Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 15×11 “The Winner Takes It All”

Dopo un inizio frivolo all’insegna dei triangoli amorosi, è arrivato il primo episodio tosto di questa seconda metà di stagione. In fondo ogni tanto bisogna pur ricordarsi che questa serie non è tutta chirurghi che si fanno gli occhi dolci in ospedale (e fuori).

L’episodio si divide sostanzialmente in due: da una parte vediamo Meredith che si ricongiunge con suo padre poco prima che Thatcher muoia, mentre dall’altra c’è il grande intervento di Catherine.

Cominciamo proprio dalla storyline di Meredith e di suo padre che piomba dal nulla e senza un effettivo senso, se non quello di strappare qualche lacrimuccia ai fan, tra un ricordo di Lexi e uno di Derek, e di ricordarci che la fascia di “Miss mai ‘na gioia” è e sarà sempre di Meredith Grey. Obiettivamente questo ritorno di Thatcher solo per dare il grande addio alla figlia, che non ha mai calcolato se non quando gli è servito un trapianto di fegato, non ha alcun motivo di esistere, né per il personaggio di Meredith in sé, né tanto meno per noi spettatori. Non so voi, ma io non stavo fremendo dalla voglia di sapere che fine avesse fatto. Per me sarebbe potuto benissimo rimanere a vivere la sua vecchiaia chissà dove. Il riportarlo in scena solo per farlo morire è una mossa volta solo a riempire minuti di show, facendo fare a Meredith qualcosa di diverso rispetto alle ultime stagioni. Di buono in questa situazione trovo solo la coerenza di Mer che non si lascia ammorbidire dalla situazione e resta fedele a ciò che pensa di suo padre. Gli mostra pietà, ma non comprensione. Gli mostra la benevolenza che qualunque persona un minimo sensibile mostrerebbe verso una persona malata, ma nulla di più. Ed è giusto così. Thatcher non si è comportato da padre quindi non sarebbe stato giusto far vestire a Meredith i panni della figlia affranta dal dolore. Le loro ultime ore insieme mostrano il divario che c’è sempre stato tra loro e, nonostante i momenti di vicinanza che nascono dal ricordare Lexi o dalla scoperta che lui sia andato al funerale di Derek senza farsi vedere da Meredith, come esso non più essere colmato. È semplicemente troppo tardi per recuperare. Lo specchio del loro rapporto sta nei primi momenti del loro incontro, quando si guadano e non sanno cosa dirsi, nonostante abbiano anni e anni di assenze da colmare. Potrebbero raccontarsi milioni di cose, ma non lo fanno perchè non avrebbe alcun senso condividere esperienze, sensazioni ed emozioni di cui l’altro non è stato partecipe. I due si ritrovano così a parlare di quelle poche esperienze e persone che li hanno uniti poiché è tutto ciò che resta loro. Anche quando provano a condividere qualcosa di più, come il viaggio in Africa di Thatcher o i brevi racconti sui figli di Meredith, si percepisce nettamente il muro che c’è tra loro e che è stato cementato negli anni, mancanza dopo mancanza, assenza dopo assenza. A livello emotivo, anche il momento della sua morte lascia poco e niente. Non vediamo, giustamente, una figlia dare addio al padre dopo avergli perdonato gli errori del passato, ma guardiamo Meredith, che noi consociamo molto più di quanto lui non abbia mai fatto, dare addio a Thatcher cercando di mostrargli tutta la compassione di cui è capace. Non c’è amore in quei gesti. In un certo senso, Meredith ha verso Thatcher lo stesso atteggiamento di noi spettatori: le dispiace vederlo morire perché è un avvenimento triste a livello umano, ma non vi è alcun trasporto emotivo da parte sua. Tra pentimenti dell’ultimo minuto, patetici e poco cedibili, e fugaci racconti, Thatcher scivola via dalla vita di Meredith come se non fosse mai esistito, con la stessa inesistente rilevanza che ha sempre avuto. È un addio sterile e insensato, che serve solo da riempitivo nell’episodio e che tiene Meredith inutilmente lontana da dove avrebbe dovuto essere, ovvero al fianco di Richard che da sempre per lei è stato quanto di più simile ad un padre possa esserci.

