A Series Of Unfortunate Events/Telefilm

Recensione | A Series Of Unfortunate Events 3×05 e 3×06 “The Penultimate Peril”

Oh ragazzi, siamo quasi alla fine. Non volevo iniziare questa recensione perchè avrebbe significato che Una serie di sfortunati era quasi finito. E infatti ora ci siamo. Dopotutto, anche la serie di libri finiva ad un certo punto e quindi godiamo il percorso fino a qui e queste 3 stagioni magnifiche.

Partiamo subito con la prima scena che fa molto Grand Budapest Hotel con questa grande immagine dell’Hotel Denouement al contrario, con i suoi colori pastello.
Bellissima la metafora del mondo come uno stagno in cui ogni tanto un sasso può creare scompiglio. In generale, Lemony Snicket è bravissimo con le metafore e con le espressioni.
Anche i due manager e la vibe generale mi ricorda moltissimo il capolavoro di Wes Anderson.

Gli orfani ora sono Kit e lei è davvero magnifica. Adoro l’attrice, mi ricorda un po’ Jacqueline. Come lei è forte e intelligente e non si fa smuovere dalle cazzate delle altre persone.
Scopriamo che è insieme a uno dei due gemelli (interpretati dall’attore di New Girl, adoro!) e che lui è il padre del bambino. Ma lui è il gemello cattivo quindi anche Kit è cattiva? Eh no, perché c’è un altro fratello, Dewey. Anche i Denouement sono trigemini, come i Pantano, però non sono tutti buoni.

Stupendo vedere il narratore che è anche un personaggio attivo nella storia che lui stesso sta raccontando. Geniale, questo telefilm è geniale. Queste parti in cui ci sono i volontari sono tutte aggiunte rispetto ai libri e devo dire che gli sceneggiatori hanno fatto un lavoro meraviglioso perché tutto è coerente e perfettamente integrato nella trama, e anzi aggiunge quel qualcosa in più a chi sa già la storia e ci tieni incollati allo schermo.

Come sempre scenografie pazzesche. Dovunque c’è Olaf tutto è grigio, desolato, in rovina e anche i suoi vestiti riflettono ciò. Esmé e Carmelita cercano di rallegrare l’atmosfera con vestiti dai colori sgargianti ma risultano ancora più ridicole.

Sunny invece è sempre più adorabile nel vestitino da concierge.

Nell’hotel si radunano tutti i personaggi che abbiamo incontrato nelle puntate precedenti: Jerome, Babs, il Preside Nero, il Signor Poe, Larry, il Giudice Strauss… sembra proprio il finale di uno spettacolo teatrale dove tutti si ritrovano e tutti i nodi vengono al pettine. Un po’ come Sogno di una notte di mezza estate. E scopriamo che J.S. non è una persona sola ma è un po’ il simbolo di chi cerca di aiutare i Baudelaire e di chi vuole portare un po’ di giustizia e cultura nel mondo.

E finalmente i Baudelaire incontrano anche Lemony Snicket, che ha seguito la loro storia ma solo dopo averli incontrati. Chissà cosa sarebbe successo se fossero partiti con lui. Questo telefilm è pieno di what ifs in cui ci sono mille possibili scenari e vorresti sapere tutti a cosa portano perchè le situazioni sono talmente assurde che le possibilità sono infinite.

Tutta la sequenza del processo è in tipico stile Snicket, con le persone che hanno la maschera sugli occhi e prendono le affermazioni della legge letteralmente e non figurativamente. La situazione è assurda e si perde nella forma piuttosto che arrivare alla sostanza. Ridicolmente tragica anche la salita in ascensore dei Baudelaire con Olaf e il Giudice Strauss, che cercano di avvisare tutti ma nessuno li ascolta perchè sono tutti letteralmente e figurativamente ciechi alla verità.

E ovviamente il Conte Olaf finisce per manipolare la verità e a far sembrare gli orfani Baudelaire colpevoli. Il suo discorso però risuona nella mia mente in quanto è vero che i Baudelaire hanno compiuto terribili azioni per una buona intenzione, cioè la loro sopravvivenza.

Questo telefilm che sembra dipingere una versione del mondo in bianco e nero, in realtà rappresenta tutte quelle zone grigie che le persone non sanno definire. Ed è vero che nessuno è solamente buono o cattivo e l’abbiamo visto appieno negli scagnozzi di Olaf, nei Baudelaire, nei volontari, nei guardiani degli orfani e in tutti i personaggi che abbiamo incontrato.
Il mondo è un posto complicato e spaventoso e pieno di mille sfaccettature e quindi dobbiamo accettare questa verità e cercare di fare il meglio che possiamo.

Contentissima di vedere finalmente Beatrice, donna stupenda e con degli occhi dolci e gentili, proprio come Violet.

Queste puntate infatti sono le più assurde di tutti, con battute taglienti e velocissime, outfit peculiari, situazioni incredibili… E ogni puntata ti tiene incollato allo schermo per tutti i misteri che vuoi risolvere e appena se ne scopre uno, altri mille emergono.

E ancora non sappiamo quella dannata zuccheriera cosa contiene!! Ma penso che la zuccheriera sia anch’essa una metafora per tutte le piccole e insignificanti cose della vita che portano a terribili e gigantesche conseguente perchè le persone non riescono a vedere il tutto, come nella favola dell’elefante, ma vedono solo una parte del tutto.

Ma ora passiamo ai voti.

Trama10/10
Regia10/10
Lacrimometro/Divertometro10/10
Nota di merito: la scena tra Beatrice e Lemony
Overall: 10/10

Sylvie

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