amano e si odiano e nel frattempo distruggono chiunque capiti nei paraggi anche solo per sbaglio. Il problema è che se Teddy negli anni ha imparato a farsi da parte, lasciando Owen libero di viversi il suo amore prima con Cristina e poi con Amelia, lui questa cosa non la fa e puntualmente ripiomba nella sua vita mandola all’aria. La sfuriata contro Koracick è solo l’ultimo colpo di testa in questo senso. È probabile che Amelia si sia sbagliata nel pensare che Owen fissasse Teddy per gelosia perché Hunt non è un Otello, non è geloso di Teddy perché ne è innamorato, anche se l’amore che lo ha spinto a correre in Germania da lei ancora esiste e presto o tardi verrà fuori, è geloso del rapporto che la Altman e Tom stanno costruendo, della loro leggerezza e del fatto che un altro stia riuscendo ad avere con Teddy una complicità che è sempre stata una sua esclusiva. A questo va aggiunto che per l’ennesima volta Owen e Amelia non siano in grado di sopportarsi in un momento di difficoltà e che lui le scarichi addosso tutta la sua frustrazione, senza minimamente preoccuparsi di cosa stia passando lei. Alla fine dei conti, riprendendo quanto dicevo nella scorsa recensione, chi paga il prezzo più alto anche questa volta è Amelia che ha di nuovo perso tutto. Owen ha fatto una scenata che lo porterà ad avere dei problemi con Teddy ma sappiamo anche che la Altman lo perdonerà e in più ha riavuto Leo, ad Amelia cosa resta invece? Nulla se non l’ennesima riprova che Owen non sappia darle ciò di cui avrebbe davvero bisogno e il vuoto enorme che Britney le ha lasciato andandosene.

Cambiamo del tutto tono e passiamo a Meredith e DeLuca che sono belli ma non ballano, anche se vorrebbero tanto farlo. In tutta onestà un po’ mi dispiace che Meredith venga dipinta come una sedicenne con gli occhi a cuore. Non è possibile che non ci sia una via di mezzo tra l’algida donna delle passate stagioni e questa ragazzina che spettegola con il suo migliore amico si fa pure beccare dal “padre” nemmeno stesse ancora al liceo. Trovo svilente questa sua trasformazione, più che altro perché è una regressione inutile ed immotivata. È vero che l’amore non ha età e che siamo tutti un po’ stupidi quando ci innamoriamo ma è anche vero che così è eccessivo. La tanto agognata leggerezza di cui Meredith aveva bisogno è stata interpretata nel modo peggiore possibile. Ci stiamo tuffando con tutte le scarpe nello stereotipo della donna matura che perda la testa per il bel giovanotto che la fa sentire vent’anni più giovane e sinceramente io questo non lo accetto da una che ha passato tutto quello che ha vissuto lei i questi anni. Siamo anche oltre lo stereotipo, questo è proprio il più becero dei cliché che manda a quel paese tutto il percorso, ben costruito, che i MerLuca (ship-name ormai ufficiale) compiuto per mettersi insieme. E già che siamo in tema di stereotipi e cliché come non menzionare il padre di Andrew che, nonostante sia un medico alcolizzato, si presenta come un qualsiasi pseudo mafioso di Little Italy, che ovviamente porterà guai. D’altronde il ruolo dello sciupafemmine già ce l’ha il figlio quindi non si può pretendere molto vista l’idea che gli americani hanno di noi italiani.

Vi risparmio il parallelismo tra Meredith che guarda i due DeLuca discutere in italiano praticamente identico alla scena con Arizona perché l’inguardabile finale della Robbins è per me una ferita ancora aperta, ma ci tengo a dare il bentornata alla sorella di Andrew che mi auguro (inutilmente) possa avere più spazio nel resto della stagione. Ciao Carina, mi sei mancata tantissimo.

Rimaniamo in tema di padri e parliamo della Pierce che è sull’orlo di un esaurimento nervoso ma Jackson è troppo impegnato a sistemare le candele come una qualsiasi influencer per accorgersene. Per fortuna c’è Webber che fa la sua solita magia e riesce a riportarla alla realtà, facendo capire che è lei a dover lottare per riprendersi ciò che le spetta di diritto. Non è giusto che qualcuno tenti di spingerla lontano dai riflettori e lei deve raccontare la sua storia a voce alta. Richard non si comporta da padre con Maggie perché ormai abbiamo capito che quello non è il suo ruolo, piuttosto le fa da mentore, da sostegno e da guida, una figura di cui lei in questo momento ha estremamente bisogno.

Sempre in tema genitori, è tornata anche mamma Karev, preannunciata dai velatissimi rimandi al passato di Alex degli scorsi episodi. Per ora la donna sembra stare bene e vedere Alex felice, appunto, come un bambino che ha ritrovato la mamma, è stato un tuffo al cuore. Il modo in cui esulta perché l’incendio è reale e come indossa orgoglioso la sciarpa, trasmettono davvero tutta la sua serenità di quel momento. Ad Alex, però, le cose ultimante stanno dando troppo bene e temo che questa ricomparsa della madre possa essere il preludio per qualche guaio. Spero di sbagliarmi.

Concludiamo con Catherine e la Bailey a cui spetta la morale dell’episodio perché ormai si è capito che almeno una a settimana ci tocca. Come per Jackson con il senzatetto, il discorso risulta vuoto e banale con una retorica spicciola e moralista che poco ha a che fare con la profondità a cui Grey’s ci ha abituati nel corso di questi anni. Non mi dilungo più di tanto sulla questione perché mi ritroverei a ripetere sempre la stessa filippica su quanto a questa serie stia mancando il cuore nelle piccole cose.

Bene, anche per questa settimana è tutto. Vi do appuntamento alla prossima.

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2 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 15×15 “We Didn’t Start The Fire”

  1. Sembra che il cerchio lo spezzerà Amelia se dio vuole, ho paura però che questo preluda alla sua uscita dalla serie, visto che arriva anche la sorella, sarebbe un peccato è uno dei pochi personaggi ad illuminare questa lunga notte. Tutto molto telefonato, i pochi personaggi che bucano non sono sfruttati adeguatamente altri che dovrebbero essere accantonati, (Maggie, tutti gli specializzandi che non hanno una storyline, la tappezzeria inutile se ne può fare anche a meno, i discorsi politici, Owen Hunt due coglioni giganti, lo stesso De Luca che secondo me è molto forzato, Carina meritava molto più spazio insieme ad Arizona, scusa se la nomino). Il padre di De Luca che appare in limousine vestito da sicario della mafia è la ciliegina sulla torta dimostrando che non sanno nulla di come si vestono gli italiani nella Repubblica Italiana. unica nota positiva il ritorno della coralità con Karev che fa più di un cameo, e quando presenta la madre a Meredith suscita un’emozione sincera.

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    • Della possibile uscita di scena di Caterina Scorsone si vocifera parecchio all’interno del fandom negli ultimi tempi. La questione è arrivata anche a Krista tramite Twitter e lei ha risposto così: “È molto doloroso vedere questi pettegolezzi senza alcun fondamento nella realtà. Segui il consiglio della Bailey in ascensore e usa la tua bellissima immaginazione per immagine cose belle, non per creare devastazione, ansia e panico non necessari”. Mi limito a riportarti la risposta, ma non ti dico di fidarti perchè nemmeno io mi fido, visto che un anno fa in questo periodo arrivava come un fulmine a ciel sereno la notizia del licenziamento di Sarah e Jessica. Sul resto sono d’accordo con te.

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