Passiamo ora ad una morte che non è avvenuta ma che, a mio avviso, avrebbe avuto molto più senso di quella di Thatcher. Non fraintendetemi, non ho nulla contro Catherine, perchè mi è abbastanza indifferente, ma la sua dipartita sarebbe stata un punto di svolta per la stagione e anche per la seconda fase della serie che è iniziata dall’arrivo di Krista Vernoff. Il personaggio di Catherine di per sé non aggiunge né toglie niente alla narrazione, appare e scompare, non permettendo così allo spettatore di legarsi a lei. D’altro canto, però, è una figura fondamentale nella vota di Jackson e Richard, che invece sono tra i protagonisti più amati dello show. Proprio questa sua ambivalenza l’avrebbe resa una candidata ideale a morire perchè, da una parte avrebbe avuto un forte impatto sulla vita di Webber e Avery, costringendoli a reagire e ad attuare dei cambiamenti significativi e sensati nella loro vita, piuttosto che vagare in questo limbo di perenne indecisione dove si trovano ormai da mesi; mentre, dall’altra, avrebbe riportato in noi spettatori quella paura ormai sopita che chiunque potrebbe morire da un momento all’altro, senza però privarci effettivamente di un personaggio chiave. Dalla scomparsa di Derek sono ormai passati quasi quattro anni e, nonostante altri personaggi non facciano più parte della serie, quella paura che chiunque possa morire all’improvviso, insegnataci dalle prime prime undici stagioni, sembra ormai un lontano ricordo. Nel vedere il trailer dell’episodio, per esempio, non ho pensato nemmeno per un secondo che Catherine potesse morire. Ed è proprio per questo che ho sperato che accadesse. Con il minimo sforzo, ovvero l’eliminazione di un personaggio poco importante, si sarebbe ottenuta la massima resa. Chiariamoci, non sono qui ad inneggiare alla strage dei medici del Grey-Sloan, però è innegabile che riportate quel tipo tensione di fondo all’interno della serie sarebbe un gran miglioramento.

Per il resto c’è poco da aggiungere. Amelia si conferma la donna dei (quasi) miracoli, e non mi è chiaro se la non completa riuscita dei suoi interventi impossibili (vedi la rimozione solo parziale del tumore di Catherine, o l’operazione che ha salvato la vita a Nicole Herman, facendole però perdere la vista) sia una vena di realismo o solo un modo per porla comunque un gradino al di sotto del fratello che, invece, riusciva a rimuovere tumori incurabili e a non paralizzare nessuno semplicemente decidendo a caso dove tagliare; Koracick risulta ancora una volta uno dei migliori personaggi degli ultimi anni e i’amicizia con Teddy, purché resti solo questo, sarebbe un ottimo modo per dare consistenza alla sua presenza; Jackson è ormai irriconoscibile e vorrei capire dove andrà a parare la storia con Maggie ora che la possibile morte di sua madre è scongiurata e tutto il resto della ciurma non è pervenuto, perché ormai per gli sceneggiatori sembra impossibile riuscire a gestire in maniera decente più di tre o quattro personaggi per volta.

 

Bene, direi che anche per questa settimana è tutto. Vi do appuntamento alla prossima quando, stando al trailer, torneremo al nostro caro triangolo amoroso.

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4 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 15×11 “The Winner Takes It All”

  1. Condivido ogni riga, per quanto riguarda Thacher la storia è insensata, era nelle file dietro ma nessuno lo ha visto, ma dai, Webber grande quando le parla, c’è una nota di biasimo quando le dice Molly è andata via lui non ha nessuno, la compassione e il perdono sono virtù sovrane, Mer da tempo è troppo vicina al modello nazifemminista e lontana dalla ragazza del bar, anche se lo vogliono nascondere dietro il suo essere madre. I personaggi mancano tutti di profondità. Condivo il discorso su Katreen altra trama senza senso, così come il taglio di altri personaggi, siamo alle solite, che oltretutto impoveriscono la trama, perché tre quattro storyline alimentano la tensione narrativa, due scritte scosì ma dai.
    P.s.
    Per me Webber nella nota di biasimo gli ha pure ricordato che ha un altra sorella che lei ha sempre snobbato facendole pagare le colpe del padre, viva la ragazza del bar e che l’arpia si dissolva nell’acqua.

