Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 9×09 “Adaptation”

Altro giro, altra corsa. La seconda metà della stagione riparte esattamente da dove la prima si era fermata.

Ed è anche successo un buon numero di cose.

Per dirne una, Jesus è morto. Come vuole la tradizione, oserei dire.

(too soon?)

Abbiamo avuto modo di dare uno sguardo più dettagliato ai Sussurratori. Vi dirò, per essere inquietanti sono inquietanti.

Negan è scappato.

Judith è diventata tipo il miglior personaggio della serie, Rick Grimes SCANSATE.

Negan è ritornato.

Rosita è incinta. Di Siddiq, niente meno. Mi spiace più che altro per Eugene, che trenta secondi prima le aveva aperto il cuore, più che per Gabriel, perché il secondo lo preferisco nell’unico ruolo di Don, e non anche in quello di Dongiovanni.

Alden e Luke, infine, sono stati accerchiati dai morti viventi, questa volta “viventi” nel vero senso della parola.

Andando in ordine sparso, partirei proprio dai nuovi “cattivi”. Per prima cosa, mi domando che tipo di malattia mentale devi avere per poter concepire una cosa come indossare la pelle dei morti come delle maschere di carnevale. Per carità, si è rivelata una soluzione più che efficace, consentendo in effetti un successo in termini di mimetizzazione pari al 101%, però santi numi! Certo, nel corso della serie abbiamo visto diversi altri personaggi, in molte altre occasioni, fare qualcosa di molto simile, concettualmente parlando – cospargersi di viscere e sangue e ogni sorta di schifo putrescente – per riuscire a superare certi impasse (il più recente l’evacuazione di Alexandria) ma è necessario operare dei distinguo. Innanzitutto, per quanto strano possa sembrare, la seconda opzione, che dovrebbe essere più disgustosa, è quella che mi sembra più tollerabile. Non so voi, ma il pensiero di indossare la faccia morta di qualcun altro, sentirmela calzare addosso come un guanto mi darebbe un senso di oppressione indicibile. E poi un conto è usare un’intestino come sciarpa una tantum, un conto è andare in giro per anni tra i morti fingendo di essere uno di loro, doversi adattare per così tanto tempo ai loro tempi, alle loro “decisioni”, alle loro direzioni. Va a finire che, dai e dai, ti convinci di essere morto anche tu.

Ora, premesso che secondo me i Sussurratori dovrebbero essere internati, una cosa gliela concedo: la strizza addosso te la mettono. O meglio, la mettono a chi se li trova davanti e non ha idea di quello che sta succedendo. Prendete Alden e Luke, ignari di tutto: a un certo punto i morti si fermano in posizione eretta, immobili, e li accerchiano. Non vi verrebbe il cagotto? Come a suo tempo era venuto a Eugene e Rosita, che li avevano sentiti parlare, con quella cadenza strascicata, e non c’era nessuna ragione per credere che non fossero i morti stessi. Purtroppo la magia si spezza quasi subito, perché ti rendi conto quasi all’istante che si tratta di umani molto umani e soprattutto molto vivi, però lì per lì è figo.

Ho apprezzato anche la schiettezza: interrogata, Lydia ammette che a prescindere avrebbero ucciso qualsiasi altro umano, perché ormai la filosofia zen da seguire è “o noi o loro”. Voto diesci per l’onestà.

Oltre ai Sussurratori, un ruolo importante nell’episodio l’ha avuto Negan, e Judith di riflesso. Vi dirò, questa strana accoppiata mi piace, come in effetti mi piaceva quando al posto della marmocchia c’era suo fratello Carl. Solo che Judith, revolver in mano e cappello in testa, ha dato tre giri a tutti gli altri Grimes.

Mi è piaciuto molto il loro primo faccia a faccia, con Negan colto nell’atto di scavalcare le mura e diventare uccel di bosco. Alla fine, se è riuscito a lasciare Alexandria, non è stato perché è riuscito a circuire una bambina, ma perché suddetta bambina ha preso la decisione – consapevole e ponderata – di dargli una possibilità là fuori. Non senza minacciare di sparargli se l’avesse rivisto. Ci sta.

Negan ripercorre il viale dei ricordi (compreso lo spiazzo dove ha ucciso Glenn e Abraham), trova il Santuario e capisce di essere rimasto più solo di un neurone nella testa di un pentastellato. È l’ultimo sacerdote di una civiltà ormai scomparsa, e il suo mondo ormai è cambiato per sempre. Non era riuscito a capirlo in cella, l’ha capito ora che l’ha toccato con mano. Così mette da parte l’orgoglio e qualsiasi altra cosa del vecchio Negan (tranne l’amore per le giacche di pelle) e torna ad Alexandria pronto ad affrontare il nuovo capitolo della sua vita. Con Judith Grimes a mostrargli la via, navigator di reddito di zombidinanza.

È notizia di queste ore che Danai Gurira, Michonne, lascerà la serie alla decima stagione. Direi che a questo punto Judith Grimes ben possa diventare capo supremo di Alexandria e unificare le comunità sotto la sua guida illuminata.

A proposito di leader: con il ciaone di Maggie e la morte di Jesus (e prima ancora quella di Gregory), al comando di Hilltop ora c’è Tara. Io, fossi in lei, ci penserei una, due, centomila volte prima di accettare il ruolo di capo (e poi non accetterei) perché questa posizione sta diventando tipo la cattedra di difesa delle arti oscure di Hogwarts. Insomma, secondo me vi aleggia la sfiga sopra.


Ringraziamo: The Walking Dead ITA Family | Because i love films and Tv series | Serie Tv News | Film & Serie TV | I love telefilm & film ∞

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