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    • Non mi trovi del tutto d’accordo, ma é ovviamente una questione di visioni personali. La compassione tra esseri umani puoi anche essere dovuta, e infatti Meredith la mostra a Thatcher, ma il perdono no. Quello va meritato e lui non ha fatto nulla per ottenerlo, anzi, ha ripetuto più e più volte lo stesso errore. Nel caso specifico, non vedo nulla di nazifemminista in Meredith, ma vedo solo una donna che giustamente non sente di doversi comportare da figlia con chi non le ha fatto da padre. Il punto di vista di Webber è quello esterno di chi direbbe “eh ma è sempre suo padre” senza ricordarsi che il titolo di padre non ha a che vedere con il DNA ma con l’impegno e la dedizione che si mostrano nei confronti dei figli. Sul fatto che Meredith non sia più la ragazza del bar sono d’accordo ma credo sia anche normale, sono passati 15-20 anni da quel periodo. Troverei preoccupante se fosse rimasta tale e quale, soprattutto dopo quello che ha subito. Le difficoltà e le sofferenze inaspriscono le persone, è normale. Sul tipo di femminismo propinato dalla Vernoff, invece, non sono d’accordo nemmeno io. È una rappresentazione poco sana del movimento.

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  2. Sul giudizio sul padre sono d’accordo con te, Io mi riferivo alla sorella dimenticata o mai conosciuta Molly, poi bisogna essere in due per conoscersi, però mi sembra che sia diventata troppo dura manca della leggerezza che aveva all’inizio, non è solo l’età, o i figli, è pesante, questo ormai da diverse stagioni, sta su un altarino per me dovrebbe tornare al bancone terra di noi mortali, dovrebbero far interagire Alex di più visto che ha preso il posto della Young come persona di riferimento invece fa solo tappezzeria o riempipista. Tornando a Webber credo fosse infastidito dall’atteggiamento di lei, lui ha cercato di risolvere il problema di Maggie quando se l’è trovato di fronte, sbagliando, ma non rinunciando, lei invece rinuncia e questo lo urta, la malattia coinvolge anche la sorella dimenticata, un leader non si lascia nessuno dietro, lui non tollera questo secondo me.

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    • Come hai detto tu, per conoscersi bisogna essere in due e noi non sappiamo cosa abbia fatto Molly in tutto questo tempo. È un rapporto che non abbiamo visto quindi è difficile giudicarlo.
      Certo, Meredith non é più quella di un tempo ma sarebbe preoccupante se dopo 15 stagioni fosse ancora la stessa. Non è una questione d’età o di figli, ma di esperienze. Non ha avuto una madre (perchè Ellis ha fatto di lei un chirurgo straordinario ma sotto l’aspetto umano è stata più che carente), non ha avuto un padre, l’amore della sua vita è morto, quello con cui aveva provato ad andare avanti è tornato dalla fidanzata risorta, una delle sue sorelle è morta, uno dei suoi migliori amici é morto, Cristina vive dall’altra parte del mondo e le è rimasto solo Alex, Maggie e Amelia le danno più preoccupazioni che altro, ha 3 figli relativamente piccoli e ha pure una posiIone di responsabilità al lavoro….dove la deve trovare la leggerezza che aveva quando era solo una ragazza in un bar? Già é tanto che non dia fuoco a tutto e se ne vada. Umanamente parlando, mi sembra difficile chiederle di più. È di ghiaccio, è vero, e si è messa al di sopra di tutto e tutti, ma bisogna anche capirne il perchè. Ha vissuto una vita allucinante e che i 3/4 di noi non riescono nemmeno ad immaginare, al posto suo forse anche io mi chiuderei nel mio guscio fatto di lavoro e famiglia. Lei tra l’altro ci sta provando a rimettersi in gioco ma ovviamente le ci vuole molto tempo.
      Concordo sul fatto che ci siano degli errori nel suo personaggio, come ad esempio le mancate interazioni con Alex, però io credo che sia quanto meno ingiusto imputarle una mancanza di leggerezza.

      Ripeto, Webber per me parla da esterno. Inoltre non sta scritto da nessuna parte che il modo di agire di Richard sia giusto e quello di Meredith no. Un leader non si lascia indietro nessuno ma sa anche scegliersi le battaglie da combattere. Cercare di costruire un rapporto che non si desidera o che si sente estraneo, è inutile. Meglio essere sinceri e lasciar perdere, evitando di ferire se stessi e gli altri. In più c’è da ricordarsi che Webber ha almeno 30 anni di esperienza di vita in più rispetto a Meredith e questo conta tantissimo.

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